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LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO - RECENSIONI PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Domenica 06 Dicembre 2015 07:02

 

mani libro

LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO
- i detenuti raccontano -

RECENSIONI

 

 

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Recensione  “La stretta di mano e il cioccolatino”                                
di Alessia Rizvani, studentessa della 2A TA - Istituto Vittone di Chieri
giugno 2017


Ciò che mi ha colpito maggiormente:

ma c’è anche l’altra parte della medaglia: quella delle delusioni, delle difficoltà, delle incongruenze, della fatica, della burocrazia, dell’assurdità…”

“finalmente una buona notizia e una ventata di speranza! Ma è una ventata che dura il tempo di una mimosa primaverile.”

“occorrerebbe riappropriarsi del vero e antico significato della parola “educare” che viene dal latino e vuol dire semplicemente “ex-ducere =portare fuori- far emergere”. Portare fuori che cosa? Le cose buone che ciascuno possiede, le qualità, i talenti.”

“non lasciarti mai confinare dal tuo passato: le persone che vivono confinate nel passato sono prigioniere- òsho”


Poesia “speranza” di Francesco Magrì:

Tutto si riduce in questa unica parola, Speranza.
Sei tu la mia unica compagna di vita
in questo lungo e triste cammino.
Nelle notti più lunghe, più fredde ed insonni,
tu sei sempre con me.
Non mi lasci mai, sei colei che mi da la felicità,
la serenità, sei passato e futuro, sei bene e male,
sei tormento e armonia, mi dici di attendere,
con calma, mi dai coraggio e gloria, mi dai affetto e amore,
come anche gioia e dolore.
Mi dai ricchezza e prestigio,
mi sussurri al cuore di proseguire senza avvilirmi.
Mi cerchi e mi trovi nei momenti più propizi.
Ti ascolto, a volte con euforia eccessiva.
La forza e la sicurezza che mi trasmetti
per poter proseguire senza indugi, e con tanti sogni,
è tutta incastonata in questa unica e magica parola, Speranza.


Questa poesia la trovo stupenda. Mi suscita emozioni di ogni tipo e ogni volta che la leggo ho i brividi. La speranza è vita perché senza essa non si vive, bisogna crederci sempre. Questa poesia descrive in pieno ciò che rappresenta la speranza e leggendola emana molta energia e positività che serve in questa “tormentata quotidianità”.


“MI MANCHI FIGLIA MIA”  di Preng Doda


Mi manchi figlia mia,
come manca l’acqua al deserto
come manca il sole alla terra
come manca il cielo alle nuvole.
Mi manchi figlia mia,
come mancano i passi alla strada
come manca il vento alla foresta
come mi manca il tuo sorriso dolce.
Mi manchi figlia mia,
come manca il sangue nel cuore.


Credo che questa poesia sia la mia preferita, leggendo le parole di un padre in questo modo mi si “scioglie il cuore” e tutte vorrebbero sentirsele dire almeno una volta nella vita queste parole dal proprio papà… Queste parole hanno tanta forza e “abbattono” tutto e meritano il perdono .



Gocce sulla pelle


Lacrime
si formano negli occhi
volano sul viso
e lì vi muoiono
come farfalle.
Amare gocce di tristezza
candide perle di felicità
accarezzano la pelle
nella gioia.


Bellissima poesia molto riflessiva. Molto spesso noi persone nascondiamo le nostre emozioni per vari motivi, fingiamo di essere “legno” perché la società ci costringe a diventarlo, ma non bisogna nascondere le lacrime. Che esse siano di gioia o di dolore sono pur sempre sentimenti che hanno bisogno di emergere senza paura e vergogna.



Questi sono gli haiku che mi hanno maggiormente colpita:


Haiku di Antonio Marigliano

Semplici vite
ignoto il destino
di un raggio di sole


Haiku di Roberto Sansotta

nuvole basse
con brividi intensi
guardo in alto


haiku di Antonella Filippi

sleepless night-
the sound of petals
in the courtyard


haiku di Ahmed

schifoso bruco?
Assurdo pregiudizio-
Sarà farfalla


Haiku di Nicolò

mare in tempesta
io su una barca
e il cuore duole


Ho trovato questo libro molto interessante, educativo e riflessivo. Interessante perché tratta tematiche nuove come il racconto di un’esperienza in carcere. Educativo perché insegna molto sul mondo della scrittura creativa mediante gli haiku, hiraku, wakiku e poesie di ogni genere e spessore. Riflessivo perché emergono diversi messaggi: non giudicare persone con un vissuto particolare credendo che non possano e non meritino nulla, credere in sé stessi perché dentro ognuno di noi c’è del “buono” pronto ad essere tirato fuori, non arrendersi MAI anche quando tutto sembra privo di luce e continuare a credere nella Speranza.
Pietro è una persona fantastica e sono molto felice di aver “lavorato” con lui a scuola ed è grazie a Pietro se il mondo della scrittura e della lettura mi ha appassionato maggiormente. Questo libro credo sia adatto a tutte le persone che hanno voglia di scoprire mondi un po’ lontani, a coloro che hanno perso un po’ la speranza (che ritroveranno grazie alle parole e ai sacrifici di Pietro), a quelli che non credono in progetti come “Parol” (ma che si ricrederanno)…
Inizialmente quando a scuola ci venne proposto il progetto “Omnia fabula” in cui dovevamo scrivere, noi studenti, insieme a disabili e carcerati delle favole fui un po’ scettica e incredula. Ciò accadde perché sull’ argomento “carcere” non credevo molto e un po’ mi faceva paura. Queste emozioni di incertezza, timore, pessimismo che provai io le immagino nei corpi degli “adulti” (anche se in modo più elevato) ma proprio perché “adulti” loro, molto spesso, hanno chiuso le loro menti e alcuni hanno addirittura cercato di ostacolare il cammino di Pietro. Lui però non si è arreso ed ha portato a termine il suo progetto, dimostrando che con la determinazione si può ottenere ciò che si vuole (lezione per noi giovani che perdiamo facilmente le speranze). Una cosa che mi ha colpita molto leggendo il libro è stato l’atteggiamento dei carcerati nei confronti di questo progetto e dei vari laboratori: hanno mostrato rispetto e si sono messi in gioco con tutte le loro capacità e questa volta sono stati proprio loro a farmi riflettere. Molto spesso a scuola gli studenti sono irrispettosi nei confronti dei docenti e di ciò che gli viene proposto e non si cimentano al 100% mentre i carcerati lo sono stati nei confronti di Pietro e del progetto Parol quindi inutile farsi troppi pregiudizi perché a volte la maggior parte della maleducazione è sotto gli occhi!

 

Giusi  - Laboratorio di Affabulazione – Falchera
            VI Circoscrizione (TO) – Area Disabilità
            LE MIE IMPRESSIONI E COSA MI È PIACIUTO
            DEL LIBRO “LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO”


Oggi 11 settembre 2015, il cielo è nuvoloso e sembra che vuol venire a piovere.
Io ho appena finito di leggere il libro che ci ha dato Pietro “la stretta di mano e il cioccolatino”. L’ho trovato molto bello ed emozionante. Quello che mi ha emozionato di più sono le storie raccontate dai detenuti che hanno vissuto veramente; in modo particolare quella di Ahmed Masalmeh: “Il primo reato che commette un uomo è quello contro se stesso”. Questa storia parla di chi finisce in carcere per un reato, di chi ha bisogno di crescere culturalmente, di istruirsi per non chiudersi in se stessi, di nuovi stimoli che la scuola può dare per non imbattersi nel male oscuro e nello stress cronico, nella solitudine o nell’ignoranza, come dice la Costituzione Italiana e la legge italiana. Ma, soprattutto, parla della scuola che è la finestra in cui il prigioniero può fuggire dalla prigione con lo scopo di ricevere un’educazione e di confrontarsi con i suoi docenti animati da nobili sentimenti, che danno gioia e una giusta ricompensa per non cadere di nuovo nel vortice del carcere. Il detenuto recluso in carcere si sente prevalso dai sensi di colpa per il male che ha fatto, e senza un’istruzione cade in depressione, e in quel periodo che deve stare in carcere deve resistere  e lottare per non cadere nella trappola della prigione.
Oltre al racconto mi ha colpito di più il suo Haiku che ha partecipato al concorso internazionale di poesie HAIKU di Cascina Macondo che è stato anche premiato, che fa:

Schifoso bruco
assurdo pregiudizio
Sarà farfalla


Parla di un pregiudizio che hanno gli altri su un bruco che si sente brutto ma che piano piano diventerà farfalla, cioè un bruco in questo caso un detenuto, diverso dagli altri, viene giudicato, per i reati che ha commesso, insignificante da chi è più insignificante di lui perché si credono migliori di lui che ha una colpa, ma un giorno sarà farfalla, cioè avrà la sua libertà e potrà vivere con serenità la sua vita senza ricaderci di nuovo nel carcere.
Mi sono piaciuti anche gli haiku che noi del gruppo VerbaVox abbiamo letto a Cascina Macondo alla premiazione del concorso internazionale di poesia HAIKU il 16 novembre 2014.  
In modo particolare mi ha colpito la poesia-canzone che ho letto e cantato io alla mostra del progetto “Parol” al Circolo dei Lettori prima, e al Negozio Ingenio poi nel mese di gennaio.
Sono anche rimasta impressionata dai lavori di ceramica che hanno fatto i detenuti insieme ad Anna che ho visto nel filmino sempre alla mostra del progetto “Parol” al Circolo dei Lettori e al Negozio Ingenio. La poesia-canzone “Riflessi” di Roberto Sansotta, quando l’ho letta, e una parte l’ho cantata, ho pensato che questo detenuto quando l’ha scritta deve aver provato la sensazione che tutto quello che lo circonda fa parte delle cose della vita e che la vita può dare, che è dono di Dio e bisogna rispettarla.
Un'altra cosa che mi è piaciuta è la storia o racconto di Francesco Magri: “I genitori”. Parla di un rapporto, di un bellissimo rapporto, che si può avere con i genitori; lui nel racconto dice che non ce li ha più e che sono una colonna importante della nostra vita. Quando l’ho letto alla Falchera, mi sono emozionata tantissimo perché io ho solo la mamma, il papà non ce l’ho più da due anni e mi ha fatto capire che bisogna rispettare i nostri genitori che sono la nostra forza, il nostro punto di riferimento.
E poi le poesie o i versi tratti dai poeti più famosi con il laboratorio di scrittura creativa di Pietro, cut up, le parole dei poeti che abbiamo fatto anche noi con Pietro con il gioco di carte, solo che in queste carte c’erano scritti versi di poeti che noi dovevamo mettere insieme formando una poesia. Quando l’abbiamo fatto noi i primi anni che facevamo affabulazione era divertentissimo, così divertentissimo che per un po’ non l’abbiamo più fatto.
Ci sono tante altre cose del libro che mi sono piaciute, ma per farla breve voglio dire che mi è piaciuto tutto il libro e spero che il progetto “Parol” continui
ancora.

 

 Isa - Laboratorio di Affabulazione – Falchera
         VI Circoscrizione (TO) – Area Disabilità

         L’ANTOLOGIA PARLA

L’antologia La Stretta di Mano e il Cioccolatino parla dei vari modi di leggere le poesie e dei  percorsi di queste persone detenute nel dare anima a queste loro poesie e racconti di chi vive in una situazione come il carcere duro di Saluzzo e il carcere di Torino dove è stato fatto nascere il progetto Parol che nasce come progetto Europeo per aiutare i detenuti a guardare oltre le sbarre creando un mondo oltre le  mura. Ma sta nascendo un altro progetto che è Good Morning Poesia dove tutti possono creare  le poesie oltre i confini un po’ come quel film di  Kevin Kostner che dopo la morte della moglie scriveva le poesie d’Amore più struggenti mettendole in una bottiglia lanciandola in mare. Dovremmo tutti fare una cosa così per dare ancora di più la voglia di far conoscere davvero la poesia oltre confine. Sono certa che arriverebbe davvero in un mondo così sconfinato come il mare, per dare piacere a chi le leggerebbe come un enorme bagaglio di vita, facendo arrivare le poesie in un altro modo sarebbe un bel progetto, solo così la poesia sarebbe letta sentita apprezzata, quello sarebbe andare oltre i confini della vita senza barriere per fare apprezzare il mondo della poesia facendola arrivare anche dal mondo dell’Acqua a chi la legge con meraviglia e stupore e chissà con un briciolo d’Amore. Sono certa che sarebbe un altro mondo, ancora più diverso, creando un mondo di poesia e Amore. La penso così, in questo mondo così difficile una poesia d’Amore migliorerebbe questo mondo tanto confuso e incattivito, una bella poesia aiuterebbe magari a vedere le cose in modo diverso, lasciandosi cullare dalle parole sono certa che cambierebbe tutto, o quasi, creando davvero un mondo di poesia con cui vivere e capire le cose della vita. Spero di essere capita e che capiate.

 

Emilio Toscani
detenuto presso il carcere Rodolfo Morandi – Saluzzo - 15 giugno 2016
note sul libro “La Stretta di Mano e il cioccolatino”

L’ampiezza e la rilevanza dell’argomento trattato in questo libro balzano subito all’occhio dal titolo e dal sottotitolo. Il “Progetto Europeo Parol” parla di contenuti culturali che valicano i confini nazionali e riguardano la caratteristica saliente dell’essere umano: la parola, il suo valore e la nobilitante dignità che sta alla base del patto sociale. Non saremmo quello che siamo, e il nostro mondo non sarebbe com’è, senza la Parola e la fiducia in noi stessi e negli altri che la Parola sottintende.
Leggere e comprendere questo viaggio dentro l’uomo, di Pietro Tartamella, emoziona e commuove, e genera rispetto e preoccupazione insieme.
Nelle pagine dell’opera si vede l’abisso e il ponte sopra di esso.
L’abisso è la malvagità, e il ponte è la speranza di poterlo valicare.
In ogni modo, ce ne sono almeno due. Uno che uccide e uno che ama. Un dio e una bestia che convivono insieme. Pietro Tartamella, con tutta evidenza, è riuscito, per fortuna o per virtù, a neutralizzare la bestia che, come ogni uomo, porta dentro di sé, e ad esaltare il dio, anch’esso al suo interno, che ama e crea. L’emozione e la commozione nascono dal coraggio dell’autore di guardare il male negli occhi e, senza lasciarsi intimorire, di proporre alternative possibili per superarlo, percorrendo gli alti sentieri del bene. La naturalezza e l’apparente semplicità con le quali l’autore sceglie di costruire e non di distruggere, di collaborare e non di combattere, di convincere e non di costringere, possono dare l’impressione che sia facile. Questo abbaglio viene presto messo in fuga dalla descrizione della sconfortante realtà nella quale l’autore opera. C’è un che di eroico nella determinazione di Pietro ad opporsi al mix mortale di incapacità, disonestà ed ignominia che lo circonda e lo assedia da ogni parte. Nei fatti emerge oggettivamente come le istituzioni ignorino il mandato esplicito di usare il loro potere per l’uomo e riservano a sé stessi il mero ruolo di giustiziere contro l’uomo.
la “Stretta di mano e il cioccolatino” implicano solidarietà, condivisione, pietas e collaborazione, offerte e dosate con la dolcezza del cioccolato.
La stretta di mano, nel suo significato antropologico, nasce per dimostrare apertura verso l’altro e certifica di non avere in pugno armi nascoste. Amicizia e lealtà sono messaggi intrinseci alla stretta di mano. Questi valori, insieme ad una umana e fraterna partecipazione, fanno parte del bagaglio culturale di Pietro Tartamella che lo usa in ogni momento delle sue attività collettive.
Un caldo abbraccio attende chiunque interagisca con Pietro che condivide il suo sapere con l’umiltà della vera conoscenza. Nella sua opera traspare una rara disponibilità verso il prossimo e ogni pagina dimostra una sensibilità verso i più deboli e i più sofferenti. Valorizzare il contributo di ciascuno, per quanto piccolo possa apparire, sembra essere il vero bersaglio dell’autore.
La preoccupazione, di cui parlavo all’inizio di queste note, nasce proprio da questo: vedere la luce della sapienza in Pietro, fa sembrare il buio ancora più buio. Vedere la distanza incolmabile tra quello che dovrebbe essere e quello che è, genera necessariamente preoccupazione, anche se questo non ci deve allontanare dalla strada indicata da Pietro Tartamella. Grazie Pietro.

 

 

Enrica D'Arminio - docente presso Liceo Segrè
Un libro sentito, appassionato, in una parola VERO. Una finestra aperta su un mondo sconosciuto ai più,  il resoconto di un' avventura dolceamara, il ritratto di anime salvate dal potere delle parole, del rispetto, della fiducia, della speranza. Pietro Tartamella, capitano coraggioso di una nave in preda ai marosi della burocrazia, ha condotto felicemente in porto i suoi marinai, mostrandoci le terre in cui anche il gesto più semplice può cambiare una vita.

 

 

Preng Doda- carcere di Saluzzo
Un pensiero sul libro “La stretta di mano e il cioccolatino”

Carissimo prof. Pietro Tartamella quando ho preso il libro scritto da lei e dallo staff da lei organizzato è stato veramente un piacere, perché sapevo che c’era scritto il percorso che avevamo svolto insieme in quasi due anni. Per l’emozione quando ho ricevuto il libro si è accesa una curiosità sul titolo del libro “La stretta di mano e il cioccolatino”. Subito mi si è accesa una lampada sulla prima parte del titolo “la stretta di mano”, il perché è siccome siamo chiusi in questi muri e la stretta di mano è rara anche con i famigliari e per ciò l’affetto con persone di oltre le mura è come l’ossigeno, però non riuscivo a legare “il cioccolatino”. La curiosità di scoprirlo mi ha spinto subito a leggere il libro; e man mano in ogni pagina me ne rendevo conto delle difficoltà incontrate dal prof. Pietro che alla fine è riuscito e ha dato emozione a noi e a tutti coloro che ci hanno conosciuto. È riuscito a cambiare l’idea di tanti, sui detenuti, è riuscito a togliere la paura e facendoli diventare affettuosi i ragazzi disabili nei nostri confronti; in poche parole è riuscito a convincere le persone che ci hanno conosciuto di cambiare l’idea che dentro di quelle mura ci sono solo dei mostri.
Mi ha colpito subito nelle prime righe dove dice il mio prof. Pietro “il piacere di avere toccato con mano quanto importanti siano, per le persone ristrette, le attività culturali e i laboratori creativi come quelli che il progetto Parol ha portato nelle carceri” e sono contento che il prof. Pietro non è il solo che la pensa che in questi posti la necessità di corsi, di attività culturale e personale è come i polmoni che hanno bisogno di ossigeno.
Pagina dopo pagina mi sono reso conto delle difficoltà che si sono scontrate con Pietro e il gruppo da lui organizzato, le difficoltà economiche che ha dovuto affrontare per trovare la somma rimanente che la commissione europea non forniva per portare a termine il progetto che alla fine con i super salti mortali è riuscito con i donazioni dei suoi amici chiamandole “le bolle di sapone” e le serate di lavoro nel suo mestiere come lettore ad alta voce.
Leggendo ridevo e ridevo accorgendomi delle difficoltà che ha incontrato e ridevo tutte le volte che leggevo la frase da lui spesso scritta “ma non è solo questo”. Ridevo pagina dopo pagina ricostruendo nella mia memoria le giornate che avevamo passato, forse senza rendermi conto delle emozioni che ho ricucito leggendo il libro. Poi se volete scoprire di più sul titolo del libro leggete tutto il libro.
Riflettete: come tanti la possono pensare in un primo momento, come lo ha pensato anche Pietro nella pagina 61… tutti voi che leggerete queste riflessioni su questo libro sciogliete la curiosità, leggete questo libro, cercate di conoscere la sensibilità di questa nostrra comunità che fa parte della società, cercate di conoscere questa comunità che ha il diritto di una seconda possibilità. E solo agendo come Pietro Tartamella, Anna Maria Verrastro, Nagi Tartamella, Florian Lasne, Antonella Filippi, Fabrizio Virgili, Fabia Binci. E facendo partecipanti e aggiungendo emozione e affetto con la compagnia integrata (normalita & disabilita) con Angelo, Antonellina, Antonella, Antonio, Cinzia, Daniele, Davide, Debora, Fabio, Fabrizio, Grazia, Luca, Marusca, Mila, Silvia, Simona, Tommi e Valentina, che da parte mia e di tutto il gruppo hanno una riconoscimento e ringraziamenti per tutta la mia vita. Si ringraziano i fotografi Domenico e Carlo e gli altri, e la video maker Giulia Viero.
E leggendo pagina dopo pagina mi impressionava la pazienza di Pietro e dei suoi colleghi di fronte alle difficoltà burocratiche e altro che scoprirete legendo questo libro.

Mi hanno impressionato le memorie di tutti i professori che hanno scritto tutto quello che succedeva nelle ore di lezione, originale come se eravamo registrati; ho trovato belle e interessanti e fantastiche tutte le poesie, le storie, le favole e tutto quello che avevamo scritto non solo noi di Saluzzo ma anche quelli che hanno scritto a Torino, a Tilburg belgio, e piano piano ho capito tutto il titolo anche “il cioccolatino”.
Pietro Tartamella e persone come lui meritano il premio nobel.
Grazie tutta la vita.
Preng

 

 

Alberto - laureato in giurisprudenza
Alberto, neo laureato in giurisprudenza scrive a Luciana Lano: "ho approfittato di queste due settimane di ferie per leggere con calma “La stretta di mano e il cioccolatino” che mi hai cortesemente donato. Premettendo che ho sempre gradito le opere scritte sottoforma di diario o di epistolario, questo libro non ha deluso le aspettative! Fin da subito si è dimostrato coinvolgente, sicuramente grazie anche allo stile di scrittura di Tartamella, che ha saputo “dipingere” con maestria la vita e lo stato d’animo di coloro che vivono all’interno del carcere (detenuti ed agenti fra tutti), descrivendo tutte le problematiche che vi ruotano attorno, e che non riguardano soltanto la condizione del detenuto, ma anche i problemi burocratici e amministrativi, che non credevo fossero così numerosi (mi ha molto colpito le difficoltà che incontrava ogni volta Tartamella per far entrare i materiali del progetto o gli ospiti da lui invitati).
Per quel che riguarda le attività proposte dal progetto PAROL ai detenuti ho trovato di notevole interesse i lavori con la ceramica. Inoltre ho davvero apprezzato gli haiku! Prima di leggere questo libro ne avevo solo sentito parlare vagamente, ma, ora che so cosa sono e dopo averne letti diversi, credo che, nella loro semplicità, riescano ad esprimere e a colpire il lettore molto più delle “ordinarie” poesie.
Ti ringrazio quindi nuovamente per il regalo, che mi ha aiutato a comprendere meglio la “realtà carceraria”.

Un cordiale saluto

Alberto

 

 

Francesca De Carolis - giornalista
Qualche giorno fa mi è arrivato un libro. “La stretta di mano e il cioccolatino”. Me lo aveva annunciato Pietro Tartamella, che ne è il curatore. Pietro Tartamella… che qualche anno fa avevo cercato per raccontare alla radio la storia, che tanto mi aveva incuriosito, della sua Cascina Macondo, affascinata dall’immagine che ne è il simbolo: un bel veliero, che ha le vele di foglie e naviga su un mare di sassi e foglie, sospinto da un vento lieve che sempre spinge a viaggiare, per ritrovare il filo delle parole… e sempre intorno alle parole girano le mille attività della Cascina.
Come il progetto europeo Parol, di cui “La stretta di mano e il cioccolatino” narra, e che ha coinvolto, fra Belgio, Italia, Polonia, Serbia, Grecia, dodici prigioni con circa 200 detenuti, impegnati in percorsi didattici, laboratori creativi, e tante altre iniziative.
Ed è come un fiume, lo scorrere di queste pagine  (…) che dalla copertina si annunciano come un’antologia di diari, riflessioni, racconti, poesie, haiku, cut-up. Il racconto dei mille giorni di un progetto nato per portare scrittura ed arti nelle carceri. O forse meglio, per portarne fuori scrittura e arti. Molto coerente con l’impegno di Pietro e della moglie Anna e di tutti i collaboratori coinvolti nel lavoro di Cascina Macondo. Che è “semplicemente”, mi spiegò un giorno Pietro, tirare fuori il bello che è già dentro ciascuno.

Il libro è tutto tessuto delle parole “sbocciate” negli incontri. Racconti, poesie, riflessioni. Spesso stupefacenti, che mai avreste immaginato. Perché al carcere e a chi vi è chiuso dentro, all’umanità che vogliamo condannare al nulla, nessuno vuole mai pensare. Eppure basterebbe accostarvisi un pochino…

Questo libro offre un’occasione lunga 600 pagine per cominciare a capirne qualcosa… Non fatevi scoraggiare dal “volume”, non è il caso…

Suggerisco due modi di leggere questo libro. Prima ipotesi: andare avanti pagina dopo pagina seguendo i tempi e il ritmo del diario. Una cronaca giorno dopo giorno, con la narrazione di  entusiasmi, difficoltà, porte che si aprono e burocrazie che le chiudono. Le mille iniziative inventate per raccogliere i fondi, dagli appuntamenti dei “racconti della tombola”, all’”adotta una bolla di sapone”, le cronache dei laboratori, i commenti di chi vi partecipa, i momenti di incertezza, le scoperte, gli incontri, i successi… Sullo sfondo la tremenda realtà del carcere che… “oggi, a Torino, il lavoro del laboratorio di lettura ad alta voce è molto disturbato. Un detenuto si è impiccato in cella con un lenzuolo il giorno prima”.

Seconda ipotesi: aprire le pagine a caso. Potrete trovarvi all’improvviso davanti poesie bellissime, racconti strazianti, descrizioni fulminanti. Come il racconto di Matteo Mazzei, ad esempio, che … “il mio Quartiere è una zona poverissima, con il nome di "ottanta palme". In realtà queste palme non le ho mai viste. Perché da noi tutto è invisibile. Anche la miseria…”, o come l’attimo della propria vita raccontato da Ahmed Masalmeh che…”prato splendente/ silenti testimoni / i fieri cipressi”, … o come… “ricordare”, bella parola!, dopo 25 anni… Preng Doda… "notte d’estate/ vedo luci piccole/ occhi del gufo"… o come questa osservazione di Luca, ragazzo del gruppo integrato (normalità&disabilità) Viaggi Fuori dai Paraggi in visita ai detenuti: “… eravamo nel cortile, all’aperto, dove molte erano le direzioni possibili. Mi ha impressionato, e ho sentito la prigione, quando mi sono accorto che in quello spazio aperto avevamo una sola direzione: dalla guardia all’altra guardia”.
Insomma, il racconto di un bel lavoro. E di un bel successo, nonostante la punta d’amarezza, che spunta qua e là, per tanta indifferenza o “distrazione”, da parte di istituzioni, stampa… Ma, a voler vedere la metà piena del bicchiere, conferma di quello che da tempo penso anch’io: che c’è un’Italia molto migliore della rappresentazione che se ne dà e di chi la rappresenta.

 

 

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I LIBRI DI CASCINA MACONDO

 

SAGGIO DI LETTURA AD ALTA VOCE
DEI DETENUTI DI SALUZZO - PROGETTO PAROL -

 ADOTTA UN FILO D'ERBA

 

 

RASSEGNA STAMPA

mani libro

LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO
- I DETENUTI RACCONTANO -

di Pietro Tartamella - Edizioni Giovane Holden - Collana Cascina Macondo
Antologia di diari, racconti, poesie, riflessioni, haiku, cut-up

 

 

SOCIALE AMICO
http://www.socialeamico.net/index.php?mact=News,cntnt01,detail,0&cntnt01articleid=3488&cntnt01returnid=59

 

CENTRO INTERCULTURALE - TORINO
http://www.interculturatorino.it/events/il-centro-interculturale-segnala-convegno-di-ecumenica/

 

LA STAMPA - LIBRI
http://www.lastampa.it/2016/02/24/torinosette/eventi/la-stretta-di-mano-e-il-cioccolatino-allistituto-avogadro-NfSmwRqo6uuwXELRRk8SPK/pagina.html

 

LA STAMPA - EVENTI
http://www.lastampa.it/2016/02/24/torinosette/eventi/la-stretta-di-mano-e-il-cioccolatino-nkoJ9omV4fjGYo6tDFuvJK/pagina.html


POLITICAMENTE CORRETTO

http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=82369

 

COMUNE DI TORINO - MOTORE DI RICERCA
http://www.comune.torino.it/pass/motorericerca/2016/02/05/la-stretta-di-mano-e-il-cioccolatino-letture-ad-alta-voce/

RISTRETTI ORIZZONTI
http://www.ristretti.it/commenti/2015/maggio/pdf11/libro_tartamella.pdf

PARTECIPA E CONDIVIDI
http://www.partecipaecondividi.org/la-stretta-di-mano-e-il-cioccolatino/


LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO - PAGINA FACEBOOK
https://www.facebook.com/lastrettadimanoeilcioccolatino/


LE DUE CITTA'
http://www.leduecitta.it/index.php/cultura1/630-libri-e-giornali/3630-la-stretta-di-mano-e-il-cioccolatino-i-detenuti-raccontano-l-esperienza-del-progetto-patrol


L'ALTRA RIVA
http://www.laltrariva.net/?p=1095


CHIERI OGGI
http://www.chierioggi.it/torino-on-the-road-e-il-diario-dei-detenuti-a-cascina-macondo-di-riva/


NOTICIAS LITERARIAS
http://letterarieliterariasliterary.blogspot.it/2015/05/la-stretta-di-mano-e-il-cioccolatino-di.html


REPUBBLICA
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/01/12/incontriTorino15.html


ISTITUTO AVOGADRO
http://itiavogadro.blogspot.it/2016/02/la-stretta-di-mano-e-il-cioccolatino-i.html


CIRCOLO DEI LETTORI
http://www.circololettori.it/ottobre-2015/


TSE TSE - NOTIZIE SCELTE DALLA RETE
http://www.tzetze.it/2016/01/la_stretta_di_mano_e_il_cioccolatino/


ACLI TORINO
http://aclitorino.it/sites/default/files/2015_10_16_LaStampa_to7.pdf


EDITORIA INSW
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 19 Giugno 2017 15:47 )
 

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