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ARRIVEDERCI MAX VERHART PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Super Amministratore   
Lunedì 21 Maggio 2018 20:22

 

 

max e il cane

 

Arrivederci, Max

 


La mattina del 18 aprile 2018 troviamo una e-mail di Klaus-Dieter Wirth. L’oggetto è semplice e diretto: Death of Max Verhart.
Max Verhart è morto il 17 aprile a mezzogiorno per un tumore cerebrale. Ci si stringe il cuore in un attimo. Abbiamo conosciuto Max e Marlène molti anni fa, in occasione del convegno di poesia haiku a Vadstena, in Svezia, nel 2007. Ci siamo rivisti due anni dopo al secondo convegno italiano di poesia haiku organizzato da Cascina Macondo.  Era venuto con Marlène Buitelaar, la sua compagna. Abbiamo passato belle giornate insieme, e nei giorni seguenti ci avevano inviato foto di orchidee selvatiche, delle quali erano appassionati. Negli anni successivi ci siamo rivisti
nel 2010 a Gent in Belgio e successivamente nel 2012. In seguito ci siamo visti poco, ma abbiamo scambiato diverse e-mail e articoli sull’haiku. Max, con l’aiuto di Marlène, aveva dato vita anche a una rivista, Whirligig, che raccoglieva haiku, haiga, haibun, recensioni di libri, articoli in olandese e inglese. Quando erano nati i loro nipoti, Collin e Melvin, Max ci aveva mandato le fotografie, con dolcezza e orgoglio. L’haibun di un viaggio fatto con Marlène alla scoperta dei luoghi in cui i suoi antenati erano vissuti era stato l’occasione per condividere considerazioni sulle domande che tutti ci facciamo nella vita. Ci eravamo rivisti a Ghent nel 2016, al festival di poesia haiku organizzato da Ip Man e dall'associazione Viadagio. Un incontro veloce nella Casa della Poesia, lo stesso piacere di incontrarci, la promessa di rivederci. Stava prendendo accordi per donare la sua biblioteca haiku alla Casa della Poesia. Con il senno di poi, forse lo sapeva già...


het ijlefluiten
van de wind in de fles
is opgehouden

il tenue sibilo
del vento nella bottiglia
si è spento

 

primo piano di max

 

Max Verhart (14 gennaio 1944 - 17 aprile 2018, Olanda) ha lavorato come giornalista e ha iniziato a scrivere haiku in olandese e inglese nel 1980 circa. Le sue opere sono state tradotte in almeno dieci altre lingue e pubblicate in importanti riviste e antologie di haiku nel mondo, così come in diverse sue raccolte. Per quattro anni è stato il presidente dell’Haiku Kring Nederland (Circolo Haiku Olandese) e per un anno il direttore europeo della World Haiku Association. Caporedattore del trimestrale olandese/fiammingo “Vuursteen” (“Pietra focaia”), la rivista di haiku più vecchia in Europa, è stato anche membro della redazione della Red Moon Anthology (USA) e condirettore della rivista americana “Modern Haiku”. Nel 2005 aveva dato inizio alla sua casa editrice e rivista di haiku “’t schrijverke” (“Il ditisco”).


trekkendeganzen
wat zijnzetochklunzig
die armen van mij

oche migratrici
sono così maldestre
le mie braccia



stillezondag
de schaduw van de iep
doetzijn ronde

domenica tranquilla
l’ombra dell’olmo
fa il suo giro

 


ikadem
dezelfdelucht in als
die mussen


sto respirando
proprio la stessa aria
di quei passeri



op het stilleplein
beweegtalleen de schaduw
van het ruiterbeeld

piazza silente
nulla si muove se non
l’ombra della statua



bejaardentehuis
de ramen weerspiegelen
het avondrood

casa di riposo
le finestre riflettono
gli ultimi bagliori



Poche parole, una breve biografia, ma in tutti noi che l’abbiamo conosciuto e stimato l’eco della sua presenza non smetterà di risuonare.

gewon even staan
enkijkennaar wat wolken
enzijn met wat is

stare un po’ in piedi
guardare le nuvole
stare con ciò che è

dagli amici di Cascina Macondo

 

 

So long, Max


On the morning of April 18th, I find an e-mail from Klaus-Dieter Wirth. The object is simple and straightforward: Death of Max Verhart. Max Verhart died yesterday at noon from a brain tumor. My heart is tight in a moment. We met Max and Marlène many years ago, on the occasion of the haiku poetry convention in Vadstena, Sweden, then we met again two years later at the second Italian convention of haiku poetry organized by Cascina Macondo. He had again come with Marlène Buitelaar, his partner. We spent nice days together and in the following days we sent each other photographs of wild orchids, of which they were passionate. In the following years we haven’t seen each other a lot, but we exchanged several e-mails and articles about haiku. Max with the aid of Marlène also gave birth to a magazine, Whirligig, which collected haiku, haiga, haibun, book reviews, articles in Dutch and English. When their grandsons Collin and Melvin were born, Max had sent us their photographs, with sweetness and pride. The haibun of a trip he took with Marlène, to discover the places where his ancestors had lived, had been an opportunity to share considerations on the questions we all ask ourselves during our life. We met again in Ghent in 2016, at the haiku poetry festival organized by Ip Man. A quick meeting in the House of Poetry, the same pleasure to meet each other, the promise to meet again. He was making arrangements to donate his library. With hindsight, maybe he already knew.


het ijlefluiten
van de wind in de fles
is opgehouden

the tenuous whistling
of the wind in the bottle
has come to an end



Max Verhart (14.1.1944 – 17.4.2018, The Netherlands) has worked as a journalist and has written haiku in both Dutch and English since about 1980. His works have been translated in at least ten other languages and were published in prominent haiku journals and anthologies all over the world as well as in several collections of his own. He served four years as president of the Haiku Kring Nederland (Haiku Circle Netherlands) and one year as European director of the World Haiku Association. He was chief editor of the Dutch/Flemish haiku quarterly “Vuursteen” (“Flint”), the oldest haiku journal in Europe, member of the editorial staff of the Red Moon Anthology (USA) and associate editor of the American haiku journal “Modern Haiku”. In 2005 he started his own publishing house and haiku journal “’t schrijverke” (“Whirligig”).


trekkende ganzen
wat zijn ze toch klunzig
die armen van mij

migrating geese
what clumsy things
these arms are



stille zondag
de schaduw van de iep
doet zijn ronde

quiet Sunday
the shadow of the elm
makes its round

 

ik adem
dezelfde lucht in als
die mussen

I breathe
the same air as
those sparrows



op het stille plein
beweegt alleen de schaduw
van het ruiterbeel

silent square
nothing moves
but the statue's shade



bejaardentehuis
de ramen weerspiegelen
het avondrood

old folks home
the windows mirror
the afterglow



A few words, a concise biography, but in all of us who have known and appreciated him the echo of his presence will not cease to resound.

gewoon even staan
en kijken naar wat wolken
en zijn met wat is

just standing a bit
and watching some clouds
and being with what is

 

by  Cascina Macondo's friends

 

 

circolo dei lettori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Max Verhart - Circolo dei Lettori (TO) - conferenza italiana haiku anno 2009

 

 

marlene e max

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Max e Marlène sotto il salice di Cascina Macondo - anno 2009

 

 

haiga di Max Verhart

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   haiga di Max Verhart

 

 

 

 

... DORMONO SULLA COLLINA ...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Maggio 2018 18:36 )
 

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