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QUEGLI SPORCHI ACCHIAPPASOGNI E IL SESSANTA PER MILLE PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Giovedì 23 Novembre 2017 19:16

 

QUEGLI SPORCHI ACCHIAPPASOGNI

E IL SESSANTA PER MILLE

di Pietro Tartamella

 



acchiappasogniTutti avrete visto in un negozio o in una bancarella gli acchiappasogni dei nativi americani: quei manufatti con una sorta di ragnatela in un cerchietto con intorno perline colorate, laccetti di cuoio e piume pendenti. Gli indiani delle praterie li appendevano sopra la culla dei loro bambini, perché pensavano che i fili intrecciati avessero il potere di fermare e catturare i brutti sogni e di far passare, tra gli spazi vuoti, solo i sogni buoni.
Qualcuno penserà che i nativi americani fossero dei creduloni un po’ tonti, superstiziosi, selvaggi.
Beh, noi raccontiamo ai nostri bambini che esiste Babbo Natale e addirittura li invitiamo a scrivergli una lettera se vogliono ricevere un regalo. Creduloni?


Nella giornata del 2 novembre, ogni anno, abbiamo la commemorazione dei defunti.
Ricordo che da bambini, io e i miei fratelli, la vigilia, eravamo trepidanti, perché al mattino del 2 novembre avremmo immancabilmente trovato sul tavolo della cucina decine di bellissime statuette di zucchero colorato che i nostri cari defunti avevano portato durante la notte. Altro che creduloni.
statuetta di zuccheroPiù tardi scoprii che era mia madre a preparare quelle statuette e a disporle in ordine sul tavolo.
Le zie e tutte le donne del mio parentado facevano ciascuna la stessa cosa nelle loro case. Un modo per mantenere viva la memoria dei defunti che avevano un pensiero gentile per noi bambini vivi.
E la morte ci faceva meno paura.


Gli adulti, quando parlano di Babbo Natale, sanno di raccontare una favola ai loro bambini.
Mia madre e le donne adulte della Sicilia, e forse anche del Meridione, sapevano di raccontare una favola a noi picciriddi. Anche le donne indiane sapevano che l’acchiappasogni era una favola.
Per noi piccoli invece era tutto vero.

Ciò che cambia è la valenza educativa di quelle credenze e di quelle azioni. Che cosa veicolano? Cosa vogliono dire gli adulti ai loro bambini? E perché le donne antiche avevano così tanta costanza e mettevano così tanto impegno a tramandare quelle tradizioni?
Poiché tutti i bambini indiani avevano un acchiappasogni, gli adulti stavano dicendo al mondo infantile, testimone di quegli oggetti appesi alle culle, semplicemente che i brutti sogni esistono!
Il bambino arrivava da solo a capire che tutti potevano avere brutti sogni. In questo modo veniva veicolata una verità importante, e il bambino, nel giorno in cui avesse avuto un brutto sogno, non era indotto a pensare che solo a lui capitavano quelle brutte esperienze, ma era una cosa che poteva succedere a tutti. Una credenza dunque che aveva lo scopo di creare un’idea di comunità e un rapporto di solidarietà con i membri della tribù.
Le donne siciliane, facendo trovare sul tavolo, la mattina del 2 novembre, le statuette di zucchero portate dai defunti, volevano semplicemente dire ai bambini, poiché tutti, in tutte le case, ricevevano quelle statuette, che i nostri defunti erano persone care, erano gentili, portavano cose dolci, ci volevano bene e tornavano a trovarci, anche se solo una volta all’anno; ma quella sola volta, ripetuta più volte nell’età infantile, era sufficiente a farci capire che i nostri morti erano con noi, e la morte non doveva fare così tanta paura come avrebbe potuta farne a un bambino.
Una credenza dunque che aveva lo scopo di creare un’idea di comunità e un rapporto di solidarietà. L’acchiappasogni, magari sporco di terra e impolverato, come strumento per aiutare i bambini a crescere, a non avere  paura dei brutti sogni e degli incubi, a non farli sentire soli e strani.
Le statuette di zucchero per educare i bambini al ricordo dei defunti e a non aver paura della morte.
In entrambi i casi le usanze avevano una forte valenza educativa e di socializzazione che andavano a incidere sul mondo interiore dei bambini offrendo loro degli strumenti di autodifesa. 

babbo nataleBabbo Natale che porta i regali sulla slitta.
Che cosa vogliono dire gli adulti ai loro bambini con Babbo Natale?
Che tutti i bambini hanno diritto a un regalo? Vogliono educarli ad essere buoni per meritarsi un regalo?
Tutte le buone motivazioni che si possono trovare per giustificare Babbo Natale, sento che non avranno la profondità e la potenza dell’acchiappasogni e delle statuette di zucchero.

      È davvero una bella legge quella che consente al cittadino di destinare il cinque per mille della propria dichiarazione dei redditi a un ente o a un’associazione. Significa che una persona, o un gruppo di persone che si raccolgono in associazione, lavorando bene, realizzando progetti sociali, proponendo idee, possono man mano guadagnarsi la fiducia di chi entra in contatto con loro e avere un sostegno economico dal basso. Un vero principio di democrazia.

Cosa vuole dire lo Stato ai suoi cittadini con questa legge?
È una legge con una buona valenza socializzante che mira a diffondere la solidarietà.
La legge però non ha valenza educativa.
Per avere valenza educativa e comunicare l’idea di una società solidarsita lo Stato dovrebbe apportare alcune modifiche importanti. Il cittadino dovrebbe avere la possibilità di destinare non il 5 x 1000, ma il 60 x 1000 della sua dichiarazione dei redditi da suddividere tra un massimo di cinque realtà. Non dovrebbe essere facoltativo, ma obbligatorio, pena il pagare le sue tasse allo Stato aumentate del 60 per mille se non ottempera a quell’obbligo.
In questo modo lo Stato spingerebbe tutti i cittadini a guardarsi intorno, a valutare e riconoscere chi merita il loro appoggio. Lo Stato avrebbe così un ruolo importante educando i cittadini a concepire una visione solidarista della comunità.
Perché tutto sia perfetto occorre anche che lo Stato faccia pervenire in pochi mesi, agli enti e alle associazioni destinatarie, quanto i cittadini hanno versato con la loro dichiarazione dei redditi!
Peccato che una legge buona non abbia la forza, la profondità, la potenza dell’acchiappasogni e delle statuette di zucchero.
La cosa demoralizzante è che alcuni anni fa lo Stato ha avuto qualche dubbio sul lasciare operativa la legge sul 5 x 1000!

 

zerbino
pietro tartamella
 

 

 
locandina 5x1000 a cascina macondo
 
 
 
 
 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 08 Dicembre 2017 17:24 )
 

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