Home Archivio News-Eventi AD ALTA VOCE - a Cascina Macondo LETTURA INTEGRALE IN UN WEEKEND DI "Un giorno e una notte - 157 favole di comunità" - sabato e domenica 12-13 maggio 2018
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AD ALTA VOCE - a Cascina Macondo LETTURA INTEGRALE IN UN WEEKEND DI "Un giorno e una notte - 157 favole di comunità" - sabato e domenica 12-13 maggio 2018 PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Giovedì 05 Aprile 2018 11:01
 

AD ALTA VOCE   macaco

 

             gnu ippopotamo istrice gufo lombrico 

alce coccodrillo   cormorano lemming lince

              mulo pavone nutria pappagallo  pecora

 
 
copertina

A CASCINA MACONDO



civetta

AD ALTA VOCE
EDIZIONE 2018

LETTURA INTEGRALE DEL LIBRO
"UN GIORNO E UNA NOTTE"

lucciola

- 157 FAVOLE DI COMUNITÀ -

di Pietro Tartamella
La Ruota Edizioni - Collana Cascina Macondo

 

tartaruga

che còs’hanno i detenuti da insegnare
alla società civile e ai bambini?

I bambini hanno qualcòsa da insegnare ai detenuti?
La disabilità ha qualcòsa da insegnare?
Poiché le fàvole esòpiche contèngono una “morale”,
leggèndo questa antologìa
che finalmente siamo riusciti a realizzare,
possiamo capire che còsa essi hanno da insegnarci…

airone

insomma, si parla di uòmini e dònne
per interposti animali

Le 157 fàvole contenute in queste pàgine
vògliono rappresentare
simbòlicaménte
un “territòrio ideale” fatto di fògli e carta sì,

coccinella

ma dove, uno a fianco all’altro, convìvono
questi differènti
spicchi di cittadinanza.
Sicuramente pòssono diventare uno strumento
didàttico straordinario da utilizzare con studènti di ogni età.
Ma pòssono anche èssere utilizzate in càrcere,

ciwawa

per intrattenere, in un progètto sulla genitorialità,
i detenuti con le loro famiglie e i loro bambini.

Naturalmente abbiamo un rammàrico:

allodola

quello di non avér potuto, per gli eccessivi còsti,
stampare a colori le illustrazioni.
Purtròppo il progètto non ha avuto
contributi istituzionali.
Che dobbiamo dire? Si fa quel che si può!

buffalo

Comunque abbiamo creato una pàgina
sul sito di Cascina Macondo
dove i disegni sono pubblicati in originale.
Ad essa rimandiamo.

 

il libro è reperibile e ordinabile in tutte le librerie
e sarà disponibile nel giorno della manifestazione

ISBN: 978-88-99660-39-0
pagg.  424
formato: cm 15 x 21
costo: euro  13

accentazione ortoèpica lineare

 


anfora
 1 week-end intensivo
 PER UNA LETTURA INTEGRALE AD ALTA VOCE DI
"UN GIORNO E UNA NOTTE - 157 favole di comunità"

  di Pietro Tartamella


 con i Narratori di Macondo e altri lettori appassionati

 

INGRESSO GRATUITO - PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA 
arpa

sia per i lettori volontari, sia per il pubblico ascoltatore

 

FALCO

 sabato 12 maggio 2018 

 (inizio alle ore 9.30 - sino alle ore 23.00)

 domenica  13 maggio 2018 

 (inizio alle ore 9.30 - sino alle ore 18.00)



ALCE

PER CHI VIENE DA LONTANO
E VUOLE FERMARSI A DORMIRE

c’è la possibilità,
con un contributo del valore di un
BED & BREAKFAST,
prèsso la Foresterìa “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo tazzina di caffè

 
Chi lo desidera può fermarsi a dormire
anche
col sacco a pelo nel salone Gibran 

SCOIATTOLO

(devi essere completamente autonomo,
con cuscino se lo usi,

con telo o stuoia da mettere sotto
il sacco a pelo, etc, etc).

VIENE RICHIESTO CON IL SACCO A PELO
UN CONTRIBUTO DI EURO 10  

pane  Per tepore e compagnia
  i fuochi nel braciere e nel camino
  saranno accesi

 

criceto

PARTECIPAZIONE GRATUITA

OGNUNO PORTA CIBO E BEVANDE

DA CONDIVIDERE NELL'ORA DEL PRANZO

E DELLA CENA


DONNOLA

I LETTORI CHE A TITOLO GRATUITO
INTENDONO PRENOTARSI A LEGGERE
DOVRANNO INVIARE LA LORO ADESIONE
INDEROGABILMENTE
ENTRO IL 6 MAGGIO 2018

a ciascun lettore verrà comunicato via e-mail
il brano che dovrà leggere


cetra

   I lettori, se lo desiderano, potranno farsi accompagnare

ape

  da amici musicisti (qualsiasi strumento)
  e provvederanno autonomamente

  a “coreografare” il loro personale intervento.

 

 

GHIOTTONE

ATTENZIONE IMPORTANTE
per la buona riuscita di "AD ALTA VOCE
"
al fine di creare, com'è consuetudine,
un momento ufficiale e collettivo di
INIZIO e FINE,
si invitano i lettori e il pubblico
ad essere presenti all'apertura della manifestazione
SABATO 12 MAGGIO, ALLE ORE 9.30
e
alla chiusura della manifestazione
DOMENICA 13 MAGGIO, ALLE ORE 18.00

 

TALPA

  SI RICHIEDE VIVAMENTE
  che ogni lettore sia presente almeno
  UN PAIO DI ORE PRIMA
  E UN PAIO DI ORE DOPO
  RISPETTO AL MOMENTO IN CUI
  FARÀ IL PROPRIO INTERVENTO

 

 

gatto

 AD OGGI HANNO DATO LA PROPRIA ADESIONE

 LE SEGUENTI VOCI NARRANTI


Andrea Martini
Annamaria Verrastro
Annette Seimer
Antonella Filippi
Antonella Selvaggi
Barbara Braconi
Bruna Parodi
Chanel di Mondolfiera
Clelia Vaudano
Daniel di Mondolfiera
Enzo Pesante
Erika Iantorno

ciuffolotto

Fiorenza Alineri
Flavio Fascio Pecetto
Florian Lasne
Francesco Serain
Gabriel D.
Giancarla Deferrari
Giovanni Obino
Giuliana Ravaschietto
Giusi Amitrano
Giusi Clema
Isa Albiati
Luana Varagnolo
Marco Guatteo
Maria Perlino
Matteo Obino

Mihaela di Mondolfiera

gazzella

 Nagi Tartamella
 Paola Grand
 Piero Panato
 Pietro Tartamella
 Roberta D'Alessio
Sara Cavazzin
Silvia Caudano
Silvia Critelli
Silvio Cora
Toni Ruggeri
Ugo Benvenuto
Valentina Zanella
Valeria Libralato
Veronica Resta
Vincent di Mondolfiera

……………………
……………………

leone

 aggiungi il tuo nome
 comunicandolo a: 
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auto  COMODO PARCHEGGIO
INTORNO ALLA CHIESETTA MADONNA DELLA ROVERE

COME SI ARRIVA A CASCINA MACONDO 

chiurlo

 LA DISTANZA? PARLIAMONE...

coniglio

PROGETTO “OMNIA FABULA ET ARTI

 

 

 

 
 dentice donnola  emu ghiro granchio

     ippocampo condor  struzzo talpa ragno ratto

             locusta lama iena lepre  lupo

              maiale marmotta muflone mangusta lucertola

              pellicano paguro rana pernice riccio 

             renna pettirosso pipistrello pinguino  fagiano

           piccione  tacchino tapiro upupa zebra

 

 

CANE E CANARINO

                       fàvola "il cane e il canarino" illustrazione di Harmless

 

 

il grillo e la lumaca
 fàvola "il grillo e la lumaca" illustrazione di Harmless
 
 
 

 

LUPO

dalla prefazione di Pietro Tartamella

cuculo

... In fondo queste fàvole contèngono una variegata gamma di saggezze e infiniti spunti di riflessione. Una comunità vasta e allargata che si confronta, anche soltanto attravèrso le fàvole, non può che èssere portatrice di buòni auspici e di un sorriso. Mi piace pensare che forse sarà una bèlla sopresa per quei bambini e quegli studènti che non saremo riusciti più a rintracciare, scoprire un giorno, per caso, che le loro fàvole e i loro nomi sono qui tra queste pàgine con il nòstro grazie.

 

barbagianni

prefazione di Anna Marìa Verrastro - presidènte di Cascina Macondo

colibri

Hò insegnato per molti anni nelle scuòle elementari, cercando di trasméttere ai mièi alunni il piacere della riflessione, del confronto, della poesìa, della matemàtica, della filosofìa, fornèndo loro stìmoli in continuazione ed esperiènze inconsuète. Piètro, negli anni in cùi hò fatto la maèstra, è stato uno degli stìmoli importanti che hò utilizzato per arricchire i mièi alunni.

cincilla

Se avessi avuto ancora una mìa classe, non avrèi potuto non aderire a un progètto sulle fàvole. In questa antologìa non ci sono solo “un giorno e una nòtte” e le 157 fàvole con cùi si confróntano la detenzione, l’infanzia, la disabilità, i giovani, i cittadini, la comunità. C’è anche una stòria che scorre parallèla alle fàvole, una “cornice” che Piètro ha voluto creare per mostrare altri fatti ed evènti coerènti con lo spìrito del progètto. E malgrado questo mondo parallèlo sìa decisamente onìrico, di fantasìa, surreale, vestito di fàvola, tessuto con fili di poesìa e di ironìa, l’autore rièsce infine a fàrcelo apparire, man mano che in esso ci si addentra, addirittura possìbile e pensàbile.

 

 

lumacaIL GRILLO E LA LUMACA

di Piètro Tartamèlla

Èra arrivata l’estate. La natura aveva continuato a créscere rigogliosa a vista d’òcchio, profumatìssima.
Come tutti sanno, il sole e l’aria profumata del mattino méttono in risalto non solo le virtù, ma anche i difètti degli èsseri vivènti.
Fu così che il grillo, con un salto audace, si mise dinanzi alla lumaca e disse: “Ti sfido alla corsa, lumaca, vuòi bàtterti con me? Se vinci potrài prèndere tutte le risèrve del mìo cibo che hò messo da parte per l’invèrno; ti assicuro, ce ne sono già tante!”
Èra previdènte il grillo, già pensava all’invèrno.
Una farfalla curiosa che svolazzava lì intorno si èra posata su un fiore ad ascoltare.

tucanoLa lumaca rispose: “È fàcile lanciare una sfida quando sai già che non pòsso compètere con te nella corsa. Ti sènti così sicuro che non ti còsta nessùn rischio méttere in palio tutto il tùo cibo”
La farfalla batteva le ali e annuìva.
Un topolino seduto su una piètra capiva che il grillo èra davvero presuntuoso quella mattina.
“Vedi, lumaca? - continuò il grillo - hai paùra di bàtterti, riconosci dunque che sono ìo il più veloce in questa praterìa”
“Ci stò pensando…”  rispose la lumaca.
scoiattoloFu così che tutti gli animali, quando sentìrono quel “ci stò pensando” si fermàrono nel bòsco e nella praterìa. Gli uccèlli ascoltàvano dai nidi e dai rami. Accórsero lunghe file di formiche che si mìsero tutte intorno ai dùe sfidanti.
Le margherite avévano pèrso il loro colore bianco per le migliaia di farfalle variopinte che vi si èrano posate sopra ad ascoltare. Uscìrono i topolini dalle tane, i ghiri, le pùzzole, le talpe che, pur essèndo cièche, potévano sentire.
Anche le galline delle fattorìe vicine, i galli, le mucche, i cani e i cavalli, le pècore, i maiali, uno stuòlo di tacchini, le pulci, le cicale… tutti s’incamminàrono per assìstere alla sfida.
Il grillo èra esultante nel vedere quella gran fòlla, e disse: “Però, se accètti la sfida, dovrài méttere in palio qualcòsa che anche per te è importante e indispensàbile”
maggiolinoLa fòlla degli animali mormorava, e diceva che il grillo aveva ragione, nel sènso che èra giusto che nella scommessa ci fóssero prèmi dello stesso valore. La fòlla mormorava di nuòvo, e diceva che la lumaca aveva ragione quando sosteneva che il grillo èra presuntuoso e che avrèbbe vinto la corsa.
“Accètto la sfida” disse infine la lumaca.
Dalla fòlla si levò un brusìo di compassione per la lumaca.
“Metto in palio la mìa casa - aggiunse - ma ad un patto: faremo una corsa al contrario”
Il grillo non aveva nessuna difficoltà a fare salti all’indiètro.
“Non all’indiètro - disse la lumaca - al contrario, nel sènso che vincerà chi arriverà ùltimo”.

corvoNessuno aveva mai visto una corsa al contrario e per un àttimo rimàsero tutti dubbiosi.
Ma quando la lumaca disse: “In questo mòdo facciamo una gara alla pari, ìo non potrò mai fare i tuòi salti e vinceresti tu sicuramente, ma tu puòi andare più piano, quindi, se vuòi bàtterti, vincerà chi arriva ùltimo”
Tutti gli animali applaudìrono trovando sensato il discorso della lumaca. Anche il grillo si convinse, e accettò la sfida.
La lumaca, che per tutta la vita èra sèmpre andata pianìssimo tra i fili d’èrba, non fece nessuno sfòrzo ad andare ancora più lèntaménte. Il grillo invece, che per tutta la vita aveva saltato di qua e di là, pur decidèndo di fare salti più pìccoli, non gli riusciva di accorciarli e, per quanto si sforzasse,
fringuelloprocedeva sèmpre più avanti della lumaca. Arrivò primo al traguardo.
La fòlla applaudì la lumaca per la sùa saggezza e derise il grillo per la sùa vanità e la sùa presunzione.
E pòco dopo la fòlla applaudì di nuòvo la lumaca per la sùa generosità, perché essa pretese solo la metà delle risèrve di cibo del grillo, per non farlo morire di fame.


questa fàvola mostra che l’abitùdine
spesso si rivela ingannatrice quando càpita di dovér fare
una còsa nuòva con le règole cambiate


L’aria del mattino èra ancora fresca.
Gli animali che avévano assistito alla gara inconsuèta tra il grillo e la lumaca, si incamminàrono vèrso le loro case chiacchierando e confrontàndosi strada facèndo sùi dettagli di ciò che avévano visto e udito.
Giùnsero vèrso le ore 9.00 nella grande vallata, in fondo alla quale luccicava al sole l’acqua azzurra del lago.
Sulla radura, non molto lontano dalle sponde, spiccava un fitto ammasso di piètre bianche, grandi come uòva preistòriche.
Gli animali decìsero di fermarsi lì per fare colazione.
Si sedèttero sulle piètre bianche e sull’èrba che cresceva intorno, si appoggiàrono agli àlberi, si sedèttero sùi fiori, sùi rami, con una gran vòglia di parlare e raccontare.
Aprìrono i fagòtti della loro merènda.
Qualcuno distese sull’èrba una copertina da pic-nic.
Si fécero tutti più vicini quando sentìrono la voce fiòca di una vècchia formica nera che diceva: “Quello che abbiamo visto òggi, cari amici, mi ricòrda la fàvola del cavallo, della volpe e del pettirosso”
“Com’è questa fàvola? Raccóntacela!” gridàrono tutti.
Anche i grilli, che ancora stàvano commentando la buffonata del loro parènte che aveva voluto sfidare la lumaca, tàcquero all’improvviso.
Un gran silènzio avvòlse la radura.
Tutti ascoltàvano la vècchia formica nera che sènza più dènti biascicava le paròle con una lentezza davvero d’altri tèmpi.

 

 

cavallo

IL CAVALLO, LA VOLPE
E IL PETTIROSSO

di Piètro Tartamèlla


 Il cavallo, dopo una lunga corsa nei prati, si èra fermato a bere a una fontana. L’acqua èra freschìssima. Pròprio in quel momento anche la volpe giunse assetata alla stessa fontana.
“Passeranno ore prima che il cavallo abbia finito di bere” - pensava la volpe. E cominciò a gridare: “Al fuòco! Al fuòco! La fattorìa del cavallo sta bruciando!!!!”.  Il cavallo trasalì e galoppò come il vènto vèrso la sùa fattorìa.  La volpe scese gongolante alla fontana e cominciò a bere avidamente.
In quel momento anche il pettirosso arrivò assetato a quella fonte: “Ìo sono pìccolo, signora volpe, mi basta una goccia d’acqua; mi fai bere per favore?” 

cobraLa volpe rispose sgarbata: “Nò, aspètta il tùo turno!”
Il pettirosso disse: “Signora volpe stai bevèndo tròppo, attènta, potrèbbe farti male”
“Tutte schiocchezze - replicò la volpe con tòno minaccioso - l’acqua è mìa, non ti avvicinare!”
Il pettirosso, mettèndo un freno alla sùa ìndole litigiosa e attaccabrighe, si mise semplicemente sotto una fòglia, all’ombra, e aspettò con paziènza.
pitoneLa volpe bevve così tanto che dopo un paio di ore le si gonfiò la pancia e, come un pallone, scoppiò. Solo allora il pettirosso uscì dalla fòglia e si avvicinò alla fonte per bere la sùa goccia d’acqua. Stàvano fianco a fianco, lùi e il cavallo che, scopèrto che non c’èra nessùn fuòco  alla fattorìa, èra intanto ritornato a bere.  


questa fàvola mostra che l’ingordigia e la furbizia
non ripàgano quanto ripaga la paziènza

 

Tutti si voltàrono a guardare le volpi, lanciando loro cupe occhiate di rimpròvero per la loro spudorata abitùdine di gabbare e imbrogliare nelle fàvole.
Una di esse, quasi sentèndosi chiamare in causa, spiccò un balzo e andò a posare il sùo rosso pelo lucènte sulla piètra più alta, più gròssa, più bianca e più preistòrica.
“È vero - disse con voce fòrte - ìo e le mìe sorèlle  abbiamo fama di èssere astute e insensìbili. Ma vòglio raccontarvi una stòria che dimostra come spesso paghiamo caro questo nòstro mòdo di èssere”...

 

 

 si ringràziano tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa

“adotta un filo d’èrba”

consentèndo  la realizzazione dell'antologìa


Ajdi Tartamèlla, Alessandra Tugnòli, Alessandro Agnolini, Andor Timar, Anna Marìa Verrastro, Anna Trucatto, Annètte Seimer, Antonèlla Carlucci, Antonèlla Filippi, Antonèlla Ròsa, Antonèlla Selvaggi, Antònio Gullusci, Arianna Barbarossa, Bar 301 - Poirino, Bar Cavour (BRA), Bar Cremerìa Torre (TO), Bar di Volvèra, Bar Prìncipe (BRA), Barbèra Incontra, Beatrice Borghèsio, Beatrice Cirillo, Bibliotèca di Ceresòle d'Alba, Bibliotèca di Chièri, Bibliotèca di Nichelino, Bruna Paròdi, Bruno Gordanèlli, Bruno Mellano, Carla Balatti, Carla Fasòlo, Carla Fergnachino, Carla Milone, Carlo Bava, Carlòtta Bava, Carolina Pitich, Cèntro Anziani Il Mughetto, Césare Ceroni, Chiara Castiglioni, Claudia Mèrlo, Claudio Margaria, Clèlia Vaudano, Concètta Màscali, Cristina Bava, Cristina Bergamini, Cristina Vèrra, Danièle Avatàneo, Dèborah Gorgerino, Dely Del Vècchio, Denise Fabre, Doménico Benedetto, Doménico Torta, Donatèlla Buroni, Donatèlla Maino, Emilio Martucci, Èmma De Cristòfano, Enrica D'Arminio, Ènza Moschèlla, EvergreenFest, Fabia Binci, Fabrizio Virgili, Fanny Casali Sanna, Federico Vena, Filippo Ricchiardi, Fiorènza Alineri, Floriàn Lasne, Franca Patrucco, Franco Muzzarèlli, Franco Tòzzi, Gabriel D., Gaia Nàpoli, Gian Marìa Francesco Vinci, Gianna Peretto, Giò Di Francesco, Giorgia Craba, Giorgia Ghirardi, Giorgio Vèrme, Giorgio Veronesi, Giovanni Covièllo, Giovanni Mièle, Giovanni Ramèllo, Giulia Cerrato, Giulia Cordara, Giulia Quaranta, Giuliana Petrini, Giuliana Ravaschietto, Giusy Amitrano, Giusy Falcone, Grazia Valènte, Jòsef Kiss, Ilaria Chièsa, Ip Man, Ìtalo Schiavone, Ivan Marusich, Isa Albiati, Istituto Comprensivo Règio Parco, Laura Rattèro, Lina Tartamèlla, Lorèna Masta, Lorènzo Pagliano, Luana Varagnòlo, Luc Humblet, Luca Buoninconti, Luca Midòlo, Lucìa Caputo, Lucìa Chiappino, Luciana Lano, Luciana Sèrpa, Lucrèzia Mòggi, Luìsa Mondo, Marco Fassio, Marco Pilòtto, Marìa Caterina Comino, Marìa Grazia Gentile, Marìa Michèla Damiani, Marìa Parròtta, Marìa Trinchèro, Mario Fatibène, Mario Ghirardi, Marina Rapellini, Marzia Ghibèrti, Màssimo Vabba, Mattèo Savosa, Maura Geminiani, Maurizia Dèmo, Mìa Stockman, Michèla Damiani, Mònica Cristina Gallo, Nagi Tartamèlla, Naomi Iyanu, Negòzio Ingènio, Nèllo Quatrano, Nicòla Lorusso, Niccolò Ghirardi, Òscar Luparia, Pàola Farnia, Pàola Rolino, Pàola Tonèlli, Pasquale Matarazzo, Patrizia Ventresca, Piètro Tartamèlla, Raffaèlla Deriu, Rènzo Zanèro, RECTV Produzioni, Riccardo Pettonuzzo, Rita Macrillò, Robèrta Manetti, Rosàngela Berghellim, Rosolino Cèlla, Rossèlla Scòtta, Salvatore Biazzo, Sara Amaiòlo, Sara Mantovani, Sevèra Disingrini, Silvano Opèrti, Silvia Restagno, Silvia Seriòlo, Simona De Giorgio, Stèfano Coaloa, Stèfano Tarsia, Studentesse Istituto Vittone di Chièri, Susanna Casu, Terèsa Cànone, Tiziana, Tòny Ruggièro, Ugo Benvenuto.

 

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aragosta

 

 

prefazione di Bruno Mellano garante regionale (Piemonte)
delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà

Con l’antologìa “Un giorno e una nòtte - 157 fàvole di comunità” alcuni detenuti - cèrtamente privilegiati - hanno avuto la rara opportunità di scrìvere fàvole destinate idealmente ai pròpri figli e nipoti, veri o virtuali.

orso

Con questi racconti, ora pubblicati, hanno potuto alimentare o rinsaldare i rappòrti forzatamente limitati tra chi è al di qua e chi è al di là delle sbarre. Tralasciando il personale giudizio sulla qualità letteraria della pròva, che a me sembra lodévole, ma saranno gli addetti al lavoro ad esprìmere valutazioni competènti, si tratta indubbiamente di tèsti che colpìscono, incuriosìscono, a vòlte commuòvono, e sèmpre testimòniano un multiculturalismo ormài radicato nel càrcere odièrno come nella società contemporànea. Un càrcere che con le sùe divèrse e contrapposte identità forse solo nella fàvola e nei sogni in essa racchiusi può ritrovare un denominatore comune.

stambeccoFra le righe si percepisce fòrte la volontà di trascéndere i lìmiti e le costrizioni del quotidiano, di riscrìvere il passato e di rifondare il futuro, anche solo per sopravvìvere al presènte. Si può affermare che è la stessa condizione della detenzione a spìngere alla scrittura. Tutti i detenuti - infatti - scrìvono: dalla ordinaria corrispondènza per lèttera con i famigliari, alla sémplice richièsta burocràtica per “la qualunque”, alla imperitura “domandina” per incontrare educatori, volontari, avvocati e persino il garante dei detenuti, all’esposto per denunciare le problemàtiche pròprie e dell’Istituto, alle poesìe o ai racconti, ai tèsti teatrali portati in scèna da loro stessi, che pòssono rappresentare delle vere e pròprie evasioni dalla realtà, e ancora agli artìcoli per i giornali intèrni o del territòrio, che in alcuni casi si ricòrdano come la comunità penitenziaria sìa un pèzzo della città.

gru

aquila

Per alcuni scrìvere un diario rappresènta una vera e pròpria necessità giornalièra che permette di narrarsi gli evènti della vita in mòdo letterario e quindi distaccato. Per altri è un mòdo per méttere órdine nei pensièri caòtici e nelle emozioni fòrti, ma anche e soprattutto per mantenere un legame con il mondo. Il valore della scrittura è sèmpre quello di far conóscere i pròpri sentimenti, di disvelare i pròpri sogni, di esplicitare i pròpri bisogni, di far emèrgere i pròpri malèsseri, dando còrpo e voce alle pròprie emozioni, così difficilmente esprimìbili in un luògo “chiuso” per definizione qual è la galèra. La scrittura, infine, come sottolineato da psicòlogi ed educatori, permette di dare un nuòvo significato sìa al pròprio vissuto che al futuro, e di cómpiere un lavoro su sé stessi, e quindi dovrèbbe far parte di quello che gli operatori penitenziari chiàmano “percorso trattamentale del detenuto”.

PERNICE

La scrittura quindi rappresènta un òttimo strumento per raggiùngere l’obiettivo finale di una positiva reintegrazione nella società e per questo va incoraggiata e incentivata, seguèndo il solco di questa meritòria pubblicazione curata con grande passione e indubbia professionalità da Piètro Tartamèlla.

 

alcune opinioni

foca

 

camoscio

Harmless (Ajdi Tartamèlla)
Ho realizzato la maggiór parte dei disegni  con china e pennarèlli su carta acquarèllo. Taluni aggiustamenti digitali sono in séguito stati fatti per l´adattamento a stampa. Con alcune gràfiche hò voluto cògliere semplicemente un´impressione ricevuta dalla fàvola. Con altre hò cercato di rappresentare le dinàmiche  tra i personaggi e i luòghi di ambientazione con l’intènto ùltimo di illustrare  il tèmpo e lo spazio in cùi la trama si dispièga, sènza però svelare la conclusione della fàvola e la morale che ne deriva. In questo caso l´intènto è stato quello di “suggerire” attravèrso lo strumento visivo, pur lasciando al lettore la possibilità di una “pròpria” scopèrta.

 

cardellino

Giusy Amitrano - insegnante scuòla primaria Silvio Pèllico - Chièri
Scrìvere è un giòco che ci piace molto, farlo in gruppo è divertènte, avere uno scòpo è motivante. Ècco gli ingrediènti per far partire nella mìa quinta elementare (anno scolàstico 2015/16) il laboratòrio di fàvole, nell’àmbito del Progètto Òmnia Fàbula. I bambini che conoscévano il Progètto Parol e in quarta con Piètro avévano giocato a comporre Haikù, hanno accòlto con giòia la possibilità di giocare nuòvaménte con lùi, questa vòlta per imparare a scrìvere fàvole. E così dopo una lezione col maèstro Piètro, abbiamo dato il vìa al laboratòrio di fàvole in modalità di scrittura cooperativa: ognuno sceglie un animale, si sortéggiano le còppie di protagonisti e… vìa! Si invènta e si scrive la fàvola, ricordando le règole e facèndo molta attenzione alla morale, si invìa e si aspèttano i commenti, suggerimenti e correzioni di Piètro…

giraffaVedere le fàvole “formattate” pronte per l’editing rènde i ragazzi orgogliosi del pròprio lavoro. Le fàvole sono brèvi, le morali richiàmano valori di sincerità, onestà, amicizia, giustizia… i bambini sono dirètti ed immediati, e mi emoziona sèmpre lèggere i loro scritti che sorprèndono e sùperano le aspettative “scolàstiche”, trasformàndosi in risorsa sociale. I ragazzi ora frequèntano la seconda mèdia e spèro di riuscire a raggiùngerli per restituìre loro il valore del percorso che ha portato alla pubblicazione di questo libro.

 

armadillo

gli studènti dell’Istituto B. Vittone di Chièri,
classe 1A TA e l’insegnante Silvia Restagno

Il progètto “Òmnia Fàbula” ha coinvòlto la mìa classe quando frequentavamo il primo anno delle superiori (indirizzo tècnico amministrativo dell’IISS Vittone di Chièri), cioè durante l'anno scolàstico 2015/16. Per tutti noi è stata una esperiènza nuòva; infatti nessuno aveva mai pensato di scrìvere delle vere e pròprie fàvole sìmili a quelle lètte dai bambini. Cimentarci in questo progètto ci ha apèrto nuòvi orizzonti: anche delle sémplici paròle pòssono dare insegnamenti di vita a chiunque.

LINCE

In classe ci siamo suddivisi in gruppi, ognuno dei quali ha scritto quattro o cinque fàvole.  Dopo averle corrètte con la professoressa e dopo la supervisione di Piètro, abbiamo stampato le fàvole. Avevamo in mente di creare un nòstro "libro di classe" complèto di  immàgini e disegni che  illustràvano le stòrie... e ci siamo riusciti!!! Quando abbiamo consegnato il nòstro libro alla Prèside ne eravamo molto orgogliosi!!! Abbiamo imparato a scrìvere in un mòdo divèrso dal sòlito, ma ricco di significati!! Le nòstre fàvole, alcune almeno, insième  a quelle dei ragazzi disàbili, dei bambini e dei detenuti, compàiono ora in questa antologìa. Che bèllo! Grazie Piètro.

 

cammello

Ahmad Masalmeh - càrcere Rodolfo Morandi di Saluzzo
Il percorso di Òmnia Fàbula rivèste un’importanza che mi colma di soddisfazioni, perché mi arricchisce linguisticamente e mi apre un orizzonte finora inesplorato. Pur essèndo su un binario mòrto, qual è il càrcere, il viaggio letterario, ideato e concepito dal nòstro Mèntore Piètro Tartamèlla, ci òffre un’òasi di sollièvo creativo. Piètro ci guida con virtuosismo professionale e certosina paziènza, risuscitando in tutti noi un vitalismo linguìstico nonostante tutte le barrière incombènti. Personalmente mi sènto colmo di soddisfazioni in virtù del

cicogna

costante miglioramento linguìstico e culturale acquisito frequentando i vari corsi messi a punto da Piètro. Dato il contèsto in cùi si àttuano tali attività creative, mi prème testimoniare che quando acquisisco più

bruco

conoscènza mi sènto più lìbero, poiché l’ignoranza è la peggiore delle prigioni. D’altronde gli esami non finìscono mai!

 

elefante

Ally Said Mhando - càrcere Rodolfo Morandi di Saluzzo
Un giorno di primavèra, la Prof.ssa Scòtta, responsàbile della scuòla del càrcere, mi ha suggerito di iscrìvermi al corso di lettura creativa ad alta voce condotto dal poèta Piètro Tartamèlla di Cascina Macondo. In questo interessantìssimo corso, oltre a imparare la lettura creativa, hò avuto la fortuna di lèggere, ascoltare, e persino scrìvere delle fàvole. Per me si tratta di un’esperiènza creativa ùnica.

 

canguro

Emilio Toscani - càrcere Rodolfo Morandi di Saluzzo
Questa attività, per me del tutto nuòva, è stata inizialmente spiazzante in quanto non avevo mai utilizzato questi strumenti linguìstici; e associare contenuti umani al mondo animale e delle còse, è còsa tutt’altro che immediata. L’uso parsimonioso delle paròle, l’èssere sintètici, non cadere nelle banalità ed èssere innovativi, richiède impegno, e il risultato non è garantito.

gallina

Dopo alcuni millènni di produzione favolìstica, non è fàcile trovare novità. Al di là del risultato, che prevedo per me mediòcre, mi sono divertito, ed è stato stimolante misurarmi in qualcòsa per me interamente inèdito. Anche l’arte del recitare, dopo che si è scritto, fa parte del lavoro sulle fàvole. Ho apprezzato, soprattutto sentèndo i mièi compagni, l’unicità di ognuno. Lavorare insième, ognuno a mòdo sùo, aiuta il sènso di coesione e di condivisione. Riuscire a fare anche un pìccolo pèzzo di questa comunicazione umana, è stato, per me, gratificante.

 

avvoltoio

Pàolo Salvaggio - càrcere Rodolfo Morandi di Saluzzo
Prèsso la casa di reclusione di Saluzzo si è tenuto un corso di òmnia fàbula, improntato sulle fàvole. Per vìa di una mìa curiosità che mi appartiène, hò iniziato a frequentarlo, inizialmente con un pìzzico di scetticismo. Pensavo la sòlita banalità propinata ai detenuti. Ma con mìo enorme stupore hò capito le moltìssime sfaccettature che le fàvole dónano a chi le vuòle sentire. Inoltre con il preziosìssimo uòmo della “gròtta del barbière” (lo spazio dove la doménica facciamo good morning poesìa) che con molta paziènza e abnegazione ci insegna le numerose sfumature del mondo delle fàvole, vorrèi diventare

cane

più “espèrto” nel capire e lèggere le fàvole, e mi auguro che a fine corso mi sìa migliorato. L’uòmo della “gròtta del barbière” con la sùa maestrìa ci ha portato in un nuòvo mondo dove bambini e disàbili raccóntano fàvole emozionanti, e così hò riscopèrto la sensibilità dei bambini, che in un adulto è nascosta nella pròpria mente.

 

castoro

Marco Odèllo
docènte di arti plàstiche del Licèo Artìstico
“Solèri-Betoni” nel càrcere di Saluzzo

La decina di disegni realizzati dagli studènti della sezione carceraria del Licèo Artìstico “Solèri-Bertoni” di Saluzzo, per illustrare alcune fàvole contenute in questa antologìa, sono il frutto di una “situazione collettiva” e “individuale” allo stesso tèmpo. Intorno a chi si apprèsta a disegnare, con le pròprie interiori motivazioni, vi è un mondo con altrettante e spesso differènti règole. Qualsìasi forma di espressione artìstica si nutre di “àmbiti di libertà”, forse per questo il disegno in càrcere risulta tanto più efficace nel dimostrare le sùe inesaurìbili potenzialità. Pròprio in un àmbito di “coercizione” si tratta di stabilire pòche règole e motivate.

dingo

Quasi la totalità dei disegni, realizzati a pastèllo, còlgono gli elementi importanti del rappòrto, della relazione tra gli animali  protagonisti dei racconti. L’uso dei sémplici primari per ottenere tutti gli altri colori va pròprio in questa direzione: semplificare per sperimentare ed ampliare la gamma delle possibilità. Vorrèi ringraziare ciascuno singolarmente per l’appòrto e la partecipazione, che definirèi “ìntima” al pròprio impegno, che rènde ogni disegno molto di più che un sémplice lavoro. Ringrazio il sig. Piètro Tartamèlla per avermi coinvòlto e per il quale condivido, con “gli alunni”, autèntica stima.

 

 

farfalla

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 09 Maggio 2018 05:56 )
 

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