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OMNIA FABULA ET ARTI INTRA EXTRA MUROS PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Giovedì 13 Ottobre 2016 19:40
 

PROGETTO CASCINA MACONDO
CARCERE “RODOLFO MORANDI” - SALUZZO

ÒMNIA FÀBULA ET ARTI

INTRAMUROS / EXTRAMUROS


A seguito dell’esperienza del progetto europeo
“PAROL - Scrittura e Arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura”
durato due anni e recentemente conclusosi,

a fronte degli ottimi risultati raggiunti,
e sollecitati dall’entusiasmo degli allievi detenuti della sezione
alta sicurezza del carcere Rodolfo Morandi di Saluzzo,

Cascina Macondo propone per l’anno 2016 - 2017

“ÒMNIA FÀBULA ET ARTI - INTRAMUROS / EXTRAMUROS”

progetto che ha già avuto l’approvazione della direzione del carcere
(Dott. Giorgio Leggieri)

.
Si tratta della continuazione dell’esperienza Parol
con approfondimenti delle tematiche già esplorate e nuovi percorsi laboratoriali,
al fine di offrire ai detenuti una formazione
e un’occasione di crescita e confronto sempre più incisive.


IL PROGETTO CON I NUOVI LABORATORI
POTRÀ INIZIARE SE AVREMO RISPOSTA
DALLE FONDAZIONI E DAGLI ENTI
A CUI ABBIAMO INOLTRATO RICHIESTE DI CONTRIBUTO.
Purtroppo non possiamo permetterci di ripetere
lo sforzo immane che abbiamo sostenuto per il progetto europeo Parol!

(basta leggere il libro
"LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO - i detenuti raccontano"
per rendersi conto di quanto immane è stato lo sforzo)


INTANTO PERÒ

Un gruppo di lettori volontari dei Narratori di Macondo,
che contribuiranno alle spese di trasporto sino a Saluzzo,
si sono resi disponibili per continuare l’attività GOOD MORNING POESIA
e per attivare  I RACCONTI D’OLTREMURA
riuscendo così a svolgere questa parte del progetto a costo zero.

GOOD MORNING POESIA diventa così una attività con valore di “cuscinetto”
(si mantiene la relazione con i detenuti per non far trascorrere
un lungo tempo vuoto e di silenzio) in attesa che le istituzioni
rispondano positivamente alla nostra richiesta di contributo.


 

ULTIME NOVITÀ AD OGGI

 

POICHÉ NESSUN CONTRIBUTO È ARRIVATO

DALLE FONDAZIONI E DAGLI ENTI ISTITUZIONALI

CASCINA MACONDO RITIENE

DI NON DOVER ABBANDONARE IL PROGETTO

"OMNIA FABULA" .


CERCHEREMO, CON I NOSTRI SFORZI E QUELLI DEGLI AMICI,

DI REALIZZARNE ALMENO UNA PARTE:

IL LABORATORIO SULLE FAVOLE,

IL CORSO DI DIZIONE DELLA LINGUA ITALIANA,

LA STAMPA DELL’ANTOLOGIA DELLE FAVOLE.

SAREMO DUNQUE IMPEGNATI

AD INVENTARE NUOVE INIZIATIVE

PER UNA NUOVA RACCOLTA FONDI.

GRAZIE A COLORO CHE VORRANNO ANCORA

ESSERE DEI NOSTRI

E A COLORO CHE VORRANNO SUGGERIRCI

IDEE PER LA RACCOLTA FONDI


 qui di seguito il progetto completo che avevamo concepito

 

 

LINEE GUIDA DEL PROGETTO

premessa e finalità

Cascina Macondo ritiene che l’incontro tra
detenzione / cittadinanza / infanzia / disabilità
possa produrre momenti di riflessione importanti sulla tematica del carcere
e stimolare in tutti gli attori coinvolti un ascolto attento e costruttivo.

Riteniamo fondamentale investire sulle
 “relazioni costanti e continuative con la società civile”
che possono infondere nel detenuto
(non sentendosi abbandonato dalla comunità)
un senso di appartenenza positivo
volto ad alimentare il desiderio di miglioramento e la speranza.


 

OMNIA FABULA ET ARTI - INTRAMUROS / EXTRAMUROS

 
PROGRAMMA
 
invenzione di favole
I detenuti saranno impegnati nell’invenzione e scrittura di favole per bambini. Verrà pubblicata un’antologia dei testi prodotti. L’area della disabilità, l’area delle scuole, la cittadinanza, interagiranno in forme diverse con la detenzione, come già in parte avvenuto con il progetto europeo Parol.

dizione della lingua italiana e approfondimento della lettura ad alta voce
Attraverso lo studio della dizione della lingua italiana sostanzialmente si “cambia” il proprio modo di parlare. Anche la voce cambia. Il percorso incide profondamente sulla personalità, dovendosi l’allievo riconoscersi in un modo nuovo di parlare che lo mette profondamente in discussione, a volte in crisi, e lo sollecita ad affrontare una sfida positiva e a superare resistenze psicologiche che si oppongono al cambiamento. 
 
i racconti d’oltremura    
Sono previsti quattro appuntamenti durante l’arco dell’anno, uno per ogni stagione (ogni 3 mesi), della durata di 2/3 ore ciascuno (date da definirsi) in cui i detenuti incontrano la cittadinanza e altri lettori ad alta voce. In questi incontri il pubblico e i detenuti si scambiano letture ad alta voce. Gli appuntamenti sono situazioni concrete in cui il detenuto si confronta con il cittadino attraverso la lettura e l’ascolto di storie.

scritturalia intramuros/extramuros   
Mentre i detenuti scrivono in carcere favole per bambini, alcuni cittadini scrittori si incontrano a Cascina Macondo, alcuni alunni di scuole primarie e secondarie s’incontrano in un’aula scolastica, alcuni i ragazzi dell’area disabilità appartenenti al gruppo di danza-teatro “Viaggi Fuori dai Paraggi” s’incontrano anch’essi a Cascina Macondo, con l’intento di  scrivere favole per bambini. Si intende creare nella mente e nella coscienza di ciascun gruppo un senso di reciprocità e condivisione e quindi, alla fine, di confronto e di incontro.
 
produzione di uno spettacolo
L’impegno dei detenuti sarà quello di portare sulla scena (reinterpretando con il corpo, la danza, il teatro) una o più favole che i cittadini, la disabilità, i bambini, gli studenti e gli stessi detenuti hanno prodotto durante il percorso.
 
good morning poesia  
L’iniziativa, già attivata con il progetto Parol, verrà continuata con appuntamenti quindicinali. Un gruppo di quattro lettori volontari affiancherà i detenuti nella lettura ad alta voce di testi che tutta la popolazione carceraria può ascoltare durante l’ora d’aria e di passeggio nei cortili attraverso un altoparlante. La consuetudine a leggere ad alta voce allena il detenuto all’uso della parola e della voce e a confrontarsi con il pubblico degli ascoltatori in maniera creativa, responsabile, cogliendo gli stimoli di riflessione che poesie, racconti, haiku, canzoni e testi di altri autori seminano con le loro parole.
L’iniziativa è occasione di scambio e interazione con i testi della disabilità, degli studenti, dei cittadini. Mantiene viva e concreta l’esperienza di “relazione con la società civile”.
 
 
interazione con la disabilità    
Ci saranno occasioni in cui i detenuti, come nel progetto Parol, incontreranno il mondo della disabilità, destinatario, insieme ai bambini, delle favole scritte dai detenuti e dai cittadini scrittori.

interazione con la scuola    
I bambini e i ragazzi delle scuole primarie, delle scuole secondarie e dei licei, produttori anch’essi di favole, e destinatari della favole dei detenuti, entreranno in qualche modo in contatto con i detenuti e con la disabilità e costituiranno uno stimolo a “guardare e ascoltare” quel loro mondo con occhi nuovi. La produzione di favole vuole stimolare nel detenuto un’attitudine a capire il mondo dell’infanzia e dell'adolescenza e a rapportarsi con quel mondo, attraverso la scrittura, in modo responsabile e “educativo”.

interazione con la cittadinanza  
Gli incontri “I RACCONTI D’OLTREMURA” e “SCRITTURALIA intramuros / extramuros” sono le situazioni “parallele” che ricordano costantemente ai detenuti che essi sono in “relazione” con la cittadinanza con cui si stanno confrontando, offrendosi reciprocamente stimoli significativi attraverso la scrittura di favole.
 
 
 

PERCHÉ LA FAVOLA


Il termine latino “fabula”, (dal verbo "for, faris" = dire, raccontare), indicava in origine una narrazione di fatti inventati. È un genere letterario antichissimo, una breve narrazione in prosa o in versi che contiene alla fine una morale e, quindi, un insegnamento. I personaggi immaginari in essa contenuti, normalmente animali, ma anche piante, oggetti, e qualche volta un uomo e un animale, o un uomo e un oggetto, vengono a trovarsi di fronte a un “conflitto”, ma troveranno una soluzione, spesso inaspettata. Sarà quella soluzione a invitare il lettore, o l’ascoltatore, a una riflessione sulla natura umana o sul modo conveniente di comportarsi.
La favola nella sua struttura è simile alla parabola, ma quest’ultima non contiene personaggi antropomorfi o inanimati.
Nelle “fiabe” (parola che ha la stessa origine di “favola”), gli ambienti e i personaggi sono le fate, gli orchi, i folletti, tutta roba fantastica, contrariamente ai personaggi delle favole dove ci sono animali che parlano e hanno pregi e difetti degli uomini e sono concreti e realistici.
La favola è una narrazione breve, essenziale, concisa, non si dilunga in descrizioni, entra subito nell’azione: un ambiente, un qualcosa che accade tra i personaggi, il profilarsi di un conflitto, la risoluzione del conflitto, e la morale, l’insegnamento finale che ci riporta al mondo parallelo degli uomini. In sostanza si parla di uomini, utilizzando gli animali.
Esopo era uno schiavo di origine frigia vissuto in Grecia nel VI secolo avanti Cristo.
Fedro, vissuto nel I secolo dopo Cristo, sarebbe stato uno schiavo anche lui, nato in Tracia, condotto prigioniero a Roma e poi affrancato da Augusto.
Esopo è il favolista del mondo contadino.
Fedro, che riprende il modello delle favole di Esopo, racconta invece di uno Stato evoluto, ma corrotto, dove dominano l’avidità e la sopraffazione e dove i prepotenti trionfano sempre sui deboli. Con le sue favole Fedro invita i deboli alla rassegnazione o comunque a cercare un compromesso nei rapporti con il potere.
Di Esopo si racconta che era di aspetto deforme e  faceva fatica a parlare a causa della balbuzie. Fu preso in odio dal popolo di Delfi, perché aveva mosso violente accuse di corruzione a tutta la città. Fu accusato ingiustamente del furto di oggetti sacri e condannato ad essere gettato da alte rupi in una gola profonda.
Fedro, che è stato perseguitato da Seiano il potente prefetto dell’imperatore Tiberio, nel prologo alla sua raccolta di favole scrive:

Ora, perché sia nato della favola il genere, in breve ti spiegherò.
La schiavitù, ai padroni soggetta, non osando dire ciò che avrebbe voluto,
traspose le sue opinioni in brevi favole, ricorrendo,
per schivare le accuse di calunnia, a scherzose invenzioni.

Abbiamo scelto la favola come genere letterario del nuovo progetto di Cascina Macondo nel carcere di Saluzzo. Omnia Fabula et Arti, per parlare di uomini attraverso interposti animali. È questo il filo conduttore che unisce i diversi partecipanti a una comunità ideale, chiedendoci, poiché la favola contiene una morale, che cosa hanno da insegnare i detenuti alla cittadinanza e ai bambini? E i bambini che cosa hanno da insegnare ai detenuti e alla disabilità? E i ragazzi disabili con le loro favole, hanno qualcosa da insegnare ai bambini, ai detenuti, agli scrittori di Cascina Macondo, alla cittadinanza?
Lo scopriremo alla fine del progetto, leggendo le favole che essi avranno prodotto.



Hanno scritto favole in passato:
Babrio, Aviano, Alexander Neckam, Maria di Francia, Gualtiero Anglico, Giovanni da Capua, Baldo, Andrea Alciato, Orazio, Ariosto, Agnolo Firenzuola, Anton Francesco Doni, Leonardo da Vinci, Erasmus Alberus, Jean de La Fontaine, Aurelio de Giorgi Bertola, Giovanni Battista Casti, Tommaso Crudeli, Antonio Jerocades, Giambattista Roberti, Lorenzo Pignotti, Luigi Clasio, Giovanni Meli, Jean-Pierre Claris de Florian, John Gay, Tomás de Iriarte, Félix María Samaniego, Christian Fürchtegott Gellert, Gotthold Ephraim Lessing, Edvard Storm, Ignacy Krasicki, Ivan Ivanovic Dmitriev, Ivan Andreevic Krylov, Cristóbal de Beña, Juan Eugenio Hartzenbusch, Ambrose Bierce, Beatrix Potter, Tolstoj, Pietro Pancrazi, Trilussa, Vittorio Butera, Italo Calvino, Jean Anouilh, Leonardo Sciascia, George Orwell,  Rudyard Kipling, Franz Kafka, Kornej Ivanovic, Zukovskij, José Bento Renato Monteiro Lobato, Damon Runyon, James Thurber, Sabatino Scia, Alda Merini, Michele Beccherini, Çlirim Muça…

Più recentemente, negli anni 2016/2017/2018, all’interno del progetto
di Cascina Macondo “OMNIA FABULA ET ARTI”, avranno scritto favole:

-  Pietro Tartamella

-  i detenuti del carcere “Rodolfo Morandi” di Saluzzo (direttore Giorgio Leggieri)

i ragazzi dell’area disabilità della VI Circoscrizione - Città di Torino,
   e del Motore di Ricerca:
-  gruppo Verbavox
-  gruppo Viaggi fuori dai paraggi
-  gruppo Lama
-  gruppo Lart
-  gruppo Danzinfavola

-  gruppo Vivere di Santena

-  i bambini della scuola primaria "Aristide Gabelli " di Torino - classe 5C
   (insegnante Angiolina Alaria)

-  i bambini della scuola primaria "Aristide Gabelli " di Torino - classe 5D
   (insegnante Susanna Di Pietro)

-  i bambini della scuola
primaria "Silvio Pellico" di Chieri - classe 5B
   (insegnante Giusy Amitrano)

-  i bambini della scuola primaria "Michele Lessona" di Torino - classe 5A
   (insegnante Susanna Casu)
i bambini della scuola primaria "Michele Lessona" di Torino - classe 5B
   (insegnante Ornella Ierardi)
 
-  i ragazzi dell'Istituto Comprensivo "Guido Gozzano"  di Rivarolo Canavese (TO)
   settore Secondaria di Primo Grado:
   classe 1A (insegnante Mariarosa Iannello)
   classe 1C (insegnante Mariangela Cassano)
   classe 1D (insegnante Daniela De Serio)
   classe 1E (insegnante Stefano Tarsia)
   classe 1F (insegnante Maria Ausilia Silvestri)
   classe 2B (insegnante Anna Grazia Rinaldi)
   classe 2C (insegnante Maria Sangiovanni)
   classe 2D (insegnante Maria Caterina Tarantino)


-  gli studenti della 2T e 3T del liceo scientifico "Gino Segrè " di Torino
   (insegnante Enrica D'Arminio)
-  gli studenti della 3H del liceo scientifico "Gino Segrè" di Torino
   (insegnante Alessandra Rivalta)
-  gli studenti della 1T del liceo scientifico "Gino Segrè " di Torino
   (insegnanti Donatella Buroni e Francesca Eula)

-  gli studenti della 1SB del liceo scientifico "Gino Segrè " di Torino
   (insegnante Francesca Eula)

-  gli studenti della 1 A TA 
    dell'Istituto di Istruzione Superiore "Bernardo Vittone" - Chieri
    (insegnante Silvia Restagno)

-  il gruppo di scrittori di Cascina Macondo
   che avranno partecipato a “Scritturalia Extramuros

-  e, se sei un insegnante o un dirigente scolastico
   che con i propri studenti vuole aggiungersi,

   contattaci: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 
 

 AD OGGI CIRCA 520 PERSONE
(individualmente o collettivamente)

SARANNO COINVOLTE NELLA SCRITTURA DI FAVOLE

 
 
 

ESEMPI DI FAVOLE



ESOPO

LA CAPRA E IL CAPRAIO

CAPRAUn capraio richiamava le capre alla stalla. Ne rimase indietro una, che stava brucando qualcosa di buono; il pastore le tirò una pietra e, con un colpo da maestro, le spezzò un corno. Poi cominciò a scongiurarla di non dir niente al padrone. “Ma anche stando zitta” - rispose la capra - “come farò a nasconderglielo? Che il mio corno sia rotto, salta agli occhi di tutti ”.

Quando la colpa è evidente, non è possibile dissimularla
 
 
 
 
 
 
FEDRO

IL LUPO E L'AGNELLO

LUPOLungo la riva di un ruscello sono venuti a bere il lupo e, molto più a valle, un agnello, eccellente pasto per il predatore. Il lupo volle fare l'offeso:
“Perché mi hai intorbidito l'acqua mentre bevevo?”
E l'agnello tutto timoroso: “Ma, scusami tanto, come è possibile se l'acqua che bevo scorre giù da te?”. La cosa è fin troppo evidente, ma il lupo riprende:
“Sei mesi fa hai parlato male di me!”
“Veramente allora non ero ancora nato!”
“Perdinci! Allora è stato tuo padre!”
E lo afferra e lo sbrana.

Chi è più forte vuole avere tutto, anche la ragione.
I più piccoli non si alleino con i grandi,
perché prima o poi ne subiranno le conseguenze.
 
 
 
 
 
LEONARDO DA VINCI

IL RAGNO E L’UVA

RAGNOUn ragno, dopo essere stato per molti giorni a osservare il movimento degli insetti, si accorse che le mosche accorrevano specialmente verso un grappolo d’uva dagli acini grossi e dolcissimi.
“Ho capito!” disse fra sé.
Si arrampicò dunque in cima alla vite e di lassù, con un filo sottile, si calò fino al grappolo installandosi in una celletta nascosta fra gli acini. Da quel nascondiglio incominciò ad assaltare, come un ladrone, le povere mosche che cercavano il cibo; ne uccise molte, perché nessuna di loro sospettava la sua presenza.
Ma intanto venne il tempo della vendemmia. Il contadino arrivò nel campo colse anche quel grappolo, e lo buttò nella bigoncia, dove fu subito pigiato insieme agli altri grappoli. L’uva così fu il fatale tranello per il ragno ingannatore, che morì insieme alle mosche ingannate.

un tranello architettato con astuzia contro qualcuno
può diventare una trappola mortale pe sé stessi



 
 
PIETRO TARTAMELLA

IL PIEDE E LA MONETINA

PIEDEUn professore di fama internazionale aveva appena iniziato la sua conferenza sulla filosofia, quando una monetina da due centesimi di euro, attraverso un piccolo buco nella tasca, era precipitata lungo il tubo dei pantaloni sin dentro la scarpa destra. Gli studenti e il gran pubblico attentissimo che gremivano l’Aula Magna dell’Università non si erano accorti di nulla, tanto impassibile era stato il professore. Ma la pianta del piede, infastidita da quella inopportuna intrusione, apostrofò la monetina acidamente: “Cosa ti è saltato in mente? Come ti permetti di venire fin qui col rischio di distrarre il mio professore?”
“Scusami, piede – rispose la monetina – non è colpa mia. Sono qui solo per caso, il tuo professore ha un buchino nella tasca, capita a tutti, e io involontariamente sono scivolata fin qui”.
“Sei solo una stupida monetina” disse il piede rincarando le sue ingiurie.
“Quanto livore per due centesimi! – esclamò la monetina - Guarda che farei a meno di stare qui, sotto il calzino e sotto il tuo peso che mi schiaccia. Questo non è luogo adatto a me che normalmente sto in una tasca o in cassetto”.
“Appunto – gridò il piede – Devi startene a casa tua, sei una maleducata, una rompiscatole”. E intanto la premeva con tutto il suo quarantatre contro la suola quasi a farla soffocare.
La monetina non rispose più. Non aveva più nulla da dire a quel piede così inviperito con cui non si poteva discutere. Sollevò invece leggermente la punta della Mole Antonelliana che portava su una delle sue facce in bassorilievo, e cominciò a premere apposta contro il piede per pungerlo e graffiarlo.
Il piede continuò a inveire con una variopinta gamma di epiteti e insulti.
Solo a tarda notte, quando tornò a casa per dormire, il professore ebbe l’opportunità di togliersi le scarpe e liberarsi finalmente della monetina.
Il calzino era stato sfilacciato dalla punta della Mole Antonelliana.
Il piede nudo cominciò a gridare: “Quell’insulso dischetto di metallo ha avuto l’impudenza…”, ma il professore gli tappò subito la bocca con un cerotto.


questa favola per ricordarci quanto spesso
anche gli uomini litigano per motivi insulsi
attribuendo colpe che in verità non sussistono
 e pur sapendo fin dall’inizio che solo “aspettando”
si sarebbe risolto naturalmente il conflitto in cui si erano imbattuti
 
 
 

ACQUISTA UN MANUFATTO DEI DETENUTI

Poiché l’eterno problema del reperimento delle risorse economiche
è sempre un’agghiacciante verità in Italia,
per riuscire a iniziare e a portare a termine questo nuovo progetto,
(decisamente più piccolo del progetto Parol),
abbiamo ridotto all’essenziale i laboratori e le attività.

I detenuti di Saluzzo,
che hanno prodotto molti oggetti in ceramica raku
e che hanno un desiderio grande di continuare ad impegnarsi,
hanno regalato a Cascina Macondo i loro manufatti,
invitandoci a venderli e a utilizzare il ricavato per continuare il progetto.
 
 

PUOI DUNQUE DARE UN TUO CONTRIBUTO

CON L'ACQUISTO DEI SEGUENTI MANUFATTI

A SOSTEGNO DI "OMNIA FABULA ET ARTI"

 

 

1

LUPO SOLITARIO
"lupo solitario" realizzato da Preng
carcere Rodolfo Morandi (Saluzzo)

ceramica raku - scultura - cm. 15 x 20 x 25

                                    CONTRIBUTO MÌNIMO A PARTIRE DA EURO 45
                                            (+ eventuali spese di spedizione)
                                               QUAL È LA TUA OFFERTA….?

 

 

2

                                     contorsioni

"contorsioni" - realizzato da Paolo
carcere Rodolfo Morandi (Saluzzo)
scultura in ceramica con effetto antichizzante - cm. 15 x 25 x 35
 
 CONTRIBUTO MÌNIMO A PARTIRE DA EURO 45
(+ eventuali spese di spedizione)
QUAL È LA TUA OFFERTA….?
 
 
 

 3

 
carretto siciliano
 "carretto siciliano" - realizzato da Salvatore A.
carcere Rodolfo Morandi (Saluzzo)
ceramica raku - quadro su pannello di legno con haiku - cm. 30 x 30

                                            CONTRIBUTO MÌNIMO A PARTIRE DA EURO 45
                                                 (+ eventuali spese di spedizione)
                                                      QUAL È LA TUA OFFERTA….?

 

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COS'ALTRO PUOI FARE ?

 

PUOI INVIARE I TUOI TESTI PER GOOD MORNING POESIA
 
 
 

PUOI ORGANIZZARE UNA PRESENTAZIONE DEL LIBRO
"LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO - i detenuti raccontano"
con lettura di brani a cura dei Narratori di Macondo
 
 PUOI INVITARCI COME OSPITI IN UN TUO EVENTO
 
 

Cascina Macondo - Associazione di Promozione Sociale
Cèntro Nazionale per la Promozione della Lettura Creativa ad Alta Voce e Poètica Haikù
Borgata Madònna della Róvere, 4  -  10020 Riva Prèsso Chièri (TO) – Italia
tel/fax +39 - 011 94 68 397  -  cell. +39 - 328 42 62 517
email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  
sito web:  www.cascinamacondo.com   -  Partita Iva 06598300017
 
 
 
 
 
 
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 14 Ottobre 2016 13:33 )
 

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