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RCT - RESOCONTO DELLA TOURNÉE IN BELGIO 2018 - compagnia VIAGGI FUORI DAI PARAGGI PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Venerdì 29 Giugno 2018 16:35

 

RCT -  RESOCONTO DELLA TOURNÉE IN BELGIO 2018

compagnia integrata di danzateatro  di Cascina Macondo

VIAGGI FUORI DAI PARAGGI

 

 

 

cortile

 

Pietro
domenica 10 giugno 2018
Questa volta siamo seduti in cerchio sulle sedie nel salone Gibran di Cascina Macondo, domenica 10 giugno, per trascrivere le impressioni del viaggio in Belgio.
E’ tardo pomeriggio. In mattinata sono andato a Saluzzo per Good Morning Poesia con i detenuti.  
I ragazzi hanno lavorato un po’con Nagi e Florian, hanno visto alcuni filmati di danza, hanno fatto alcuni esercizi, e infine hanno preparato le pizze da infornare nel forno nuovo. Ciascuno ha portato gli ingredienti: olive, formaggi, mozzarelle, prosciutto, salame, funghi, sugo di pomodoro. Mancavano le acciughe e i capperi. Ognuno ha ornato abbondantemente la propria pizza con gli ingredienti che ha ritenuto opportuno e Anna ha infornato. Me ne hanno lasciata una. Buona direi, forse un po’ bruciacchiata sugli orli e un pochino ancora cruda nel centro.
Rientrati all’ombra in salone, a ruota libera ciascuno elenca i propri ricordi della tournée in Belgio, e io scrivo su un foglio:

 

 

teatro

 

 

Fabio
poiché faccio l’operatore ecologico, mi è piaciuto l’attrezzo che usano loro a Gent per pulire le strade: un aspirapolvere gigante con un tubo per aspirare polvere e cartacce.  autogrill

Luca
ricordo con particolare vividezza la melodia con fischio lieve e acuto della pompa a piede che abbiamo usato per gonfiare i materassini. Tutti gli avventori dei bar nella via di sotto hanno alzato gli occhi verso le nostre finestre del primo piano, domandandosi cosa fosse quella melodia inconsueta.

Florian
ricordo la grande intensità che tutto il gruppo ha messo nello spettacolo che avete fatto nel teatro di Anversa.

Davide
non mi è piaciuto lo spettacolo a Deurne, perché ero un po’ teso e ho dovuto ripetere tre volte la mia frase del diavolo che era una risata sinistra: Ah, Ah, Ah.
Ho apprezzato alla grande il Brunch che è una colazione-pranzo con salami e salsicce. Non ho mangiato il dolce, perché mi piaceva il salato. La sera, la seconda volta, non florianho mangiato la zuppa e l’ho data a Daniele. La prima volta l’ho mangiata volentieri, non io, ma il mio fantasma.
Quello che non mi è piaciuto è il materassino con gli spifferi. La mia novità è che mi sono appassionato alla doccia. E poi c’erano bici dappertutto.

Pietro
ricordo con simpatia quando Davide si è avvicinato a me. Eravamo nella Piazza dell’Eroe di Gent, quando aspettavamo Ip che ci avrebbe accompagnato a piedi al Teatro Minard.
Davide, con tono un po’ drammatico, mi dice di punto in bianco, sovrastando i racconti, tutti diversi, che Daniele, Linda, Angelo, forse anche Federica,  stavano riversando contemporaneamente nelle mie orecchie mescolati alla musica dell’orchestra che suonava in piazza in quel momento:
“Lo sai Pietro - esordisce Davide - che la prima volta che sono andato in bici, si sono rotti i freni e sono andato a sbattere contro un muro”.
Era evidente l’intenzione di Davide di rendere “drammatico” il suo racconto e guardava continuamente la mia espressione del viso per leggervi nella mimica una mia partecipazione altrettanto drammatica.
Forse non convinto, per rendere più drammatico il suo racconto aggiunge,: “Ero in discesa!”  cena denise
Ma la mia espressione facciale non era per lui ancora soddisfacente e, dopo qualche secondo di silenzio, aggiunge: “meno male che non ero in salita, altrimenti sai che botta avrei preso!”

Angelo
è stata una bella emozione dormire nel teatro vecchio dove cinque anni prima avevamo fatto lo spettacolo dello Strillone. Dalla barca si sentiva lontano lo sferragliare del tram.

Massimo
una cosa che mi ha colpito sono le quadrifontane di bronzo che abbiamo incontrato a Gent durante il giro turistico con Luuk che ci spiegava le cose: il primo invaso, in basso, per i cani; il secondo, il più grande, per i cavalli; il terzo invaso per gli esseri umani; il quarto, il più alto e il più piccolo, per gli uccelli.

cena ipMila
Nella barca di Ip durante il giro nei canali, mi sono domandata sul silenzio e ho sentito delle voci: il tram, gli uccellini, le strade … Nel ristorante mi hanno colpito i secchielli di fiori messi sul tavolo, tanto che ho voluto, con l’aiuto di Pietro, pensare un haiku:



silenzio a tavola
un secchiello di fiori
tra me e te

 



ajidi e ipValentina
e ricordate che strane zampe palmate avevano quelle paperelle nel canale dietro il Castello? Si sono avvicinate a noi tantissimo!

Clelia
a me sono molto piaciute le brevi passeggiate serali per digerire, anche se dovevo appoggiarmi al mio bastone. E sono rimasta colpita quando abbiamo incontrato Ip che aveva un gruppo di ragazze giapponesi sulla sua barca che facevano un giro nel canale, e tutti noi, ricordandoci del silenzio, abbiamo salutato Ip dalla strada solo con un gesto della mano, senza parlare e senza sbraitare per far vedere che Ip era nostro amico.

Federica
era bella la barca, la chiesa, il castello, il Ponte San Michele col drago e il pullman con l’autista Danilo.

Davide
ho gradito l’invito di Luuk e Mia nel loro negozio dove ci hanno offerto caffè, thè, biscotti, fragole biologiche. Io non ho fatto il giro in barca in silenzio con Ip, nemmeno cinque anni fa. In compenso ho fatto due volte il giro della città con Luuk che era la nostra guida.

chiesaPietro
devo dire, a proposito del racconto sull’incidente in bicicletta, che Davide mi ha insegnato qualcosa di importante che forse nemmeno lui sa di avermi insegnato. Tutti sappiamo che Davide conosce bene la differenza tra una discesa e una salita. E sa che in discesa si va più veloci che in salita.
Ma quando mi ha raccontato la sua avventura dei freni rotti, mi è sembrato di capire che nella sua mente c’era “l’urgenza” di farmi partecipe di un evento drammatico. Quando ha detto che è andato a sbattere contro il muro con la bicicletta, mi ha guardato per capire se anche nel mio viso c’erano segni di “drammaticità”, che era la cosa importante che voleva dirmi. Non parendogli di scorgere la drammaticità che si aspettava, ha aggiunto che stava andando in discesa, per aumentare appunto la forza e l’impatto del suo racconto. Quando si è accorto che la parola “discesa” non aveva variato granché la mia mimica, ha sentito il bisogno di aumentare in qualche modo, un modo qualsiasi, la drammaticità. Ma avendo ormai esaurito tutte le parole, ed essendo il suo bisogno urgente e prepotente, ha aggiunto istintivamente la frase: “Meno male che non ero in salita…”.
Ecco, Davide mi ha insegnato che quando un bisogno dentro di noi è troppo grande e la mente e il cuore sono troppo pieni di quel bisogno, si rischia di non vedere più bene la realtà.
E’ una cosa che succede spesso a milioni di persone. Grazie Davide.

luuk
Antonella
ricordo con piacere il Mare del Nord la cui spiaggia era verde e io me l’aspettavo più brulla, e l’acqua che non era poi così tanto fredda.

Tommy
ho capito che abbiamo lavorato molto. Bob e Beth e Una sedia per capello e la sera che sono stato male avete fatto uno spettacolo bellissimo. A Gent la domenica in semicerchio sul palco abbiamo fatto un pezzo io e Ip “la tigre e il drago”.

Fabrizio
il nostro spettacolo era bello. A Gent ci hanno regalato una piantina di fiori, una a ciascuno di noi attori, era uno sponsor amico di Ip.

nagi barcaAnna
abbiamo apprezzato tutti il gran regalo di Ip che ci ha portato sui canali con la sua barca del Bangladesh. Ricordo che i turisti pagano 22 euro e cinquanta centesimi a persona per fare il giro in barca.

Daniele
bello lo spettacolo di Bob e Beth con Nagi e Florian, e mi è piaciuto quando Florian salutava la gente in mezzo al pubblico e poi tirava fuori da una borsa un mazzo di fiori da matrimonio.
Sono contento che per la prima volta in Belgio c’erano anche Linda, Federica, Fabio, Silvia, Valentina e Massimo. E mi è piaciuto il suono delle conchiglie sotto le scarpe nella passeggiata sulla spiaggia del Mare del Nord. Ho anche scritto un haiku:



dune nel vento
scricchiolano conchiglie
abbandonate



Linda 
barca
era la prima volta che andavo in barca. Avevo paura, un po’ per l’acqua, un po’ per l’equilibrio. Mi ha colpito il cimitero degli studenti. Il castello e la chiesa sembravano finti, ma erano veri come l’immaginavo. Bello lo spettacolo di Nagi e il bouquet di fiori lanciato al pubblico.

Antonio
mi ha colpito il giro in barca, lo stare seduto sulla barca, il giro che abbiamo fatto sull’acqua, il prato con le papere, i ponti bassi quando Ip doveva sempre abbassare la testa per riuscire a passare, e i suoni che cambiavano.

Anna
il salice di Ip di cinque anni fa, dove ci eravamo fermati per una sosta con la barca, non c’è più. Ma ho visto che sta ricrescendo. Dietro il salice c’è il castagno sotto cui ci siamo fermati quest’anno in silenzio.

barcaPietro
siamo passati più volte su un ponte, quello vicino al vecchio Mercato della Carne, dove a orari regolari sferraglia il tram numero quattro. Ogni volta mi sono soffermato a guardare lo specchio d’acqua sotto l’Ufficio del Turismo… e ho sempre rivisto la barca dove ho vissuto una settimana da eremita qualche anno fa…

Clelia
ringrazio tutti voi ragazzi che mi siete stati vicini vedendomi con la stampella

Mila
e poi quella passeggiata di cattedrali con Luuk, nella cripta, emozionante!

Valentina
ho trovato fantastico a Deurne i ragazzi belgi che sul palco hanno lavorato con noi e sembravamo un unico gruppo!

ip remaLuca
ho avuto un po’ di ansia quando, seduto a prua, non avendo ancora distribuito bene il peso mentre salivamo, mi sono bagnato i piedi, perché la barca di Ip aveva imbarcato anche un po’ di acqua.
È stata una sorpresa sabato quando ci siamo svegliati presto e sentivamo nel bagno qualcuno che faceva la doccia. Ci siamo contati più volte per scoprire chi stava facendo la doccia e, strano davvero, noi c’eravamo tutti lì nel vecchio teatro dove dormivamo!
Poi abbiamo scoperto che era Ip, arrivato da una scala interna.

Silvia
lunedì, alla partenza, avevamo di fronte, al primo e al secondo piano, una montagna di bagagli da portare giù! E’ stata davvero una sorpresa scoprire che con grande efficienza li abbiamo portati al piano strada in un baleno!

Massimo
mi hanno colpito il silenzio in pullman, il silenzio in barca, il silenzio a tavola, e il silenzio di Battista.


 

 

 

DAI TACCUINI



FABIO

lunedì 28 maggio 2018
Io e la compagnia di DANZATEATRO ci siamo ritrovati alle 7.30 in C.so Vigevano per intraprendere un viaggio in Belgio, noi ragazzi eravamo tutti emozionati per questa nuova avventura. Durante il viaggio Florian ci ha insegnato un ritornello: LA COMBRICCOLA DEL LOMBRICOLO HA DEI DUBBI DUBBI DUBBI DU AH.

massimo remaDurante il viaggio verso il Belgio, abbiamo fatto 5 soste:
la 1° sosta per W.C., caffè e sigaretta,
la 2° per pranzo con panini che hanno preparato Anna, Cleia e Luana, accompagnati da un succo di frutta, W.C., caffè e sigaretta,
la 3° per W.C. e sigaretta,
la 4° per merenda, W.C. e sigaretta,
la 5° e ultima sosta per la cena sempre con i panini, W.C. e la famosa sigaretta.
Arrivati a Gent, che per me era la prima volta, sono rimasto stupito di quanto era carina e pulita. Raggiunto il posto dove avremmo alloggiato, abbiamo trovato Ip e Denise che ci stavano aspettando. Scesi dal pullman abbiamo salutato e preso le nostre valige per portarle nel salone del palazzo affianco al ristorante di Ip e Denise. Ci siamo messi in cerchio in modo che Anna potesse parlarci per poter assegnare i posti dove avremmo dormito. Le ragazze, essendo in minoranza numerica, sono state messe in soffitta, mentre noi ragazzi ci hanno messo nel salone dove ogni sera ci radunavamo per poter andare a mangiare al ristorante di Ip e Denise.
Saputo i posti dove avremmo dormito, i ragazzi Luca e Massimo si sono messi a gonfiare i materassini su cui avremmo dormito. La pompa di Massimo fischiava un casino, mentre quella di Luca fischiava un po’ meno, però c’è da dire che avevano creato una melodia. I passanti sotto la finestra aperta alzavano la testa per capire che cosa potesse essere quel rumore e, a dirla tutta, per noi poteva essere una melodia, perché sapevamo che cos’era, mentre i passanti no.
Finito di gonfiare i materassi ognuno di noi ne ha preso uno e lo ha messo in un posto dove ci ha disteso il sacco a pelo, dopo di che ci siamo preparati per andare a dormire.

martedi 29 maggio 2018
palazzo
Io mi sono alzato presto e non potendo uscire sono rimasto nel salone ad aspettare gli altri che si alzassero per poter andare a fare colazione tutti insieme. Mentre aspettavo che si alzassero tutti, io uscivo dal salone e andavo fuori a fumare una sigaretta senza disturbare chi dormiva.
Verso le 8.30 ci siamo fatti un giro. Verso le 10.30 Ip ci a fatto un BRUNCH che sarebbe colazione e pranzo insieme con brioche, caffè, latte e thè, formaggio, pane, uova strapazzate e fagioli.
Nel pomeriggio ci siamo divisi in 2 gruppi, il quale 1 sarebbe andato con Ip in barca, mentre l’altro sarebbe andato con Luuk, un amico di Ip che conosce l’italiano per farci da guida per Gent dove abbiamo visto delle chiese sino ad arrivare sul ponte di S. Michele dove avremmo dovuto incontrare l’altro gruppo lungo il fiume. Arrivato l’altro gruppo che era in barca con Ip, abbiamo fatto cambio, chi era con Ip sarebbe andato con Luuk e chi era con Luuk sarebbe andato con Ip dove ci ha portati sotto un salice piangente per riposarsi un pò le braccia e sorseggiando un succo alla mela.
Siamo tornati per le 18.00/18.30 per andarci a preparare per la cena.

castellomercoledì 30 maggio 2018
Abbiamo fatto colazione alle 8.00 con caffè, latte e thè, pane, cioccolata, formaggi. Verso le 9.00 ci siamo incamminati verso PIAZZA SAN GIACOMO dove ci aspettava il pullman per andare a DE PANNE. Durante il viaggio di 1 ora circa, Pietro ci ha fatto creare un Haikù riguardante il breve viaggio:



silenzio in pullman
si raccolgono idee
come il grano


Questa è la versione con l’ultimo verso suggerito da Luca e Silvia.

Arrivati a DE PANNE ci siamo divisi in 2 gruppi, 1 ha fatto la strada in piano per la città, per chi non avrebbe potuto fare la salita, mentre il 2 gruppo hanno fatto la strada lungo le dune di sabbia per poi ritrovarci davanti a una statua che si affacciava sul mare del nord per mangiare dei panini fatti da Anna, Clelia e Luana.
Verso le 14.00 siamo ritornati al pullman in direzione DIKSMUIDE per andare a vedere le trincee della 1° guerra mondiale fra il Belgio e i Tedeschi. Dopo aver visto le trincee siamo risaliti sul pullman per andare a visitare un cimitero della 1° guerra mondiale dove erano seppelliti i giovani tedeschi morti nella 1° guerra mondiale.

giovedì 31 maggio 2018
Ci siamo alzati alle 7.30 per ritrovarci sotto sulla strada alle 8.30. Mentre aspettavamo l’ora del ritrovo Daniele e Luca si sono inventati un Haikù:



silenzio in viaggio
il sole spacca le pietre
ai ai che male



moloVerso le 10.00 ci siamo incamminati verso PIAZZA SAN GIACOMO dove ci avrebbe aspettato il pullman per andare ad ANVERSA dove avremmo conosciuto un gruppo di ragazzi disabili, dove abbiamo fatto degli esercizi teatrali insieme a loro. Appena arrivati ci hanno accolto con simpatia e armonia e noi ci siamo presentati, poi abbiamo pranzato insieme a loro con una zuppa con dentro dei pezzi di pollo. Finito di mangiare, io e i fumatori siamo scesi per fumacchiare e fare 2 chiacchiere. Per le 14.00 sono venuti a chiamarci per fare un cerchio e iniziare gli esercizi.
1° esercizio il giro del saluto,
2° esercizio le statue,
3° esercizio le statue meccaniche,
e per ultimo ci siamo divisi in 4 gruppi, comandati da Luca, Silvia, Valentina e Antonella.
I gruppi di Luca e Silvia si sono occupati delle statue meccaniche, mentre i gruppi di Valentina e Antonella facevano le statue immobili. A fine giornata eravamo tutti stravolti e accaldati, ci siamo salutati con la certezza che ci saremmo rivisti la sera dopo per il nostro spettacolo.

venerdì 1 giugno 2018
Era il giorno dello spettacolo, ci siamo alzati alle ore 8.00 per incontrarci alle 10.00 al ristorante PANDA per fare il Brunch. Mentre aspettavamo i ritardatari, Daniele e Pietro anno creato 2 Haikù:



pausa barcasilenzio in strada
una ragazza corre -
campane suonano


bella giornata
la ragazza coi tacchi
e un po’ di vento



Arrivati anche i ritardatari, siamo andati verso il pullman e alle 11.30 siamo partiti per ANVERSA dove Pietro ci ha parlato di un concorso internazionale Haikù che Cascina Macondo organizza ogni anno e, dato che noi durante le tournée ne facciamo sempre tanti, ci ha proposto se volevamo partecipare a questo concorso di Haikù, noi abbiamo accettato e Pietro ci ha iscritti, così abbiamo potuto partecipare anche noi del gruppo VIAGGI FUORI DAI PARAGGI.
Nel frattempo siamo arrivati ad ANVERSA, e ora dovevamo solo arrivare in teatro.

barcaSiamo arrivati alle 14.00 e siamo entrati per fare le prove dello spettacolo. Dopo aver “segnato” i posti dove sarebbero andate le sedie e il limite del palco, abbiamo sistemato le sedie e fatto le prove. Verso le 16.00 sono arrivati i ragazzi del centro, che abbiamo conosciuto il giorno prima. Arrivati tutti, siamo andati nella sala affianco e abbiamo mangiato leggero per essere leggeri durante lo spettacolo. Alle 19.30 abbiamo incominciato a sentire la gente che incominciava ad arrivare per prendere posto, noi siamo scesi nello spogliatoio per prepararci allo spettacolo, ma prima abbiamo visto lo spettacolo di Nagi e Florian intitolato Bob e Beth. Dopo lo spettacolo di Bob e Beth abbiamo fatto il nostro, intitolato UNA SEDIA PER CAPELLO. Finito lo spettacolo di Nagi e Florian Bob e Beth siamo ritornati nel camerino per darci coraggio tutti insieme. Abbiamo terminato il nostro spettacolo e tutto il pubblico ha applaudito, noi ci siamo avvicinati in fila al limite del palco e abbiamo fatto un inchino tutti contemporaneamente.
Chiuso le tende ci siamo riseduti per terra sul palco per fare un ultimo pezzo con i ragazzi della comunità belga. Si riapre la tenda e abbiamo iniziato a fare le statue che abbiamo provato insieme ai ragazzi Belgi, io come anche gli altri cercavamo di spingere i ragazzi a entrare per fare la statua. Finito lo spettacolo ci siamo detti che è stato bellissimo.
Alle ore 22.00 siamo risaliti sul pullman per ritornare a Gent, siamo arrivati alle 23.00, eravamo tutti cotti e non vedevamo l’ora di andare a dormire.

sabato 2 giugno 2018
pane belga
Era giorno di riposo e svago per il gruppo, ci siamo ritrovati davanti al ristorante alle 10.00 per fare il Brunch. Alle 11.30 noi fumatori siamo andati dietro il ristorante per fumare una sigaretta, e abbiamo visto 6 cigni che viaggiavano sul fiume che non erano neanche disturbati dai barconi che viaggiavano sul fiume con a bordo i turisti che noi salutavamo con i CIAO e gli HOLA.
Alle 12.00 ci siamo divisi in 2 gruppi, chi voleva andare a comprare qualcosa nel negozio di Ip e Denise e chi voleva riposarsi un po’.
Verso le 14.00 siamo andati a farci un giro per la via principale e per fare dei regalini.
Verso le 17.00 siamo andati tutti al negozio di Luuk e Mia dove ci hanno accolti e offerto un thè o un caffè con dei biscotti e delle fragole. Mentre tornavamo al ristorante ho trovato un accendino ancora carico, e da lì a Luca gli è venuto in mente un Haikù:



botta di culo
accendino trovato -
cerchi di fumo



Il capo e creatore della compagnia, Anna, ha deciso di mangiare presto per fare un giro serale tutti insieme per Gent. Rientrati abbiamo fatto una riunione con un brindisi per festeggiare lo spettacolo del 1 Giugno e quello che faremo il 3 Giugno con 2 bicchierini da caffè con della birra, dopo i 2 bicchierini siamo andati tutti a dormire.

domenica 3 giugno 2018
Ci siamo svegliati presto, ma l’orario d’incontro era alle 9.30, ci siamo radunati al ristorante alle 10.00 per fare l’ultimo Brunch della tournée, per poi andare in teatro dove ci avrebbero aspettati Nagi, Florian e Luca. Siamo andati ad aspettare Ip in una piazza lì vicino chiamata LA PIAZZA DEL MERCATO. Arrivato Ip abbiamo attraversato un altro mercato chiamato il MERCATO DEI FIORI dove abbiamo preso dei vasi di fiori da portare in teatro.
Giunti in Teatro abbiamo fatto i segni sul palco come avevamo fatto ad ANVERSA e dopo abbiamo fatto le prove, dopo di che siamo andati in camerino per vestirci col costume e andare a vedere Bob e Beth di Nagi e Florian. Finito il loro spettacolo siamo andati dietro le 5° per prepararci per il nostro spettacolo. Finito anche il nostro spettacolo UNA SEDIA PER CAPELLO abbiamo fatto salire delle persone del pubblico per fare lo stesso esercizio che abbiamo fatto con i ragazzi Belgi (le statue). A fine spettacolo Ip ci ha regalato i vasi presi al MERCATO DEI FIORI, dopo gli applausi del pubblico, amici e conoscenti di Ip, siamo andati a spogliarci per poi andare a mangiare al ristorante di Ip per mangiare con degli amici di Ip. Tra il 2° e il dessert Pietro ha letto degli Haikù e delle favole accompagnate da un suono di pianoforte suonato dalla figlia di Ip e Denise.
Mangiato il dessert Pietro ha letto ancora 2 favole dal libro UN GIORNO E UNA NOTTE – 157 FAVOLE DI COMUNITÀ dove sul libro ci sono anche alcune favole che ha scritto il nostro gruppo VIAGGI FUORI DAI PARAGGI e poi siamo andati in camera per preparare le valige e poi a dormire che il giorno dopo avremmo fatto rientro a Torino.  

pubblicolunedì 4 giugno 2018
Ci siamo alzati presto per finire di mettere via il pigiama e le ciabatte, mentre chi aveva già fatto tutto avrebbe sgonfiato i materassini e messi nelle apposite scatole. Finito di fare tutto siamo andati sotto per fare l’ultima colazione bella abbondante per il viaggio. Alle 7.40 è arrivato il pullman per caricare le valige aiutato da Luca e Massimo mentre noi abbiamo preso posto sul pullman.
Per le 8.00 siamo partiti dopo aver fatto la conta a serpente, e siamo partiti.
Passato il confine Belga abbiamo fatto la 1° sosta, dove abbiamo preso un caffè solubile e un biscotto, W.C. e sigaretta,
la 2° sosta è sempre stata fatta in un’area di sosta dove abbiamo pranzato con dei panini fatti da Anna, Cleia e Luana, caffè, W.C. e sigaretta,
la 3° sosta per W.C. e sigaretta,
la 4° sosta c’è stato il cambio autista e nel frattempo abbiamo fatto la merenda con pane e nutella, caffè o Thè, W.C. e sigaretta,
la 5° sosta abbiamo fatto cena con i panini, pausa W.C. e sigaretta.
Passati il traforo c’è stata un’esplosione di felicità, eravamo tutti felici di essere ritornati nel nostro paese, e da lì mi sono detto adesso ultima fermata Torino.
Arrivati a Torino siamo scesi e ognuno di noi ha raggiunto i propri genitori cantando il motto della tournée: “La combriccola del lombricolo a dei dubbi dubbi dubbi du ah”
Florian aveva chiesto di trovare le parole per continuarla e io l’ho continuata cosi:

c’è Cascina Macondo che ci aiuterà
a risolvere i nostri tanti tanti dubbi dubbi du ah
insieme a loro la bella combriccola ce la farà,
e il loro debutto in Belgio un successone sarà




nagi e floVALENTINA

è sempre così, non riesco mai a scrivere nulla durante il viaggio. Preferisco fissare i ricordi nella memoria mentre vivo ciò che accade in un dato momento. Poi rientrata a casa, mi piace proprio ricordare attraverso lo scritto la bellezza dell’esperienza e riassaporare quanto vissuto.
Questo, in assoluto, è stato il viaggio più lungo fatto insieme. Più lungo in tutti i sensi… 14 ore di pullman. Contro ogni aspettativa il viaggio è trascorso velocemente, in allegria, sonnecchiando, cantando, ascoltando, riflettendo.
Tra i ricordi più vivi la lettura delle favole con le voci dei diversi narratori, con intonazioni e cadenze diverse, e la scrittura di alcune strofe di quella che è stata la “colonna sonora” delle nostra avventura “la combriccola del lombricolo”. Ancora adesso mi risuona nella mente. E poi il paesaggio che è cambiato nel corso del viaggio fino ad arrivare a Gent! Cielo notturno, visuale del castello illuminato e ho pensato”wow!”.
Fin da subito la città mi ha rapita. La prima notte è stato un sogno per davvero, mi sembrava di essere in un’altra dimensione. La casa zen di Ip e Denise mi ha incantata. Dormire a terra con i materassini e le finestre aperte per la grande afa; i sonagli a vento, una brezza leggera, la visione del cielo stellato, tutte cose che mi hanno fatto credere di essere al mare a campeggiare. Al mattino quando ho riaperto gli occhi ero davvero felice, e incredula! Il primo giorno era previsto che dormissimo un po’ di più, ma probabilmente in preda all’emozione, ci siamo svegliati tutti presto. Così, in attesa del brunch, con un piccolo gruppetto abbiamo avuto modo di fare una piccola passeggiata e vedere la città svegliarsi. Mi ha colpito molto il ritmo più dilatato rispetto al corri corri che c’è sempre da noi. Ho avuto la sensazione che tutto prendesse vita piano piano secondo il proprio tempo… che invidia!

nagi e floQuella mattina ho avuto modo di gustare il primo vero brunch della mia vita, un’esperienza totalizzante per la vista e per il gusto. Colori, sapori nuovi, cibi particolari e ricercati. Di lì a poco subito un’altra primissima esperienza per me: il viaggio sulla barca di legno di Ip lungo il canale, nel più totale silenzio. Ci siamo divisi in due gruppi, uno ha fatto la visita della città sotto la guida di Luuk e l’altro l’uscita in barca con Ip. Il nostro è stato il primo turno a salire sulla barca, che emozione, una parola mi viene in mente: bellezza! Il silenzio che assieme ai ragazzi siamo riusciti a mantenere mi ha colpita tantissimo, devo essere sincera, non pensavo ce l’avremmo fatta.
Una volta terminato il giro abbiamo incontrato l’altro gruppo che è salito in barca, e noi abbiamo visitato parte della città; abbiamo scoperto alcuni luoghi caratteristici sotto la guida attenta di Luuk, e ho capito ufficialmente di essermi innamorata di Gent.
Sono tantissime le esperienze nuove e arricchenti che ho potuto fare in questo viaggio in soli 8 giorni. Fra i ricordi fissati nella memoria ce ne sono alcuni particolarmente intensi: le passeggiate serali dopo cena e mi sorprendeva ogni volta vedere quanta luce ci fosse ancora nel cielo, malgrado fosse già sera inoltrata; e ad ogni uscita ho scoperto e ammirato luoghi e angoli diversi, nonostante il giro fosse quasi sempre lo stesso. La gita a De Panne mi ha lasciata a bocca aperta. Camminare lungo la vasta spiaggia, silenziosa, di fronte all’immensità del mare del Nord, mi ha fatto sentire piccola. Raggiungere il mare correndo sulla spiaggia per bagnarsi i piedi dopo pranzo, è stato tanto divertente; giocare in acqua, le risate, le foto; credo che a tutti noi sia venuto in mente che sarebbe stato proprio bello fare un tuffo in quel mare. La visita che abbiamo fatto nel pomeriggio, quello stesso giorno, poteva apparire un po’ in dissonanza con l’esperienza fatta al mattino, ma non è stato così. Con Giovanni, la nostra guida, siamo andati a visitare Ypres, città tristemente nota per essere stata uno dei fronti più sanguinosi della Grande Guerra. Ricordo i prati verdi e i papaveri rossi, e il cimitero di Vladslo dove sono seppelliti numerosi giovanissimi soldati tedeschi; ricordo il silenzio e la bellezza lucente del prato verde in contrasto con le lapidi scure e la forza evocativa delle due sculture “genitori in lutto” che vegliano sulle tombe. I luoghi visti in questo giorno avevano uno stesso filo conduttore: il silenzio, e tutti e tre (mare del nord, le trincee della prima guerra mondiale, il cimitero degli studenti)  sono luoghi che invitano alla riflessione.
Il giorno successivo è stato il giorno dell’incontro e dello scambio, il giorno “del gioco”. A Deurne abbiamo incontrato i ragazzi disabili di un centro diurno e grazie a Nagi e Florian è avvenuto un bellissimo scambio durante il quale le parole sono state messe da parte (se non per alcune spiegazioni necessarie) e hanno lasciato spazio all’incontro e al gioco. Mi ha colpito la partecipazione e l’immediatezza di questi ragazzi. Eravamo un solo gruppo in un grandissimo cerchio. La sera stessa ho vissuto un altro momento importante; durante un’uscita con un piccolo gruppo ristretto assaporavo, per la prima volta, un intero bicchiere di sangria sotto una pioggia fitta.



teatropioggia battente
un boccale di sangria -
Vale non è più teen



Tra una risata, un haiku e un boccale di sangria, è arrivato il momento del primo spettacolo presso il teatro del Centro Culturale di Deurne. Quante emozioni tutte insieme. La nostra prima rappresentazione in un teatro all’estero, una performance di improvvisazione guidata con i ragazzi del centro diurno e la possibilità di vedere, per la prima volta, lo spettacolo Bob e Beth.
Che gioia, che ansia, che batticuore una volta che il sipario si è chiuso e le luci si sono spente.
Tutti sudati nel camerino a scambiarci sorrisi e a dirci “bravi, ce l’abbiamo fatta!”. Il sostegno si sente, il gruppo dà forza.
Dopo queste giornate intense è arrivata la giornata del riposo, il sabato.
Una nota artistica anche qui non poteva mancare: durante la passeggiata per acquistare alcuni ricordini ci siamo fermati per una sosta lungo il canale, e via all’improvvisazione con giochi di statue, macchine sonore, personaggi delle favole. Uno dei ricordi più belli e divertenti sono le statue fatte da Anna, Pietro, Clelia, Luana e Battista, che come rocce instancabili ci hanno accompagnati per tutto il viaggio.
deurne belgioLa domenica non è stata certo la giornata del riposo per noi. Un trotterellare allegro, a tratti agitato, a volte stanco. Ultimo spettacolo, ultima giornata a Gent, ultimo giorno dopo una settimana intensa. Eppure, nonostante la stanchezza, abbiamo retto fino alla fine. Una volta che in scena si sono accesi i riflettori, guardando i volti dei miei compagni e sentendo il battito del mio cuore ed il respiro crescente, ritrovo la mia agitazione di sempre. Anche in questa occasione abbiamo avuto la fortuna di rivedere lo spettacolo Bob e Beth. Al termine delle performance alcune persone del pubblico sono state invitate a salire sul palco e insieme a noi, sotto la guida di Nagi e Florian, hanno dato vita a un “gioco di improvvisazioni”. Mi ha colpito il fatto che, presi dall’emozione, dalla contentezza, facessero fatica a seguire le indicazioni date; si divertivano troppo per stare alle “regole”!
teatroCi sono tante parole chiave che hanno accompagnato e caratterizzato questo viaggio. “Silenzio” è una di queste; e ho avuto modo di pensarlo e sperimentarlo durante il ritorno. Più volte sul pullman, a differenza dell’andata, ho sentito il bisogno di “isolarmi”, un po’ per riposare, un po’ per ripensare all’intensità di questa avventura.
“Sorpresa” e “Scoperta”, sono altre due parole che mi hanno accompagnata. La scoperta di luoghi nuovi sì, la sorpresa di vedere e fare cose per me un po’ inaspettate, ma non solo, anche la scoperta e la sorpresa di alcuni aspetti dei miei compagni di viaggio, sorprese piacevoli.
“Risata”, altra parola chiave, perché, davvero, non rido mai così tanto quando sono al di fuori di questo gruppo Viaggi fuori dai Paraggi. Insieme, ognuno con le proprie caratteristiche, siamo capaci di sorridere e far ridere di gusto.
“Ospitalità”, quella di Ip e Denise che ci hanno accolti in casa loro, nella loro città, coccolandoci con attenzioni e prelibatezze culinarie. Indimenticabile il colore dei piatti per la varietà di cibi contenuti in essi. Ogni volta una gioia, non solo per il palato, ma anche per gli occhi.
E l’ultima parola che scelgo è “Haiku”. Perché sì, mai come quest’anno ne sono nati tanti. Mai come quest’anno mi sono lasciata coinvolgere e mi sono interessata a questa poetica. Una mattina, Massimo ed io ci siamo intrattenuti con Pietro per carpirne alcuni segreti. Ma la strada è ancora lunga. Concludo questo racconto di viaggio con l’haiku che ha dato origine a tutti gli altri di questa intensa esperienza:



silenzio in barca
sotto l’ombra del castagno
un sorso di mela



mila e lucaCome sempre, evviva Cascina Macondo. Non avrei potuto mai fare un’esperienza così senza di voi.



MASSIMO

Le tende rosse del pullman fanno da sfondo alle mie considerazioni finali su questa emozionante avventura quasi giunta al capolinea. Per il quarto anno consecutivo ho avuto l’occasione di trascorrere intere giornate in compagnia dei miei amici di Cascina Macondo. Grazie alla perfetta organizzazione diretta da Anna, Pietro, Florian, Nagi, io e i miei compagni di viaggio abbiamo potuto trascorrere un’intera settimana in Belgio, più precisamente a Gent, ospiti di Denise e Ip.
Il primo giorno è stato quasi interamente occupato dal viaggio in pullman, lungo, ma non troppo stancante. Arrivati a Gent, siamo stati accolti da due grossi sorrisi, quelli di Ip e Denise, entusiasti del nostro arrivo. Dopo aver sistemato i bagagli, gonfiato i materassini e srotolato i sacchi a pelo, alcuni di noi hanno potuto vivere un primo assaggio della grande ospitalità di Ip. In compagnia di Luca, Florian, Silvia, Pietro e Antonella, ho potuto bere un paio di bicchieri di ottima birra belga offerta da Ip, seduti su una panca posta a bordo del canale, di fronte alle barche di Ip che saranno protagoniste della giornata successiva.
      Il martedì si è aperto con un ottimo brunch consumato nel ristorante “Panda” di Denise e Ip. Il brunch e la cena, preparate dalle cuoche del locale, sono state pienamente soddisfacenti, riuscendo ad accontentare anche i palati  più esigenti e gli stomaci più affamati. Durante i pasti sono nati anche degli haiku molto interessanti, grazie all’attenta supervisione di Pietro.
Il martedì pomeriggio siamo stati ospiti della barca di Ip. Ovviamente ci siamo dovuti dividere in due gruppi per via del numero massimo di persone trasportabili a bordo. Chi non faceva parte del primo gruppo uscito in barca, ha potuto fare un tour della città accompagnato da Luuk, un amico di Denise, di Ip e di Pietro, alla scoperta delle bellezze di Gent. Successivamente i gruppi si sono invertiti. Il giro in barca di Ip è stato caratterizzato dal “silenzio”, tema ricorrente durante tutto il viaggio. Il silenzio in barca, il silenzio in pullman, il silenzio a tavola. Da questi tre silenzi sono nati altrettanti haiku; quello ambientato sulla barca è il mio preferito: 

mila e sedie



silenzio in barca
sotto l’ombra del castagno
un sorso di mela



Il giorno dopo, l’intera combriccola ha fatto tappa a De Panne, località balneare affacciata sul mare del Nord. Prima di recarci in spiaggia, abbiamo potuto fare una passeggiata fra le dune poco distanti dal mare. L’emozione di immergere i piedi nelle acque non troppo gelide del mare del Nord è stata enorme, essendo abituato esclusivamente solo alle acque di “casa nostra”.
La giornata è proseguita con una visita alle trincee della Prima Guerra Mondiale, dove tristemente persero la vita  migliaia di soldati. Successivamente siamo andati a visitare il “cimitero degli studenti” dove hanno trovato riposo migliaia di soldati tedeschi tutti giovanissimi
      Il giovedì è stato occupato dal workshop organizzato da Nagi e Florian, che ci ha visto insieme ai ragazzi di una cooperativa di Deurne (Anversa). L’incontro è stato anticipato dal pranzo offerto dalla cooperativa che è stato motivo di una prima conoscenza dei ragazzi belgi che avrebbero successivamente lavorato con noi.
Ho notato che il laboratorio condotto da Flo e Nagi è stato molto apprezzato da tutti i ragazzi e anche dagli educatori e dai dirigenti del centro. Personalmente mi sono divertito molto ed è stato interessante notare la facilità di comunicazione tra il nostro “italiano” e il loro “fiammingo”.
In serata, dopo aver nuovamente mangiato in modo abbondante e soddisfacente nel ristorante di Denise e Ip, alcuni di noi hanno degustato un’altra saporitissima birra belga seduti al tavolino del Bar Popular. Quanto è buona la birra belga!
  
trincee   Il mattino dopo si respirava un’aria diversa: finalmente era giunto il giorno del primo spettacolo.
Il viaggio verso Deurne è stato carico di sguardi di gioia, felicità, ma anche preoccupazione e ansia. Finalmente eccoci arrivati al Centro Culturale di Deurne. Dopo aver scaricato gli oggetti di scena abbiamo potuto fare le prove e prendere soprattutto confidenza con il palco. Il teatro del Centro Culturale è più grande rispetto alle mie aspettative.
Come dicevo all’inizio, questo è il quarto anno consecutivo che partecipo a un viaggio con Cascina Macondo, ma è il mio primo viaggio da “attore” della compagnia. Quindi l’emozione è tanta, e più ci si avvicina all’inizio dello spettacolo, più il cuore batte forte. Anche i ragazzi sono molto emozionati e lo sono ancora di più dopo aver assistito in mezzo al pubblico allo spettacolo Bob e Beth messo in scena dal duo Nagi-Flo. Che dire? Sono stati eccezionali, una mezzora ricca di danza, comicità, drammaticità, ma soprattutto di emozioni. Bravi, bravi, bravi!
Dopo una piccola pausa per allestire la scenografia delle sedie, eccoci giunti allo spettacolo di Viaggi fuori dai Paraggi, ossia “una sedia per capello”.
Lo spettacolo è andato molto bene e il pubblico pagante sembra aver apprezzato. Nota di merito alla “morbidosa Mila” che ha dovuto sostituire in extremis Tommy, fornendo una prova più che buona sui pezzi originariamente del compagno di combriccola. La serata in teatro si è conclusa con una esibizione condivisa con i ragazzi del Centro di Deurne guidata da Nagi e Florian.
     Il sabato si è aperto con un “caffè extra” condiviso con il mio amico Fabio, preso in un grazioso bar affacciato su un mercatino dell’usato nell’attesa che anche i più bisognosi di riposo si alzassero dal materassino.
Dopo un ricco brunch, la combriccola al completo è andata a fare una passeggiata per le vie di Gent alla ricerca di qualche souvenir da portare a casa. Durante una pausa lungo il canale, abbiamo messo in scena delle improvvisazioni basate sulle favole. Come sempre i ragazzi si sono mostrati molto entusiasti nel partecipare.
Prima di tornare al Panda, siamo stati ospiti nel piccolo, ma ben fornito e ordinato negozio di Luuk e della moglie Mia, il “Blauwe Bloem”, dove abbiamo assaggiato delle ottime fragole del territorio, oltre a dolci, tisane, caffè. E’ un negozio che rimane aperto solo da giovedì a sabato. Evviva il ritmo non massacrante di lavoro … Fa molto riflettere, wow!

trinceeLuuk e sua moglia Mia, come Ip e Denise, sono delle persone di cuore oltre ad essere molto interessanti.
      La domenica è il giorno dello spettacolo al Teatro Minard di Gent. Ci arriviamo a piedi, dopo una sosta nella piazza del mercato dei fiori. Rispetto a venerdì, giorno dello spettacolo a Deurne, oggi siamo tutti più stanchi e un pochetto distratti. Infatti a mio avviso lo spettacolo non fila così liscio come quello di venerdì. Al pubblico comunque è piaciuto. Ho pensato che loro, non avendo mai visto “una sedia per capello”, magari non si sono accorti dei piccoli errori commessi.
La giornata si è conclusa con un aperitivo e poi la cena al ristorante Panda cui hanno partecipato anche una ventina di spettatori presenti in teatro.
Purtroppo il lunedì, giorno del rientro a Torino, è arrivato.
Dopo una colazione veloce e un sentito saluto a Ip e Denise eccoci tutti quanti sul pullman con gli occhi stanchi, ma ricchi di bei momenti vissuti.
Da questo viaggio mi porterò dentro l’ospitalità meravigliosa di Denise e Ip, le vivibilissime vie del centro di Gent con i suoi vecchi palazzi, l’odore del canale che taglia in due la città, l’instancabile forza di Anna e Pietro (non so come riuscite a tenere certi ritmi, siete grandiosi), la presenza fondamentale di Clelia e Luana (siete preziose), i silenzi caratteristici di Battista, la grande professionalità dei nostri prof. Nagi e Florian (ripeto, ma quanto siete bravi!), i sorrisi dei miei compagni: Luca, Silvia, Antonella, Fabrizio, Fabio, Mila, Tommy, Daniele, Angelo, Antonio, Davide, Linda, Federica. Grazie di cuore a tutti voi per questa ennesima possibilità di crescita personale. Non mi sono dimenticato della persona più importante della mia vita…. Grazie ancora amore mio, per avermi fatto conoscere questa allegra combriccola!


La combriccola del lombricolo


Il dubbio assilla il lombrico
“come faccio a salire su quella pianta di fico?”

Uno, due, tre tentativi
che rischiano di lasciarlo sempre meno tra i vivi.

Guardando la pianta dal basso
pensa a quanto possa esser duro questo gran passo.

Fino a quando non sente provenire da lontano
uno, due, tre lombricoli che si avvicinano piano piano

Al loro arrivo il povero lombricolo ha una grande illuminazione
“che ne dite se formiamo una combriccola e scaliamo questo bestione?”

Con il dubbio, dubbio, dubbio alle spalle e la cima conquistata
l’allegra combriccola fece festa sino alla fine della giornata



papaveriLINDA

c’è stato un bel sole. Ho notato che Orange France è lunga. La combriccola del lombricolo. La gita è piena di persone nuove
nuove esperienze
vanno
a fare questo viaggio
misterioso,
ci divertiamo come tante coccinelle che portano fortuna.
Un insieme di millepiedi vanno in una valle con tante cascate e pensano al bastone della pioggia.
Federica è la prima volta che viene in Belgio, come me. Ricordiamo tante passeggiate in mezzo ad un falò pieno di frasi positive che ci portano ad un fantastico mare. Mare. Viaggio. Gent.
Siamo un insieme di persone turiste che vanno a visitare questo viaggio fuori dai paraggi. Nagi e Florian ci insegnano nuove danze, nuovi giochi. Pietro ed Anna ci insegnano nuove letture delle favole. La favola che mi è piaciuta di più è quella dell’oca.

La combriccola arriva dal pettirosso
tutti accolti nel nido grosso
c’è Valentina coi capelli viola così carina
però ha dei dubbi dubbi dubbi du-wa

Nagi e Flo ce la faranno?
Fuori dalle onde ci porteranno?
L’arcobaleno e mille bolle di sapone
la gazza ladra il suo sentiero c’impone.
però ha dei dubbi dubbi dubbi du-wa


Arrotolare. Insieme di persone che vanno a visitare diverse città e poi incontrano il leone nel bosco e … grande Luca che lo sa fare bene.
Il fuoco mi fa pensare al viaggio a Parigi di qualche anno fa dove c’ero anch’io con quattro tavoli a testa e ci eravamo truccati e poi ci siamo trasformati tutti in statue di pietra. Speriamo che il tempo ci faccia sognare. Deurne è un grande quartiere di Anversa.
Ero un po’ emozionata il giorno 3-6-2018 quando siamo andati a piedi sino al teatro di Gent dove c’era tanta gente. Abbiamo visto anche il mercato in Belgio, e ho visto i cavalli sparsi nella piazza. 

cimiteroBob e Beth sono stati dei bei personaggi. Nagi e Florian che facevano parte degli sposi. La musica era bella e anche le danze. Sono venuti con noi anche Denise e Ip.
Ieri sera c’era anche la musicista, che era figlia di Ip, Tin-fa, che ha suonato il piano.
Mi sono divertita in questi momenti più belli.



silenzio a tavola
non parla più nessuno
solo le oche



Oggi 4 giugno partiamo. È una bella giornata di sole.




SILVIA

a proposito della filastrocca di Florian cantata sul pullman e in varie altre situazioni, con Valentina abbiamo buttato giù queste strofe:

La combriccola del lombricolo ha
dubbi, dubbi, dubbi, du-wa
Se Florian non sa
più cosa inventar
prova: Sa, sa, sa!
Ci farà cantar
c’è chi stonerà
chi a tempo non andrà
chi intonerà: “A-A-A-A-A!”
Dubbi, dubbi, dubbi no ha!


statue genitoriCome ogni anno i bravi propositi di tenere aggiornato il diario giorno per giorno sono saltati e mi trovo a fine soggiorno a dover recuperare i momenti salienti, a ripensare alle situazioni degne di nota e facendo questo mi compare un sorriso sul volto …
Come ogni anno porto a casa tanta stanchezza e tante, tante risate. Non ci sono molte situazioni in cui riesco a ridere così tanto e così di gusto! Come ogni anno torno più ricca di esperienze, di emozioni, di amici. Come ogni anno l’ansia e la preoccupazione pre-partenza si trasformano in un misto di felicità e tristezza al rientro. Come ogni anno mi rendo conto che c’è un qualcosa in questa “combriccola” che mi ricorda una famiglia.
Quest’anno il programma di viaggio è stato particolarmente intenso. Non eravamo mai stati via per un tempo così lungo, ben otto giorni di convivenza!
Lunedì 28 maggio ore 7.30 puntuali per quindici “eterne” ore di pullman; in realtà il viaggio trascorre più velocemente del previsto tra pisolini, lettura in autonomia, letture ad alta voce delle favole tratte dal libro di Pietro “Un giorno e una notte-157 favole di comunità”, ritornelli tormentone, chiacchiere, diverse pause pipì, caffè, merenda, spuntino, pranzo, cena, biscotto ed eccoci arrivati. Con una organizzazione quasi esemplare i bagagli sono scaricati, i materassini gonfiati, i ragazzi a nanna, e noi a goderci  un’ottima birra belga in pigiama (un pigiama improvvisato in quanto non eravamo preparati al caldo afoso che abbiamo trovato) seduti lungo il canale.
Le giornate sono piene di impegni, visite, incontri.
Il percorso in barca con Ip si rivela nuovamente un’esperienza magica e sospesa nel tempo, in un dondolio silenzioso e rilassante, e una città vista da un altro punto osservativo.

anna e ipPer non parlare dei “giretti”, quanti giretti dell’isolato trasformati in passeggiate di ore a trascinarci e trascinare i ragazzi tra chiacchiere, foto e la spiegazione, diventata rituale con lo scorrere dei giorni, del cannone rosso-arancione posto come monumento in una piccola piazzetta, e delle fontane a quattro livelli.
Il mare del Nord, infinito e maestoso, e noi, puntini colorati, sparsi nel grigio.
Il laboratorio e gli spettacoli, tra caos, ansie, soddisfazioni, errori, preoccupazioni, allegrie.
Ma quello che più rimane sono le relazioni umane, i legami che si rafforzano e quelli che si creano, la condivisione di esperienze e i momenti di vissuto quotidiano.
Seppure non mi dimentico dei molti momenti di tensione, delle dinamiche pesanti e degli aspetti negativi, ciò che riemerge a posteriori sono pensieri ed emozioni positive. E la consapevolezza che siamo un bel gruppo!



LUCA



noi sussurriamo
continuo passaparola -
come il fiume




ANTONIO


la combriccola del lombricolo
va in centro per una camminata
usa la voce per una bella cantata
dubbi, dubbi, dubbi, du-wa


valentina e luana

Ho visto tutto. Siamo andati in un posto sotto l’albero con la barca di Ip. Ho sentito il rumore del tram passare sul ponte. Poi abbiamo fatto una passeggiata per la città di Gent.
Ad Anversa abbiamo fatto lo spettacolo in teatro davanti al pubblico e insieme ad altri ragazzi abbiamo fatto i giochi, ad esempio: le statue, le macchine meccaniche.


 

 

FEDERICA

Una gita a Gent. Abbiamo visto una grande chiesa, forse andiamo anche al mare.



silenzio in pullman
attraversando il fiume -
volo di gabbiani



È tutto bello. Anche la barca è bella. Bello anche il teatro.

deurne belgio

In teatro abbiamo fatto i giochi delle statue. Abbiamo ricevuto dei regali e mangiato qualcosa. Daniele piangeva forse di nostalgia. Il giorno 2-6-2018 siamo andati a fare shopping. Il mercato era grande ed era all’aperto. Al mattino abbiamo fatto il brunch al ristorante Panda. Ho mangiato latte cacao, pane e nutella. Ho comprato le cartoline al mercato. Abbiamo incontrato una statua vestita di bianco. Ho messo un soldo e la statua si è mossa.
I vestiti dello spettacolo li abbiamo portati con il pullman. Mi è piaciuto stare a casa di Ip e Denise. Il mercato dei fiori era molto bello. C’erano tanti fiori di tanti colori. L’ultima sera abbiamo mangiato al ristorante di Ip e Denise insieme a tanti amici. La figlia di Ip ha suonato il pianoforte. Sono venute tante persone a vedere lo spettacolo. Una sedia per capello è il titolo dello spettacolo del nostro gruppo di  teatrodanza.
Abbiamo festeggiato il compleanno di Mila. Mila ha compiuto 30 anni. La torta era una torta speciale fatta con cioccolatini e la candela nel mezzo. Mila ha soffiato.
Durante il viaggio di ritorno abbiamo visto un film. Mi è piaciuto.
Il pullman si è fermato in autogrill, siamo andati in bagno e abbiamo mangiato i panini, erano buoni. Pietro leggeva il libro delle favole e chiamava gli altri uno alla volta per leggerle.



silenzio in pullman
un nido di scoiattoli -
cercano ghiande




poliziotti e cavalloMILA

una combriccola che cos’è? Cantiamo la combriccola del lombricolo tutti insieme du, du, du wa! Sto facendo la rima con roma du du du wa! Più bello del mondo il Belgio; e via via Gent, la macchina dello spazio che costruisce stelle comete, una gita con noi, per cui durante le lezioni abbiamo fatto un corso noi ragazzi del gruppo viaggi fuori dai paraggi di danzateatro. Una lumaca dormiva sul prato. Florian, Nagi, Pietro, Annamaria, Clelia, T.V.B.
Incontrano la volpe e l’oca, camminano nella città di Gent, si gonfia la combriccola del lombricolo che vanno a fare pranzo. Ma cosa fa la gallina? Tanto sei sempre gallina strozzata e devi cantare molto bene tu, scusami.    
Questa esperienza in Belgio per cui mi ha colpito il ristorante di nostro amico Ip e Denise con tutti i vasetti di fiori in centro del tavolo. Mi ha colpito qualcosa della statua della barchetta nell’acqua. Mi ha colpito bagnare i piedi nel mare del nord almeno ce l’ho fatta a camminare nella sabbia e poi siamo stati al bar e abbiamo preso il caffè.
Mi ha colpito questa stanza nella casa di Ip emozionante senza i mobili. Metterei in lavatrice la roba. Abbiamo mangiato alla grande. Mi hanno colpito le lampade di sale.
Caro diario, questa esperienza qui in vacanza a Gent Belgio, siamo stati nel teatro di Gent, ma veramente qui parlano olandese, noi siamo Italy, per questo mi ha colpito. Nel negozio ho comparato un pacco biscotti e due tisane per ricordo.

MACONDO


DANIELE
il viaggio è lungo e arriviamo a Gent per le ore 23.00. Per strada c’erano tanti alberi e fiori e tanti camion e ha fatto tanta acqua di pioggia e ho visto un uccellino piccolo e siamo in 22 persone.
Ci siamo divertiti con la combriccola del lombricolo e la farfallona.

Furbo il cagnolino
il gatto velocissimo
l’uccellino fa bri, bri, bri
il coniglio salta di, di, di
il coccodrillo bru, bru, bru
e il maiale nu, nu, nu
Dove sono le galline?
Sono qua coco dè


mareSiamo andati in barca con Ip, c’erano gli uccellini, le papere, il tram, e c’era un albero che si chiamava salice, ed eravamo tutti in silenzio, e ci siamo fermati per bere un succo di mela.
Poi siamo andati con Luuk a visitare il ponte che si chiama San Michele Arcangelo. Siamo andati a visitare la chiesa che si chiama di San Bevione. Mi sono piaciuti sia la cattedrale che il ponte San Michele. Facciamo ancora una passeggiata, una piccola riunione, mangiamo e poi arriva il dolce e andiamo a dormire che domani andiamo al mare del nord.
Sulle spiagge del mare del nord siamo andati con Giovanni, la nostra guida, e poi abbiamo mangiato sotto la statua di Re Leopoldo tutti insieme. Sento il rumore del mare e delle onde. Ci siamo bagnati i piedi nell’acqua del mare del nord.
Mi sono divertito con i ragazzi belgi e abbiamo fatto esercizi con Florian e Nagi e abbiamo fatto gli incastri e le macchine ritmiche. Domani faremo le prove dello spettacolo. Sul pullman abbiamo fatto la cuenta e c’eravamo tutti. Andiamo a mangiare la pasta con il sugo che sarà buona.
C’era il rumore delle macchine e delle biciclette sulla strada del ristorante Panda.
Luca è stato bravo a fare il leone sul palco e ci ha spaventato tutti.
Ora stiamo per tornare a Torino. Sul pullman abbiamo letto le favole e ci siamo fermati in autogrill per la cena. Poi si è messo a piovere. Saremo a Torino per le ore 23.00 circa.
Sono contento che in questa gita c’erano anche Federica e Fabio.




re leopoldo

 

TOMMY

conto le stelle e mastico parole a catinelle. Silenzio con la barca di Ip. Abbiamo fatto un giro nel canale. Le mie parole: silenzio, gita, albero castagno, ho sentito il tram passare, due ragazze in canottaggio, mi salutano le persone dalle barche a motore, le chiese, la cripta, ho visto tanti ponti d’oro. Poi abbiamo bevuto il succo di frutta.



chele di granchio
e conchiglie in Belgio -
pulite e lavate




mulino a vento
sulla stradina lunga
piccola chiesa



re leopoldoANGELO

lunedì 28 maggio 2018
ci siamo fermati per la strada due volte
1)    per la colazione, ad esempio caffè, thè, ecc.
2)    per il pranzo, ad esempio i panini

COMBRICCOLA: è un insieme di anatre con padre, madre, figlio, figlia, ecc.
LA COMBRICCOLA DEL LOMBRICOLO dubi, dubi, dubi-eh!: è un insieme di persone che viaggiano su e giù, padre, madre, figlio, figlia…

martedì 29 maggio 2018
Sono salito sulla barca di Ip. Ho fatto un giro in silenzio e ho sentito le altre barche passare, ho sentito il tram passare sul ponte su e giù, ho sentito la gente passare per le strade, ho visto il castello di Gent.

mercoledì 30 maggio 2018
in mattinata siamo andati a fare una passeggiata sopra le dune di sabbia, e poi siamo andati al mare a fare una bella passeggiata.

giovedì 31 maggio 2018
al mattino siamo andati ad Anversa a conoscere altri ragazzi del centro.

 

 

MACONDOFABRIZIO

in gita a Gent, forse andiamo al mare, il Belgio è una bella cittadina.

La combriccola del lombricolo
in gita a Gent
al mare va
cinque stelle e pecorelle
nella città

Silenzio in barca e si sentivano degli uccellini e il rumore del tram, il canale è come nebbia, si passava sotto il ponte.
Il mare è molto mosso, c’era tanto vento, il caffè costava due euro e 0,80.
Haiku, il silenzio in pullman, Pietro racconta la favola,
gli alberi si specchiano nell’acqua, i rami si muovono, gli uccellini cantano.
Oggi abbiamo fatto laboratorio con riscaldamento, MACONDO
abbiamo fatto le macchine in movimento, quella da cucire, è stato molto bello.
E’ uscito il sole e abbiamo aperto la porta.
Io sto bene ora che il tempo si è aggiustato.
Colazione è pronta, la frittata è buona, anche i fagioli.
A cena minestra di zuppa, si mangiava molto bene.
La chiesa di San Michele era bella, si vedeva passare il tram n° 4 e i cavalli che andavano in giro.
La pasta con il pesto era molto buona e c’erano le verdure in insalata e il dolce.
Sabato sera abbiamo fatto cin cin con la birra, ho bevuto la birra.
Nagi e Florian hanno fatto lo spettacolo e stavano su un tavolo.
Noi abbiamo fatto il nostro spettacolo “una sedia per capello”.
Luca sembrava un leone, poi ci hanno regalato la pianta e abbiamo fatto cena, c’era il minestrone di zuppa, le verdure peperone e insalata e c’era la frutta e il pollo e il riso, ho bevuto il vino.
Pietro raccontava la storia sull’haiku. C’era la figlia di Ip che suonava il pianoforte.
Le cameriere ci hanno portato il dolce.

 

MACONDOPIETRO

Quest’anno è stata l’uscita più lunga delle molte che abbiamo già fatto, grazie al supporto degli amici belgi Ip e Denise e dell’associazione Viadagio che ci hanno organizzato una tournée in due teatri, a Gent e Anversa, e diverse “escursioni”: a De Panne sulle spiagge del Mare del Nord, alle trincee della prima Guerra Mondiale di Ypres, al cimitero degli adolescenti di Vasdlo, un giro in barca nei canali di Gent, un giro turistico per le vie di Gent, coinvolgendo due guide messe a nostra completa disposizione.
Un pensiero riconoscente anche a tutti coloro, che qui ringraziamo sinceramente, che hanno dato il loro contributo, che hanno partecipato alle cene solidali, alle serate con la tombola e alle altre iniziative al fine di consentirci di realizzare questo viaggio che ovviamente ha comportato un grande impegno non solo economico, ma organizzativo, di gestione, di relazioni, di incombenze burocratiche.
Un grazie a Ip e Denise dell'associazione "Viadagio", un grazie a Luuk Humblet e Mia del negozio
Blauwe Bloem, un grazie a Diederik De Bleir ideatore del progetto "Parol" e a sua moglie Ana che sono venuti a vedere gli spettacoli, un grazie a Griet Pitteljon direttrice del Centro Disabili "De Vijver" di Deurne, un grazie a tutti gli amici belgi e alle istituzioni  di Gent e Anversa che si sono occupate di supportarci in questa tournéè.
Non eravamo mai stati 8 giorni lontano dalle famiglie. I ragazzi come si sarebbero comportati? Avrebbero avuto crisi di nostalgia? Avrebbero retto il ritmo? E il cibo? E le relazioni interpersonali avrebbero creato tensioni?
Possiamo dire che tutto è andato bene. Qualcuno addirittura sarebbe rimasto volentieri a Gent da Ip e Denise! Il distacco è stato emotivamente forte. Ma quando il pullman ha imboccato a Torino il corso Vigevano dove i genitori aspettavano il nostro rientro, c’è stata un’esultanza e una felicità elettrica incredibile: tutti non vedevano l’ora di ritornare a casa!
Giorni faticosi senz’altro. Ma sempre un bilancio esperienziale estremamente positivo.
Il viaggio di 14 ore all’andata e 14 ore al ritorno, lo abbiamo riempito con letture di favole, l’arrotolamento della poesia di ringraziamento sigillata con un nastrino-colorato-fiocco-regalo, scritta dai ragazzi e tradotta in inglese, che avremmo distribuito al pubblico presente nei teatri, la canzone proposta da Florian con l’invito a scrivere strofe con cui alternare il ritornello “la combriccola del lombricolo ha dei dubbi, dubbi, dubbi, du-ah”, pisolini e dormicchiate, scrittura delle proprie riflessioni sui quaderni che avevamo dato a ciascuno in dotazione con una penna biro e che ormai da diversi anni sono una costante e fedele compagnia nelle tasche dei ragazzi o nei loro zainetti, un film commedia sul piccolo schermo televisivo del pullman, composizioni collettive di haiku, pause caffè, cambio autista… e il tempo è trascorso piacevole.
Quest’anno abbiamo affittato un pullman della linea Flixibus che ci ha fatto un preventivo più basso. Gli autisti Danilo e Massimiliano sono stati molto attenti e professionali e il servizio è stato ottimo. Le mie strofe da alternare al ritornello della canzone di Florian sono le seguenti:

In un viaggio lungo lungopranzo panini
tra pioggia, nuvole e fungo

La combrìccola tanto ardita
inventa strofe a menadita.

Sono lombrìcoli gli attori
bianchi, biondi e mori.

Vanno in viaggio da Ip a Gent
senza sole e mal di dent.

C’è chi scrive e c’è chi legge
e l’ombrello li protegge.

Danilo è il nome dell’autista
che al volante è entrato in pista.

Il tempo infine passa
il sole al fin s’abbassa.

Venuta fuori la canzone
la cantiamo con passione.

Siamo noi quella combrìccola
che oggi ha mangiato pane e rùcola.

Il termine combrìccola è sol per dire
che amiamo il grano e abbiam l’ardire

di salire, con fune o con carrùcola,
sino in alto sulla nùvola
e che abbiam sì la testa dùrola
come il falco che volteggia

ma facciam sì che il canto echeggia
e se scappa una scorreggia
dalla sedia o giù dal palco
beh, fa finta che sia il falco
che volteggia e rivolteggia
su nel ciel che è la sua reggia

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silenzio in pullman

anche il paesaggio

ha i suoi ricordi

 

 

mare
 

 

 

WORKSHOP

INCONTRO DEL GRUPPO VIAGGI FUORI DAI PARAGGI

DI CASCINA MACONDO

CON IL GRUPPO DEI RAGAZZI BELGI

DEL CENTRO "DE VIJVER"

altre foto - vedi link

https://myalbum.com/album/dGK9lOVWt6Ba, https://myalbum.com/album/tnFubZuHJzvp.

 


 

MACONDO
 
MACONDO

 

MACONDO  MACONDO

 

MACONDO
 
MACONDO
 
MACONDO
 
MACONDO

 

MACONDO

 

 

 

deurne belgio

 

 

deurne belgio

 

 

deurne belgio

 

 

deurne belgio

 

 

deurne belgio

 

 

deurne belgio

 

 

deurne belgio

 

 

deurne belgio

 

 

deurne belgio

 

 

deurne belgio

 

 

deurne belgio

 

 

deurne belgio

 

 

 


 
 

La Grande Sfida - VERONA

Compagnia "VIAGGI FUORI DAI PARAGGI"

libro "QUATTRO TAVOLI A TESTA" - viaggio a Parigi  

 

RCT - resoconto tournée in Belgio (Gent, Anversa) - 2018

RCT - resoconto terzo viaggio a Verona - La Grande Sfida 2016

RCT - resoconto soggiorno a Garessio 2015 (link non disponibile)

RCT - resoconto  soggiorno a Dova Superiore 2014

RCT - resoconto viaggio a Gent (Belgio) 2013

RCT - resoconto secondo viaggio a Parigi 2012

RCT - resoconto secondo viaggio a Verona - La Grande Sfida 2011

RCT - resoconto primo viaggio a Verona - La Grande Sfida 2009

RCT - resoconto primo viaggio a Parigi 2008 - libro QUATTRO TAVOLI A TESTA

 

 

DOMENICHE IN CASCINA

 

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DOMENICHE IN CASCINA - CALENDARIO 2017/2018

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.

 

I LIBRI DI CASCINA MACONDO

 UN GIORNO E UNA NOTTE
- 157 FAVOLE DI COMUNITA' -
edizioni La Ruota

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 17 Agosto 2018 18:25 )
 

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