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IN MEMORIA DI ALESSANDRO LEOGRANDE PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Giovedì 30 Novembre 2017 10:08

 

Dalla Casa di Reclusione di Saluzzo

UN PENSIERO PER ALESSANDRO LEOGRANDE



 
ALESSANDRO LEOGRANDE Ieri sera, 27.11.2017, con grande stupore e dolore, abbiamo appreso dal telegiornale della morte di Alessandro Leogrande. Lo avevamo conosciuto personalmente, nel carcere di Saluzzo, in occasione di Adotta uno scrittore 2017: ci aveva parlato del suo libro “La frontiera”.
   Ricordiamo con viva emozione la sua appassionata introduzione sul lavoro di indagine e di approfondimento intorno ad un argomento così drammatico com’è quello dei viaggi dei migranti. Era seguito un intenso dibattito tra noi e lui, facilitato anche dalla presenza in classe di due uomini sudanesi, arrivati in Italia su gommoni di fortuna.
Il suo “La frontiera” è una testimonianza di grande sensibilità umana e di grande impegno teso a “documentare”, che non si tira indietro di fronte ad argomenti crudi e difficili da affrontare. Ci aveva colpito il suo modo pacato e insieme coraggioso e diretto di entrare negli aspetti più drammatici dell’esistenza umana. Ibrahim e Alfateh, ricordando le terribili traversie da loro vissute nel giungere in Sicilia via mare, si erano riconosciuti nelle descrizioni di Leogrande e avevano avvertito la sua profonda empatia verso la disperazione e la tragedia di tante vite, africane e non solo.
   Ricordando il suo viso intelligente e buono quando parlava con noi, in una delle nostre aule, non ci sembra possibile che egli ci abbia lasciato in un modo così improvviso, inaspettato e spiazzante. Pensiamo alla sua morte come ad una perdita dolorosa per tutta la società, la perdita di un uomo che si è speso soprattutto per i suoi simili, con generosità e umiltà, affrontando gli eventi ostili con il coraggio di chi comprende l’importanza di raccontare il vero. Non possiamo che rammaricarci del fatto che una persona così onesta sia scomparsa dal nostro mondo e non possiamo non pensare a quante cose significative avrebbe ancora potuto fare, a quanti esseri umani avrebbe ancora potuto essere d’aiuto, anche solo rendendoli più consapevoli della realtà che li circonda. A volte c’é qualcosa di ingiusto e spietato nell’evolversi crudele della vita e questa è una di quelle volte.
   Ci rimane il suo lavoro, il ricordo di una persona costruttiva e profondamente disponibile e soprattutto ci rimangono i suoi insegnamenti di vita, che egli proponeva da persona modesta e senza presunzioni. Leogrande era uno che non stava a guardare, ma si sporcava le mani entrando nelle situazioni esistenziali e vivendo il dolore degli uomini.
   Siamo grati a lui per il suo esempio e cercheremo di onorare il suo ricordo con le nostre vite, cercando di riempirle di condotte che gli sarebbero piaciute.
    Ovviamente questo non basta a colmare lo smarrimento di fronte alla sua morte, ma vivere degnamente, secondo gli alti principi che lo animavano, è tutto quello che possiamo tentare di fare.

Ciao Alessandro.

da Emilio e tutti gli studenti del Corso carcerario del Soleri-Bertoni


***


IN RICORDO DI ALESSANDRO

LA FRONTIERA   
(di Salvatore Torre,  studente ristretto del carcere di Saluzzo)


Dove Vai| Bella Fanciulla
Con Quei Pochi| Abiti
A Tracolla?

Vado| Fuggendo| Dalla Guerra
Che Mi Ha Costretta|
A Vivere Per Terra

Vado| Negandomi Alla Morte
Che Pare| Volermi
Alla Sua Corte

Vado| Cercando| Un Avvenire
Che Mi Porti| Lontano
Ma Senza Soffrire

E Sfidando |Andrò|
La Sorte
Sulle acque |Di Quel Mare|
Che E’ Crudele| E Tanto Forte

Salperò| Domani |A Tarda Sera
E Spiata| Dalla Luna
Viaggerò| Celata| In Una
 Prigione Buia

Lì |Troverò Forse| Un Sorcio
Rosicare Le Mie Calze
Oppure| Una Brutta Avventura
Mi Scipperà
Della Mia Poca |Arte.

Ma| Non Avrò Paura,
No, Non Mi Dirò| Tradita
Perché Se Resterò| Nuda
O Non Avrò |Un’altra Vita

Mi Rimarrà Sempre | L’Illusione
Di Una| Traversata|
Colma Di Un Dolce Sogno|
Nato Una Mezza Sera:
Che Laggiù| Sbarcherò
Sulla Libera |Terra Straniera!
Dopo Aver Scavalcato| La Frontiera.

 

 

***


“ A PERZON “

ALESSÀ, avemm putut, pur nuie, ricurdart cu tanti bell parol ma avimm preferit ca chest o facesser l’at.
Pecchè, ALESSÀ, tu pe nuie ir e rimmarraie, semp, na perzon can un tenev pregiudiz è nun giudicav.
Si venut dint o carcer pe parlà do libr tuie:
A FRONTIER.
Ma alla fin di chist’incontr a fatt carè tutt e frontier e ce simm sentut sul
PERZON.
E vist ca purtat nu poc e calor dint a stu luog frid a nuie sarraie semp ricurdat ogni vot ca nu raggio e sol scarff sti cell.

Vist o nomm, ALESSÀ, nun putiv ca esser nu GRAND.
ALESSÀ, si stù pensier tè arrivat, e nuie simm sicur, na bell soddisfazion ti sì levat.
CIÀ ALÉ.


Francé  e compagni della Scuola ristretta
Liceo Artistico “ Soleri-Bertoni”di Saluzzo




traduzione in italiano

“ LA PERSONA “


Alessandro, avremmo potuto, pure noi, ricordarti con tante belle parole, ma abbiamo preferito che questo lo facessero altri, perché, Alessandro, tu per noi eri e rimarrai sempre una persona che non aveva pregiudizi e non giudicava. Sei venuto nel carcere per parlare del tuo libro:
LA FRONTIERA
ma alla fine di questi incontri hai fatto cadere tutte le frontiere e ci siamo sentiti solo
PERSONE
e dato che hai portato un po’ di calore dentro questo luogo freddo, da noi sarai sempre ricordato ogni volta che un raggio di sole riscalderà queste celle.
Visto il nome, Alessandro, non potevi che essere un GRANDE.
Alessandro, se questo pensiero ti è arrivato, noi ne siamo sicuri, una bella soddisfazione ti sei tolta!                                
CIAO ALÉ.

Francesco e i compagni della Scuola ristretta
Liceo Artistico “Soleri-Bertoni” di Saluzzo



***



Ciao Alessandro.
Quando ho appreso dal telegiornale della tua scomparsa, ho provato un senso di profondo rammarico e tristezza. Mentre  ascoltavo questa pessima notizia, mi passavano nella  mente le ore trascorse con te nella sezione scolastica del carcere di Saluzzo, ore in cui la tua presenza ha dato una svolta a me, e a noi tutti, sul tema lettura e scrittura.
Ricorderò sempre le cose che mi hai detto raccontandoci delle emozioni che hai provato e il grande coraggio che hai dimostrato nel trattare tematiche delicate: erano tutto il tuo vissuto, erano le  sofferenze che hai provato per scrivere “oltre la frontiera”.
Non ti nascondo che ero uno dei più scettici su quel tema (e te lo dissi), ma tu hai saputo spiegarmi, con quella calma che ti distingueva, quello che avevi “sentito” in prima persona, dalle gioie alle emozioni alle paure vissute in ogni intervista.
I sentimenti che mi hai trasmesso sia leggendoti che parlando con te mi hanno fatto cambiare le idee che avevo, aprendomi la mente ad “un'altra frontiera” e facendomi capire che quelle notizie che ritenevo “piccole notizie di cronaca”, in realtà di piccolo non avevano proprio nulla, ma erano di una gravità enorme, che la nostra società evitava ed evita di vedere.
Ti ricorderò sempre con immensa stima e mi auguro che dove sei ora sia un mondo migliore di quello in cui hai vissuto, pieno di cecità e indifferenza.

Luca, Corso carcerario Liceo Artistico di Saluzzo

***



Alessandro Leogrande era una di quelle persone di cui avverti l'autenticità e la passione civile, il senso etico e la coerenza.  Ci mancherà.

Mariella Carena

***


Ciao, Alessandro.  Dormi nella pace dei giusti. Ti ricorderò per sempre.

Rossella

 

***

 

Ho incontrato Alessandro Leogrande alcuni mesi fa, in occasione dell'ultimo incontro di "Adotta uno scrittore 2017", nel carcere di Saluzzo, quando sono venuto a leggere alcune pagine autobiografiche scritte da Alfateh e Ibrahim che raccontano le loro storie sconcertanti. Dunque non posso dire di averlo conosciuto, solo incontrato. Ma in quelle due brevi ore mi è arrivata di lui l'immagine di un uomo giovane di buoni principi, sensibile, onesto. La notizia della sua morte, mi ha lasciato così! E a leggere questi pensieri scritti in sua memoria dai detenuti che lo hanno conosciuto, ho la buona impressione che lo hanno proprio "adottato". Alessandro ha lasciato un segno importante.

Pietro Tartamella

 

 

 alessandro leogrande la frontiera                                              alessandro leogrande adotta uno scrittore

 

Alessandro Leogrande
Nato a Taranto nel 1977, ha vissuto a Roma dal 1996, è
morto a Roma il 26 novembre 2017 a soli quarant'anni.
Si è laureato in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma con una tesi sulla critica sociale di Michael Walzer. Ha scritto per giornali e riviste come “Internazionale”, “l’Unità”, il “Manifesto”, “Panorama”, il “Fatto Quotidiano”. È stato editorialista del “Corriere del Mezzogiorno”, curatore dell’inserto Fuoribordo per il settimanale “Pagina 99” e ha condotto trasmissioni per Radio 3 RAI e la Radio Svizzera Italiana. È stato per dieci anni vicedirettore del mensile “Lo straniero”. Ha esordito nel reportage narrativo con Un mare nascosto, dedicato alla sua città (1999), e ha proseguito l’indagine sulle nuove mafie, i movimenti di protesta, lo sfruttamento dei braccianti stranieri con Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali (2003; 2010), Nel paese dei viceré. L'Italia tra pace e guerra (2006), Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (2008), Fumo sulla città (2013).
In seguito si è occupato dei flussi migratori dai Balcani e dall’Africa in Il naufragio. Morte nel Mediterraneo (2011), da cui è stata tratta l’opera di Admir Shkurtaj Katër i Radës, che ha debuttato alla Biennale Musica di Venezia nel 2014 e di cui ha composto il libretto; Adriatico (2011), La Frontiera (2015), e il libretto Haye.  Ha curato le antologie Nel Sud senza bussola. Venti voci per ritrovare l’orientamento (con Goffredo Fofi, 2002), Ogni maledetta domenica. Otto storie di calcio (2010), il volume Trois Agoras Marseille. Art du geste dans le Méditerranée di Virgilio Sieni (2013), l'antologia degli scritti giornalistici di Rodolfo Walsh Il violento mestiere di scrivere (2016). 
(biografia tratta da Wikipedia)

 

 

 

 
 

in memoria di Alessandro Leogrande

la legalità un'arma a doppio taglio

treccioline sulle spalle e in mano un giornaletto

teoria nomognòmica

i sistemi di votazione - l'ipotesi di scissione

chi sterminerà i poeti?

la distanza? Parliamone...

l'uramatògrafo reading scope

l'accentazione ortoèpica lineare

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 07 Dicembre 2017 07:12 )
 

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