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RCT - RESOCONTO PRESENTAZIONE LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO A PALAZZO BAROLO PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Giovedì 17 Novembre 2016 06:32

RCT - RESOCONTO

presentazione del libro “La stretta di mano e il cioccolatino”

PALAZZO BAROLO

mercoledì 9 novembre 2016

 

la stretta di mano e il cioccolatino
      monica cristina gallo

 

 

carlotta bavaquadri e affreschi
di Carlotta Bava

Questa volta è Palazzo Barolo che ospita la presentazione del libro “La stretta di mano e il cioccolatino”. Alla fine del seicento, quando fu edificato, certamente nessuno avrebbe potuto immaginare che un giorno, nel futuro degli anni 2000, all’interno delle sale rococò sontuosamente arricchite da quadri e affreschi, si sarebbe parlato di argomenti così delicati, per alcuni magari ostici, ma in ogni caso di fondamentale importanza per lo sviluppo di una società più consapevole.
Un pianoforte muto, posto in fondo alla sala, ha lasciato spazio alla musicalità delle parole e dei racconti che hanno creato emozioni particolari negli astanti.
Dopo il benvenuto della signora Monica Cristina Gallo, organizzatrice e promotrice dell’evento, garante per i diritti delle persone private della libertà del Comune di Torino, e l’onorevole Bruno Mellano, garante dei detenuti della Regione Piemonte che, con i loro interventi riconoscenti ed entusiasti rispetto all’iniziativa, hanno dato un valore aggiunto di tipo istituzionale all’incontro, ha preso la parola Pietro Tartamella direttore artistico di Cascina Macondo che ha presentato il progetto europeo “Parol” e dato via alla carrellata di letture dei brani tratti dal libro.  bruno mellano
Tra i lettori che si sono avvicendati, la voce cristallina di Gabriele (un bambino di quarta elementare che ha letto un brano del diario di Pietro e la poesia di un detenuto) è risuonata tra il pubblico colpito dalla bravura del seppur piccolo lettore ed emozionato proprio dal fatto che un bambino si sia impegnato così responsabilmente in un progetto che parrebbe essere più grande di lui. In realtà Gabriele è la testimonianza che l’opera di sensibilizzazione cui ha puntato Pietro con il progetto Parol ha colpito nel segno.
Giusy e Silvio, che fanno parte del gruppo integrato Verbavox (con Isa, Erika, Roberta, Silvia, Barbara, Rosa) hanno letto con entusiasmo e molta enfasi alcuni brani. Tra il pubblico, numeroso, attento, interessato e coinvolto rispetto ai temi trattati, il gruppo integrato di danzateatro “Viaggi Fuori dai Paraggi” (Angelo, Antonio, Antonellina, Daniele, Fabio, Fabrizio, Mila, Tommy, Antonella, Luca, Silvia, Valentina, Clelia e Anna Maria Verrastro presidente di Cascina Macondo) ad esprimere il proprio orgoglio di aver superato la paura di varcare la soglia del carcere e di aver conosciuto e lavorato con i detenuti di Torino e  Saluzzo. L’incontro di queste due realtà (carceraria e disabilità), apparentemente così lontane, ha permesso di costruire una relazione che ha veramente reso partecipe la disabilità, mettendo in luce le diverse potenzialità.

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carlotta bava   stefano bruna carlotta

 

pietro

 

 

affreschi

caro maestro
di Gabriele Amadio

Caro maestro Pietro ti ho scritto questa lettera e te la mando. Grazie per avermi dato l' occasione di poter leggere davanti a un pubblico che non conoscevo, è stata la mia prima volta.  
gabriele amadioA casa mi sono esercitato molto con mamma e papà per vincere la paura anche se a volte avrei voluto rimangiarmi la parola, però una vocina dentro di me diceva: "Non mollare ce la puoi fare!!!"  
Il giorno della lettura sono venuto a Palazzo Barolo con mia mamma e mia nonna a piedi mentre papà era già là. Entrati, guardavo stupito il soffitto che era pieno di disegni bellissimi, poi ho scoperto che si chiamano affreschi. Sembrava che ci fosse il cielo!
Sai maestro a dire il vero all'inizio ero un po’ spaventato, però quando è stato il momento di leggere mi sono sentito più sicuro di me, credo fosse perché ascoltando gli altri stavo meglio.
Alla fine mia nonna mi ha anche regalato il tuo libro che adesso sto leggendo e che trovo molto interessante. Grazie ancora!

 

bruna parodimi hai fatto cantare
di Bruna Parodi

You got me singing
Like a prisoner in a jail
You got me singing
Like my pardon’s in the mail

 
Mi hai fatto cantare
Come un detenuto in gabbia
Mi hai fatto cantare
Come fosse vicina la grazia  (You Got Me Singing – Leonard Cohen)


 
I versi di questa struggente canzone di Leonard Cohen si prestano in modo mirabile  per addentrarsi nell’atmosfera che si è respirata nel  pomeriggio del 9 novembre, a Palazzo Barolo,  in occasione della presentazione del Libro: “La stretta di mano e il cioccolatino-I detenuti raccontano-Antologia di diari, riflessioni, racconti, poesie, haiku, cut-up“  a cura di Pietro Tartamella.   bruna parodi
Il salone d’onore di una delle più importanti dimore barocche  di Torino, dove vissero i Marchesi  di Barolo e dove dimorarono, o si intrattennero  in qualità di ospiti, personaggi che hanno fatto la storia del nostro paese (Carlo Alberto, il conte di Cavour, massimo D’Azeglio, Silvio Pellico, tanto per citarne alcuni ),  è stato il palcoscenico  di  un evento fortemente voluto dalla Garante dei diritti dei detenuti della città di Torino, dott.ssa Monica Cristina Gallo.
Non si poteva scegliere un contesto più idoneo alla presentazione di un libro che non si limita a essere il  diario di bordo di due anni di lavoro di un” gruppo di temerari” nelle carceri  (Rodolfo Morandi a Saluzzo e Casa Circondariale Lorusso – Cotugno a Torino ), ma anche, e soprattutto,  la testimonianza della realizzazione, sia pure tra mille difficoltà che hanno messo a dura prova gli operatori tutti, di un Progetto di respiro europeo che ha aperto un varco  su un universo carcerario fatto di persone che chiedono di non essere dimenticate.
silvio coraDalle pareti del salone,  i ritratti di personaggi  illustri sembrano guardare stupiti, sia pur nella loro aristocratica fissità, la varia umanità che  affolla  quello spazio inaccessibile un tempo alla  gente comune. Ignorano, forse, che anche ora “si sta facendo la storia”.
Dopo i saluti di rito, ma non certo rituali,  della Garante dei diritti dei detenuti per la città di Torino, dott.ssa Monica Cristina Gallo, e del  Garante dei diritti dei detenuti  della regione  Piemonte, Bruno Mellano, che hanno avuto parole di sincero apprezzamento per il  prezioso lavoro svolto,  prende la parola Pietro Tartamella, direttore artistico per l‘Italia del Progetto Parol.
Conticuere omnes, intentique ora tenebant, inde toro... e poi, dopo un attimo di esitazione, il padre Enea, che celebra il suo trionfo nella volta del salone d’onore, dice: ora è tempo che sia la mia progenie a raccontare  la storia dei vinti del  suo tempo.
E così  spetta a Pietro Tartamella l’onore e l’onere di spiegare le ragioni che lo hanno spinto a farsi promotore del progetto europeo Parol e di spiegare il perché  della scelta della forma del diario. Registrando quotidianamente quel che è accaduto, quello che è stato fatto o non è stato possibile fare, le sconfitte e i successi, gli entusiasmi e le emozioni, il diario  avrebbe consentito al lettore di entrare nell’  “universo carcere”  gradualmente, facendogli vivere, “pagina dopo pagina”, quello che è stato vissuto da tutti coloro che hanno operato, ma anche di dare testimonianza del vissuto dei detenuti che si sono espressi attraverso i racconti, le poesie, gli haiku, i cut-up.
Si sono poi alternati nella lettura di  brani tratti dal libro i narratori di Cascina Macondo, Volcaedi e Verbavox,  e uno studente di IV elementare della scuola Lessona.
stefano tarsiaPietro Tartamella, con la sua straordinaria abilità affabulatoria, ha introdotto gli spettatori in quell’universo, ai più sconosciuto, leggendo alcune pagine del suo diario; ha presentato di volta in volta i testi selezionati per l’occasione,  ha spiegato la differenza, secondo il detenuto ergastolano Salvatore, tra  “collaboratore di giustizia” che si era sempre rifiutato di fare, nonostante i vantaggi che gli avrebbe procurato, e  il “ collaboratore sociale”, figura non prevista dalla giurisprudenza, ossia colui che si fa testimone di scelte sbagliate, come scrive nel testo da lui composto “Non seguire il mito”, letto da Bruna; ha suonato strumenti per accompagnare alcune letture, recitato, con la bravura che tutti gli riconoscono, le Paure, risultato di un laboratorio svolto con il gruppo Verbavox  (Isa, Giusy, Erika, Roberta, Silvia, Rosa, Silvio, Barbara, Pietro) che in un primo momento si era rifiutato di entrare nel carcere; ha fatto sorridere recitando in siciliano Il topo (scritto dal detenuto Antonino).
Stefano ha letto la parte di diario in cui si spiega che il Progetto Parol si era prefisso lo scopo di dare ai detenuti delle carceri di 5 paesi della UE l’opportunità di essere parte attiva di un’Europa che li veda protagonisti.
stefano tarsiaCarlotta ci ha svelato  la reazione dei detenuti di fronte alla frase “poter sostenere che un popolo prigioniero e sofferente può dare uno stimolo emotivamente forte per continuare ad avere un sogno” e avevano chiesto a Pietro di avere una copia del testo in esso contenuta. Alla fine della lezione, Preng, stringendogli la mano, aveva detto “Non siamo dei mostri, siamo persone che hanno bisogno di essere guardate come persone”.
Siamo tutti commossi, quelle parole ci toccano nel profondo e, come dice Pietro, esse, come il suono della campana tibetana,  rimarranno a lungo dentro quella sala, accolte anche dalle effigi dei  marchesi Provano - Falletti di Barolo.
Carlotta  si è alternata  poi, con Stefano e Bruna, nella lettura  di pagine di diario in cui si narrava delle difficoltà tragicomiche incontrate nel carcere di Saluzzo per far passare un amplificatore necessario per Good Morning Poesia e per il laboratorio di danza-teatro.  Carlotta ha letto inoltre la pagina nella quale si rilevava  come, a volte, fossero le incombenze quotidiane, ad esempio quella di mettere al riparo la legna per l’inverno o provvedere alle riparazioni nella propria casa, ad impedire di dedicarsi completamente ad un progetto che  appassiona. gabriele amadio
Ma il momento più commovente è stato quello nel quale al leggio è andato Gabriele,  uno studente della IV B della scuola elementare Lessona, allievo di Pietro in un laboratorio di lettura ad alta voce del progetto MUS-E, che ha letto con una grazia e un’abilità non comune, non solo per un bambino della sua età, il testo  “Mi rispondeva” scritto da Francesco, nel quale il detenuto, in forma poetica, rievoca  un ricordo della sua infanzia legato alla figura del bisnonno.
A seguire, una pagina di diario nella quale Pietro, uscito dal carcere nel quale si era svolto il 14° incontro di  “Good morning poesia”, è  fermato da una giovane, una sua ex allieva di terza elementare, che lo aveva riconosciuto nonostante fossero trascorsi più di 15 anni   “ ... ricordava il mio nome dopo così tanto tempo...è uno sprazzo di luce che mi commuove”.
Lungo e caloroso applauso di tutto il pubblico.
Silvio, accompagnato dal suono del bastone della  pioggia,  ha letto “A nome di tutti” di Massimiliano Ciriello, il detenuto al quale non fu consentito di leggere, come previsto dal programma, il testo da lui scritto, perché trasferito tre giorni prima in altro carcere. Nulla da fare contro la rigidità delle disposizioni. Nessuna deroga, seppur motivata, a quanto stabilito.  Un’occasione mancata: un detenuto che affronta con coraggio la responsabilità dei reati commessi  e che dichiara che se il passato, che è costato tanto dolore, non si può cambiare, né dimenticare, è però possibile cambiare se stessi. “Per battere il carcere e con esso il male, occorre sconfiggere l’ignoranza, l’analfabetismo, la povertà, l’ozio, dentro e fuori il carcere”. Il carcere, un luogo dove sono rinchiusi uomini “al fine di insegnare loro il giusto cammino nella società civile, ma in realtà dimenticati”.   silvio
Silvio entra nel cuore del testo con tutto se stesso, e con la sua voce tonante, con il corpo, con i gesti delle mani, ne sottolinea con forza i passaggi  salienti. Ha toccato il cuore di tutti.
Giusy dà prova delle capacità acquisite nelle attività laboratoriali di Cascina Macondo cimentandosi nella lettura, in stile Zikan, di  due haiku: Schifoso bruco (di Hamed Masalmeh )  e Terra che gira (di Preng Doda ) e nel canto di Volare lontano (di Roberto).
Calorosi e meritati applausi anche per lei.
Pietro, a conclusione dell’incontro,  ha illustrato in breve il nuovo progetto  Omnia Fabula, che coinvolge classi di scuole di ogni ordine e grado, detenuti e disabili)  e ha letto  una favola,   -  Il gorilla e la lumaca  (scritta dal gruppo Vivere di Santena – area disabilità)  di cui  ha illustrato gli insegnamenti.
Il ricavato della vendita del libro e delle confezioni di bustine di zucchero con gli haiku scritti dai detenuti che hanno partecipato al progetto, servirà a finanziare il nuovo progetto sulle favole che, purtroppo, sarà ridimensionato  per mancanza di finanziamento da parte degli Enti pubblici.
I ringraziamenti ai Garanti dei detenuti e alla direttrice di Palazzo Barolo, dott.ssa Silvana Berta, per l’ospitalità,  e la presentazione dei lettori  hanno chiuso  l’evento.

 

tutti i lettoricittadini qualunque
di Pietro Tartamella

Normalmente, nelle situazioni in cui si parla di carcere, dalle conferenze, ai convegni, ai dibattiti, alla presentazione di libri, il pubblico partecipante è quasi sempre costituito dagli “addetti ai lavori”: educatori, direttori di carceri, avvocati, giudici, associazioni di volontariato che lavorano in carcere.
A Palazzo Barolo - il salone colmo di ascoltatori - abbiamo visto la presenza del garante dei detenuti della città di Torino, la dott.sa Monica Cristina Gallo che ha voluto sostenerci trovando una location così prestigiosa e organizzando l’evento; abbiamo visto la presenza del garante regionale, onorevole Bruno Mellano, che ci ha portato il suo saluto e il suo sostegno morale; abbiamo visto la presenza di alcuni responsabili di associazioni onlus che lavorano in carcere, ma, soprattutto, come in tutte le occasioni in cui abbiamo presentato il libro “La Stretta di mano e il cioccolatino” (al Liceo Segrè, nelle Biblioteche di Chieri e di Nichelino, alla   pietromanifestazione “La Barbera Incontra” di San Damiano d’Asti, nel Bar “La Bistronomia” di Chieri, nell’Aula Magna dell’Istituto Avogadro di Torino, al Circolo dei Lettori, nel salone Gibran di Cascina Macondo e, prossimamente, presso il Teatro Bossatis di Volvera, abbiamo visto soprattutto la partecipazione di insegnanti, direttrici didattiche, assessori alla cultura, professori, giovani, operai, studenti, famiglie, bambini, disabili, genitori, mamme.
Di questo possiamo dirci davvero soddisfatti, perché crediamo che sia davvero un gran valore quello di portare la tematica del carcere a cittadini “qualunque”, al fine di fornire stimoli di riflessione,  consapevolezza, coscienza sociale, legalità, diritti umani.
Un grazie a tutti coloro che hanno voluto onorarci della loro presenza.
Un saluto particolare a Davide Ala, della compagnia Viaggi Fuori dai Paraggi, che ancora non ha superato la paura del carcere. A raccontargli l’esperienza di Palazzo Barolo i loro genitori, Gisella e Claudio, presenti all’incontro.

 

pietro

 

 

 

pietro tartamella

 

 

si ringraziano per la collaborazione:

dott.sa  Monica Cristina Gallo - Garante dei detenuti della città di Torino
onorevole Bruno Mellanogarante dei detenuti della Regione Piemonte
avv. Luciano Marocco  - presidente Palazzo Barolo
e la sig.ra Silvana Berta che si è occupata dell’accoglienza e della logistica
 la sig. Concetta Mascalidirettrice della Scuola “Michele Lessona”
che con la sua presenza ha onorato il suo giovanissimo allievo di IV B
la sig.ra AnnaMaria Verrastropresidente di Cascina Macondo
e la sig.ra Clelia Vaudano che insieme ai volontari si sono occupati
della gestione del gruppo di danzateatro Viaggi Fuori dai Paraggi
il fotografo Carlo Toso per i bellissimi scatti
altre fotografie di Anna Maria Verrastro

 
si ringraziano i lettori

gruppo Narratori di Macondo e Volcaedi
Bruna Parodi, Carlotta Bava, Giusy Amitrano,
Pietro Tartamella, Stefano Tarsia
 
gruppo Verbavox
Giusy, Silvio
 
alunno della 4B Scuola Elementare Lessona (TO)
Gabriele Amadio

 
 
 
 
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 04 Gennaio 2017 07:29 )
 

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