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L’HAIKU E L’INFLAZIONE 15 ANNI DOPO PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Lunedì 27 Novembre 2017 21:19

 

L’HAIKU E L’INFLAZIONE 15 ANNI DOPO

di Pietro Tartamella



bambuDopo quindici anni di esistenza del Concorso Internazionale Haiku in Lingua Italiana bandito puntualmente ogni anno da Cascina Macondo, dopo quindici anni di insegnamento della poetica haiku nelle scuole con corsi tenuti non solo da Pietro Tartamella, direttore artistico di Cascina Macondo, ma anche da Fabrizio Virgili a Roma, da Fabia Binci e Antonella Filippi a Genova, da Arianna Sacerdoti a Napoli e da decine di altri collaboratori, proviamo a stilare alcune considerazioni.
Sotto il logo di Cascina Macondo c’è una riga che ne specifica la mission: “Centro Nazionale per la Promozione della Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku”.
In tutti questi anni riteniamo di aver fatto un gran lavoro per la promozione della poetica haiku in Italia: il concorso, i laboratori nelle scuole, l’organizzazione di eventi di lettura, conferenze, convegni, dibattiti
Si calcola che 15 anni fa in Italia ci fossero circa 20.000 scrittori di haiku.
Oggi presumibilmente sono circa un milione.
Fabia Binci nel giorno della premiazione del concorso dell’anno 2009, la settima edizione, diceva in un suo intervento che le pagine visitate del nostro sito web erano 300.000, rispetto alle 27.000 di alcuni anni prima. Oggi, dopo 15 anni, le pagine visitate del sito di Cascina Macondo, alle ore 20.15 di lunedì 27 novembre 2017, sono 15.270.406.
Nel 2003, quando abbiamo bandito la prima edizione del nostro Concorso Internazionale, in Italia esistevano già Gli Amici dell’Haiku, gruppo romano in stretta collaborazione con la casa editrice Empiria, e pochissime altre realtà.
In quindici anni i giurati del concorso di Cascina Macondo hanno letto più di 20.000 haiku.
Circa 5.000 haiku sono stati studiati, analizzati, discussi dalla giuria in modo approfondito per selezionare ogni anno i 114 che vengono pubblicati in antologia. Le riflessioni emerse da questi confronti si sono trasformate in scelte precise che sono finite nel nostro Manifesto.
Oggi si sono moltiplicati a macchia d’olio i concorsi haiku, i gruppi più o meno organizzati di haijin, le pagine facebook, i siti che parlano di haiku, i blog, le pubblicazioni, i dibattiti, i confronti, gli scontri, le divisioni, le concezioni....
Si sono moltiplicate le opinioni e quindi anche la confusione.
A Cascina Macondo abbiamo risolto il problema stilando un importante documento che è il nostro Manifesto della poesia haiku in lingua italiana, un trattato che spiega l’haiku, la divisione in sillabe, e abbiamo fatto le nostre scelte, e lo si può leggere e, condividendolo, anche sottoscrivere..
Come dicevo in una intervista rilasciata a Valeria Simonova Cecon per la rivista russa ULITKA, forse ora siamo entrati in una fase calante dell’haiku.
La causa è l’inflazione prodotta dai nuovi strumenti tecnologici che mentre da una parte diffondono l’haiku in Italia (che è cosa buona), contemporaneamente, e senza accorgersene, stanno preparando il suo declino.
Analizziamo brevemente il meccanismo delle pagine facebook che trattano l’haiku.
Ce ne sono a decine. Ammettiamo, per semplicità di calcolo, che ci siano solo 10 pagine, e che ogni pagina abbia 100 iscritti. Se un haijin posta un haiku al giorno, i cento iscritti a quella pagina riceveranno automaticamente l’haiku postato. Se tutti i cento haijin postano ciascuno un haiku al giorno, tutti riceveranno ogni giorno 100 haiku.
Questa è l’inflazione, che nel giro di poco tempo creerà un allontanamento dall’haiku.
Quando abbiamo realizzato il sito web di Cascina Macondo, prevedendo un meccanismo di questo tipo, abbiamo optato di dare la possibilità agli utenti di inserire nella home page un solo haiku al giorno, che solo chi approda al sito potrà leggere.
Meno invasivo dunque dello strumento facebook.
Presso le tribù dei Nativi Americani, spesso chiamati "selvaggi", i vecchi saggi consigliavano e  vegliavano sulla regola di "non raccontare storie in estate", appunto per preservarle dall'inflazione. Oggi questa regola non esiste più: vengono sfornate migliaia di storie, film, telefilm, con il diabolico risultato di farci credere "realtà" ciò che è solo invenzione e, per assicurarsi un ascolto, è nata una rincorsa forsennata e pericolosa verso contenuti sempre più truci e violenti...
Un haiku al giorno ci è sembrato misura ragionevole e sensata.
Ci piaceva l’idea di proteggere l’haiku dall’inflazione, mirando a preservare la sua preziosità, il suo valore, il suo potere comunicativo, la sua semplicità, la sua bellezza, la sua poesia.

 

bandiere     

      pioggia e vento –
      si chiudono i colori
      delle bandiere

      Pietro Tartamella

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 08 Dicembre 2017 17:23 )
 

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