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STORIA DELL’HAIKU IN ITALIA, di Antonella Filippi PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 28 Settembre 2016 15:47

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 STORIA DELL’HAIKU IN ITALIA

di Antonella Filippi



I.  Sulla poesia in Italia
Un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori”: così si legge sulla facciata del palazzo della Civiltà Italiana, chiamato anche “Colosseo Quadrato”, un edificio monumentale che si trova a Roma nel moderno quartiere dell'EUR.
La letteratura italiana ha inizio nel XIII secolo, quando nelle diverse regioni della penisola italiana si iniziò a scrivere in italiano con finalità letterarie. Il primo documento letterario (1224) è considerato il Cantico delle creature di Francesco d'Assisi ed è un testo poetico.
La letteratura italiana più antica è principalmente poesia: il Tesoretto di Brunetto Latini, le Laude di Jacopone da Todi, il Canzoniere siciliano; scrivono poesie Guido Guinizelli, considerato il fondatore del “Dolce Stil Novo” (movimento poetico sviluppatosi tra il 1280 e il 1310 a Firenze), Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, autore della Divina Commedia.
Le opere in prosa italiana volgare, la prima delle quali è il Novellino, una raccolta di 100 novelle che risale alla fine del 1200, sono meno frequenti delle opere poetiche.
Che sia per questo o per altri motivi, la poesia in Italia è molto scritta, ma purtroppo poco letta.
Se negli anni ’60 i “poeti contemporanei” erano citati e noti, negli ultimi decenni o non sono emerse figure poetiche importanti o la diffusione del “verbo poetico” tramite Internet e le case editrici che pubblicano a pagamento qualsiasi cosa, ha abbassato la qualità e ampliato ancora di più il “popolo scrittore”.
La posizione minoritaria in cui si trova oggi la poesia non ha una ragione univoca: da una parte la marginalizzazione della cultura umanistica ha tolto prestigio culturale e valore simbolico alla poesia, dall’altra la scuola non è stata in grado di far aumentare i lettori in parallelo all’aumento del grado medio di formazione e spesso c’è stata una cattiva pedagogia e didattica della poesia. E se non ci sono le competenze di lettura, quale “cultura” si frequenta?
La poesia esige un approccio reattivo, capace di sottrarre la parola alla mercificazione quotidiana, ed è appunto questo a rendere la sua lettura così complessa e impegnativa. Senza la poesia il patrimonio linguistico e immaginativo della nostra società rischia di perdere quel grado di ricerca e di sperimentazione sulla parola che si riscontra nella scrittura poetica. E il linguaggio si sta impoverendo, non solo per la diminuita capacità di usare un vocabolario vario e complesso, ma anche per una perdita di valore e consistenza della parola in sé, causata dall’abuso di “semplificazione” (pubblicità, sms, chat,..).
In una società sempre più mediatica, il cui valore principale è quello della comunicazione, la poesia finisce per perdere spazio e rilevanza. Questo accade perché la poesia è in contrasto con il sistema dominante e ha come riferimento proprio ciò che sfugge alla comunicazione, i limiti della comunicazione stessa. La scrittura poetica si pone altre questioni, lavora sulla bellezza del linguaggio, sulla trasmissione dell’esperienza. Non è la comunicazione che manca, anzi; quello che manca è l’analisi di ciò che viene comunicato, che senza analisi diventa dogma e base di assolutismi, fondamentalismi e tanti altri “ismi”.
I dati Nielsen Bookscan, raccolti in oltre 35mila punti vendita distribuiti in tutto il mondo (Amazon esclusa), presentati dall'Associazione italiana editori al Salone del libro di Torino 2015, indicano un calo del 4% del mercato editoriale nel periodo 2014 - primo quadrimestre 2015 rispetto all’anno precedente. Parafrasando Garcia Marquez, si potrebbe dire che “la lettura al tempo della crisi” è stata congelata in attesa di vederne l’evoluzione.
Il dato positivo riportato è la crescita delle librerie indipendenti rispetto ai canali di grande distribuzione. In genere questo tipo di libreria è in grado di instaurare un rapporto privilegiato con il lettore, che si fida del consiglio del libraio. Il genere “romanzo” rappresenta il 40% delle vendite, il “libro per bambini” il 21% e la non-fiction, ossia la saggistica o, più in generale, tutto ciò che non è romanzo, il 39%. In questa percentuale si situano i libri di poesia.
Senza voler analizzare le motivazioni della scarsa propensione alla lettura o delle diverse scelte di come impiegare il proprio tempo, il senso di frammentazione dato dall’eccesso di input (troppi titoli pubblicati, troppi editori, troppi siti, troppi posti diversi in cui trovare il libro, ecc..) si traduce spesso in una paralisi delle scelte. Se prima erano i grandi editori a proporre la poesia, oggi questo lavoro è tutto dei piccoli editori. Ci sono alcune validissime case editrici che pubblicano ottimi libri di poesia, purtroppo a fronte di tante case editrici che fanno del self-publishing di poesia (e non solo) un modo per incrementare gli introiti e non la buona lettura.
La “poesia” è mal distribuita nelle librerie, non è promossa. Ogni anno escono tra i 1500 e i 2000 titoli, la maggior parte dei quali autoprodotti. Ciò che ancora “vende” sono le ristampe dei testi di poesia classici, italiani e stranieri. C’è un generale livellamento verso il basso, sia per la narrativa sia per la poesia: in libreria il romanzo di qualità, più difficile e problematico, e la poesia fanno fatica a trovare spazio. C’è da dire, però, che i lettori di poesia rappresentano una nicchia con un’identità molto forte. Ciò significa che il settore riesce ad avere una maggiore “pulizia” anche perché, di fatto, è fuori mercato. Videopoesia, poetry slam, siti e blog di poesia si sono moltiplicati negli ultimi 10 anni, spesso con buoni spunti e risultati, ma molto più spesso con una autoreferenzialità imbarazzante.
Per fortuna alcuni segnali positivi ci sono: il primo viene dalla diffusione di letture pubbliche e di grandi festival di poesia (come quelli di Parma, Genova, Cuneo, Pordenone, cui si sono via via aggiunti Messina, Napoli, San Benedetto del Tronto e Salerno, con la sua Casa della Poesia). Il secondo, dalle riviste (Poesia, Quaderni di poesia italiana contemporanea,..).Il terzo dai premi di poesia, con i classici Viareggio e Mondello, ma anche con nuove formule quali il premio telematico Dedalus e la competizione biennale della poesia giovane a Cetona.
Tra i premi di poesia che, oltre a promuoverne la lettura, fanno in modo che il territorio diventi un centro di operatività culturale, c’è il premio “Città di Arenzano-Lucia Morpurgo Rodocanachi” che dal 2008 si propone non solo di far conoscere gli autori più significativi del panorama contemporaneo, ma anche e soprattutto di “educare” alla poesia. Una giuria tecnica sceglie gli autori ammessi a concorrere tra coloro che hanno pubblicato una raccolta di poesie nel biennio precedente l’edizione e successivamente seleziona tre finalisti, che saranno sottoposti al giudizio della giuria popolare, i cui membri proclameranno il vincitore.
Insomma, in Italia non si vive di poesia, ma è impossibile, forse, viverne senza.

II.  La nascita dell’interesse per l’haiku e la poesia giapponese
Tra la fine dell'800 e i primi anni del ‘900 si diffuse anche in Italia un certo interesse per la cultura giapponese. Uno dei primi lavori di traduzione compare nel 1915, “Note di Samisen”, una raccolta di poesie giapponesi (haiku e tanka) a opera di Mario Chini (1876-1959), letterato, insegnante, storico e critico d'arte. La traduzione, secondo il gusto dell’epoca, è in rima e in ogni poesia è presente un titolo.

Agonia del mondo (Matsura Basho)
sopra un ramo seccato
un corvo s’è posato
e s’è stretto nell’ale
in questo scolorato
vespero autunnale


Tristezza della vecchiaia (Saiongi no Kintsune)
il cader della neve
più non mi sembra un lieve
cader di fiori bianchi…
L’inverno è inverno, e greve
me lo fan gli anni stanchi


La vita è breve: amiamoci (Fukuda Chiyo-ni)
il vilucchio ha impigliata
la fune abbandonata
accanto alla cisterna?
Va a bere altrove: data
non gli è una vita eterna


Mario Chini fu autore di numerose traduzioni dal latino, dal cinese e dal giapponese, e di poesie che vennero pubblicate postume con il titolo di Attimi (Haikai/Haiku).

L'Haikai
In tre versetti
tutto un poema, e, forse,
tutta una vita


Largo
Bastan tre grilli
per far grande una notte
di mezza estate


Meriggio
Tutto riposa
in una stessa inerzia
la luce e l’ombra


Probabilmente uno dei primi incontri italiani con la poesia giapponese avvenne attraverso la rivista letteraria L'Eco della Cultura (fondata nel 1914), che riportò testi di poesia giapponese, a cura di Vincenzo Siniscalchi. Dal 1920 al 1921 l'Università di Napoli pubblicò una rivista, Sakura, sullo studio della cultura giapponese, con la collaborazione del letterato giapponese Harukichi Shimoi, che diverrà frequentatore e amico di Gabriele D’Annunzio (1863-1938). Nel 1921 sulla rivista La Ronda compare una critica sostanzialmente negativa sulla moda “Hai-kai” giapponese che si stava diffondendo in Francia e in Spagna, mentre negli anni successivi molti Futuristi apprezzeranno lo stile “veloce” dell’haiku.
Lo stesso D’Annunzio, che nutriva un forte interesse per il Giappone e coltivava vari legami personali, tra il 1885 e il 1890 aveva pubblicato la poesia “Outa occidentale”, seguendo la metrica giapponese del tanka. Le prime due strofe:

Guarda la Luna
tra li alberi fioriti;
e par che inviti
ad amar sotto i miti
incanti ch’ella aduna.


Veggo dai lidi
selvagge gru passare
con lunghi gridi
in vol triangolare
su ’l grande occhio lunare.


(…)


Nel periodo 1920-1930 in Giappone persino i più giovani lo conoscevano come scrittore e apprezzavano come uomo ardimentoso. Autori importantissimi come Mori Ogai e Natsume Soseki lo leggevano e nel caso del primo lo traducevano anche. Lo stesso Mishima Yukio si mise a studiare il francese pur di arrivare a tradurre (1964-1966) il Martirio di San Sebastiano, dramma sacro scritto da D’Annunzio in francese antico. D'Annunzio fu ed è molto conosciuto in Giappone, se si pensa ai festeggiamenti a Tokyo e Kyoto nel 2013, per l’anniversario dei 150 anni  dalla nascita del poeta italiano.

Andrea Zanzotto (1921-2011), considerato uno dei più importanti poeti italiani del secondo Novecento, nella metà degli anni '80 scrisse la raccolta di 91 pseudo-haiku "Haiku For a season/Haiku per una stagione”, in inglese con traduzione a fronte in italiano.

Delicato belletto di seta
nel riflesso di grandi distanze -
ogni pensiero semplice è vicino


Edoardo Sanguineti (1930-2010) è degno di nota per la pubblicazione di poesie haiku nelle raccolte Mikrokosmos e Poesie. In quest'ultima, nella sezione “Corollario”, sono pubblicati quattro haiku:

Sessanta lune:
i petali di un haiku
nella tua bocca

è il primo vino
calda schiuma che assaggio
sulla tua lingua



III.  Un popolo di poeti… che fa confusione
Molte persone hanno l’errata convinzione che, essendo abitanti “del bel paese là dove 'l sì suona” (Inferno, C. XXXIII, v. 80), chiunque sia poeta in quanto italiano: un’Italia in cui i siti di auto-pubblicazione senza un editing decente abbondano e di conseguenza migliaia di libri di narrativa e poesia, dove i libri di poesia sono i meno letti e richiesti o comprati, dove si fanno corsi di scrittura creativa ma non c’è un serio corso di studi come in altri Paesi, come se per il fatto di essere italiani non ce ne fosse bisogno (e attenzione ai congiuntivi, anche nelle nostre classi politiche). In questo bel Paese che conta l’80% delle bellezze storico-culturali del mondo molti anni fa è approdato anche l’haiku. Confuso nel 99% dei casi con l’epigramma o la poesia breve spesso a rima baciata come nelle canzoni, mistificato (c’è anche un sito che indica l’haiku come un modo per la previsione del futuro), sottovalutato (per es., il Festival della Poesia di Genova non lo ha considerato, la Libreria delle Donne di Milano non ha fatto la presentazione di un libro di haiku perché nessuna delle socie ne sapeva niente né era interessata a saperne), pure ha messo radici.
Per scolastiche rimembranze, è spesso associato alla poesia ermetica, forse per alcune caratteristiche che apparentemente condivide: I poeti ermetici con i loro versi non raccontano, non descrivono, non spiegano, ma fissano sulla pagina dei frammenti di verità cui sono pervenuti attraverso la rivelazione poetica e non con l'aiuto del ragionamento; i testi sono estremamente concentrati e racchiudono molti significati in poche parole e tutte le parole hanno un'intensa carica allusiva, analogica, simbolica. La poesia degli ermetici vuole liberarsi dalle espressioni retoriche, dalla ricchezza lessicale fine a sé stessa, dai momenti troppo autobiografici o descrittivi e dal sentimentalismo. Gli ermetici vogliono creare della "poesia pura" che possa essere espressa con termini essenziali. Concorrono a questa essenzialità anche la sintassi semplificata che spesso viene privata dei nessi logici, con spazi bianchi e lunghe e frequenti pause che rappresentano momenti di concentrazione, di silenzio, di attesa.
Il nostro Giuseppe Ungaretti ha scritto poesie che possono assomigliare a haiku:

Mattina (1917)
M'illumino
d'immenso.


Soldati (1918)
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.


Come negli haiku, nella poetica di Ungaretti dal particolare si giunge all'universale: così il poeta italiano dalla propria esperienza individuale passa alla condizione dell'umanità.

Anche una delle poesie più note di Salvatore Quasimodo (Premio Nobel per la letteratura nel 1959) è stata paragonata a un haiku:

Ed è subito sera (1930)
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera


IV.  L’haiku in Italia
Il pensiero che sia facile scrivere haiku coglie molte persone: il kigo, il riferimento stagionale, è comprensibile e facilmente applicabile, anche se non sempre in modo sottile, e pure non è necessario consultare il Saijiki giapponese, quando sul sito di Cascina Macondo si trova il Saijiki italiano, l’elenco delle parole stagionali. Ma per gli altri concetti che devono permeare l’haiku? Wabi, sabi, aware, yugen, karumi, miyabi, yohaku, furyu, kire,… Bisogna leggere, approfondire, cercare, meditare, sentire,… Come in ogni arte, prima si studia (molto) e poi si realizza. Invece, per la sua apparente semplicità, l’haiku sembra “facile” e allora perché leggere e studiare? Ma “facile” e “semplice” non sono sinonimi. La semplicità dell’haiku è l’armonia in tutte le cose, l’equilibrio, la percezione profonda della bellezza, della transitorietà, dell’insondabile, è la rinuncia alle parole superflue per arrivare a cogliere un’essenza. L’haiku è la massima concentrazione possibile di un qui-e-ora.
Nonostante questo, l’haiku in Italia resiste.
Resiste grazie alla passione e al lavoro di molte persone che dagli anni ’70 studiano, leggono, partecipano a incontri nazionali e internazionali sull’haiku, lo insegnano nelle scuole di ogni ordine e grado e anche nelle prigioni, indicono concorsi, organizzano convegni e letture pubbliche, pubblicano libri, e creativamente cercano modi anche insoliti per diffonderlo.


EDIZIONI EMPIRÌA
Nata nel 1985 come progetto culturale per esplorare le esperienze letterarie contemporanee nel campo della narrativa, della poesia, della critica, la casa editrice ha poi aperto in Roma una libreria con annessa saletta per mostre, incontri con autori e artisti, letture e dibattiti. Negli anni la consuetudine degli incontri non è venuta meno, anzi molte personalità della cultura si sono avvicendate richiamando un pubblico vario e frequentatori assidui.
Una delle collane è dedicata alla poesia giapponese, specialmente all’haiku, con testi in lingua originale e versione poetica italiana.
Dal 1987 organizza, insieme all’Associazione Nazionale Amici dell’Haiku fondata dall’Ambasciatore Sono Uchida, il premio letterario nazionale di haiku “Haiku in Italia”.

Carla Vasio, veneziana, vive a Roma. Ha partecipato alla neoavanguardia italiana degli anni Sessanta, facendo parte del Gruppo 63. Storica dell'arte, saggista e scrittrice, è autrice di numerosi romanzi, editi in gran parte da Einaudi, tra cui Laguna e Come la Luna dietro le nuvole.
Per le Edizioni Empiria ha pubblicato Invisibile, Spazi Oscuri e la raccolta poetica Blasone corporale; ha curato inoltre alcune antologie di haiku di autori giapponesi contemporanei. E' Presidente dell'Associazione Italiana Amici dell'Haiku.


CASCINA MACONDO
L’associazione culturale “Cascina Macondo” (www.cascinamacondo.com) è stata fondata nel 1993 da un gruppo di artisti che proponevano in strada performance musicali, letture, poesie. Si è specializzata nell’arte dell’insegnamento e della formazione, progettando percorsi didattici, riabilitativi, interculturali per scuole e adulti normodotati e disabili (poetica haiku, lettura ad alta voce, scrittura creativa, manipolazione dell’argilla, danza-teatro, musica). Nel 2003 indice il concorso internazionale di poesia Haiku in lingua italiana, gratuito, aperto a scuole e partecipanti individuali. In quell’anno viene fondata anche l’Haicom (Haiku International Community Cascina Macondo), che raccoglie haijin italiani e stranieri. Organizza alcuni convegni sulla poesia haiku a Torino, con ampia partecipazione di haijin italiani e stranieri.
Altra iniziativa riservata agli scrittori di haiku è Wasnahaijin Oicimani, un percorso a piedi della durata di alcuni giorni o più, quando possibile, il cui scopo è quello di scrivere haibun, intercalando haiku a brani di prosa asciutti ed essenziali. Questo percorso è scandito da momenti di cammino, soste per il cibo e il pernottamento, soste per osservare la natura, per scrivere, per leggere ad alta voce. Sul sito di Cascina Macondo se ne trovano degli esempi.
I membri dell’associazione partecipano regolarmente a convegni in Italia e all’estero, a incontri di formazione, a progetti editoriali, eventi e mostre, alla redazione di articoli e recensioni, a corsi di insegnamento nelle scuole; inoltre, nel triennio 2013-2015 alcuni hanno partecipato al progetto europeo “PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura”, un innovativo progetto di cooperazione internazionale volto a costruire connessioni creative tra il sistema penitenziario e la società, promuovendo i valori dell'inclusione e della cittadinanza e il reinserimento dei detenuti a livello europeo. Sono stati coinvolti quattordici penitenziari di cinque paesi (Italia, Belgio, Polonia, Grecia, Serbia) con circa duecento detenuti impegnati in percorsi di formazione di alta qualità condotti da artisti, poeti, attori, fotografi, scrittori, docenti di teatro-danza, con lo scopo di attivare, attraverso la produzione di opere e la frequentazione dei laboratori, un processo di trans-nazionalità e di cittadinanza europea. Le mostre nazionali e la grande mostra collettiva in Belgio hanno presentato le opere più significative, insieme a libri e antologie con la traduzione dei testi in diverse lingue, agli haiku stampati su segnalibri, bustine di zucchero e tovagliette di carta che sono stati distribuiti anche nei bar, nelle mense, nei ristoranti, nei teatri, nelle biblioteche e in altri luoghi pubblici. Nelle carceri sono stati presentate letture ad alta voce e spettacoli teatrali aperti al pubblico, sia di detenuti sia della compagnia integrata (disabilità & normalità) di danza-teatro “Viaggi Fuori dai Paraggi” di Cascina Macondo.
Cascina Macondo è l’unica realtà italiana legata all’haiku in cui si faccia sperimentazione nell’ambito della scrittura, della ceramica (per es., il RakuHaiku, manufatti raku che interpretano e plasmano nell’argilla un haiku: le parole diventano forme, le forme diventano parole), dell’haiku (per es. il kigo temporis e misuralis): solo l’approfondita conoscenza di un argomento, di una forma d’arte e della sua tradizione permette di innovare e aprire nuove prospettive.


Pietro Tartamella

Fondatore negli anni ’70 della rivista di poesia e letteratura “La Tenda”, coltivando la passione per l’essenzialità e l’immediatezza è stato affascinato dalla poetica haiku. Co-fondatore e direttore artistico dell’associazione culturale di promozione sociale Cascina Macondo, ha stilato il “Manifesto della Poesia Haiku in lingua italiana” e il “Manifesto della sillabificazione delle parole italiane per la composizione di haiku” e ha promosso molte iniziative per la diffusione dell’haiku in Italia. Affabulatore, poeta, scrittore, haijun, raccontastorie, voce narrante di audiovisivi e documentari, lavora da molti anni con i bambini delle scuole elementari e medie, con gli adolescenti e gli adulti normodotati e disabili. Docente di lettura ad alta voce, scrittura creativa e poetica haiku nel progetto europeo “PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura”. E’ docente in molti percorsi di aggiornamento rivolti agli insegnanti (affabulazione, dizione della lingua italiana, scrittura creativa, poetica haiku). Ha pubblicato numerosi libri di racconti, saggi, poesia haiku.

poco più in là
la bolla di sapone
muore sull’erba

un acquazzone
la statua dell’eroe
resta immobile

fiocchi di neve
dal fiato dei cavalli
si allontanano


Anna Maria Verrastro
Fondatrice, presidente, responsabile dei percorsi didattici dell’associazione culturale di promozione sociale Cascina Macondo, insegnante, ceramista, esperta di pedagogica e tecniche psicomotorie, per molti anni ha sperimentato come insegnante le tecniche di manipolazione dell’argilla nelle scuole elementari con ragazzi a rischio e portatori di handicap, acquisendo una solida esperienza nel recupero anche con tecniche psicomotorie. Ha operato all’interno di commissioni di ricerca per l’inserimento nella scuola dell’obbligo di ragazzi portatori di handicap. Perseguendo il sogno di una scuola “attiva e interattiva”, ha elaborato percorsi specifici di “Didattica dell’argilla e Manipolazione”, rivelatisi importanti strumenti di creatività, contenimento e supporto alle materie curriculari. Docente di ceramica e RakuHaiku nel progetto europeo “PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura”.

c’è solitudine
in un bosco di tombe
canto di cicale

sugli scalini
parole e risate
senza una birra

accanto al fuoco
alla nonna seduta
chiedo carezze


Fabia Binci
Ha insegnato Letteratura Italiana e Storia per oltre trent’anni, sempre in scuole medie superiori, a Torino e a Genova, dove ha curato in modo particolare la didattica della scrittura, attraverso il Giornale d’Istituto, il Laboratorio di Scrittura e l’uso delle nuove tecnologie informatiche. Ha frequentato seminari e corsi di scrittura creativa. Ha tenuto corsi di aggiornamento sulla didattica della scrittura in numerose scuole medie superiori di Genova e in varie regioni italiane, nonché presso Enti privati e associazioni di innovazione didattica. Dal 1992 coordina il Laboratorio di Scrittura Creativa dell’Unitre di Arenzano e Cogoleto (GE), che ha organizzato lei stessa. Iscritta all’Ordine del Giornalisti, collabora attualmente a riviste culturali con articoli di critica letteraria e interviste ad autori contemporanei. Collabora con alcune case editrici, come editor e curatore di prefazioni. È direttore responsabile della rivista N.O.I. Nuovi Orizzonti Insieme dell’Unitre Arenzano e Cogoleto, in cui riveste il ruolo di Presidente. Con le Edizioni Empiria ha pubblicato due libri di haiku: “Haiku golosi“ e “Haiku per un anno”. Un libro a lei particolarmente caro è “Il fiore pungente-Conversazione con don Andrea Gallo”, casa editrice O Carõggio 2000, che ha scritto insieme a Paolo Masi. Ha partecipato al progetto europeo “PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura” con una lectio magistralis sull’haiku. Fa parte della Giuria del Concorso Internazionale Haiku bandito ogni anno da Cascina Macondo.

fuori stagione
è fiorita la siepe
- la galaverna

Sventola quieto
il bucato odoroso
- si veste il vento

striscia tra l’erba
il piccolo ramarro:
si sente drago



Fanny Casali Sanna

Nata a Genova, lavora in un laboratorio di analisi mediche. Nel 2003, frequentando il laboratorio di Scrittura Creativa tenuto da Fabia Binci, si appassiona alla poesia haiku. Nel 2005 e nel 2010 viene premiata al Concorso Nazionale Haiku presso l’Istituto Giapponese di Roma. Nel 2005 al Festival della Poesia di Genova un suo haiku si classifica tra i primi dieci e viene pubblicato sul quotidiano “Il Secolo XIX”. Nel 2009 quarto premio (a pari merito) al Concorso di Cascina Macondo. Nel 2011 e nel 2012 due suoi haiku compaiono tra i centoquattordici scelti per l’antologia annuale di Cascina Macondo. Nel 2010 vince il primo premio al Concorso Internazionale Haiku di Cascina Macondo. Nel 2011 un suo haiku vince il concorso “Poesie con i Fiori” indetto da “Il Secolo XIX”. Nel 2012 un suo haiku sul terremoto di Fukushima viene scelto e pubblicato in Giappone dalla poetessa Momoko Kuroda sul quotidiano “Nihon Keizai Shinbun”. Due suoi racconti sono inseriti nel libro “La rondine sul filo e altri racconti-Antologia di Scritturalia” pubblicata da Cascina Macondo con Marco Del Bucchia Editore nel 2012. Nel 2015 vince il primo premio (a pari merito) al Concorso Nazionale Haiku in Italia indetto dall’Associazione Amici dell’Haiku di Roma. A partire dalla edizione 2013 fa parte della Giuria del Concorso Internazionale Haiku bandito ogni anno da Cascina Macondo.

apro la porta
mi corre incontro il caldo
di casa mia

vola felice
la rondine dal nido
- buona fortuna!

tra le macerie
sui visi spaventati
dignità immensa


Giorgio Gazzolo
Medico, è nato nel 1937 a Genova. Ha vissuto a Roma e a Milano. Esordio letterario nel 1967 su “Letteratura” (N° 88-90).
Collaboratore di riviste qualificate (Resine / Pietre / Atelier/ La Clessidra / Nuovo Contrappunto / Tribuna Letteraria e altre) e giornali (Paese Sera, il Corriere Mercantile). Presente e tradotto in giapponese nella rivista “Ginyu”, in numerosi siti Internet e in antologie di haiku. La plaquette Sguardi per le Edizioni del Leone è stata presentata al Museo D’Arte Orientale E. Chiossone. Nel 2002 vincitore del Mainichi Haiku Contest (Tokyo) e inserito nella Antologia del Premio Lerici Pea.
Ha vinto nel 2003 il Premio “Friends of the Berkeley Public Library”.
Ha organizzato il Festival Poesia Haiku al museo Chiossone (Genova 2004).
Nel 2003 ha pubblicato il saggio “Appunti per un improbabile viaggio in Giappone” e “Quattrodici Haiku di mare” (edizioni Takeda, Lugano 2004).
Presente in antologie con poesie, aforismi e racconti, è autore di numerosi romanzi, oltre a essere attivo come organizzatore di incontri letterari.

sole al tramonto
sfiora l’antico specchio -
arcobaleni

dodici suoni:
sospeso sopra il piano
un ragno ascolta

a metà notte
sul bordo del bicchiere
il suo rossetto


Oscar Luparia
Bancario per necessità e sindacalista per reazione, è nato a Vercelli, dove vive e lavora. Totalmente allergico alle frenesie del terzo millennio, cerca, giorno dopo giorno, di non venir meno al suo motto preferito: “Festina lente”. Nel tempo libero ha viaggiato molto, ma oggi gli piacerebbe potersi spostare solamente a piedi. Dopo sua moglie e i gatti di casa, ama in special modo la montagna d’estate e le stampe antiche in inverno, mentre per leggere e scrivere haiku reputa buone tutte le stagioni dell’anno. A partire dal 2002 si è avvicinato alla poesia classica giapponese, producendo diverse raccolte di versi (Haiku in cammino, I tanka dello zaino, Volta la pagina, L’attimo che resta, Nella tazza del tè). Fa parte della Giuria del Concorso Internazionale Haiku bandito ogni anno da Cascina Macondo.

mura in rovina –
la meridiana immobile,
l’ombra che fugge

bassa marea –
l’umida sabbia torna
lavagna vuota

otium negotium –
tutto il giorno a contare
le pratoline


Fabrizio Virgili
Nato a Roma, è stato insegnante di educazione fisica e ha scritto molti libri sull’argomento. In gioventù ottimo corridore, qualità che gli ha consentito il raggiungimento di diverse maglie azzurre nella corsa dei 110 metri a ostacoli. Da alcuni decenni si occupa di Medicina Tradizionale Cinese. Appassionato di haiku, ha visitato il Giappone e tiene seminari di poesia haiku nelle scuole di ogni ordine e grado e presso vari centri e istituzioni culturali. E’ titolare della rubrica quindicinale di poesia haiku “5-7-5” pubblicata sulla newsletter di Cascina Macondo. Dal 2003 fa parte della Giuria del Concorso Internazionale Haiku di Cascina Macondo. Ha partecipato al progetto europeo “PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura” con una lectio magistralis sull’haiku.

gente di terra
spicca il frutto dal ramo
e spezza il pane

il sole ride
coi cento denti d’oro
di una pannocchia

pigra calura
dal cavo delle mani
bevo la luna


Arianna Sacerdoti
Nata a Napoli, scrive fin da bambina. Ricercatrice e docente in Lingua e letteratura latina presso la Seconda Università degli studi di Napoli, ha anche condotto laboratori di scrittura creativa nelle scuole di Napoli e provincia. Ha pubblicato la raccolta di poesie "Sentieri diversi" (Napoli 2009), una fiaba, racconti e liriche in antologie; saggi e monografie di ricerca su poeti dell'antica Roma. Appassionata di Haiku, è membro della Giuria del Concorso Internazionale di Haiku "Cascina Macondo" e ha tradotto raccolte Haiku dall'inglese all'italiano ("Haiku for the single girl" di Bett Griffenhagen). Ha tradotto dall'italiano al latino, coinvolgendo i suoi studenti del Dipartimento di Lettere e Beni culturali della Seconda Università degli Studi di Napoli-Santa Maria Capua Vetere, la prima raccolta Nakanisoto "A piedi scalzi" di Pietro Tartamella. Fa parte della Giuria del Concorso Internazionale Haiku bandito da Cascina Macondo.

muove poesie
scrosciare della pioggia
senza bambini

Mucca nel sole
mi arriva, poi scompare.
Ora un cavallo.

Fori per terra.
C’è l’ombra del cubano
con buste bianche.


Alessandra Gallo
Nata a Torino, vive a Houston con il marito e i due figli. Laureata in Lingue e Letteratura Straniera, insegnante di inglese in una scuola media di Torino, ora che vive all’estero dedica molto tempo alla scrittura, alla traduzione e alla lettura. Ha pubblicato racconti, articoli e poesie in riviste e antologie. Ha seguito diversi corsi di scrittura creativa presso la Scuola Holden di Torino e, dal 2005, collabora con Cascina Macondo soprattutto in qualità di giurato per il Concorso Internazionale Haiku in Lingua Italiana e come traduttrice. Animatrice della pagina facebook "Concorso Internazionale Haiku Cascina Macondo".

i rami spogli
il bisogno improvviso
di accarezzarti

il lago all’alba
la luna sopra di me
la luna sotto

sotto il platano
ci sediamo a parlare
l'ombra si allunga



Fiorenza Alineri
Ha iniziato a scrivere racconti e haiku nel 2004. Fa parte del gruppo “I Narratori di Macondo” e della redazione di Cascina Macondo. Ama scrivere, dipingere e cimentarsi con il teatro. Fa parte di “Volcaedi”, il gruppo di lettori volontari ad alta voce costituitosi a Cascina Macondo, che propone incontri di lettura performativa presso i centri anziani e per disabili. Cura sulla newsletter Frecciolenews la rubrica quindicinale "Ortolinea CM - Accentazione Ortoèpica Lineare".

dentro allo specchio
conto le nuove rughe
e intanto canto

corre la bimba
cric-crac di foglie secche
lungo il vialetto

cerca il bambino
dentro la pozzanghera
l'altro bambino



Antonella Filippi
Nata a Torino, ha da sempre una grande passione per la scrittura e i viaggi unitamente all’inclinazione per la natura e la scienza. Ha gestito per molti anni una casa editrice e fondato un’associazione che si occupava di corsi di integrazione ambientale per adulti e ragazzi, nell’ambito dei quali ha ideato un programma di dieci puntate trasmesso dalla RAI. Ha collaborato con editori di settimanali, mensili, opere a fascicoli. Ha lavorato come direttore scientifico e responsabile della ricerca e sviluppo di un’azienda milanese e ha insegnato per molti anni in una scuola di medicina complementare. Appassionatasi alla poesia haiku in terza media, ha approfondito negli anni questa conoscenza e praticato la meditazione zen. Durante l’adolescenza è entrata a far parte della redazione della rivista “La Tenda” e poi dell’associazione Cascina Macondo. Tiene corsi di scrittura e poetica haiku. Ha pubblicato articoli, racconti, saggi e haiku in Giappone, negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei, oltre che sul sito di Cascina Macondo. E’ membro del Meguro International Haiku Circle di Tokyo. Due suoi racconti sono inseriti nel libro “La rondine sul filo e altri racconti-Antologia di Scritturalia” pubblicata da Cascina Macondo con Marco Del Bucchia Editore nel 2012. Docente di poetica haiku nel progetto europeo “PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura”, fa parte della Giuria del Concorso Internazionale Haiku bandito ogni anno da Cascina Macondo.

sera di pioggia
il brusio delle foglie
negli orti freddi

rainy evening
rustling of leaves
in cold gardens


notte insonne –
il suono dei petali
nel cortile

sleepless night –
the sound of petals
in the courtyard


luce del falò
la mia ombra danza
a mia insaputa

the light of a bonfire
my shadow dances
unknown to me



ALBALIBRI
Albalibri nasce a Milano nel 2006 da un’idea del poeta e scrittore di origine albanese Çlirim Muça. L’obiettivo della casa editrice è di proporre al pubblico italiano autori esordienti e non, portatori di una “voce letteraria” nuova, di qualità, e capace di lasciare un segno. La casa editrice si pone inoltre l’obiettivo di pubblicare autori stranieri che scrivano in italiano, in particolare albanesi o, dopo l’apertura della collana Poesia dal Mondo, provenienti da culture letterarie poco conosciute nel nostro paese.

Çlirim Muça
Nato in Albania nel 1966 da una famiglia di poveri contadini, passa la sua infanzia e la giovinezza a Cerme–Lushnje, dove compie gli studi superiori. Nel 1990 lo Stato e il Partito del lavoro gli concedono il diritto di continuare gli studi universitari alla facoltà di Agronomia a Tirana. Nel 1991 decide di scappare all’estero passando per la Grecia e la ex Jugoslavia, a piedi, in pullman e in treno, fino a giungere in Italia, dove passa cinque anni di clandestinità. Ottenuta la regolarizzazione della sua permanenza in Italia, vive e lavora prima a Milano e poi in Toscana, dove, insieme alla moglie, gestisce un piccolo albergo a Castiglioncello, in provincia di Livorno. Poeta, scrittore, drammaturgo e infine editore, si ritiene un perfetto autodidatta. Il suo primo libro "Tani gjerave u jap nje kuptim te ri" raccoglie versi in lingua albanese. "Milano - Tirana senza ritorno" viene scritto insieme al poeta italiano Alberto Figliolia; le poesie vengono presentate con testo a fronte in albanese. Scrive numerosi altri componimenti in versi, tutti in lingua italiana. Di narrativa sono invece "I racconti della terra dimenticata" e "Cento e una favola”. Per la rappresentazione teatrale ha scritto "Il delirio di Adrasto e altri drammi". Poeta prolifico, subisce infine il fascino degli haiku, scrivendo quattro raccolte, di cui "Fango di strada" è la prima.

Segni di carri
trainati da grossi buoi.
Fango di strada

Becco di gru.
Pende la lunga biscia
piena di fiume.

In terra ostile.
Si muovono minacciosi
ancora i giunchi



Da alcuni anni è nata anche l’ASSOCIAZIONE ITALIANA HAIKU (www.aih-haiku.it).
Pubblica la e-zine bimestrale Haijin Italia, distribuita online a tutti i membri dell’Associazione, più una newsletter settimanale. Dal 2013 organizza il Premio Letterario Internazionale Matsuo Basho, al quale haijin e scuole di ogni nazionalità e lingua possono inviare haiku e senryu. L’Archivio Nazionale dei Poeti di Haiku (www.anph.it) nasce dall’impegno dell’Associazione Italiana Haiku e delle Edizioni Man’yoshu di Pordenone di diffondere la conoscenza della poesia haiku in Italia e dal desiderio di valorizzare le voci poetiche più interessanti. L’inserimento degli autori all’interno del sito avviene a chiamata. L’Archivio è sotto la diretta supervisione dell’Associazione Italiana Haiku. Il Direttore responsabile è Luca Cenisi, Presidente AIH e fondatore della Scuola Yomichi (“strada notturna”). Nel 2015 ha fondato la European Haiku Society (www.haikusociety.eu) che vuole proporsi come riferimento istituzionale per coloro che desiderano approfondire la propria conoscenza dell’haiku tradizionale e moderno. Nel 2015 ha organizzato il primo European Haiku Prize e Kobayashi Issa Award.

Luca Cenisi
Nato a Pordenone, è fondatore e presidente dell’Associazione Italiana Haiku e della European Haiku Society. Nel 2012 ha costituito la Scuola Yomichi per l’insegnamento e la promozione dell’haiku in Italia. Organizza corsi, seminari e progetti formativi dedicati all’haiku. Ha pubblicato “Il fiore e lo haijin. Haru ni narimashita” (2009), “Keiryu” (2011), “Guadando il fiume. Per uno studio coerente e unitario della poesia haiku” (2013) e “Introduzione alla poesia haiku” (2016). Nel 2014 ha curato la prima raccolta italiana dedicata alla figura della poetessa Fukuda Chiyo-ni (1703-1775), intitolata “Donna di neve”.

nebbia nel porto:
solo un gabbiano separa
il cielo e il mare

convalescenza:
sulle dita il profumo
dei mandarini

stagno serale -
un’anatra attraversa
la luna piena


Daniela Zglibutiu
Nata a Timisoara, vive attualmente in Italia, nella provincia di Reggio Emilia, dove lavora come naturopata. La passione per la poesia breve nasce durante l’adolescenza, ma solo negli ultimi anni si avvicina alla poesia giapponese e all’haiku in particolare. Nel 2014 crea il gruppo rumeno Haiku de azi si de ieri, che si propone di preservare e promuovere il valore dell’haiku classico in Romania. Nel 2015 vince il secondo premio al Concorso Internazionale Haiku di Cascina Macondo e appare tra i vincitori del Premio Letterario Internazionale Matsuo Basho dell’Associazione Italiana Haiku e del Romanian Kukai. Pubblica i suoi scritti nel blog https://haikumine.wordpress.com.

la tua assenza –
i fiori di ciliegio
sbocciano ancora

colpi di zappa-
volteggiano soffioni
senza una meta

vecchio maglione –
una striscia di sole
sulla grondaia


Andrea Cecon
Nato a Udine, scrittore di haibun, appassionato di poesia haiku e vicepresidente dell’Associazione Italiana Haiku. Vincitore di numerosi premi nel corso degli anni, scrive in lingua inglese e italiana. Tra le riviste che hanno pubblicato i suoi lavori si annoverano The Heron’s Nest, Mainichi Daily News, Chrysanthemum, Tinywords, Ulitka, Paper Wasp, Contemporary Haibun online. Collaborazioni in haiga e renku con altri haijin su Journal of Renga and Renku, Notes from the Gean, Lishanu, A Hundred Gourds.

giornata d’afa
tra carteggi d’ufficio
un origami

al crepuscolo
neanche una voce
ma le rondini

l’ultimo sogno va scomparendo il profumo dei tigli


Valeria Simonova-Cecon
Di origini russo-ucraine, è una scrittrice e appassionata di poesia haiku dal 2004. Redattrice della rivista di senryu e kyõka in lingua russa Ershik. I suoi scritti sono apparsi in diverse riviste specializzate, tra cui Mainichi Shinbun, Town News, The Heron’s Nest, Modern Haiku, Ulitka, Moonset, Diogen, The Renga and Renku Journal. Ha vinto il primo premio alla V edizione del Bilingual Calico Cat Haiku Contest e il secondo premio alla VI edizione dello stesso; menzione d’onore nel 2009 alla prima edizione del Kikakuza Haibun Contest, all’Ito En Oi o-cha New Haiku Contest e all’Haiku Calendar Ludbreg (2009).

vento d’inverno
imbianca le ossa
di un platano

torrente montano –
il cane si ferma dove
l’acqua comincia

pioggia primaverile –
correndo a casa
piz zi ca to



Guido Cupani
Nato a Pordenone, lavora all’osservatorio astronomico di Trieste. Ha pubblicato le raccolte poetiche La felicità e Qualcosa di semplice sulla neve; ha tradotto la silloge Nel santuario di Patrick Williamson; alcune sue poesie sono inserite nello spettacolo Ballate per il nordest di Vasco Mirandola & Piccola Bottega Baltazar.

foglie d’edera
cresciute sull’amore
scritto sul muro

prima gelata
sembra soltanto spoglio
l'acero morto

tergicristallo
a che stavo pensando?
tergicristallo



Tra i concorsi haiku, va ricordato il Premio “Capoliveri Haiku” (www.giorgioweiss.it), promosso dal Comune di Capoliveri in collaborazione con Il Parnaso di Giorgio Weiss: il concorso è aperto a composizioni scritte in una delle lingue dell’Unione Europea. A differenza di altri concorsi, ha sempre una tematica cui devono attenersi i partecipanti. Viene pubblicato un volume contenente gli haiku dei vincitori e di altri cento poeti selezionati.

Giorgio Weiss di Valbranca

Nato a Livorno e residente a Roma, presidente della Sezione On. Della Corte dei Conti, autore e ricercatore di testi di letteratura giocosa, pubblicista, pittore, anagrammista e poeta, ideatore, organizzatore di iniziative poetiche realizzate in televisione, teatri, biblioteche, festival e seminari scolastici. Ha diretto la manifestazione romana di arte di strada, teatro, musica e danza “Domenica ai Fori”. Dal 2001 è membro dell’OPLEPO (Opificio di Letteratura Potenziale), omologo all’OULIPO (Ouvroir de Littérature Potentielle), laboratorio linguistico fondato da Raymond Queneau. Dal 2002 dirige il Festival Le Voci della Poesia a Capoliveri (Isola d’Elba) e dal 2006 il premio Capoliveri Haiku.


V. Conclusione
L’haiku, da poesia di nicchia per orientalisti e “addetti ai lavori”, si è diffuso in modo progressivo in Italia nell’ultimo secolo, diventando, da “letteratura delle riunioni e dello spirito solitario”, materia di convegni, di insegnamento, di incontro.
Il panorama dell’haiku, molto variegato, ha comunque una costante: che si preferisca l’haiku tradizionale o quello gendai, che si faccia sperimentazione o vi sia una stretta adesione formale, che resti un passatempo o diventi un modo diverso di porsi nel mondo e di rapportarsi alla natura, anche interiore, chi se ne occupa attivamente lavora per migliorare la qualità dell’haiku in lingua italiana e per fare in modo che trovi un suo spazio sulla scena mondiale.

 

Antonella Filippi

 

THE HAIKU FOUNDATION DIGITAL LIBRARY

 

link all'articolo in tedesco e in inglese, tratto dalla ricerca di Antonella Filippi,
scritto con modifiche da Klaus-Dieter e pubblicato sulla rivista
Chrysanthemum n. 22 anno 2017 

 

 

STORIA DELL'HAIKU IN ITALIA di Antonella Filippi

SORIA DELL'HAIKU IN BULGARIA di Ludmila Balabanova

 

 

 A HISTORY OF HAIKU IN ITALY *

Antonella Filippi

Translated by Alessandra Gallo


* By kind permission of Cascina Macondo (www.cascinamacondo.com), on whose site the article appeared first.

I. Poetry in Italy
“Un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori” (“A people of artists of heroes / of saints of thinkers of scientists / of sailors and migrants”). These are the words you can read on the façade of Palazzo della Civiltà Italiana, also known as “the square Colosseum”, a monumental building in the modern neighborhood called EUR, in Rome. Italian literature began in the XIII century when, in the various regions of the Italian peninsula, people started using the Italian language for literary purposes. The first literary document (1224) is considered to be the “Cantico delle Creature” by Francesco d’Assisi, and it is a poem. The oldest examples of Italian literature are, in fact, all poems: the “Tesoretto” by Brunetto Latini, the “Laude” by Jacopone da Todi, the “Canzoniere siciliano”. Guido Guinizelli, who is considered to be the founder of “Dolce Stil Novo” (a poetic movement that developed between 1280 and 1310 in Florence) wrote poetry, and so did Guido Cavalcanti and Dante Alighieri, the author of the “Divina Commedia”. Works in Italian “vulgar” prose, the first of which is the “Novellino”, a collection of 100 novels dating back to the end of 1200, are less frequent than poetic works. Because of this - or maybe not because of this - there are a lot of poetry writers in Italy, but unfortunately, not as many poetry readers. If in the sixties “contemporary poets” were cited and well known, in the last decades either there haven’t been important poets, or the diffusion of poetry through internet, together with the fact that some publishers ask authors for money to print their work and would therefore publish anything, have lowered quality and furthermore increased the number of writers.
The fact that poetry is secondary today does not have only one cause: first, the marginalization of humanistic culture has taken away some of poetry’s cultural prestige and its symbolic value. Second, the school system did not seem able to create more readers, despite the overall increased level of instruction; and third, there has been bad poetry teaching and education. And if there isn’t reading competence, what kind of “culture” remains possible?
Poetry needs a reactive approach, capable of extracting words from everyday commercialization, and this is exactly what makes reading poetry so complex and demanding an activity. Without poetry, the language and imagination of society as a whole could lose the degree of experimentation and research on language that is so typical of poetry. Language is becoming poorer, not only because of a lessened ability to use a varied and complex lexicon, but also because of a lessened value and consistency of words themselves, the latter caused by oversimplification (occurring in commercials, text messages, chats, etc.).
We live in the era of media, where the uppermost value is communication, and poetry is bound to lose ground and relevance. It happens because poetry is in contrast with the system and relies exactly on what escapes communication, i.e. on the limits of communication itself. Poetry investigates different questions, it works on the beauty of language, on the transmission of experience.
There isn’t a lack of communication, but rather a lack of analysis of what’s being communicated. Without analysis, what’s being communicated becomes dogma and a basis for absolutisms, fundamentalisms, and many other “isms”. The Nielsen Bookscan data, collected in more than thirty-five thousand bookstores worldwide (Amazon excluded), and presented by the association of Italian publishers during Salone del Libro in Turin in 2015, indicate a 4% loss in the book market during 2014, and through the first quarter of 2015. Paraphrasing Garcia Marquez, we could say that “Reading in the Time of the Crisis” has been frozen in order to be able to wait and see how it evolves. One positive number is the one referring to the growth of independent bookstores – as opposed to big chains. Usually, this kind of bookstores can establish a privileged relationship with the readers, who tend to trust the bookstore owners. Novels constitute 40% of sales, children books 21%, and non-fiction as a whole 39%. Incorporated in this last percentage, we can find poetry books.
We do not want to analyze the reasons behind the fact that people do not like to read, or behind their choices in the matter of how to spend their free time. There is an excess of inputs (too many published books, too many publishing houses, too many internet sites, too many different places where you can buy books, etc.) that lead to a sense of fragmentation in the reader. This sense of fragmentation often translates in a paralysis of choices. If in the past it was the famous publishers who presented readers with poetry, today this kind of work is left to the small ones. There are some very respectable publishing houses that print excellent poetry work, but also a great number of publishers that rely on self-publishing authors to increase their profits, other than to promote a good read.
Poetry is not well distributed in bookstores and it is not promoted. Every year a number of titles between 1500 and 2000 come out, most of which self-published. The classics still sell, both Italian and foreign. There’s a general lowering in quality, too, both for poetry and for prose: in the bookstores, quality novels that are harder to read and problematic, as well as high quality poetry books are less likely to find their place on a shelf. It is true, though, that poetry readers represent a niche of readers who possess a very strong identity. This means that the genre gets to be more “clean”, also because in fact it doesn’t sell much. Video-poetry, poetry slam, poetry sites and blogs have multiplied in the last ten years, often with good ideas and results, but more often they are self-referential in an embarrassing way.
Luckily, there are some positive signs. First, public readings and large poetry festivals (like the ones in Parma, Genova, Cuneo, Pordenone, followed in time by Messina, Napoli, San Benedetto del Tronto and Salerno, with its Casa della Poesia) are spreading. The same is happening to poetry magazines (Poesia, Quaderni di poesia italiana contemporanea, etc.). Finally, there are many poetry contest like the famous Viareggio and Mondello, but also new types of contests like the online contest Dedalus and the biennial young poetry competition in Cetona.
Among poetry contests that, together with promoting poetry reading, help the territory become a center of cultural activity, there is “Premio Città di Arenzano-Lucia Morpurgo Rodocanachi”. Since 2008, this contest’s goal is to promote the most significant contemporary authors, but also and foremost to “educate” poetry readers.
A technical committee choose the authors that can participate among those who published a poetry collection in the two years preceding the contest, and after that they select three finalists, who will then be examined by a non-technical panel of judges. The latter will select the winner.
As a conclusion, in Italy you can’t live out of poetry, but it is impossible, maybe, that you can live without it.


II. How the passion for haiku and Japanese poetry were born
Between the end of the 19th century and the beginning of the 20th, we witness in Italy a growing interest for Japanese culture. Among the first translations, in 1915 we can find “Note di Samisen” – a collection of Japanese haiku and tanka translated by Mario Chini (1876-1959), man of letters, teacher, art historian and art critic. The translation, like it was common at the time, makes use of rhyme and each poem has its own title.

Agonia del mondo (Matsura Basho)
sopra un ramo seccato
un corvo s’è posato
e s’è stretto nell’ale
in questo scolorato
vespero autunnale

Agony of the world
upon a withered branch
a crow lands
and shrugs its wings
in this discolored
autumn dusk


Tristezza della vecchiaia (Saiongi no Kintsune)
il cader della neve
più non mi sembra un lieve
cader di fiori bianchi…
L’inverno è inverno, e greve
me lo fan gli anni stanchi

Sadness of old age
falling snow
doesn’t seem anymore a soft
falling of white flowers…
Winter is winter, and becomes a burden
because of old age


La vita è breve: amiamoci (Fukuda Chiyo-ni)
il vilucchio ha impigliata
la fune abbandonata
accanto alla cisterna?    
Va a bere altrove: data
non gli è una vita eterna

Life is short: let’s love each other
field bindweed has trapped
the abandoned rope
at the well?
go drink elsewhere: its life
is not eternal


Mario Chini translated a lot of work from Latin, Chinese and Japanese, and he wrote poetry that was published posthumously under the title “Attimi” (Haikai/Haiku).

Haikai
In tre versetti
tutto un poema, e, forse,
tutta una vita

Haikai
In three lines
A whole poem and, maybe
A whole life


Largo
Bastan tre grilli
per far grande una notte
di mezza estate

Largo
Three crickets
And a midsummer night
Becomes bigger

Meriggio
Tutto riposa
in una stessa inerzia
la luce e l’ombra

Afternoon
Everything rests
In the same inertia
Light and shadow


It is likely that one of the first times Italy comes in contact with Japanese poetry is through the literary magazine “L’Eco della Cultura” (founded in 1914). The magazine published some Japanese poetry edited by Vincenzo Siniscalchi. Between 1920 and 1921, Università di Napoli published “Sakura”, a magazine about Japanese culture, in collaboration with Harukichi Shimoi, a Japanese scholar who will become friends with Gabriele D’Annunzio (1863-1938). In 1921, La Ronda magazine published a substantially negative critique about the “Hai-kai” trend that was spreading in France and Spain, whereas in the following years many Futurists began to appreciate the “fast” haiku style.
D’Annunzio himself, who was highly interested in Japan and had many personal acquaintances, between 1885 and 1890 published the poem “Outa occidentale”, following the Japanese tanka prosody. The first two stanzas read as follows**:

Guarda la Luna
tra li alberi fioriti;
e par che inviti
ad amar sotto i miti
incanti ch’ella aduna.

Look at the moon
among the trees in bloom;
It seems to invite
to love under the slight
enchantments gathered soon


Veggo dai lidi
selvagge gru passare
con lunghi gridi
in vol triangolare
su ’l grande occhio lunare.

I see through the airs
wild cranes passing by
with long blares
in triangle they fly
above the great moon’s eye


**(In order to render the feel of the original, we preferred to privilege rhymed structure over a strict literal translation of the text).

Even among the youngest, in the 1920-1930 he was well known as a writer and appreciated as a brave man. Important writers such as Mori ?gai and Natsume S?seki read his work; Mori ?gai translated it too. Mishima Yukio himself studied French in order to be able to translate Martirio di San Sebastiano (1964-1966), a sacred drama written by D’Annunzio in old French. D’Annunzio was and still is well known in Japan, and the 150th anniversary of his birth was celebrated in Tokyo and Kyoto in 2013.

Andrea Zanzotto (1921-2011) is considered one of the most important Italian poets in the second half of the 20th century. In the eighties he wrote a collection of 91 pseudo-haiku "Haiku For a season/Haiku per una stagione”, in English with Italian translation on the side.

Delicato belletto di seta
nel riflesso di grandi distanze —
ogni pensiero semplice è vicino

Delicate makeup of silk
in reflections of far distances —
all simple thought is near


Edoardo Sanguineti (1930-2010) published haiku poems in his poetry collections Mikrokosmos and Poesie. The latter includes four haiku in the section titled “Corollario”:

Sessanta lune:
i petali di un haiku
nella tua bocca

sixty moons:
the petals of a haiku
in your mouth


è il primo vino
calda schiuma che assaggio
sulla tua lingua

the first wine is
a warm foam that I taste
on your tongue


Among the twentieth century Italian poets who wrote haiku there was also Margherita Guidacci (Florence 1921 - Rome 1992), even if it was only for a very brief phase of her poetic work ("This little measure" 1988). She herself, in a moment of search for greater leanness and agility in her poetry, defined this stage as a kind of "mental sauna." Some of her haiku were published in 1991 in a Japanese anthology.

Le prime nebbie
e uccelli di passo.
Viene l'autunno.

First fogs
and migratory birds.
Autumn comes.


Cadon le foglie.
In cuore si risvegliano
tutti gli addii.

Falling leaves.
In our hearts
all farewells awake.


Sera d'autunno.
Sulla strada fangosa
ci separiamo.

Autumn evening.
On the muddy road
we part.


Treno di notte.
Sulla mia insonnia passano
altri destini.

Night train.
other destinies pass by
my insomnia.



III. A people of poets… and chaos
Many people erroneously think that, because they live in the beautiful country where the Italian language can be heard “del bel paese là dove 'l sì suona” (Dante, Inferno, C. XXXIII, v. 80), then anyone is a poet because they are Italian. It is a country where unedited self-publishing sites abound, and so do, as a consequence, thousands of literature and poetry books. A country where poetry books are the least read or bought, where creative writing courses proliferate, but a serious MFA in creative writing does not exist, as if unnecessary because we are Italian (and pay attention to how subjunctive clauses can get messy, even when spoken by politicians). In this beautiful country, where 80% of the world’s historical-cultural beauty is located, many years ago haiku arrived. However, haiku poems get confused, in 99% of the cases, with epigrams, or with short poetry that often makes use of rhyming couplets. It is often mystified (we found a site that illustrates haiku like a way to predict the future), snobbed (Festival della Poesia di Genova did not include haiku, and the Libreria delle Donne in Milan won’t consider hosting a presentation of a haiku book because none of the owners knew about haiku or wanted to learn about it). And yet, haiku stuck.
Because of what we study in high school, haiku is often associated with hermetic poetry, maybe because of a few common characteristics. Hermetic poets do not use their lines to narrate, describe or explain. On the contrary, they capture on the page fragments of truth they discovered through poetic revelation, and not through reason. Hermetic poems are extremely brief and they carry multiple meanings in just a handful of words, the latter being pervaded with intense evocative, correlative and symbolic value. Hermetic poets aspire to free themselves from rhetoric, from superfluous language richness, from the abuse of autobiographic reference or description, and from sentimentalism. Hermetic poets want to create “pure poetry” using essential language. Essentiality is also the reason for preferring a simplified syntax, which often gets rid of logical connections and makes use of blanks, as well as of long and frequent pauses that represent moments of concentration, silence and waiting. Giuseppe Ungaretti wrote poems that can be assimilated to haiku:

Mattina (1917)
M'illumino
d'immenso.

Morning (1917)
I shine
with immensity


Soldati (1918)
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.

Soldiers (1918)
It's like
in the fall
on tree branches
the leaves


As it happens with haiku, Ungaretti’s poetry starts from the specific to reach a universal truth. He starts from his own individual experience to talk about the condition of humanity as a whole.

Also one of the most famous poems by Salvatore Quasimodo (Nobel prize for literature in 1959) has been assimilated to haiku:

Ed è subito sera (1930)

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera

And suddenly it’s evening (1930)
Everyone stands alone at the heart of the world,
pierced by a ray of sunshine,
and suddenly it’s evening


IV. Haiku in Italy
Many people think it’s easy to write haiku: the kigo -  the seasonal reference – is a concept that is fairly easy to understand and apply, though not always subtly. Moreover, it is not necessary to read the Japanese Saijiki (a list of season words) when you can find the Italian translation on Cascina Macondo’s site. But what about the other elements that make a haiku a haiku? Wabi, sabi, aware, yugen, karumi, miyabi, yohaku, furyu, kire,… It is necessary to read, study, research, meditate, feel… Like with any other form of art, one has to study (a lot) first and then create. For its apparent simplicity, however, haiku looks “easy”. So why should one read or study? “Easy” and “simple” are not, alas, synonyms. Haiku’s simplicity is the harmony we find in every single thing, the balance, the deep perception of beauty, of impermanence, of the inexplicable. Haiku means doing without unnecessary words in order to perceive the very essence of things. Haiku is the maximum possible concentration of here and now.
And yet, haiku in Italy holds its grounds. It does so thanks to the passion and the work of many people who, since the ‘70s, study, read, participate in national and international haiku conventions. People who teach haiku in schools of every degree, and in prisons. People who organize contests, conventions, public readings. People who publish books and are always looking for creative ways to make haiku known to the public.

EDIZIONI EMPIRÌA
Founded in 1985 as a cultural project to explore contemporary literary experiences in the fields of fiction, poetry, and critique, this publishing house ended up opening - in Rome - a bookstore with an attached room dedicated to shows, meet-the-author/artist events, readings and debates (www.empiria.com). The events keep happening through the years and many important people in the cultural field have participated to said events, attracting a varied audience and regulars.
One of their series is dedicated to Japanese poetry, particularly to haiku, with text in original language and poetic version in Italian. Since 1987, the publishing house organizes, together with Associazione Nazionale Amici dell’Haiku – founded by Ambassador Sono Uchida – the national literary contest “Haiku in Italia”.

Carla Vasio was born in Venice and lives in Rome. She participated in the Italian neo-avant-garde of the ‘60s as part of Gruppo 63. Art historian, essayist and writer, she published many novels with Einaudi, among which Laguna and Come la Luna dietro le nuvole. For Edizioni Empiria, she published Invisibile, Spazi Oscuri and the poetry collection Blasone corporale; she also edited a few haiku collections by contemporary Japanese authors. She is president of Associazione Italiana Amici dell’Haiku.

Pigne sul tavolo
un tempo è stata viva
la primavera

pine cones on the table
spring once
was alive



CASCINA MACONDO

“Cascina Macondo” (www.cascinamacondo.com) is a cultural association founded in 1993 by a group of artists who used to perform, read poetry and play in the streets. In time, they specialized in the art of teaching and education, working on rehabilitating and/or intercultural instructional projects for the school system, but also for the adults and the special needs. Among their instructional projects, we find haiku poetry, reading out loud, creative writing, pottery, dance and theatre, music. In 2003, the association announces the first International Haiku Contest in Italian. Participation to the contest is free and open to schools and individuals. In the same year they found also Haicom (Haiku International Community Cascina Macondo), to which both Italian and foreign haijin belong. Cascina Macondo organizes haiku poetry events in Turin, to which many Italian and foreign haijin participate.
Another event specifically meant for haiku writers is Wasnahaijin Oicimani, a walking trip that lasts a few days whose purpose is to allow participants to write haibun, interspersing haiku to short, essential prose paragraphs. The walking trip includes pit stops for food and overnight sleep, together with stops to observe nature, to write, to read out loud. You can find some accounts of the experience on Cascina Macondo’s site.
Members of the association regularly participate to conventions both in Italy and abroad, as well as to workshops, editorial projects, events and shows. They write articles and reviews, they teach in schools; moreover, between 2013 and 2015, some of the members took part in the European project “PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura” (PAROL! Writing and art in prisons, beyond borders, beyond walls), an innovative project in which different countries cooperate internationally to establish creative connections between their jail systems and society, in order to promote the values of inclusion, of citizenship and the inmates’ rehabilitation at a European level. Fourteen different prisons in five different countries (Italy, Belgium, Poland, Greece and Serbia) and about two hundred inmates were involved in high quality instructional projects carried out by artists, poets, actors, photographers, writers, dance and theatre teachers, with the purpose of activating, through workshop participation and text production, a process that goes in the direction of trans-nationality and European citizenship. The national exhibits and the larger collective exhibit in Belgium showed the most meaningful products, together with books and collections with multilingual translations. Haikus were printed on bookmarks, on sugar packets and on paper placemats, which were distributed also among bars, dining halls, restaurants, theatres, libraries and other public places. Reading out loud sessions and theatrical shows open to the public took place in jails, both by inmates and by the integrated (handicap & non-handicap) acting and dancing company “Viaggi Fuori dai Paraggi”, also part of Cascina Macondo.
Cascina Macondo is the only Italian haiku association that promotes writing experimentation but also pottery experimentation (for example, RakuHaiku, raku pottery production that strives to interpret haiku by translating its meaning into clay objects: words become shapes, shapes become words), together with haiku experimentation (for example, kigo temporis e misuralis): only a deep knowledge of an art and its tradition allows for a new perspective and innovation.

Pietro Tartamella
In the ‘70s, Pietro Tartamella was the founder of the literary and poetry magazine “La Tenda”. Being passionate about essentiality and spontaneity, he became fascinated by haiku. Co-founder and artistic director of Cascina Macondo, he wrote the “Manifesto della Poesia Haiku in lingua italiana” and the “Manifesto della sillabificazione delle parole italiane per la composizione di haiku” (two bills about haiku in Italian and the Italian syllabic system with reference to haiku writing, respectively). He promoted many events to spread haiku in Italy. Oral narrator, poet, writer, haijin, storyteller, voice-over for documentaries and shorts, for many years he has been working with elementary and middle school children, with adolescents and adults, and with the special needs. Reading-out-loud teacher, creative writing teacher, and teacher of haiku poetry in the European project “PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura”, he teaches refresher courses for teachers (oral narration, Italian diction, creative writing, haiku poetry). He published numerous short story collections, essays, haiku collections.

poco più in là
la bolla di sapone
muore sull’erba

just about there
the soap bubble
dies on the grass


un acquazzone
la statua dell’eroe
resta immobile

downpour
the statue of the hero
does not budge


fiocchi di neve    
dal fiato dei cavalli
si allontanano    

snowflakes
from the horses’ breath
drifting apart


Anna Maria Verrastro
Founder and president of Cascina Macondo, Anna Maria Verrastro is manager and supervisor of the cultural association’s instructional projects. She is a teacher, potter, and an expert in pedagogy and psychomotor techniques. For many years she taught pottery techniques in elementary schools, working with special need and problematic children, and she acquired a solid experience in their rehabilitation, also by using psychomotor techniques. She participated in research committees for the integration of the special need children in elementary and secondary schools. In the pursuit of the ideal of an “interactive and active” school system, she developed specific pottery instructional projects, which proved to be important instruments of creativity, containment and support to the traditional syllabus. She was a pottery and raku teacher in the European project “PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura”.

c’è solitudine
in un bosco di tombe
canto di cicale    

there’s loneliness
in a forest of tombs
cicadas


sugli scalini
parole e risate    
senza una birra

sitting on the steps
words and laughter
and no beer


accanto al fuoco
alla nonna seduta
chiedo carezze

by the fireplace
I ask my sitting grandma
for caresses


Fabia Binci
Fabia Binci taught Italian literature and History for more than thirty years in high schools in Turin and Genoa, where she dedicated herself in particular to the teaching of creative writing, through the school paper, a writing workshop and the use of new computer technologies. She participated in writing seminars and creative writing courses. She taught refresher courses for teachers about creative writing teaching in many high schools in Genoa and in various Italian regions, and in private institutions and didactic innovation associations. Since 1992, she organizes and coordinates the Creative Writing Workshop by Unitre in Arenzano and Cogoleto (GE). Member of the Association of Journalists, she is a current contributor for cultural magazines, with articles about literary criticism and interviews with contemporary authors. She works as an editor and as a preface writer for a few publishing houses. She is editor-in-chief for the magazine N.O.I. Nuovi Orizzonti Insieme by Unitre in Arenzano and Cogoleto, of which she is president. With Edizioni Empiria, she published two haiku books: “Haiku golosi“ and “Haiku per un anno”. She is particularly fond of the book “Il fiore pungente-Conversazione con don Andrea Gallo”, published by O Carõggio 2000, which she wrote with Paolo Masi. She took part in the project “PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura” with a lectio magistralis about haiku. She is a judge in the International Haiku Contest in Italian organized yearly by Cascina Macondo.

fuori stagione
è fiorita la siepe
- la galaverna

out of season
the hedge is in bloom
hoar frost


Sventola quieto
il bucato odoroso
- si veste il vento

quietly fluttering
the perfumed laundry
- the wind gets dressed


striscia tra l’erba
il piccolo ramarro:
si sente drago

crawling in the grass
the small green lizard:
he feels like a dragon


Fanny Casali Sanna
Born in Genoa, she works in a medical lab. In 2003 she participated in a creative writing workshop by Fabia Binci and she fell in love with haiku poetry. In 2005 and 2010 she placed in the National Haiku Contest organized by the Japanese Institute in Rome. In 2005 one of her haiku poems placed in the first ten at the National Poetry Festival in Genoa and was published in the newspaper “Il Secolo XIX”. In 2009, her haiku placed fourth (ex aequo) in the International Haiku Contest in Italian by Cascina Macondo. In 2011 and 2012, two of her haiku poems were published in their annual collection. In 2010 she won first prize at the same contest. In 2011, one of her haiku poems won the contest “Poesie con i Fiori”, organized by “Il Secolo XIX”. In 2012, one of her haiku poems about the Fukushima earthquake was selected and published in Japan by the poet Momoko Kuruda on the newspaper “Nihon Keizai Shinbun”. Two of her short stories were published in the short story collection “La rondine sul filo e altri racconti-Antologia di Scritturalia” published by Cascina Macondo with Marco Del Bucchia Editore in 2012. In 2015, she won first prize (ex aequo) in the National Haiku Contest in Italy organized by Associazione Amici dell’Haiku in Rome. Since 2013, she is a judge for the International Haiku Contest by Cascina Macondo.

apro la porta
mi corre incontro il caldo
di casa mia

I open the door
and my home’s warmth
comes welcome me


vola felice
la rondine dal nido
- buona fortuna!

flying happily
the swallow from the nest
- good luck!


tra le macerie
sui visi spaventati
dignità immense

among the rubble
on their frightened faces
infinite self-respect


Giorgio Gazzolo

Giorgio Gazzolo is a doctor who was born in Genoa in 1937. He lived in Rome and Milan. His literary debut was in 1967, when his work was published in “Letteratura” (Vol. 88-90). He was a contributor for specialized magazines like Resine, Pietre, Atelier, La Clessidra, Nuovo Contrappunto and Tribuna Letteraria and for newspapers like Paese Sera and il Corriere Mercantile. His work appeared translated in Japanese in the magazine “Ginyu”. He was also published in many Internet sites and haiku collections. The plaquette Sguardi with Edizioni del Leone was presented to the Oriental Art Museum E. Chiossone. In 2002 he won Mainichi Haiku Contest (T?ky?) and appeared in the Premio Lerici Pea poetry collection. In 2003 he won the contest “Friends of the Berkeley Public Library”. He organized (Genoa 2004) the Festival Poesia Haiku at Museo Chiossone. In 2003 he published the essays “Appunti per un improbabile viaggio in Giappone” ”(Joker Edizioni, Novi Ligure) and in 2004 the book “Quattrodici Haiku di mare” (Edizioni Takeda, Lugano). In 2005 he won third prize at the International Haiku Contest organized by Cascina Macondo. He was a judge in the International Haiku Contest in Italian organized yearly by Cascina Macondo from 2006 to 2009. His poems, aphorisms and short stories appeared in collections and he wrote many novels. He also organizes literary conventions.

sole al tramonto
sfiora l’antico specchio -
arcobaleni

sunset
brushes up against the antique mirror -
rainbows


dodici suoni:
sospeso sopra il piano
un ragno ascolta

twelve sounds:
suspended above the piano
a spider’s listening


a metà notte
sul bordo del bicchiere
il suo rossetto

in the middle of the night
on the glass rim
her lipstick


Oscar Luparia
Bank clerk out of necessity and trade unionist by reaction, he was born in Vercelli, where he lives and works. Totally allergic to millennial frenzies, every day he tries to live by his favorite motto: “Festina lente”. In his free time, he travelled a lot, but today he would love to be able to move exclusively on foot. Besides his wife and their cats, he loves the mountains in the summer and antique prints in the winter, while he thinks every season of the year is good to write haiku. Since 2002 he became interested in Japanese classic poetry, and he wrote many poetry collections (Haiku in cammino, I tanka dello zaino, Volta la pagina, L’attimo che resta, Nella tazza del tè). In 2009 he won second prize at the International Haiku Contest organized yearly by Cascina Macondo; since 2010 he is a judge in the above mentioned Haiku Contest.

mura in rovina –
la meridiana immobile,
l’ombra che fugge

rubble
still sundial,
fleeing shadow


bassa marea –    
l’umida sabbia torna
lavagna vuota

ebb tide –
the wet sand becomes again
a clean slate


otium negotium –
tutto il giorno a contare
le pratoline

otium negotium –
all day counting
daisies


Fabrizio Virgili
Born in Rome, he was a P.E. teacher and wrote many books about the subject. He was a good running athlete when he was young, winning many “maglie azzurre” (the blue Italian t-shirt worn by the winner) in the 110 meter obstacles. He has been interested in Traditional Chinese Medicine for decades. Haiku lover, he visited Japan and teaches haiku seminars in elementary and secondary schools and in various cultural institutions and associations. He writes the bimonthly haiku poetry column “5-7-5”, published in the Cascina Macondo newsletter. In 2003 he won first prize at the International Haiku Contest organized by Cascina Macondo and since 2004 he is a judge in the above mentioned Haiku Contest.
He participated in the project “PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura” with a lectio magistralis about haiku.

gente di terra
spicca il frutto dal ramo
e spezza il pane

farmland people
they pick fruit
and break bread


il sole ride
coi cento denti d’oro
di una pannocchia

the sun’s laughing
with the hundred golden teeth
of a corn cob


pigra calura
dal cavo delle mani
bevo la luna

lazy heat
from my cupped hands
I drink the moon


Arianna Sacerdoti

Born in Naples, she began writing as a child. Researcher and professor of Latin Language and Literature at Seconda Università degli Studi in Naples, she also organized and taught creative writing workshops in schools in and around Naples. She published the poetry collection "Sentieri diversi" (Napoli 2009), a fairy tale, short stories and lyric poems in different collections. She also published essays and research monographs about poets in antique Rome. Haiku lover, she is a Judge in the International Haiku Contest organized yearly by Cascina Macondo. She translated haiku collections from English into Italian ("Haiku for the single girl" by Bett Griffenhagen) and from Italian into Latin ("A piedi scalzi" by Pietro Tartamella).

Muove poesie
scrosciare della pioggia
senza bambini

writing poems –
the rain roar
and no children


Mucca nel sole
mi arriva, poi scompare.
Ora un cavallo.

Cow in the sun
I see it then I don’t.
Now, a horse


Fori per terra.
C’è l’ombra del cubano
con buste bianche.

Holes in the ground.
the Cuban man’s shadow
with white bags.


Alessandra Gallo
Born in Turin, she lives in Houston with her husband and her two sons. She graduated in Foreign Languages and Literatures. Former EFL teacher in a middle school in Turin, now that she lives abroad she writes, works as a translator and, in her spare time, she reads. Some of her short stories, articles and poems were published in magazines and poetry collections. She participated in many creative writing courses at Scuola Holden in Turin and Inprint Houston and, since 2005, she collaborates with Cascina Macondo, mainly as a judge in their International Haiku Contest and as a translator.

i rami spogli
il bisogno improvviso
di accarezzarti    

bare branches
this sudden need
to stroke your hair


il lago all’alba
la luna sopra di me
la luna sotto

lake at dawn
the moon above me
the moon under


sotto il platano
ci sediamo a parlare
l'ombra si allunga

under the plane tree
we sit and talk
growing shadows


Fiorenza Alineri
She started writing haiku and short stories in 2004. She is a member of “I Narratori di Macondo” and of Cascina Macondo editorial staff. She loves writing, painting and acting in theatres. She is a member of “Volcaedi”, a group of voluntary out-loud readers that was created by Cascina Macondo and that organizes reading performances in nursing homes and associations for the special needs.

dentro allo specchio
conto le nuove rughe
e intanto canto

in the mirror
I count the new wrinkles
and sing

corre la bimba    
cric-crac di foglie secche
lungo il vialetto

little girl running
crackling of dry leaves
along the walkway

cerca il bambino
dentro la pozzanghera
l'altro bambino

child looking
in the puddle
for the other child


Antonella Filippi
Born in Turin, she has always been in love with writing and travelling, as well as with nature and science. For many years she managed a publishing house. She also founded an association that organized environmental integration courses for adults and young adults, which brought her to create a ten-episode series that was broadcasted by RAI (the Italian national television). She worked as scientific director and as a research and development manager for a company based in Milan and she taught for many years in a complementary medicine school. She became fond of haiku in eight grade, broadening her knowledge of the subject with the passing of years. She practiced Zen meditation. As an adolescent, she worked in the editorial staff of the magazine “La Tenda” and, afterwards, of Cascina Macondo. She organizes courses on haiku poetry and haiku writing. She published haiku and haiga collections, articles, short stories, essays and haiku poems in Japan, the US, and a few European countries, as well as on Cascina Macondo’s site. She is a member of Meguro International Haiku Circle in T?ky?. Two of her short stories appeared in the collection “La rondine sul filo e altri racconti-Antologia di Scritturalia” published by Cascina Macondo for Marco Del Bucchia Editore in 2012. Haiku poetry teacher for the European project “PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura”, she is a judge in the International Haiku Contest organized yearly by Cascina Macondo.

sera di pioggia
il brusio delle foglie
negli orti freddi

rainy evening
rustling of leaves
in cold gardens


notte insonne –
il suono dei petali
nel cortile

sleepless night –
the sound of petals
in the courtyard


luce del falò
la mia ombra danza
a mia insaputa

bonfire
my shadow dances
unbeknownst to me



ALBALIBRI
Albalibri was conceived and founded in Milan in 2006 by Çlirim Muça, an Albanian poet and writer. The publishing house objective is to present to the Italian public both debuting and previously published authors who are heralds of a new, high quality “literary voice” that can leave a mark. The publishing house also strives for finding and publishing foreign writers of haiku in Italian language, particularly writers from Albania or, after the launch of the series “Poesia dal Mondo”, writers who come from literary cultures that are not well known in Italy.

Çlirim Muça
Born in Albania in 1966 from a poor family of farmers, he spends his childhood and youth in Cerme-Lushnje, where he completes his secondary education. In 1990 the State and the Party of Labor allow him to continue his studies, so he goes to college in Tirana and studies agronomy.
In 1991 he decides to run away from his country. He passes through Greece and ex-Yugoslavia, on foot, by bus and by train, until he makes it to Italy, where he lives as an illegal immigrant for five years. When he finally gets his papers, he lives and works in Milan, and then in Tuscany where, together with his wife, he manages a small hotel in Castiglioncello, in the province of Livorno.
Poet, writer, playwright and editor, he considers himself a perfect autodidact. His first book "Tani gjerave u jap nje kuptim te ri" is a collection of verses in Albanian. "Milano–Tirana senza ritorno" was written together with the Italian poet Alberto Figliolia; his poems appear with side to side Albanian translation. He wrote many other poems, all in Italian. "I racconti della terra dimenticata" e "Cento e una favola” are short story collections. As a playwright, he wrote "Il delirio di Adrasto e altri drammi". Prolific poet, he becomes fascinated with haiku and wrote four haiku collections, the first of which is "Fango di strada".

Segni di carri
trainati da grossi buoi.
Fango di strada

tracks of wagons
pulled by big oxen.
Road mud


Becco di gru.
Pende la lunga biscia
piena di fiume.

Crane beak.
Long water snake hanging
full of river.


In terra ostile.
Si muovono minacciosi
ancora i giunchi

In hostile ground.
Ominously moving around
once again the reeds


A few years ago the ASSOCIAZIONE ITALIANA HAIKU (www.aih-haiku.it) was created. The association publishes a bimonthly e-zine, Haijin Italia, which is distributed online to all of its members, as well as a weekly newsletter. Since 2013 the association organizes Premio Letterario Internazionale Matsuo Bash?, a haiku and senry? contest for haijin and schools of any nationality or language. The association, together with the publisher Edizioni Man’y?sh? in Pordenone, also created the national archive of haiku poets - Archivio Nazionale dei Poeti di Haiku (www.anph.it). The purpose of the archive is to spread haiku poetry knowledge in Italy and to promote the most interesting poetic voices. The inclusion of an author on their site happens by invitation only. The archive is directly supervised by the Italian Haiku Association. Luca Cenisi is the Managing Director. He is also president of AIH and founder of Scuola Yomichi. In 2015, he founded the European Haiku Society (www.haikusociety.eu), an association that aims to become an institutional reference for those who wish to learn more about traditional and modern haiku. In 2015 he organized the first European Haiku Prize and the first Kobayashi Issa Award.

Luca Cenisi
Born in Pordenone, he is founder and president of Associazione Italiana Haiku and European Haiku Society. In 2013, he created Scuola Yomichi, to promote and teach haiku in Italy. He organizes courses, seminars and instructional projects dedicated to haiku. He published “Il fiore e lo haijin. Haru ni narimashita” (2009), “Keiry?” (2011), “Guadando il fiume. Per uno studio coerente e unitario della poesia haiku” (2013) and “Introduzione alla poesia haiku” (2016). In 2014, he edited “Donna di neve”, the first Italian collection dedicated to the female poet Fukuda Chiyo-ni (1703-1775).

nebbia nel porto:
solo un gabbiano separa
il cielo e il mare

fog in the harbor
only a seagull breaks up
the sky and the sea

convalescenza:
sulle dita il profumo
dei mandarini

convalescence:
on my fingers the smell
of tangerines


stagno serale -
un’anatra attraversa
la luna piena

pond in the evening -
a duck passes through
the full moon


Daniela Zglibutiu
Born in Timisoara, she currently lives in the province of Reggio Emilia, Italy, where she practices naturopathy. Her passion for short poems starts during her adolescence, but only in the last few years she approached Japanese poetry and haiku in particular. In 2014, she creates Haiku de azi si de ieri, a Romanian group with the purpose of preserving and promoting classical haiku in Romania. In 2015, she wins second prize at the International Haiku Contest organized by Cascina Macondo. She is also among the winners of Premio Letterario Internazionale Matsuo Bash? by Associazione Italiana Haiku, and of Romanian Kukai. She publishes her work in the blog https://haikumine.wordpress.com.

la tua assenza –
i fiori di ciliegio
sbocciano ancora

your absence –
the cherry blossoms
still bloom


colpi di zappa-    
volteggiano soffioni
senza una meta

hoeing the ground –
dandelions twirling
aimlessly


vecchio maglione –
una striscia di sole
sulla grondaia

old sweater –
a stripe of sunshine
on the gutter


Andrea Cecon
Born in Udine, he writes haibun and is a haiku poetry lover, as well as vice-president of Associazione Italiana Haiku. He won numerous contests during the years, and he writes both in English and in Italian. Among the magazines that published his work we find The Heron’s Nest, Mainichi Daily News, Chrysanthemum, Tinywords, Ulitka, Paper Wasp, Contemporary Haibun online. He collaborated with other haijin in the writing of haiga and renku in Journal of Renga and Renku, Notes from the Gean, Lishanu, and in A Hundred Gourds.

giornata d’afa
tra carteggi d’ufficio
un origami

muggy day
among the office papers
an origami


al crepuscolo
neanche una voce
ma le rondini

twilight
not a single voice
but the swallows


l’ultimo sogno va scomparendo il profumo dei tigli
last dream the perfume of the linden trees about to fade

Valeria Simonova-Cecon
Haiku writer and lover since 2004, she has Russian-Ukranian origins. She writes for Ershik, a Russian senry? and ky?ka magazine. Her work appeared in many specialized magazines, among which Mainichi Shinbun, Town News, The Heron’s Nest, Modern Haiku, Ulitka, Moonset, Diogen, and The Renga and Renku Journal. She won first prize in the fifth Bilingual Calico Cat Haiku Contest and second prize in the sixth. In 2009, she won honorary mention in the first Kikakuza Haibun Contest, in the Ito En ?i o-cha New Haiku Contest and in Haiku Calendar Ludbreg (2009).

vento d’inverno
imbianca le ossa
di un platano

withering wind
whitens the bones
of a sycamore


torrente montano –
il cane si ferma dove
l’acqua comincia

mountain stream –
the dog stops where
the water starts


pioggia primaverile –    
correndo a casa
piz zi ca to

spring rain –
running home
piz zi ca to


Guido Cupani
Born in Pordenone, he works at the astronomic observatory in Trieste. He published the poetry collections La felicità and Qualcosa di semplice sulla neve; he translated the collection Nel santuario by Patrick Williamson; some of his poems appeared in the live performance Ballate per il nordest by Vasco Mirandola & Piccola Bottega Baltazar.

foglie d’edera
cresciute sull’amore
scritto sul muro

ivy leaves
grown on the love
written on the wall


prima gelata
sembra soltanto spoglio
l'acero morto

first frost
it looks like it’s simply bare
the dead maple


tergicristallo
a che stavo pensando?
tergicristallo

windshield wipers
what was I thinking?
windshield wipers


Among haiku contests, it is important to mention Capoliveri Haiku (www.giorgioweiss.it), promoted by the town of Capoliveri together with Il Parnaso by Giorgio Weiss. The contest is open to works written in one of the European languages. As opposed to what happens in other contests, this contest presents its participants with a theme. The winning haiku poems and one hundred selected poems are then published in a collection.

Giorgio Weiss di Valbranca
Born in Livorno, he lived in Rome and was the president of the honorary section of Corte dei Conti (Italian Institution with the role of safeguarding public finance and guaranteeing the respect of jurisdictional system). He was a writer and a researcher of facetious literary works. He was a freelance journalist, painter, writer of anagrams and poet. He created and organized poetic events for the television, theatres, libraries, festivals and scholastic seminars. In Rome, he directed “Domenica ai Fori”, a street art event with live performances, drama, music and dance. Since 2001, he was a member of OPLEPO (Opificio di Letteratura Potenziale), analogous to OULIPO (Ouvroir de Littérature Potentielle), a linguistic laboratory founded by Raymond Queneau. Since 2002, he directed the Festival Le Voci della Poesia in Capoliveri (Isola d’Elba) and, since 2006, the Capoliveri Haiku contest. He died in September 2016.


V. Conclusion

Haiku in Italy began as a poetry niche for orientalists and “authorized personnel”, but it has spread during the last century. From “literature of meetings and of the solitary soul”*** it became the subject of conventions, of teaching, of gathering.
The haiku scenario is varied: some prefer the traditional, others the gendai; some experiment with it, others strictly adhere to its standards. And furthermore, some write haiku as a pastime, others change even their relationship with nature and the world as a whole because of it – even from a spiritual point of view. There seems to be, however, a common element among those who are actively involved with haiku, and that is they strive to improve haiku quality in the Italian language, so that it finds one day its place on the global literary scene.

*** Junko Saeki “L’haiku nella vita quotidiana dei giapponesi”, Cascina Macondo, Second Italian Haiku Conference, June 28, 2009

 

THE HAIKU FOUNDATION DIGITAL LIBRARY

 

 

 GESCHICHTE DES HAIKU IN ITALIEN

Antonella Filippi

übersetzt von Annette Seimer



I. Zur Dichtung in Italien
„Un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori“ – „Ein Volk der Dichter, der Künstler, der Helden, / der Heiligen, der Denker, der Wissenschaftler, / der Seeleute, der Wandernden“: Diese Inschrift ist an der Fassade des monumentalen Palazzo della Civiltà Italiana zu lesen, dem Haus der italienischen Kultur in Rom im modernen Viertel EUR aus den vierziger Jahren, auch „quadratisches Kolosseum“ genannt.
Die italienische Literatur hat ihre Anfänge im 13. Jahrhundert, als man in verschiedenen Regionen der Halbinsel begann, die italienische Sprache mit literarischer Absicht zu nutzen. Als erstes literarisches Dokument gilt der Sonnengesang von Franz von Assisi (1224), ein poetischer Test.
Die älteste italienische Literatur ist überwiegend Lyrik: der Tesoretto von Brunetto Latini, die Lauden von Jacopone da Todi, der Canzoniere siciliano; Gedichte schrieben Guido Guinizelli, der als Gründer des Dolce Stil Novo gilt (der literarischen Bewegung, die sich zwischen 1280 und 1310 in Florenz entwickelte), Guido Cavalcanti und Dante Alighieri, Autor der Göttlichen Komödie.
Seltener als Gedichte findet man Prosawerke auf Vulgäritalienisch: Das erste ist der Novellino, eine Sammlung von 100 Novellen vom Ende des 13. Jahrhunderts.
Ob nun aus diesen oder aus anderen Gründen, jedenfalls wird in Italien viel Poesie geschrieben, jedoch leider wenig gelesen.
Noch in den sechziger Jahren waren „Gegenwartsdichter“ bekannt und wurden zitiert, doch in den letzten Jahrzehnten sind entweder keine bedeutenden Dichterfiguren mehr hervorgetreten, oder die Verbreitung des „poetischen Worts“ im Internet und über Verlage, die gegen Zahlung rein alles veröffentlichen, hat die Qualität gesenkt und das „schreibende Volk“ noch vergrößert.
Die Minderheitsposition, in der sich heute die Lyrik befindet, hat mehrere Gründe: Auf der einen Seite hat die Marginalisierung der humanistischen Kultur dazu geführt, dass die Dichtung kulturelles Prestige und symbolischen Wert verlor, auf der anderen Seite war die Schule nicht in der Lage, parallel zur Erhöhung des durchschnittlichen Bildungsgrads mehr Leser hervorzubringen, und häufig wurde Lyrik pädagogisch und didaktisch schlecht vermittelt. Und wenn keine Lesekompetenzen vorliegen, welcher „Kultur“ sollte man sich dann zuwenden?
Lyrik fordert eine reaktive Herangehensweise, die das Wort der täglichen Kommerzialisierung zu entziehen vermag: Das macht ihre Lektüre so komplex und anspruchsvoll. Ohne Dichtung läuft die Sprach- und Vorstellungswelt unserer Gesellschaft Gefahr, jenen Grad an Recherche und Experimentierfreude am Wort zu verlieren, die man im dichterischen Schreiben findet. Und die Sprache verarmt – nicht nur weil die Fähigkeit abnimmt, einen vielfältigen, komplexen Wortschatz anzuwenden, sondern auch weil Wert und Konsistenz des Wortes an sich verloren gehen, ein Verlust, der durch die missbräuchliche „Vereinfachung“ (Werbung, SMS, Chat usw.) verursacht wird.
In einer immer stärker medienorientierten Gesellschaft, deren Hauptwert die Kommunikation ist, verliert die Dichtung am Ende Raum und Relevanz. Denn die Poesie steht im Widerspruch zum herrschenden System und hat als Bezugswelt gerade das, was sich der Kommunikation entzieht, die Grenzen der Kommunikation. Beim lyrischen Schreiben stellt man sich andere Fragen, arbeitet an der Schönheit der Sprache, an der Vermittlung von Erfahrung. Es ist nicht die Kommunikation selbst, die fehlt, im Gegenteil, es fehlt die Analyse dessen, was kommuniziert wird, das ohne Auseinandersetzung zum Dogma und zur Basis von Absolutismen, Fundamentalismen und anderen „Ismen“ wird.
Die Daten von Nielsen Bookscan, die in über 35 Tausend Buchläden in aller Welt (Amazon ausgeschlossen) erhoben werden und vom italienischen Verlegerverband AIE beim Salone del Libro, der Buchmesse in Turin, 2015 vorgestellt wurden, melden einen Rückgang des Verlagsmarktes von 4% im Zeitraum von 2014 bis zum ersten Quartal 2015 im Vergleich zum Vorjahr. In Abwandlung von García Márquez könnte man sagen, dass „das Lesen in Zeiten der Krise“ eingefroren wurde in der Erwartung, die Entwicklung zu beobachten.
Positiv ist die Nachricht, dass unabhängige Buchhandlungen gegenüber den großen Vertriebskanälen zunehmen. Solche Buchläden können in der Regel eine engere Beziehung zum Leser aufbauen, der dem Rat seines Händlers vertraut. Das Genre „Roman“ stellt 40% des Verkaufs dar, das „Kinder- und Jugendbuch“ 21% und die Non-Fiction, d.h. das Sachbuch oder allgemeiner alles, was kein Roman ist, 39%. In diesem Segment sind auch Gedichtbücher angesiedelt.
Ohne hier die Gründe für die geringe Neigung zum Lesen oder andere Entscheidungen zur Freizeitgestaltung untersuchen zu wollen, kann man sagen, dass das Gefühl der Fragmentierung durch ein Überangebot (zu viele veröffentlichte Titel, zu viele Verlage, zu viele Webseiten, zu viele verschiedene Orte, an denen man ein Buch finden kann usw.) häufig die Entscheidung lähmt. Während früher die großen Verlage Gedichte anboten, so liegt diese Arbeit heute ganz bei den Kleinverlagen. Einige bemerkenswerte von ihnen veröffentlichen hervorragende Lyrik, leider stehen ihnen zu viele Verlage gegenüber, die Self-Publishing für Gedichte (und nicht nur) anbieten, um die Einnahmen zu steigern und nicht die gute Lektüre.
Lyrik ist generell in den Buchhandlungen schlecht vertreten, sie wird nicht gefördert. Pro Jahr erscheinen 1500 bis 2000 Titel, die meisten im Selbstverlag. Was sich noch „verkauft“, sind Nachdrucke der klassischen Dichtkunst, sowohl von italienischen als auch von ausländischen Autoren. Es ist eine generelle Nivellierung nach unten zu beobachten, bei Prosa ebenso wie bei Poesie: In der Buchhandlung finden hochwertige, schwierigere und problematische Romane und Dichtung nur schwer Raum. Man muss allerdings sagen, dass Gedichtleser eine Nische mit einer sehr starken Identität darstellen. Das bedeutet, dass der Sektor eine größere „Reinheit“ erlangt, auch weil er de facto außerhalb des Marktes steht. Videopoesie, Poetry Slams, Webseiten und Blogs mit Gedichten haben sich in den letzten 10 Jahren vervielfältigt, häufig mit guten Anregungen und Ergebnissen, sehr viel häufiger jedoch mit einer peinlichen Selbstreferentialität.
Zum Glück gibt es auch positive Signale: Das erste ist die Verbreitung von öffentlichen Lesungen und großen Poesie-Festivals (wie in Parma, Genua, Cuneo, Pordenone, inzwischen auch Messina, Neapel, San Benedetto del Tronto und Salerno mit seiner Casa della Poesia). Das zweite sind die Zeitschriften (Poesia, Quaderni di poesia italiana contemporanea u.a.). Das dritte sind Preise für Poesie wie die klassischen Wettbewerbe in Viareggio und Mondello, aber auch einige mit neuen Formeln wie der Preis der Online-Zeitschrift Dedalus und der zweijährliche Wettbewerb der jungen Poesie in Cetona.
Unter den Lyrikwettbewerben, die Gedichtlektüre fördern und damit gleichzeitig eine Region ins Zentrum kultureller Betriebsamkeit stellen, gehört der Preis „Città di Arenzano-Lucia Morpurgo Rodocanachi”, der seit 2008 nicht nur die bedeutendsten Autoren der Gegenwartsdichtung bekannt macht, sondern auch und vor allem zur Poesie „erzieht“. Eine Fachjury wählt die Kandidaten, die in den zwei Jahren vor dem jeweiligen Wettbewerb eine Gedichtsammlung veröffentlicht haben, und unter diesen drei Finalisten aus: Diese werden dem Urteil einer Volksjury unterbreitet, deren Mitglieder den Sieger küren.
Alles in allem lebt man in Italien nicht von Dichtung, aber man kann – vielleicht – nicht ohne sie leben.

II. Entstehung des Interesses für Haiku und japanische Dichtung in Italien

Am Ende des 19. und im frühen 20. Jahrhundert verbreitete sich auch in Italien ein gewisses Interesse für die japanische Kultur. 1915 erschien eine der ersten Übersetzungen, „Note di Samisen”, eine Sammlung japanischer Gedichte (Haiku und Tanka) von Mario Chini (1876-1959), Literat, Lehrer, Historiker und Kunsthistoriker. Die Übersetzung war dem damaligen Geschmack entsprechend in Reimform gehalten und jedes Gedicht hat einen Titel.

Agonia del mondo (Matsura Basho)
sopra un ramo seccato
un corvo s’è posato
e s’è stretto nell’ale
in questo scolorato
vespero autunnale

Agonie der Welt
Auf einen trocknen Zweig
hat sich ein Rabe gesetzt.
Er zieht die Flügel zusammen
an diesem farblosen
Herbstabend


Tristezza della vecchiaia (Saiongi no Kintsune)
il cader della neve
più non mi sembra un lieve
cader di fiori bianchi…
L’inverno è inverno, e greve
me lo fan gli anni stanchi

Trauer des Alters
Die fallenden Schneeflocken
scheinen mir nicht mehr wie leichtes
Fallen weißer Blüten…
Winter ist Winter, und schwer
machen ihn mir die müden Jahre


La vita è breve: amiamoci (Fukuda Chiyo-ni)
il vilucchio ha impigliata
la fune abbandonata
accanto alla cisterna?
Va a bere altrove: data
non gli è una vita eterna

Das Leben ist kurz: lieben wir uns
Die Ackerwinde
hat das verlassene Seil
am Brunnen umwickelt?
Geh woanders trinken: Ihr
ist kein ewiges Leben gegeben.



Mario Chini war Autor von zahlreichen Übersetzungen aus dem Lateinischen, Chinesischen und Japanischen sowie von eigenen Gedichten, die posthum unter dem Titel Attimi (Haikai/Haiku) veröffentlicht wurden.

L'Haikai
In tre versetti
tutto un poema, e, forse,
tutta una vita

Haikai
In drei Versen
ein ganzes Gedicht – vielleicht
ein ganzes Leben


Largo
Bastan tre grilli
per far grande una notte
di mezza estate

Largo
Drei Grillen genügen
und eine Mittsommernacht
wird groß


Meriggio
Tutto riposa
in una stessa inerzia
la luce e l’ombra

Mittag
Alles ruht
in der gleichen Trägheit
Licht und Schatten


Eine der ersten Begegnungen mit der japanischen Dichtung in Italien bot die Literaturzeitschrift L'Eco della Cultura (1914 gegründet), die japanische poetische Texte in Bearbeitung von Vincenzo Siniscalchi veröffentlichte. In den Jahren 1920 und 1921 veröffentlichte die Universität Neapel in Zusammenarbeit mit dem japanischen Schriftsteller Harukichi Shimoi, der freundschaftliche Beziehungen zu Gabriele D’Annunzio (1863-1938) unterhielt, die Zeitschrift Sakura zum Studium der japanischen Kultur. 1921 erschien in der Zeitschrift La Ronda eine im Wesentlichen negative Kritik über die Mode der japanischen „Hai-kai“, die sich in Frankreich und Spanien verbreitete, während in den folgenden Jahren viele Futuristen den „schnellen“ Stil des Haiku schätzten.
D’Annunzio selbst hatte großes Interesse an Japan und pflegte mehrere persönliche Kontakte. Zwischen 1885 und 1890 veröffentlichte er das Gedicht „Outa occidentale“, das der japanischen Metrik des Tanka folgt. Die ersten beiden Strophen lauten:

Guarda la Luna
tra li alberi fioriti;
e par che inviti
ad amar sotto i miti
incanti ch’ella aduna.

Veggo dai lidi
selvagge gru passare
con lunghi gridi
in vol triangolare
su ’l grande occhio lunare.

Schau den Mond an
durch die blühenden Bäume;
es scheint als lade er
zur Liebe ein unter dem milden
Zauber, den er vereint.


Von wilden Stränden
sehe ich Kraniche vorbeiziehen
mit langen Schreien
im Dreiecksflug
vor dem großen Mondauge.


In den Jahren 1920-30 kannten ihn in Japan sogar die jüngeren als Schriftsteller und schätzten ihn als kühnen Mann. Bedeutende Autoren wie Mori Ogai und Natsume Soseki lasen ihn und – im Falle des Ersteren – übersetzten ihn auch. Mishima Yukio begann, Französisch zu lernen, um das Heiligenspiel Martyrium des Heiligen Sebastian, das D’Annunzio auf Altfranzösisch geschrieben hatte, zu übersetzen (1964-66). D'Annunzio ist auch heute noch in Japan sehr bekannt, denkt man an die Feiern 2013 in Tokio und Kyoto zu seinem 150. Geburtstag.

Andrea Zanzotto (1921-2011), einer der wichtigsten italienischen Dichter in der zweiten Häfte des 20. Jahrhunderts, schrieb Mitte der achtziger Jahre die Sammlung von 91 Pseudo-Haiku „Haiku for a season“ auf Englisch mit eigener italienischer Übersetzung.

Delicate make up of silk
in reflexions of far distances
all simple thought is near
    
Zarte Schminke aus Seide
im Widerschein großer Entfernungen
alle schlichten Gedanken liegen nahe


Edoardo Sanguineti (1930-2010) verdient eine Bemerkung wegen seiner Veröffentlichung von Haiku-Gedichten in den Sammlungen Mikrokosmos und Poesie. Letztere enthält im Kapitel „Corollario“ vier Haiku:

Sessanta lune:
i petali di un haiku
nella tua bocca

Sechzig Monde
Blütenblätter eines Haiku
in deinem Munde


è il primo vino
calda schiuma che assaggio
sulla tua lingua

Der erste Wein
warmer Schaum, den ich koste
auf deiner Zunge


Unter den italienischen Dichtern des 20. Jahrhunderts, die Haiku schrieben, ist auch Margherita Guidacci (Florenz 1921 – Rom 1992) zu nennen, auch wenn sie sich nur für kurze Zeit in ihrer dichterischen Arbeit mit dieser Form beschäftigte („Una breve misura“, 1988; 1991 erschienen diese Haiku unter dem Titel „This little measure“ auch in einer japanischen Anthologie). In einer Phase der Suche nach größerer Nüchternheit und Geschmeidigkeit ihrer Gedichte bezeichnete sie selbst diese Erfahrung als eine Art „geistige Sauna“.

Le prime nebbie
e uccelli di passo.
Viene l'autunno.

Die ersten Nebel
und Zugvögel.
Der Herbst kommt.


Cadon le foglie.
In cuore si risvegliano
tutti gli addii.

Die Blätter fallen.
Im Herzen erwachen
alle Abschiede.


Treno di notte.
Sulla mia insonnia passano
altri destini.

Nachtzug.
Durch meine Schlaflosigkeit
ziehen Schicksale.


III. Ein Volk der Dichter… in dem Verwirrung herrscht
Viele Menschen sind fälschlicherweise überzeugt, dass als Bewohner „des schönen Landes, wo das ‚sì‘ erklingt“ (Dante: Inferno, XXXIII. Gesang, Vers 80*) jeder Italiener als solches Dichter sei: ein Italien, in dem es im Überfluss Internetseiten für Eigenpublikationen ohne anständiges Lektorat und in der Folge Tausende von Büchern mit Belletristik und Lyrik gibt, wo Gedichtbücher am wenigsten gelesen, nachgefragt oder gekauft werden, wo es Kurse für kreatives Schreiben gibt, aber keinen seriösen Studiengang wie in anderen Ländern, als wäre das nicht nötig, einfach weil wir in Italien sind (aber Vorsicht mit dem Konjunktiv, auch in unseren politischen Klassen). In diesem schönen Land, das 80% der historisch-kulturellen Sehenswürdigkeiten der Welt besitzt, ist vor vielen Jahren auch das Haiku gelandet. Verwechselt in 99% der Fälle mit dem Epigramm oder dem Kurzgedicht, häufig mit Paarreim wie beim Lied, mystifiziert (es gibt eine Webseite, in der das Haiku als eine Art Zukunftsweissagung gelesen wird), unterschätzt (so wird es z.B. vom Festival della Poesia in Genua nicht berücksichtigt; die Frauenbuchhandlung in Mailand hat ein Haiku-Buch nicht vorgestellt, weil keine der Inhaberinnen diese Gedichtform kannte und auch nicht daran interessiert war) – und dennoch hat es Wurzeln geschlagen.
Sofern es in der Schule auftaucht, wird es häufig mit der hermetischen Dichtung in Zusammenhang gebracht, wohl wegen der augenscheinlich gemeinsamen Merkmale: Die hermetischen Dichter erzählen in ihren Versen nicht, beschreiben nicht, erklären nicht, sondern fixieren Fragmente der Wahrheit auf dem Papier, zu denen sie durch poetische Enthüllung und nicht mit Hilfe eines Gedankengangs gelangt sind; die Texte sind extrem konzentriert und bergen vielschichtige Bedeutungen in wenigen Worten; alle Worte sind intensiv geladen mit Anspielungen, Analogien, Symbolik. Die Hermetiker wollen ihre Dichtung von rhetorischen Ausdrücken, vom Wortschatzreichtum als Selbstzweck, von zu autobiografischen oder beschreibenden Momenten sowie von Sentimentalität befreien. Sie wollen „reine Poesie“ schaffen, die mit essentiellen Begriffen ausgedrückt werden kann. Dazu bedienen sie sich auch einer vereinfachten Syntax, die häufig vom logischen Nexus befreit wird, mit weißen Flächen und häufigen langen Pausen, die Momente der Konzentration, der Stille, des Abwartens darstellen.
Der italienische Dichter Giuseppe Ungaretti (1888-1970) hat Gedichte geschrieben, die dem Haiku ähneln:

Morgen (1917)**
Ich erleuchte mich
durch Unermessliches.


Soldaten (1918)**
So
wie im Herbst
am Baum
Blatt um Blatt.


Wie im Haiku gelangt man in der Dichtung von Ungaretti vom Besonderen zum Universellen, von der individuellen Erfahrung des Dichters zur Conditio humana.

Auch eins der bekanntesten Gedichte von Salvatore Quasimodo (Literaturnobelpreis 1959) wurde mit einem Haiku verglichen:

Und schon ist es Abend (1930)***
Jeder steht allein auf dem Herzen der Erde
Es trifft ihn ein Strahl der leuchtenden Sonne:
Und schon ist es Abend


* Dante Alighieri: Die göttliche Komöde. Übertragung von Ida und Walther von Wartburg. Zürich 1963.
** Giuseppe Ungaretti: Gedichte, Übertragung von Ingeborg Bachmann, Frankfurt/Main 1961
*** Salvatore Quasimodo: Das Leben ist kein Traum. Übertragung von Gianni Selvani, München 1960



IV. Das Haiku in Italien
Viele denken, es sei leicht, Haiku zu schreiben: Das kigo, der Jahreszeitenbezug, ist verständlich und einfach, wenn auch nicht immer subtil anzuwenden, und man muss nicht einmal das japanische Saijiki, das Verzeichnis der Jahreszeitenwörter, zu Rate zu ziehen, wenn man auf der Webseite von Cascina Macondo das italienische Saijiki findet. Aber die anderen Gefühlselemente, die das Haiku durchdringen müssen? Wabi, sabi, aware, yugen, karumi, miyabi, yohaku, furyu, kire,… Man muss lesen, sich damit beschäftigen, suchen, meditieren, fühlen… wie in jeder Kunst, muss man zunächst (viel) lernen, dann kann man sich ausdrücken. Das Haiku dagegen scheint durch seine angebliche Schlichtheit „leicht“ zu sein, und warum sollte man da noch mehr lesen und lernen? Aber „leicht“ und „schlicht“ sind nicht dasselbe. Die Schlichtheit des Haiku ist die Harmonie in allen Dingen, das Gleichgewicht, die tiefe Wahrnehmung der Schönheit, der Vergänglichkeit, des Unergründlichen, ist der Verzicht auf überflüssige Wörter, um eine Essenz zu erfassen. Das Haiku ist die größtmögliche Konzentration auf das Hier und Jetzt.
Trotz alledem, das Haiku in Italien hat Bestand.
Das ist der Leidenschaft und Arbeit von vielen Menschen zu verdanken, die es seit den siebziger Jahren erforschen und lesen, die an nationalen und internationalen Haiku-Treffen teilnehmen, es in Schulen aller Stufen unterrichten, auch in Gefängnissen, Wettbewerbe ausschreiben, Tagungen und öffentliche Lesungen organisieren, Bücher veröffentlichen und kreativ noch weitere, auch ungewöhnliche Möglichkeiten erfinden, um es zu verbreiten.


EDIZIONI EMPIRÌA
Der Verlag entstand 1985 als Kulturprojekt, um die gegenwärtigen literarischen Erfahrungen im Gebiet der Erzähl- und Dichtkunst sowie der Literaturkritik zu erkunden. Er eröffnete in Rom eine Buchhandlung mit angeschlossenem Saal für Ausstellungen, Autoren- und Künstlergespräche, Lesungen und Diskussionen. Die Häufigkeit der Veranstaltungen hat über die Jahre nie abgenommen, im Gegenteil, viele Persönlichkeiten des Kulturlebens traten dort auf und zogen ein vielfältiges Publikum und Stammgäste an.
Eine der Buchreihen ist der japanischen Dichtung, vor allem dem Haiku gewidmet, die in der Originalsprache und der poetischen italienischen Übertragung veröffentlicht werden.
Seit 1987 organisiert der Verlag zusammen mit dem Verein Associazione Nazionale Amici dell’Haiku, gegründet vom japanischen Botschafter Sono Uchida, den nationalen Haiku-Wettbewerb „Haiku in Italia”.

Carla Vasio stammt aus Venedig und lebt in Rom. Sie nahm an der italienischen Neoavantgarde der sechziger Jahre in der Schriftstellergruppe Gruppo 63 teil. Die Autorin, Kunsthistorikerin und Essayistin schrieb zahlreiche Romane, die überwiegend bei Einaudi erschienen sind, darunter Laguna und Come la Luna dietro le nuvole.
Für den Verlag Edizioni Empiria veröffentlichte sie Invisibile, Spazi Oscuri und die Gedichtsammlung Blasone corporale; sie gab außerdem mehrere Haiku-Anthologien von zeitgenössischen japanischen Autoren heraus. Sie ist die Vorsitzende des Vereins Associazione Italiana Amici dell'Haiku.

Pigne sul tavolo
un tempo è stata viva
la primavera

Tannenzapfen auf dem Tisch
einst war er lebendig
der Frühling



CASCINA MACONDO
Cascina Macondo ist ein Kulturverein mit sozialer Zielsetzung mit Sitz in Riva presso Chieri bei Turin (www.cascinamacondo.com), gegründet 1993 von einer Gruppe von Künstlern, die Straßenperformances, Straßenmusik, Lesungen und Gedichte im öffentlichen Raum anboten. Er spezialisierte sich auf die Kunst der Lehre und Bildung und entwickelt didaktische, rehabilitative, interkulturelle Kurse für Schulen sowie für normal und anders begabte Erwachsene (Haiku-Dichtung, Vorlesen, kreatives Schreiben, Töpfern, Tanztheater, Musik). 2003 rief er den internationalen Wettbewerb für Haiku-Dichtung in italienischer Sprache aus, der kostenlos und für Einzel- und Gruppenteilnehmer geöffnet ist. In diesem Jahr wurde auch die Haicom (Haiku International Community Cascina Macondo) gegründet, in der italienische und ausländische Haijin vernetzt sind. Der Verein organisierte mehrere Tagungen zur Haiku-Dichtung in Turin mit breiter Beteiligung von Haijin aus Italien und dem Ausland.
Eine andere Initiative für Haiku-Dichter ist Wasnahaijin Oicimani, eine ein- oder mehrtägige Wanderung mit dem Ziel, Haibun zu schreiben, also schlichte, essentielle Prosatexte, die mit Haiku durchsetzt sind. Diese Initiative gliedert sich in die eigentlichen Wanderungen, Pausen zum Essen und Übernachten, Momente für die Naturbeobachtung, zum Schreiben und Vorlesen. Auf der Webseite von Cascina Macondo sind Beispiele zu finden.
Die Mitglieder des Vereins nehmen regelmäßig an Tagungen in Italien und im Ausland, an Fortbildungstreffen, Verlagsprojekten, Veranstaltungen und Ausstellungen teil, verfassen Artikel und Rezensionen und halten Kurse in Schulen. Einige von ihnen nahmen in den drei Jahren 2013-2015 an dem europaweiten innovativen Projekt „PAROL! Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura / Writing and art beyond walls, beyond borders“ teil, dessen italienischer Partner Cascina Macondo war, um kreative Verbindungen zwischen dem Strafvollzugssystem und der Gesellschaft aufzubauen, die Werte der Inklusion und des bürgerlichen Engagements sowie der Reintegration von Häftlingen auf europäischer Ebene zu fördern. Beteiligt waren vierzehn Haftanstalten in fünf Ländern (Italien, Belgien, Polen, Griechenland, Serbien) mit rund zweihundert Häftlingen: Künstler, Dichter, Schauspieler, Fotografen, Schriftsteller, Tanztheater-Dozenten hielten Kurse, um durch die Kreation von Kunstwerken und die Teilnahme an den Workshops einen Prozess der Transnationalität und europäischen Bürgerschaft zu aktivieren. Die Landesausstellungen und die große Abschlussausstellung in Belgien stellten die wichtigsten Werke zusammen mit Büchern und Anthologien mit der Übersetzung der Texte in verschiedene Sprachen vor, darunter auch Haiku auf Zuckertütchen und Papierservietten, die in Bars, Kantinen, Restaurants, Theatern, Bibliotheken und anderen öffentlichen Orten verteilt wurden. In den Gefängnissen wurden Lesungen und Theateraufführungen sowohl von den Häftlingen als auch von der Tanztheatergruppe (Integration Behinderung & Normalität) „Viaggi Fuori dai Paraggi“ von Cascina Macondo veranstaltet, die für die Öffentlichkeit zugänglich waren.
Cascina Macondo ist die einzige dem Haiku verbundene Institution in Italien, in der auch experimentiert wird, und zwar nicht nur im Schreiben selbst, sondern auch mit Keramik (z.B. RakuHaiku, Raku-Töpferwaren, die ein Haiku in Ton interpretieren und formen: Worte nehmen Form an, Form wird zum Wort) und mit der Anlage des Haiku (z.B. mit dem kigo temporis und kigo misuralis). Nur die gründliche Kenntnis eines Themas, einer Kunstform und ihrer Tradition ermöglicht Innovation und die Eröffnung neuer Perspektiven.

Pietro Tartamella
Gründer der Gedicht- und Literaturzeitschrift „La Tenda“ in den siebziger Jahren. In seiner Neigung zum Essentiellen und Unmittelbaren war und ist er von der Haiku-Dichtung fasziniert. Mitgründer und künstlerischer Leiter des Kulturvereins Cascina Macondo. Er verfasste das „Manifest der Haiku-Dichtung in italienischer Sprache“ und das „Manifest zur Silbentrennung italienischer Wörter für die Haiku-Dichtung“ und setzte sich mit zahlreichen Initiativen für die Verbreitung des Haiku in Italien ein. Der Märchen- und Geschichtenerzähler, Dichter, Schriftsteller, Haijin, Sprecher für Hörbücher und Dokumentarfilme arbeitet seit vielen Jahren mit Kindern in Grund- und Mittelschulen, mit Jugendlichen und Erwachsenen, Normal- und Andersbegabten. Dozent für kreatives Vorlesen, kreatives Schreiben und Haiku-Dichtung im Rahmen des europäischen Projekts „PAROL! Writing and art beyond walls, beyond borders“. Er hält auch Fortbildungskurse für Lehrer (Erzählen, Bühnensprache Italienisch, kreatives Schreiben, Haiku-Dichtung) und veröffentlichte zahlreiche Bücher mit Erzählungen, Essays, Gedichten und Haiku.

poco più in là
la bolla di sapone
muore sull’erba

ein bisschen weiter
die Seifenblase
erstirbt im Gras


un acquazzone
la statua dell’eroe
resta immobile

ein Regenschauer
die Heldenstatue
bleibt unbeweglich


fiocchi di neve
dal fiato dei cavalli
si allontanano

Schneeflocken
entfernen sich
vom Atem der Pferde


Anna Maria Verrastro
Mitgründerin, Vorsitzende und pädagogische Leiterin des Kulturvereins Cascina Macondo, Lehrerin, Töpferin, Pädagogin mit Spezialgebiet Psychomotorik. Sie experimentierte jahrelang als Lehrkraft mit den Techniken der Tonbearbeitung in Grundschulen mit sozial benachteiligten Kindern und Menschen mit Behinderung und erwarb umfassende Erfahrung mit der Integration auch mit psychomotorischen Techniken. Sie arbeitete an Forschungsausschüssen für die Eingliederung von Kindern mit Behinderung in die Regelschule mit. Sie verfolgt den Traum einer „aktiven und interaktiven“ Schule und konzipierte spezifische Lehrgänge für „Didaktik für Ton und Töpfern“, die sich als wichtige Instrumente der Kreativität, Konzentrationsförderung und Unterstützung für die Regelfächer erwiesen. Sie war Dozentin für Töpferkunst und RakuHaiku im Rahmen des europäischen Projekts „PAROL! Writing and art beyond walls, beyond borders“.

c’è solitudine
in un bosco di tombe
canto di cicale

Es ist einsam
in einem Wald aus Gräbern
Zikaden zirpen


sugli scalini
parole e risate
senza una birra

Auf den Stufen
Worte und Lachen
auch ohne Bier


accanto al fuoco
alla nonna seduta
chiedo carezze

Am Feuer sitzend
bitte ich Großmutter
zu kuscheln


Fabia Binci
Über dreißig Jahre lang lehrte sie italienische Literatur und Geschichte in der Oberstufe in Turin und Genua und förderte dabei besonders die Vermittlung des Schreibens über die Schulzeitung, in Schreibworkshops und den Einsatz neuer elektronischer Technologien. Sie besuchte Seminare und Kurse für kreatives Schreiben und hielt Fortbildungskurse über die Didaktik des Scheibens in zahlreichen Oberschulen in Genua und anderen Regionen Italiens sowie bei privaten Institutionen und Vereinen für Reformpädagogik. Seit 1992 koordiniert sie den Workshop Kreatives Schreiben an der Volkshochschule Unitre in Arenzano und Cogoleto (Genua), den sie selbst organisierte. Sie ist Mitglied des Journalistenverbands und verfasst Literaturrezensionen und Interviews mit Gegenwartsautoren für Kulturzeitschriften. Bei mehreren Verlagen ist sie als Lektorin und Verfasserin von Vorworten tätig. Sie ist Leiterin der Zeitschrift N.O.I. Nuovi Orizzonti Insieme der Unitre Arenzano und Cogoleto, deren Vorsitzende sie ist. Im Verlag Edizioni Empiria veröffentlichte sie zwei Haiku-Sammlungen: „Haiku golosi“ und „Haiku per un anno“. Besonders wichtig ist ihr das Buch „Il fiore pungente. Conversazione con don Andrea Gallo“, Verlag O Carõggio 2000, das sie zusammen mit Paolo Masi schrieb. Sie wirkte am europäischen Projekt „PAROL! Writing and art beyond walls, beyond borders“ mit einer Lectio Magistralis über das Haiku mit. Sie ist Jurymitglied des Internationalen Haiku-Wettbewerbs, der jedes Jahr von Cascina Macondo ausgeschrieben wird.

fuori stagione
è fiorita la siepe
- la galaverna

Zur Unzeit
ist die Hecke erblüht –
Raureif


Sventola quieto
il bucato odoroso
- si veste il vento

Still flattert
die duftende Wäsche –
Kleidung für den Wind


striscia tra l’erba
il piccolo ramarro:
si sente drago

Durchs Gras schlängelt sich
die kleine Eidechse:
fühlt sich als Drache


Fanny Casali Sanna
Geboren in Genua, Mitarbeiterin in einem medizinischen Labor. 2003 begann ihre Leidenschaft für das Haiku mit der Teilnahme am Workshop für kreatives Schreiben von Fabia Binci. 2005 und 2010 wurde sie beim Nationalen Haiku-Wettbewerb ausgezeichnet, der vom Japanischen Institut in Rom zusammen mit dem Verein Associazione Amici dell’Haiku in Rom ausgeschrieben wird. 2005 platzierte sich einer ihrer Haiku beim Festival della Poesia in Genua unter den ersten zehn und wurde in der Tageszeitung „Il Secolo XIX“ veröffentlicht. 2009 vierter Preis (ex aequo) und 2010 erster Preis beim Internationalen Haiku-Wettbewerb von Cascina Macondo. 2011 und 2012 wurden zwei ihrer Haiku in der jährlichen Anthologie mit hundertvierzehn Haiku von Cascina Macondo veröffentlicht. 2011 gewann einer ihrer Haiku den Wettbewerb „Poesie con i Fiori“, der von „Il Secolo XIX“ ausgeschrieben wurde. 2012 wurde ein Haiku von ihr über das Erdbeben in Fukushima von der Dichterin Momoko Kuroda in Japan ausgewählt und in der Tageszeitung „Nihon Keizai Shinbun“ veröffentlicht. Zwei Erzählungen von ihr sind im Sammelband „La rondine sul filo e altri racconti. Antologia di Scritturalia“ enthalten, der von Cascina Macondo 2012 im Verlag Marco Del Bucchia Editore veröffentlicht wurde. 2015 gewann sie den ersten Preis (ex aequo) beim Nationalen Haiku-Wettbewerb in Rom. Seit 2013 ist sie Jurymitglied des Internationalen Haiku-Wettbewerbs von Cascina Macondo.

apro la porta
mi corre incontro il caldo
di casa mia

Ich öffne die Tür
Wärme läuft mir entgegen
mein Zuhause


vola felice
la rondine dal nido
- buona fortuna!

Froh fliegt
die Schwalbe aus dem Nest
– viel Glück!


tra le macerie
sui visi spaventati
dignità immensa

Zwischen Schutthaufen
auf verschreckten Gesichtern
enorme Würde


Giorgio Gazzolo
Arzt, geboren 1937 in Genua, lebte in Rom und Mailand. Literarisches Debüt 1967 in der Zeitschrift „Letteratura“ (Nr. 88-90). Mitarbeiter von Fachzeitschriften (Resine, Pietre, Atelier, La Clessidra, Nuovo Contrappunto, Tribuna Letteraria u.a.) und Tageszeitungen (Paese Sera, il Corriere Mercantile). Seine Haiku sind in Japan präsent und erschienen in japanischer Übersetzung in der Zeitschrift „Ginyu“, auf zahlreichen Internetseiten und in Haiku-Anthologien. Seine selbst gestaltete Veröffentlichung Sguardi für den Verlag Edizioni del Leone wurde im Museum für Orientalische Kunst E. Chiossone in Genua ausgestellt. 2002 gewann er den Mainichi Haiku Contest (Tokio) und wurde in die Anthologie des Premio Lerici Pea aufgenommen. 2003 gewann er den Preis „Friends of the Berkeley Public Library”. 2004 organisierte er das Festival Poesia Haiku im Museum Chiossone. 2003 erschien sein Essay „Appunti per un improbabile viaggio in Giappone“ (Joker Edizioni, Novi Ligure); seine „Quattrodici Haiku di mare“ wurden 2004 veröffentlicht (Edizioni Takeda, Lugano). 2005 dritter Preis beim Internationalen Haiku-Wettbewerb von Cascina Macondo, dessen Jurymitglied er 2006-09 war. Er ist mit Gedichten, Aphorismen und Erzählungen in Anthologien vertreten, ist Autor von mehreren Romanen und organisiert literarische Veranstaltungen.

sole al tramonto
sfiora l’antico specchio –
arcobaleni

Sonnenuntergang
streift den alten Spiegel –
Regenbögen


dodici suoni:
sospeso sopra il piano
un ragno ascolta

Zwölf Klänge:
hoch oben über dem Klavier
lauscht eine Spinne


a metà notte
sul bordo del bicchiere
il suo rossetto

Zu halber Nacht
am Rand des Glases
ihr Lippenstift


Oscar Luparia
Banker aus Notwendigkeit und Gewerkschaftler aus Reaktion, geboren in Vercelli, wo er lebt und arbeitet. Er ist völlig allergisch gegen die Hektik des dritten Jahrtausends und versucht, Tag für Tag seinem Lieblingsmotto zu folgen: „Eile mit Weile“. In seiner Freizeit ist er viel gereist, aber heute würde er sich am liebsten nur noch zu Fuß fortbewegen. Nach seiner Frau und seinen Katzen liebt er vor allem die Berge im Sommer und alte Drucke im Winter, während er zum Lesen und Schreiben von Haiku alle Jahreszeiten passend findet. Seit 2002 beschäftigt er sich mit der klassischen japanischen Dichtung und veröffentlichte mehrere Gedichtsammlungen (Haiku in cammino, I tanka dello zaino, Volta la pagina, L’attimo che resta, Nella tazza del tè). 2009 gewann er den zweiten Preis im alljährlichen Haiku-Wettbewerb von Cascina Macondo und ist seit 2010 Jurymitglied des Wettbewerbs.

mura in rovina –
la meridiana immobile,
l’ombra che fugge

Verfallene Mauern –
die Sonnenuhr unbeweglich,
der Schatten flieht


bassa marea –
l’umida sabbia torna
lavagna vuota

Ebbe –
der feuchte Sand wird wieder
zur leeren Tafel


otium negotium –
tutto il giorno a contare
le pratoline

otium negotium –
Gänseblümchen zählen
den ganzen Tag lang


Fabrizio Virgili
Der gebürtige Römer war Sportlehrer und hat viele Bücher über dieses Thema geschrieben. In seiner Jugend war er ein hervorragender Läufer, der mehrere Medaillen für die italienische Landesmannschaft im 110 m Hürdenlauf errang. Seit mehreren Jahrzehnten beschäftigt er sich mit traditioneller chinesischer Medizin. Er liebt Haiku, hat Japan bereist und hält Seminare über Haiku-Dichtung in Schulen aller Stufen, in Kulturzentren und -institutionen. Er verfasst die vierzehntägige Haiku-Rubrik „5-7-5“, die im Newsletter von Cascina Macondo erscheint. 2003 gewann er den ersten Preis im ersten Internationalen Haiku-Wettbewerb von Cascina Macondo und ist seitdem Jurymitglied des Wettbewerbs. Er wirkte am europäischen Projekt „PAROL! Writing and art beyond walls, beyond borders“ mit einer Lectio Magistralis über das Haiku mit.

gente di terra
spicca il frutto dal ramo
e spezza il pane

Landleute
pflücken Früchte vom Baum
und brechen das Brot


il sole ride
coi cento denti d’oro
di una pannocchia

Die Sonne lacht
mit hundert Goldzähnen
Maiskolben


pigra calura
dal cavo delle mani
bevo la luna

Träge Hitze
aus der hohlen Hand
trinke ich den Mond


Arianna Sacerdoti
Die Neapolitanerin schreibt seit ihrer Kindheit. Sie ist Forscherin und Dozentin für lateinische Sprache und Literatur an der Seconda Università in Neapel und leitet Workshops für kreatives Schreiben in den Schulen von Neapel und Umgebung. Sie veröffentlichte die Gedichtsammlung „Sentieri diversi“ (Neapel 2009), ein Märchen, Erzählungen und Gedichte in Anthologien sowie Essays und Forschungsberichte über Dichter im antiken Rom. Sie beschäftigt sich leidenschaftlich mit Haiku, ist Jurymitglied des Internationalen Haiku-Wettbewerbs von Cascina Macondo und hat Haiku-Sammlungen aus dem Englischen ins Italienische („Haiku for the single girl“ von Bett Griffenhagen) und aus dem Italienischen ins Lateinische übersetzt („A piedi scalzi“ von Pietro Tartamella).

muove poesie
scrosciare della pioggia
senza bambini

prasselnder Regen
und ohne Kinder
bewegt Poesie


Mucca nel sole
mi arriva, poi scompare.
Ora un cavallo.

Kuh in der Sonne
kommt näher, verschwindet dann.
Jetzt ein Pferd.


Fori per terra.
C’è l’ombra del cubano
con buste bianche.

Schlaglöcher im Boden.
Der Schatten des Kubaners
mit weißen Tüten


Alessandra Gallo
Die Turinerin studierte Fremdsprachen und Literatur und war Englischlehrerin an einer Mittelschule in Turin. Jetzt lebt mit ihrem Mann und den zwei Söhnen in Houston, Texas, und widmet sich daher besonders dem Schreiben, dem Übersetzen und der Lektüre. Sie veröffentlichte Erzählungen, Artikel und Gedichte in Zeitschriften und Anthologien. Sie hat mehrere Kurse im kreativen Schreiben an der Scuola Holden in Turin absolviert und arbeitet seit 2005 mit Cascina Macondo zusammen, vor allem in der Jury für den Internationalen Haiku-Wettbewerb und als Übersetzerin.

i rami spogli
il bisogno improvviso
di accarezzarti

Kahle Zweige
das plötzliche Bedürfnis
dich zu streicheln


il lago all’alba
la luna sopra di me
la luna sotto

See im Morgenlicht
der Mond über mir
der Mond unten

sotto il platano
ci sediamo a parlare
l'ombra si allunga

Unter der Platane
sitzen wir und reden
der Schatten wird länger


Fiorenza Alineri
Sie schreibt seit 2004 Erzählungen und Haiku. Sie ist Mitglied der Lesegruppe „I Narratori di Macondo“ und der Redaktion von Cascina Macondo. Sie schreibt gern, malt, spielt Theater und wirkt auch in der Gruppe „Volcaedi“ mit, ehrenamtlichen Vorlesern, die unter Leitung von Cascina Macondo Literaturprogramme in Senioren- und Behindertenheimen anbieten.

dentro allo specchio
conto le nuove rughe
e intanto canto

Im Spiegel
zähle ich die neuen Falten
und singe derweil


corre la bimba
cric-crac di foglie secche
lungo il vialetto

Das kleine Mädchen rennt
krick-krack macht das trockne Laub
auf der Auffahrt


cerca il bambino
dentro la pozzanghera
l'altro bambino

Das Kind sucht
in der Pfütze
das andere Kind


Antonella Filippi
Die gebürtige Turinerin hat seit jeher eine große Passion für das Schreiben und Reisen, zusammen mit der Neigung zu Natur und Wissenschaft. Viele Jahre leitete sie einen Verlag und gründete einen Verein, der Kurse für die Umwelterziehung von Erwachsenen und Kindern anbot und in dessen Rahmen sie eine zehnteilige Sendereihe für den staatlichen Fernsehsender RAI konzipierte. Sie arbeitete mit Verlegern von Wochen- und Monatszeitschriften sowie Loseblattsammlungen zusammen. Sie war wissenschaftliche Direktorin und Leiterin für Forschung und Entwicklung in einem Mailänder Unternehmen und lehrte viele Jahre an einer Schule für Komplementärmedizin. Bereits in der 8. Klasse begann ihre Begeisterung für das Haiku; im Laufe der Jahre vertiefte sie ihr Wissen darüber, auch mit Zen-Meditation. In ihrer Jugend wurde sie Redaktionsmitglied der Lyrikzeitschrift „La Tenda“ und später des Vereins Cascina Macondo. Sie hält Kurse über Haiku-Dichtung und veröffentlicht Artikel, Erzählungen, Essays und Haiku nicht nur auf der Webseite von Cascina Macondo, sondern auch in Japan, den USA und anderen europäischen Ländern. Sie ist Mitglied des Meguro International Haiku Circle in Tokio. Zwei ihrer Erzählungen sind in dem Band „La rondine sul filo e altri racconti. Antologia di Scritturalia“ enthalten, der von Cascina Macondo 2012 im Verlag Marco Del Bucchia Editore veröffentlicht wurde. Sie war Dozentin für Haiku-Dichtung im europäischen Projekt „PAROL! Writing and art beyond walls, beyond borders“ und ist Jurymitglied des Internationalen Haiku-Wettbewerbs von Cascina Macondo.

sera di pioggia
il brusio delle foglie
negli orti freddi

rainy evening
rustling of leaves
in cold gardens


regnerischer Abend
raschelndes Laub
in den kalten Gärten


notte insonne –
il suono dei petali
nel cortile

sleepless night –
the sound of petals
in the courtyard

schlaflose Nacht –
der Klang der Blütenblätter
im Hof


luce del falò
la mia ombra danza
a mia insaputa

the light of a bonfire
my shadow dances
unknown to me

Lagerfeuerschein
mein Schatten tanzt
ohne mein Wissen



ALBALIBRI
Der Verlag Albalibri entstand 2006 in Mailand auf Initiative des albanischen Dichters und Schriftstellers Çlirim Muça. Er will dem italienischen Publikum junge und weniger junge Autoren vorstellen, die eine neue, bedeutende „literarische Stimme“ vertreten und Spuren zu hinterlassen vermögen. Außerdem sieht sich der Verlag als Veröffentlichungsmöglichkeit für ausländische Autoren, die auf Italienisch schreiben, vor allem Albaner bzw. nach der Einführung der Reihe „Poesia dal Mondo“ auch aus anderen literarischen Kulturen, die in Italien wenig bekannt sind.

Çlirim Muça
Er wurde 1966 in Albanien in einer armen Bauernfamilie geboren und verbrachte seine Kindheit und Jugend in Cerme-Lushnje, wo er das Abitur abschloss. 1990 gewährten ihm der Staat und die Arbeiterpartei das Recht, sein Hochschulstudium an der Fakultät für Agronomie in Tirana fortzusetzen. 1991 entschied er sich für die Flucht und erreichte über Griechenland und das ehemalige Jugoslawien zu Fuß, per Bus und Zug Italien, wo er fünf Jahre illegal lebte. Nachdem er eine Aufenthaltsgenehmigung erhalten hatte, arbeitete er zunächst in Mailand, dann in der Toskana, wo er zusammen mit seiner Frau ein kleines Hotel in Castiglioncello in der Provinz Livorno führt. Der Dichter, Schriftsteller, Theaterautor und Verleger stellt sich als perfekten Autodidakten dar. Sein erstes Buch „Tani gjerave u jap nje kuptim te ri“ enthält Gedichte in albanischer Sprache. „Milano – Tirana senza ritorno“ schrieb er zusammen mit dem italienischen Dichter Alberto Figliolia; die Gedichte darin sind zweisprachig, Albanisch und Italienisch. Er schrieb zahlreiche weitere Gedichte auf Italienisch, Prosaveröffentlichungen sind dagegen „I racconti della terra dimenticata“ und „Cento e una favola“. Für das Theater schrieb er „Il delirio di Adrasto e altri drammi“. Schließlich erlag der produktive Dichter dem Reiz des Haiku und veröffentlichte vier Sammlungen, von denen die erste „Fango di strada“ heißt.

Segni di carri
trainati da grossi buoi.
Fango di strada

Spuren von Wagen
gezogen von großen Ochsen.
Straßenschlamm


Becco di gru.
Pende la lunga biscia
piena di fiume.

Reiherschnabel.
Die lange Natter schlenkert
Hochwasser im Fluss.


In terra ostile.
Si muovono minacciosi
ancora i giunchi

Im feindlichen Gebiet
Bedrohlich bewegen sich
sogar die Binsen.



Seit einigen Jahren gibt es auch den Verein Associazione Italiana Haiku (www.aih-haiku.it).
Er veröffentlicht alle zwei Monate das E-Zine Haijin Italia, das online an die Vereinsmitglieder versandt wird, sowie einen wöchentlichen Newsletter. Seit 2013 organisiert er den Internationalen Literaturpreis Matsuo Basho, zu dem Haijin und Schulen aller Länder und Sprachen Haiku und Senryu einsenden können. Der Verein hat zusammen mit dem Verlag Edizioni Man’yoshu in Pordenone das Archivio Nazionale dei Poeti di Haiku (www.anph.it) angelegt, um die Haiku-Dichtung in Italien bekannter zu machen und die interessantesten dichterischen Stimmen zur Geltung zu bringen. Die Aufnahme der Autoren in das Archiv erfolgt durch Aufruf. Das Archiv steht unter direkter Supervision des Associazione Italiana Haiku. Verantwortlicher Leiter ist Luca Cenisi, Vorsitzender des AIH und Gründer der Scuola Yomichi („Nächtliche Straße“). 2015 gründete er die European Haiku Society (www.haikusociety.eu), die sich als institutioneller Ansprechpartner für alle versteht, die ihre Kenntnis des traditionellen und modernen Haiku vertiefen wollen. 2015 organisierte sie den ersten European Haiku Prize und Kobayashi Issa Award.

Luca Cenisi
Geboren in Pordenone, Gründer und Vorsitzender des Associazione Italiana Haiku und der European Haiku Society. 2012 gründete er die Scuola Yomichi für die Lehre und Förderung des Haiku in Italien. Er organisiert Kurse, Seminare und Projekte zum Haiku. Veröffentlichungen: „Il fiore e lo haijin. Haru ni narimashita“ (2009), „Keiry?“ (2011), „Guadando il fiume. Per uno studio coerente e unitario della poesia haiku“ (2013) und „Introduzione alla poesia haiku“ (2016). 2014 gab er die erste italienische Sammlung der Dichterin Fukuda Chiyo-ni (1703-1775) mit dem Titel „Donna di neve“ heraus.

nebbia nel porto:
solo un gabbiano separa
il cielo e il mare

Nebel im Hafen:
Nur eine Möwe trennt
Himmel und Meer


convalescenza:
sulle dita il profumo
dei mandarini

Genesungszeit:
an den Fingern der Duft
der Mandarinen


stagno serale -
un’anatra attraversa
la luna piena

Teich am Abend –
eine Ente durchquert
den Vollmond


Daniela Zglibutiu
Die Rumänin aus Timi?oara lebt derzeit in Italien bei Reggio Emilia, wo sie als Heilpraktikerin arbeitet. Die Leidenschaft für Kurzgedichte entstand in ihrer Jugend, aber erst in den letzten Jahren näherte sie sich der japanischen Dichtung und insbesondere dem Haiku. 2014 gründete sie die rumänische Gruppe Haiku de azi si de ieri, die sich zum Ziel gesetzt hat, das klassische Haiku in Rumänien aufzuwerten und zu fördern. 2015 gewann sie den zweiten Preis beim Internationalen Haiku-Wettbewerb von Cascina Macondo und erschien unter den Gewinnern des Internationalen Literaturpreises Matsuo Basho des Associazione Italiana Haiku und des Romanian Kukai. Sie veröffentlicht ihre Schriften im Blog https://haikumine.wordpress.com.

la tua assenza –
i fiori di ciliegio
sbocciano ancora

Ohne dich –
die Kirschblüten
blühen wieder auf


colpi di zappa-
volteggiano soffioni
senza una meta

Spatenschläge –
Pusteblumen wirbeln
ohne Ziel

vecchio maglione –
una striscia di sole
sulla grondaia

der alte Pullover –
ein Streifen Sonne
an der Dachrinne


Andrea Cecon
Geboren in Udine, Autor von Haibun, Anhänger der Haiku-Dichtung und stellvertretender Vorsitzender des Associazione Italiana Haiku. Er schreibt in englischer und italienischer Sprache und gewann im Laufe der Jahre zahlreiche Preise. Seine Werke wurden in folgenden Zeitschriften veröffentlicht: The Heron’s Nest, Mainichi Daily News, Chrysanthemum, Tinywords, Ulitka, Paper Wasp, Contemporary Haibun online. Zusammenarbeit für Haiga und Renku mit anderen Haijin im Journal of Renga and Renku, Notes from the Gean, Lishanu, A Hundred Gourds.

giornata d’afa
tra carteggi d’ufficio
un origami

Schwüler Tag
zwischen Büropapieren
ein Origami


al crepuscolo
neanche una voce
ma le rondini

Abenddämmerung
keine Stimme zu hören
aber die Schwalben


l’ultimo sogno va scomparendo il profumo dei tigli
der letzte Traum verblasst der Duft der Linden

Valeria Simonova-Cecon
Die Schriftstellerin russisch-ukrainischer Herkunft begeistert sich seit 2004 für Haiku-Dichtung. Sie ist Redakteurin der russischen Zeitschrift Ershik, die sich auf Senryu und Kyoka spezialisiert hat. Ihre Schriften erschienen in verschiedenen Fachzeitschriften, darunter Mainichi Shinbun, Town News, The Heron’s Nest, Modern Haiku, Ulitka, Moonset, Diogen, The Renga and Renku Journal. Sie gewann den fünften Preis beim V. Bilingual Calico Cat Haiku Contest und den zweiten Preis im Folgejahr; Ehrenerwähnung 2009 beim ersten Kikakuza Haibun Contest, beim Ito En Oi o-cha New Haiku Contest und dem Haiku Calendar Ludbreg (2009).

weathering wind
whitens the bones
of a sycamore

Winterwind
weißt die Knochen
einer Platane


mountain stream –
the dog stops where
the water starts

Gebirgsbach
der Hund hält an wo
das Wasser beginnt


spring rain –
running home
piz zi ca to

Frühlingsregen –
schnell nach Hause rennen
piz zi  ca to


Guido Cupani
Geboren in Pordenone, arbeitet im astronomischen Observatorium in Triest. Er veröffentlichte die Gedichtsammlungen La felicità und Qualcosa di semplice sulla neve und übersetzte die Sammlung Nel santuario von Patrick Williamson. Einige seiner Gedichte wurden in die Theaterproduktion Ballate per il nordest von Vasco Mirandola & Piccola Bottega Baltazar aufgenommen.

foglie d’edera
cresciute sull’amore
scritto sul muro

Efeublätter
überwuchern die Liebes-
inschrift an der Mauer


prima gelata
sembra soltanto spoglio
l'acero morto

Erster Frost
er scheint nur kahl
der tote Ahorn


tergicristallo
a che stavo pensando?
tergicristallo

Scheibenwischer
woran dachte ich gerade?
Scheibenwischer



Unter den Haiku-Wettbewerben ist auch der Preis „Capoliveri Haiku“ (www.giorgioweiss.it) zu nennen, der von der Gemeinde Capoliveri auf der Insel Elba in Zusammenarbeit mit Il Parnaso von Giorgio Weiss ausgeschrieben wird: Er ist offen für Gedichte in allen EU-Sprachen. Im Unterschied zu anderen Wettbewerben gibt er immer ein Thema vor, an das sich die Teilnehmer halten müssen. Die Haiku der Gewinner und von anderen hundert ausgewählten Dichtern erscheinen in einer Anthologie.

Giorgio Weiss di Valbranca
Stammt aus Livorno und war Kammerpräsident am italienischen Rechnungshof, Autor und Sammler von Texten heiterer Literatur, Journalist, Maler, Anagrammist und Dichter, Initiator und Organisator von dichterischen Events, die im Fernsehen, Theatern, Bibliotheken, Festivals und Seminaren aufgeführt wurden. Er leitete die römische Veranstaltung für Straßenkunst, Theater, Musik und Tanz „Domenica ai Fori“. Seit 2001 war er Mitglied des OPLEPO (Werkstatt der potentiellen Literatur), der italienischen Version der von Raymond Queneau gegründeten Sprachwerkstatt OULIPO (Ouvroir de Littérature Potentielle). Seit 2002 leitete er das Festival Le Voci della Poesia in Capoliveri und seit 2006 den Wettbewerb Capoliveri Haiku. Er starb im September 2016.


V. Schlussbetrachtungen
Das Haiku hat sich in Italien im letzten Jahrhundert nach und nach von einer Nischendichtung für Orientalisten und „Eingeweihte“ verbreitet und wurde von der „Literatur der Liebhabersitzungen und des einsamen Geistes“**** zum Stoff für Konferenzen, Unterricht, Begegnungen.
Das vielfältige Panorama des Haiku hat dabei eine Konstante: Ob man nun das traditionelle Haiku oder Gendai Haiku bevorzugt, ob man experimentiert oder formaler Strenge folgt, ob zum Zeitvertreib oder als alternative Art, sich mit der Welt auseinanderzusetzen und in eine Beziehung zur Natur, auch der inneren, zu treten – wer sich aktiv damit beschäftigt, setzt sich dafür ein, die Qualität des Haiku in italienischer Sprache zu verbessern, damit es seinen Platz in der internationalen Szene finden kann.

**** Junko Saeki: „L'haiku nella vita quotidiana dei giapponesi“, Cascina Macondo, 2015

Mit freundlicher Genehmigung des Kulturvereins Cascina Macondo, auf dessen Webseite der Artikel zum ersten Mal veröffentlicht wurde (Oktober 2016).

 

 THE HAIKU FOUNDATION DIGITAL LIBRARY

 

 

STORIA DELL'HAIKU IN ITALIA di Antonella Filippi

SORIA DELL'HAIKU IN BULGARIA di Ludmila Balabanova

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 21 Novembre 2017 21:05 )
 

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