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IL BIGLIETTO FERROVIARIO, di Simon Carmiggelt PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Domenica 22 Luglio 2018 16:23

 

 

 IL BIGLIETTO FERROVIARIO
di Simon Carmiggelt

da “Il Venditore di aringhe”

 

          Nella stazione di una cittadina di provincia, battendo i denti dal freddo, stavo aspettando il treno che mi avrebbe riportato ad Amsterdam.  Avevo appena tirato fuori un pacchetto di sigarette dalla tasca esterna del soprabito e ne stavo accendendo una, quando si avvicinò una ragazza con la quale la natura, in quanto a fattezze, si era prodigata in modo molto generoso.
         Mi sedetti su una panchina ad osservarla, come se assistessi a una parata di fiori. Era bellissima, e ne era consapevole,  perché non le era certo mancato chi l'aveva aiutata a sbocciare in tutto il suo splendore. Perciò, nel camminare, si muoveva come una donna che, per strada, sa benissirno di risvegliare negli uomini pensieri virili.
             Quando mi fu appresso mi squadrò con occhi duri, aprì la borsetta e ne estrasse un pacchetto di mentine, cosa che in quel quadretto trovai alquanto inopportuna, e non saprei darne una ragione. Mentre si metteva la mentina in bocca, allontanandosi, mi passò vicino. Anche nella parte posteriore risultò dotata di una panoramica stupenda. La seguii con lo sguardo e, d'un tratto, a qualche metro dai miei piedi, vidi un biglietto ferroviario per terra.
Evidentemente le era caduto mentre tirava le mentine fuori dalla borsetta.
Premuroso cercai di richiamare la sua attenzione: "Signorina!”
           
          Ciò che accadde allora dimostra che l'avvenenza ha anche un lato negativo. Una donna brutta si sarebbe voltata immediatamente, per capire il motivo del mio richiamo. Ma questa era, lo ripeto, talmente consapevole delle intenzioni bellicose che la sua appetibilità risvegliava in ogni maschio, che, non solo non si voltò affatto, ma proseguì per la sua strada tenendo, nella sua alterigia, ancora piú alta la testa.
“Allora lasciamo perdere” pensai indispettito.
         Perché le mie intenzioni erano improntate a pura cortesia. Avevo voluto farle notare che il biglietto del treno le era caduto per terra e, per tutta risposta, ero stato trattato come un vecchio dalle intenzioni inopportune.
       Alla fine del marciapiede la ragazza si sedette su una panchina, a far mostra della sua inossidabile avvenenza.
“Se per caso ti è saltato in mente che ti venissi dietro per portarti quel biglietto, ecco, ti sei proprio sbagliata, cara mia” fu il mio primo pensiero in quel momento.
         Guardando per terra quel cartoncino, cominciai a immaginarmi la scenetta che si sarebbe svolta sul treno.
Si presenta il controllore.
Anche quello si piglia uno sguardo da “levami-le-mani-di- dosso”.
Apre con sicurezza la propria borsetta.
Allora ha inizio l'affannosa ricerca, sotto lo sguardo del controllore e degli altri passeggeri.
Per farla breve: una gran brutta figura. Le stava bene.
Io le avrei anche potuto risparmiare tutto quanto, ma lei non ne aveva voluto sapere.

         Soffiava una brezzolina tesa sul marciapiede,  che aveva cominciato a giocherellare con il biglietto del treno. A poco a poco veniva sospinto verso il bordo e, con mia vile soddisfazione, venne soffiato via, nel bel mezzo dei binari, proprio nel momento in cui il treno stava entrando in stazione.
           
        Presi posto nella stessa carrozza della ragazza.
Quando si accorse di me voltò la sua bella testa dall'altra parte, come disgustata.
“Aspetta, pensai. Aspetta che arrivi il controllore”.

            Durò ancora una decina di minuti, così che la tensione ebbe modo di crescere. Ma finalmente giunse il momento atteso.
Il controllore le restò accanto con un sorriso ingessato sul viso.
Aprì la borsetta.
E gli porse il biglietto!.
         
       Soltanto quando fu il mio turno venne fuori che il mio biglietto non era piú nella tasca esterna del soprabito. Era caduto sul marciapiede, pensai, quando avevo tirato fuori il pacchetto di sigarette. Mi sono inutilmente frugato dappertutto, sotto lo sguardo impaziente del controllore. Anche lei restò a guardarmi a lungo, con aria molto divertita.

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 27 Luglio 2018 03:17 )
 

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