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RCT - RESOCONTO CERIMONIA DI PREMIAZIONE CONCORSO INTERNAZIONALE HAIKU 2016 PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Venerdì 25 Novembre 2016 17:40

I 20 haiku selezionati al Concorso Internazionale Haiku
di Cascina Macondo anno 2016,
trasformati in Haiga da
Antonella Filippi e Domenico Benedetto

https://youtu.be/5r_W2J2iVAU


BAGNA CAUDA SOLIDALE

CAPODANNO 2016-.2017 A CASCINA MACONDO

 

ADOTTA UN FILO D’ERBA

 

I LIBRI DI CASCINA MACONDO

 

 

RCT – RESOCONTO CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Concorso Internazionale Haiku 2016 Cascina Macondo
14a edizione

 

resoconto di Antonella Filippi

foto di Domenico Benedetto

 

 


pubblico metà saloneNella luce filtrata tra le nubi grigie e la nebbia, che nel corso del giorno ha lasciato spazio a sprazzi di sole e a un piacevole e inusuale tepore, domenica 20 novembre ha avuto luogo la premiazione del quattordicesimo Concorso Internazionale di Poesia Haiku in lingua Italiana promosso da Cascina Macondo.
Alle 14.30 i circa 70 intervenuti hanno preso posto nel salone “Gibran" di Cascina Macondo: erano presenti Severa Disingrini (Cremona), primo premio sezione individuale, Chiara Cavallaro (Catania), secondo premio; assente invece Eduard Tara (Romania), terzo premio. Un amico di Eduard Tara avrebbe dovuto ritirare il suo premio con delega, ma evidentemente ha avuto qualche contrattempo e non è riuscito ad essere presente.
Tra i segnalati al quarto posto era presente solo Paola Meneghin (Torino). Per Lucia Fontana, quarto premio, ha ritirato l’antologia e l’attestato Oscar Luparia. Tra gli autori inseriti nell’antologia Marco Nicola (Torino); tra gli autori che semplicemente hanno partecipato al concorso Marco Pilotto (Campo San Martino-PD).

Per la sezione collettiva (scuole, area disabilità, carcere) erano presenti Niccolò Di Schiena (Scuola Media Istituto Comprensivo Padre Semeria, Roma), primo premio, insieme ai genitori Eleonora e Gianluca, al fratello e alla sorellina. I genitori di Niccolò hanno preso in consegna una copia dell’antologia per l’insegnante Loredana Savelli impossibilitata quest’anno a partecipare, e una copia dell’antologia + l’attestato del quarto premio pari merito per lo studente Ascani Edoardotutti i lettori
Alessandra Novello (Scuola Primaria "Michele Lessona" classe 3 A - Torino), secondo premio, con i genitori; assente Samb Fallou (Liceo Classico e Linguistico "Giacomo Leopardi", Macerata-Corso di poesia Haiku-Settimana Alternativa con Alice Bellesi & Fabian Beker), terzo premio ritirato con delega dall’insegnante di Recanati sig.ra Gaudini.
Fra i segnalati al quarto posto della sezione collettiva era presente un’ampia rappresentanza di giovani autori, accompagnati dai genitori e dall’insegnante Giuliana Gaudini, provenienti da Recanati (Macerata): il gruppo Lorenzo-Sebastiano-Giulia e il gruppo Matteo-Filippo-Angelica della classe 4aA-Scuola Elementare IC  "B. Gigli" - plesso L. Lotto.
Era presente anche Aurora Campagna con i genitori (Scuola Primaria "Michele Lessona" classe 3 A - Torino), quarta classificata pari merito.

Tra i giurati a presenziare la cerimonia la professoressa Fabia Binci di Genova, il professor Fabrizio Virgili di Roma, la traduttrice Annette Seimer, il fotografo-pittore di sumi-e Domenico Benedetto, gli haijin Fanny Casali Sanna, Oscar Luparia e Antonella Filippi.bimbi recanati gruppo 1
Assenti giustificati la prof.sa Arianna Sacerdoti di Napoli, la prof.sa Alessandra Gallo, attualmente residente in Texas, Terry Olivi di Roma, gli sponsor Villaggio La Francesca nel Parco delle Cinque Terre (SP) e Villaggio Tonga Soa Beach Resort-Nosy Baraha di Sainte Marie (Madagascar). Parimenti giustificati Il Circolo dei Lettori, la Fondazione Italia-Giappone, i membri della giuria onoraria:
Ban’ya Natsuishi (Japan) 
Danilo Manera (Italy)
David Cobb (UK)
Jim Kacian (USA)
Max Verhart (Holland)

Visnja Mcmaster (Croatia)
Zinovy Vayman (Russia)

pubblico di fronte pietro tartamellaDella Redazione di Cascina Macondo presenti, oltre ad Antonella Filippi, Annette Seimer, Clelia Vaudano, Domenico Benedetto, anche Luana Varagnolo e Fiorenza Alineri.

Pietro Tartamella (direttore artistico di Cascina Macondo, insegnante e haijin) dà il benvenuto e, dopo aver esposto alcune indicazioni logistiche, accenna alle molteplici attività di Cascina Macondo, giunta nel 2016 al ventitreesimo anno di vita e di lavoro nel campo della poesia e letteratura, del lavoro sulla voce, del teatro e delle attività legate alla disabilità e al disagio.

sul tavolo un cappelloRiprendendo a parlare del concorso di poesia haiku Pietro mostra il libro “Sul tàvolo un cappèllo”, edito da Giovane Holden Edizioni – collana Cascina Macondo, che raccoglie i 114 haiku del concorso 2016 (57 per ogni sezione, compresi i 3 vincitori, i 7 pari merito nelle sezioni individuale e collettiva, scelti tra i 1047 pervenuti quest’anno). Caratteristica dell’antologia è quella di essere scritta con accentazione ortoèpica lineare, coraggiosa scelta editoriale di Cascina Macondo che mira a mettere in risalto la nostra lingua e a facilitarne la lettura, soprattutto a bambini e stranieri.

Il suono della campana tibetana scandisce l’inizio dello spettacolo di lettura rituale in modalità Zikan dei 20 haiku finalisti, raggruppati per stagioni. La lettura è stata eseguita dai Narratori di Macondo (Annette, Fiorenza, Luana) insieme al gruppo VerbaVox (Erika, Giusy, Isa, Roberta, Silvio; accompagnati da Maurizio) e a Pietro Tartamella. Verso la metà dello spettacolo, spente le luci, Pietro mette alcuni rami di alloro nel fuoco del camino, invitando gli intervenuti ad ascoltare, nel silenzio e nell’oscurità, il crepitio delle foglie e dei rami, mentre le fiamme conducono la danza delle ombre sui muri bianchi e sul soffitto.
Le voci armoniche dei lettori, il suono del flauto, del bastone della pioggia, dei dongu hanno scandito l’impercettibile scorrere del tempo e delle stagioni, la delicata varietà delle diverse visioni e delle parole per descriverle, le sillabe scandite che, come i suoni vibranti della ciotola tibetana, resteranno a lungo nel salone “Gibran” come un’eco.  
ciotola fuocoAnnamaria Verrastro (presidente di Cascina Macondo, insegnante, ceramista) ha poi mostrato la ciotola raku destinata al primo premio della sezione individuale, pronta per essere messa nello speciale forno all’aperto e ha spiegato cosa significa “raku” e in cosa consiste. Ha spiegato anche che rakuhaikù è il nome dato da Cascina Macondo ai manufatti raku che interpretano e plasmano nell’argilla una poesia haiku.

Poiché il giorno della premiazione coincide con l’apertura della “campagna raccolta fondi” destinati ai progetti culturali di Cascina Macondo, Pietro Tartamella prende poi la parola per mostrare il libro “La stretta di mano e il cioccolatino – i detenuti raccontano”, presentato recentemente a Palazzo Barolo a Torino, che illustra il concluso progetto biennale europeo “Parol! – Scrittura e Arti nelle Carceri – oltre i confini, oltre le mura” (un laboratorio interattivo di scambio tra artisti e carceri in Europa, al quale hanno partecipato Belgio, Italia, Grecia, Serbia e Polonia) e del progetto che ne è una sorta di continuazione: Omnia Fabula et Arti-Intramuros/Extramuros, che consiste nell’approfondire le tematiche già esplorate e nuovi percorsi laboratoriali, al fine di offrire ai detenuti una formazione e un’occasione di crescita e confronto sempre più incisive. camino
OMNIA FABULA prevede un percorso di invenzione e scrittura di favole per bambini. L’area della disabilità, l’area delle scuole, la cittadinanza, interagiranno in forme diverse con la detenzione, come già in parte avvenuto con il progetto europeo Parol. Verrà pubblicata un’antologia dei testi prodotti. Pietro legge una di queste favole, con le relative “morali”.
Al percorso delle favole si affianca anche un laboratorio di dizione della lingua italiana e l’approfondimento della lettura ad alta voce: attraverso lo studio della dizione della lingua italiana sostanzialmente si “cambia” il proprio modo di parlare. Anche la voce cambia. Il percorso incide profondamente sulla personalità, dovendosi l’allievo riconoscersi in un modo nuovo di parlare che lo mette profondamente in discussione, a volte in crisi, e lo sollecita ad affrontare una sfida positiva e a superare resistenze psicologiche che si oppongono al cambiamento. Pietro parla della prossima campagna di raccolta fondi ADOTTA UN FILO D'ERBA che ci vedrà tutti nuovamente mobilitati al fine di realizzare il nuovo progettro Omnia Fabula nel carcere di Saluzzo.

tamburi taikoPrima di assistere all’estrazione dal forno della ciotola destinata al vincitore del primo premio-sezione individuale, il pubblico ha assistito a una performance di taiko, il tamburo giapponese.

Quando Annamaria Verrastro ha comunicato di essere prossima all’estrazione dal forno della ciotola rakuhaikù, i partecipanti alla premiazione si sono sparpagliati nel cortile “Alce Nero” per visitare lo spazio Shahrazade e ammirare i manufatti di ceramica prodotti a Cascina Macondo e anche per bere un tè caldo e mangiare una fetta di torta, assiepandosi poi nella zona attorno al forno, delimitata da fettucce bianco-rosso per protezione degli astanti. anna maschera
La ciotola rakuhaikù è stata estratta incandescente dal fuoco, messa nella segatura per la riduzione dell’ossigeno, immersa quindi nell’acqua per il repentino raffreddamento che ha prodotto il “canto dell’argilla”, il suono che identifica il formarsi del “craquelé”, la screpolatura dello smalto, che rende unico ogni pezzo di ceramica raku. Prezioso l'aiuto di Clelia Vaudano nella gestione della cottura raku.

Appena rientrati nel salone i partecipanti hanno assistito alla proiezione dell’haiga (letteralmente “disegno di haiku”), una serie di diapositive riportanti i 20 haiku selezionati come vincitori e pari merito nelle sezioni individuale e collettiva e le fotografie (nonché la musica) scelte per illustrarli.

severa disingrini

Ed ecco la parte finale dell’evento: la consegna dei premi agli autori presenti: le ciotole rakuhaikù, gli attestati in carta di elefante, l’antologia dei 114 haiku selezionati edita da Cascina Macondo, le targhe in ceramica rakuhaikù per le scuole, il soggiorno di una settimana per 2 persone in una villetta del Villaggio La Francesca nel Parco delle Cinque Terre (La Spezia), il soggiorno di una settimana per 2 persone nel Villaggio Tonga Soa Beach Resort-Nosy Baraha di Sainte Marie (Madagascar).
Pietro comunica che il prossimo anno un nuovo sponsor permetterà di premiare anche il terzo classificato nella sezione individuale con un soggiorno di 3 giorni presso l’Agriturismo Piancasale, nella Maremma toscana (già stato sede della seconda edizione di Wasnahaijin Oicimani, un cammino haiku per appassionati), ospitati dai gentilissimi Bruno e Patrizia.

 

attestato

 

 


SEZIONE INDIVIDUALE



FILO SPINATO

 

Primo prèmio

filo spinato –
un passeròtto vola
oltre confine


Sevèra Disingrini (Cremona)

Un haiku di intensa potenza pittorica nell’essenzialità di un paesaggio immerso nel silenzio (sabi), quasi schizzo a inchiostro di china: un reticolato di filo spinato e un passerotto (kigo primaverile) che sfida il confine (wabi).
La scena rasserena – il passerotto vola libero nel cielo – ma insieme rattrista: come non pensare ai migranti alla ricerca di un luogo in cui sia possibile vivere e sognare un futuro (aware)? Infiniti altri significati simbolici si leggono in filigrana (yugen): il filo spinato è metafora del "recinto" che imprigiona l'uomo nei suoi pregiudizi e nelle sue paure; quel frullo d’ali è l’intelligenza che scardina le barriere, è la poesia che vede “oltre”, al di là di ogni apparenza, è il guizzo di luce che salva.

 

chiara cavallaro

 

 

 


geriatriaSecondo prèmio

tutti a guardare
un nido di róndini
in geriatrìa


Chiara Cavallaro (Catania)


Agli occhi degli anziani ospiti di un ospedale il nido di rondine sotto una grondaia è un miracolo che risveglia (wabi) ricordi mai sopiti e emozioni dell’infanzia (aware). Nel reparto l’atmosfera è asettica e ovattata di silenzio (sabi), ma fuori, “nel mondo”, fervono i ritmi della vita e delle stagioni; le rondini sono tornate, graffiano l’azzurro del cielo con le loro eleganti livree. L’atmosfera è di tenera delicatezza. Non c’è dolore nello sguardo degli anziani, piuttosto curiosità e rasserenante intuizione: tutto muta, in un continuo fluire, tutto passa, passerà anche la malattia, un giorno potranno ritrovare vigore e tornare a casa. Intanto nel silenzio carico di attesa si avverte più intenso il gusto della vita (yugen).

 

 

luce tramTèrzo prèmio

nòtte d'invèrno –
l'ultimo tram portando
solo la luce


Eduard Tara (Romanìa)

Haiku di levità luminosa in un’intensa atmosfera di raccolta malinconia (wabi-sabi). Il silenzio della notte invernale (kigo) è interrotto dal rumore di un tram, l’ultimo, che sferraglia senza passeggeri. La sua luce, l’ultima prima dell’oscurità totale, per un attimo squarcia il buio e crea un gioco di contrasti, che metaforicamente rimandano al binomio vita-morte (yugen). Balena il mistero nascosto dietro l’apparenza delle cose, un brivido corre leggero, un pensiero si fa strada: sempre prima della fine, anche quando vi si giunga svuotati di passioni e desideri, ancora una luce illumina e risplende. In questa intuizione non vi è sofferenza ma quieta consapevolezza dello svanire di ogni cosa, nel fluttuare dell’universo (aware).

 

 fabrizio e niccolò

 

 

SEZIONE COLLETTIVA



arcobalenoPrimo prèmio

Arcobaleno
laggiù nel cièlo azzurro
di pozzanghera

Niccolò Di Schièna
(Istituto Comprensivo Padre Semerìa, Roma)


Un haiku di tenera delicatezza pittorica con immagini intrise di luce: tutti i colori dell’arcobaleno brillano nel cielo di un’umile pozzanghera. Il miracolo si ripete in silenzio (sabi) dopo ogni pioggia, ma si richiede disponibilità interiore ad accoglierlo. Ogni volta è stupore (wabi) che risveglia l’attenzione e regala un attimo di gioia profonda, con radici lontane di nostalgia e profumo d’infanzia (aware). Nella tenue levità l’haiku si carica di valenze metaforiche (yugen): anche la vita ha le sue tempeste, ma poi nell’azzurro del cielo si accendono i colori dell’arcobaleno e si riflettono nelle pozzanghere in cui ci sembra di sguazzare.

Pietro legge un secondo haiku di Niccolò, facendo presente che, diversamente dalla scelta usuale di Cascina Macondo di riportare un solo haiku per ogni autore, nell’antologia è stato inserito anche questo, per sottolineare la bravura del giovane haijin:

ancora nòtte
ma prima o pòi ritorna
la colazione

 



cade la pietra

Secondo prèmio

il vècchio monte
una folata d'aria
cade la piètra


Samb Fallou
(Licèo Clàssico e Linguìstico G. Leopardi, Macerata)


Il vecchio monte è un gigante di pietra che sovrasta il paesaggio. Improvvisa si leva una folata d’aria (kigo) e una pietra frana dall’alto. Il silenzio (sabi) è spezzato dal rumore, come l’immobilità dello stagno antico di Bash? è interrotto dal guizzo della rana. Sonorità e vibrazioni si disperdono fino a che tutto ritorna alla quiete originaria.
Chi osserva la scena resta senza parole (wabi) sorpreso e smarrito per quanto è avvenuto. Dunque è soltanto illusione la stabilità del monte. Così l’haiku si riveste di significati metaforici: tutto passa, anche le certezze più salde si possono sgretolare in un attimo, anche la morte può giungere improvvisa, per cui vivere diventa forgiarsi gli strumenti per accettare la caducità del nostro mondo.

 


libro di fateTèrzo prèmio

libro di fate
sulle ginòcchia e òcchi
vèrso il soffitto

Alessandra Novèllo
(Scuòla Primaria Michèle Lessona - classe 3A - Torino)


Fresco fascino e impercettibile sorriso venato di nostalgia in questo haiku in cui si ricrea l’atmosfera incantata dell’infanzia (aware). Dove si trova il regno delle fate, se non nei libri dedicati a queste creature magiche, che accendono la fantasia
aurora lessonadei bimbi? Qualcuno legge, il libro è abbandonato sulle ginocchia. Tutto intorno è silenzio (sabi) arabescato di sogni che incarnano i desideri del cuore. E gli occhi sono volti al soffitto dove si muovono creaturine alate di luminosa bellezza. Sorprende la purezza della scena, che risuona in tutti quelli che hanno vissuto momenti simili (wabi). L’haiku regala suggestioni di tenera complicità e di emozioni che vibrano di risonanze (yugen), nella grazia del momento.

Infine Pietro invita Fabia Binci, Fabrizio Virgili, Severa Disingrini e Niccolò Di Schiena a prendere brevemente la parola e a esprimere le loro considerazioni. Fabia e Fabrizio puntualizzano brevemente alcuni aspetti dell’haiku, Severa legge un suo haibun, accompagnata da Marco Pilotto con il suono della campanella; Niccolò Di Schiena, timidamente, ringrazia tutti e, invitato da Pietro a dire qualsiasi cosa voglia dire, sorride e dice “Buonanotte”.
A sorpresa, Davide Ala, uno dei ragazzi della compagnia integrata di danza-teatro “Viaggi Fuori dai Paraggi”, legge un suo haiku, facendo presente che non ne ha mai scritti e che è stato ispirato dalla giornata a farlo per la prima volta.

metto le scarpe
cammino per la strada -
vedo gli amici


Verso le ore 18.00, terminata la consegna dei premi e dopo le fotografie con i premiati delle due sezioni e i giurati, è il tempo del saluto e del ritorno a casa, lasciandoci alle spalle i suoni, la luce, il calore, e l’eco sommesso di Cascina Macondo.  

Antonella Filippi



fabrizio virgilipostilla

di Fabrizio Virgili



Anche il tempo ha partecipato alla premiazione del Concorso numero 14. In quel di Chieri inizia a piovere solo alla sera, quando tutto è finito da un pezzo. La pioggia torinese ci accompagna l’indomani nel nostro ritorno nella Capitale. L’autista dell’autobus 61 che sta andando a Porta Nuova è calabrese. Gli domando dove dovrò scendere e lui mi appella con un “coggì”, pensando che anche il sottoscritto sia delle sue parti. Non sto a sottilizzare, chilometro più chilometro meno, siamo entrambi terroni. In Calabria il cugino vero si chiama “cuggino”, è l’amico fraterno, ad essere appellato con “coggino”. E dunque sono stato elevato al rango di amico stretto, dall’autista.alessandra lessona
È sempre uno strappo a mani piene, quando riparti da Cascina Macondo. Solo chi c’è stato, può provare quello che dico. Com’è andata quest’anno? Dopo un po’ di lontananza rivedo Pietro e Annamaria. Ci siamo fatti un po’ di festa guardandoci negli occhi ancora vivi e cercando d’indovinare il resto. I sentimenti non hanno limiti temporali o spaziali. È cambiato un  po’ il profilo, alla Cascina, ma resta inalterata la gioia di arrivarci, bellissimo il piazzale spianato.
pubblico fumo rakuUna sorta di Ombra di Banco magiaro-tedesca alta un metro e novanta, se basta, si aggira muta per la Cascina. Ha un fare umile, quasi dimesso, gentile e silenziosissimo. Fuma, con grande gioia di Annamaria. Ma tant’è, non può nemmeno sopprimere Pietro, a proposito di fumo. Joseph, si chiama l’Ombra, in questo momento sta attraversando la Cascina coast to coast, per lungo. Sigaretta tra le labbra, rigorosamente accesa. La presenza di Davide è stata a tutto tondo, soprattutto quando gli si materializzava accanto una presenza femminile. Ci ha provato con tutte, molto furbescamente. L’attacco partiva con una captatio benevolentiae per suscitare il loro spirito materno. Hai capito il marpione? Fanny ha dovuto difendersi erigendo un muro, ha elevato a bastione il buon Oscar. Fiorenza non si è salvata da una dichiarazione in piena regola, mancava solo che Davide la facesse inginocchiato. Pietro le ha subito smorzato l’entusiasmo, coi suoi modi garbati:” Non gli credere, lo dice a tutte..!”. Palese scena di gelosia. Manco la volpe avrebbe pubblico scintille rakuavuto la coda tra le gambe come la povera Fiorenza. Le delusioni d’amore sono le peggiori. Il motore di Cascina Macondo ha la cilindrata di Annamaria, detta pure Duracell, o “La vita è altrove”. Ancora non ha portato a termine un compito, che già sta “lavorando” ai due successivi, il tutto mentre sta preparando cibi per 20 persone. Stasera siamo pochi. Deliziosi, i cibi, c’è da dirlo? Joseph attraversa da un capo all’altro la Cascina, dietro al fumo della sua sigaretta, che ovviamente appare per primo. Sedici ospiti portano il profumo dell’Adriatico. Ma non potevano portare pure l’aroma de “Lu brodettu de lu portu”? Premiati. C’è pure l’allegra quanto seria brigata di Eleonora, una odierna Minerva determinata  e gentile. Famiglia discendente dal Dio Quirino, capostipite il Gianluca, un po’ distaccato. Intanto la magica Lupa perde a Bergamo con l’Atalanta. Dalla Trinacria la bella e brava Chiara Cavallaro, con tanto di cavaliere, ma senza gli arancini di Spinella. È venuta dall’ombra del “liotru”, l’elefante simbolo della città di Bellini. Tre strafichi, di cui due ninfe, percuotono i tamburi a delizia di tutti. Bellissima novità macondiana. Gli astanti, intanto, astano. E lo fanno benissimo, seduti sulle vecchie cassette del latte, ricche di colori e mal di schiena. I giurati hanno già giurato e non hanno altro da fare che essere lo sfondo delle foto del prezioso Domenico. Ma partecipano pure alle premiazioni. Il discorso di Fabia è essenziale quanto efficace. Le foto per gli haiku sono stupende, bravissimi Domenico e Antonella. La sigaretta fumante di Joseph attraversa la Cascina anna pinzeattaccata alle sue labbra. Mute, ovvio. Visto che la cerimonia rischiava di protrarsi a lungo, Niccolò Primo, classificato (forse la virgola non va bene dov’è), esortato a fare un discorso sul suo Haiku, ha raccolto tutto il suo coraggio e ha detto “Sarò bre,..!”. E se ne stava andando, ma Pietro ha insistito per avere almeno una dichiarazione, per cui se n’è uscito con un “Buonanotte” che non ammetteva repliche. Tanto ormai aveva vinto. I disabili non si sopportano tra di loro. Proprio come i “normali”. Pietro e Anna sono ringiovaniti, lei ha pure un ginocchio nuovo. Fruttifero scambio di barattoli di vetro, li porto vuoti e li riporto pieni, di marmellata. Che se uno l’assaggia si chiede: “Ma perché la gente si droga?!?”.  Carlotta e Fiorenza al banco dei libri e delle bustine di zucchero Parol. Marco durante la notte avverte tutti di andare sotto coperta, e se uno non lo capisce, allora russa, come a ribadire. Severa è dolcissima, roba da diabete. Annamaria rischia la pelle, nel senso dell’epidermide, ogni volta che cuoce l’argilla. La fida Clelia la protegge, l’assiste e collabora alla buona riuscita. Annette è il jolly, suona il flauto, recita haiku, sposta mobili, imbandisce e sparecchia la tavola. Insomma tutto quello che non fa a casa sua. L’inizio: Pietro che mi dice:”Arriva a Torino e quando sarai sul treno per Chieri, chiama che verrò a prenderti io!”. Verso Chieri lo chiamo. Risponde: “Fabrizio, scusa, ma io ho da fare, sono in una biblioteca a San Benigno chiara cavallaroCanavese..!”. Tutto secondo i canoni. Di Tartamella. Chi viene a prendermi? Annamaria, ovvio. Che fa tre giri intorno a me, ma non mi riconosce. Come a casa mia, dove non mi si fila nessuno. Ho deciso, io da grande voglio fare Pietro. Joseph attraversa la Cascina. La sigaretta tra le labbra è spenta (!). La cena è da grandi chef. Zuppa di zucca porri e patate, cotechino con purè, salame, formaggi, conchiglie  ripassate al forno, Barbera e Nero d’Avola, amicizia Nord - Sud, non c’è il saccheggio dei savoiardi nel Mezzogiorno, stavolta. Mousse di sgombro e formaggio (viva Annette!). La collaborazione e lo spirito di riuscita la fanno da padrone, a Cascina Macondo. Ognuno assolve il compito, assegnatogli o che si è scelto, col massimo entusiasmo per la riuscita della festa. Perché di festa si tratta. Si fa a gara perfino a preparare i cibi il meglio possibile, compresi i dolci. Il sottoscritto mangia tutto quello che è stato preparato, non vuole fare torto a nessuno. Nota a margine, i detenuti che ho conosciuto nel carcere di Saluzzo hanno i loro lavori in ceramica esposti qui, a Cascina Macondo. Malinconia.  

 

tutti i premiati

corollario

di Pietro Tartamella


A corollario di questo resoconto vorrei solo aggiungere che l’annuale cerimonia di premiazione del nostro concorso internazionale haiku è la buona occasione e il pretesto per rivedere coloro che si sentono uniti dalla poetica haiku.


Ricordo ai vincitori che se consumeranno i soggiorni messi in premio ci sarà gradito ricevere un resoconto magari con qualche foto.


E vorrei aggiungere che questo mettere le scarpe, e camminare per strada, e vedere gli amici ha un senso particolare in questi giorni per Davide, perché solo tre giorni fa è mancata la sua cara mamma, e nostra cara amica, Gisella.
A Davide il nostro affetto.

 

 

 

anna oscar
 

 

bimba recanati

 

 

paola meneghin e antonella filippi
   

 

tutta la giuria
 
 
 
tutti i bimbi premiati

 

    
bimbi recanati gruppo 2

 

severa disingrini e marco pilotto

 

pubblico di spalle annette seimer

 

 TUTTI I RISULTATI
DEL CONCORSO INTERNAZIONALE HAIKU CASCINA MACONDO
14° EDIZIONE - ANNO 2016

 

 

SI RINGRAZIANO

THANKS TO

 


la francescaVillaggio La Francesca  - soggiorno di una settimana per dùe persone

www.villaggilafrancesca.it    

Il Resort, situato nella Liguria di Levante, òccupa un'àrea protètta (15 èttari di pini e macchia mediterrànea,  800 mq a persona) con un fronte mare di 1 km circa. Data la sùa particolare ubicazione - è esposto a mèzzogiórno - gòde di un microclima invidiàbile (la temperatura mèdia nei mesi più freddi scende raramente sotto i 10°); secco e soleggiato per buòna parte dell'anno, è ventilato d'estate. Nel sùo splèndido isolamento, La Francesca è un pìccolo borgo autosufficiènte, in cùi trascórrere piacevolmente il tèmpo sènza òbblighi e sènza fretta. La nuòva sensibilità del turista, alla ricerca di paesaggi, odori e sapori naturali, tròva qui il luògo ideale per un soggiorno in ogni stagione dell'anno.

The resort, located in the Riviera Ligure di Levante, in a protected area (15 hectares of pine forest and Mediterranean bush, 800 square meters per person) with a waterfront of about 1 km. Given its unique location - it is facing south -, it enjoys an enviable microclimate (the average temperature in the coldest months seldom falls below 10°C); it is dry and sunny for most of the year, and airy during summer. In its splendid isolation, La Francesca is a small, self-sufficient, village where you can spend your time without obligations and haste. The new tourist's awareness, looking for landscapes, scents and natural tastes, here finds the ideal place for a holiday all year round.


tonga soaTonga Soa Beach Resort  - soggiorno di una settimana per due persone

http://www.tongasoabeach.com/Article-Tonga-Soa-Beach-Resort-2,2853.html

In un bungalow modèrnaménte attrezzato, con il mare di fronte, scoprire il fascino di Sainte Marie e i suòi moltéplici piaceri. Sainte Marie si tròva nel Nòrd-Èst del Madagascàr. Un pìccolo paradiso di 60 km di lunghezza e 5 km di larghezza ancora preservato dal turismo di massa. E con un giro in barca, ècco all’improvviso le balene!

In a bungalow facing the sea and equipped with modern facilities, to discover the charm of Sainte Marie and its many pleasures. Sainte Marie is located in the northeast of Madagascar. A small paradise of about 60 km in length and 5 km in width, still preserved from mass tourism. And with a boat ride, all of a sudden here are the whales!


cascina macondoCascina Macondo
– realizzazione dei manufatti raku
per i tre vincitori
della sezione individuale
e i tre vincitori
della sezione collettiva

www.cascinamacondo.com


Associazione di Promozione Sociale, Cèntro Nazionale per la Promozione della Lettura Creativa ad Alta Voce e Poètica Haikù, già Associazione Culturale fondata nel 1993 da un gruppo di artisti, Cascina Macondo, antico convènto del ‘500 e pòi vècchia cascina ristrutturata, sorge tra campi di grano e mais lungo la strada comunale che da Riva prèsso Chièri conduce a Poirino. Con gli anni è andata specializzandosi nell’arte dell’insegnamento e della formazione. Con molti progètti sperimentati e sperimentali, con la lettura ad alta voce, la scrittura creativa, la manipolazione dell’argilla, la poètica Haikù, la danza, il teatro, le buòne contaminazioni culturali, la sperimentazione, la ricerca,  Cascina Macondo vuòle creare momenti di benèssere e socializzazione, stimolare  l’incontro, la creatività, la créscita personale, la comunicazione, il confronto, il fermento delle idèe,  la consapevolezza dei luòghi comuni.  Bambini, ragazzi, uòmini, dònne, disàbili, anziani, stranièri, in un clima di naturalezza si incóntrano e lavórano. E d’invèrno, intorno al fuòco del camino, ancora si raccóntano stòrie.

Association for the Promotion of Social Action, National Center to promote Creative Reading Aloud and Haiku Poetry, former Cultural Association founded in 1993 by a group of artists, Cascina Macondo, an ancient sixteenth century convent and then completely renovated farmhouse, is situated among fields of wheat and corn along the road that leads from Riva presso Chieri to Poirino. Over the years it specialized in the art of teaching and training. With many experimented and experimental projects, with reading aloud, creative writing, clay manipulation, Haiku poetry, dance, theatre, good cultural contaminations, experimentation, research, Cascina Macondo wants to create moments of wellness and socialization, stimulate interaction, creativity, personal growth, communication, comparison, the upheaval of ideas, the awareness of stereotypes. Children, teens, men, women, disabled, elderly, foreigners, in an atmosphere of simplicity meet and work. And, in winter, around the fireplace, still many stories are told and heard.

 

I 20 haiku selezionati al Concorso Internazionale Haiku
di Cascina Macondo anno 2016,
trasformati in Haiga da
Antonella Filippi e Domenico Benedetto

https://youtu.be/5r_W2J2iVAU


BAGNA CAUDA SOLIDALE

CAPODANNO 2016-.2017 A CASCINA MACONDO

 

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I LIBRI DI CASCINA MACONDO

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 11 Dicembre 2018 08:25 )
 

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