Come Navigare

Frécciolenews

Calendario Eventi

<<  Dicembre 2019  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
        1
  2  3  4  5  6  7  8
  9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031     

Utenti online

 224 visitatori online

Creative Commons License
All the content and downloads are published under Creative Commons license
Home Archivio News-Eventi Enzo Bertone - invasi da sconosciuti
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
Enzo Bertone - invasi da sconosciuti PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 0
ScarsoOttimo 
cassetto degli articoli - armadio degli articoli
Scritto da Tartamella   
Venerdì 14 Febbraio 2014 18:33

 

 

SMETTERE O CONTINUARE...?

Hai letto questo testo di Scritturalia?
Esprimi il tuo apprezzamento, da scarso a ottimo.
Non è un concorso. Non c’è nessun premio. Tu e l’autore non vincerete nulla.
Perché votare allora? Semplicemente perché il tuo giudizio di lettore anonimo,
onesto, schietto e disinteressato, potrà essere utile all’autore.
La tua disponibilità a un semplice click come stimolo per lo scrittore/scrittrice
a ripensare e a migliorare la propria scrittura…

 

scritturaliafoto

Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


LEGGI I RACCONTI DI SCRITTURALIA



possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

LOGO
Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 


INVASI DA SCONOSCIUTI

                                                       di Enzo Bertone

Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 02 febbraio 2014

 



Là in un luogo dove cielo e mare e terra si incontrano, esiste il regno di Macondo.
A Macondo non esiste il tempo, né un calendario che definisce i giorni, i mesi, gli anni. Il giorno e la notte, il sole, la luna, il caldo, il freddo, la pioggia, la neve segnano il tempo di Macondo. Non c’è denaro e gli abitanti condividono i frutti della terra e dell’acqua dolce e di quella salata. Vivono bene gli abitanti di Macondo, in pace e serenità; altruismo e generosità sono i valori di Macondo, non esiste l’individualismo, la prevaricazione, la competizione. Nessuno sa quando nasce Macondo, forse è sempre esistita da quando è nato l’uomo. I suoi abitanti la ricordano da sempre, nei loro racconti si parla di tradizioni ancestrali tramandati di generazione in generazione, si parla una loro lingua sconosciuta a tutto il resto dell’umanità, non esiste vocabolario che possa tradurre  le parole in uso in quel regno. L’epoca in cui si riferisce il nostro racconto fa riferimento al periodo del regno di Pietro eletto all’unanimità dagli abitanti. Pietro è un valido reggente che bene rappresenta tutta la popolazione, a lui fanno capo tutte le vicissitudini che accadono a Macondo, peraltro tutte positive ed il suo impegno principale è lodare praticamente a turno ciascun abitante per le espressioni di amicizia, fraternità, amore per il prossimo, dedizione ai vecchi, ai bambini, agli ammalati. E Macondo è un’isola, una grande isola di moltissimi Km quadrati che come un grosso battello fluttua in balia delle onde del mare sospinta dalle correnti ora qui ora là verso altre isole o continenti. Mai prima di allora però quest’isola era stata sospinta verso altre terre, ma come sempre avviene, anche nella storia di Macondo accadde una prima volta e quindi è accaduto che sia stata sospinta verso una terra sconosciuta. Il giorno che ciò avvenne ci fu una grande agitazione nella popolazione mai avvertita prima, l’emozione era grandissima, sull’isola non si capiva più nulla, si correva da un capo all’altro, ci si interrogava, Pietro era sobillato da domande, di richieste a cui non era abituato a dar risposta. Macondo toccò terra quindi un fatale giorno, un giorno che cambiò radicalmente la vita dei sui abitanti per sempre. Dalla sua capanna su un’altura Pietro poteva vedere “l’altra terra” di fronte a lui. Da quella terra giungevano suoni mai uditi prima e anche odori mai sentiti prima, entrambi erano sgradevoli, ma Pietro e gli altri abitanti non si allarmarono eccessivamente, la loro curiosità li ammutoliva e inchiodava ad osservare. Ben presto videro una moltitudine di persone arrivare ai confini di Macondo, fortunatamente le coste dell’isola erano alte per cui l’accesso era pressocché impossibile e ciò tranquillizzava la popolazione, una tranquillità che risultò però ben presto vana. In men che non si dica l’isola fu ben presto circondata da grosse barche che emettevano un rumore strano e viaggiavano velocissime. Il cielo sopra di loro fu ben presto solcato da strani uccelli grossissimi e roboanti che viaggiavano ad una velocità inaudita con alcuni che riuscivano addirittura a star fermi nell’aria. La sorpresa degli abitanti di Macondo era al massimo, i Macondiani ormai sgomenti si chiedevano cosa mai fosse accaduto alla loro isola, dove erano finiti? All’improvviso da uno di questi uccelli roboanti che sostavano fermi nell’aria e che poi inspiegabilmente toccò terra, scese un uomo seguito da altri uomini che indossavano strani abiti e cappelli e che imbracciavano altrettanti strani oggetti che puntavano contro la popolazione. In una lingua sconosciuta e poi a gesti fecero capire che volevano parlare con un capo e fu allora che venne chiamato Pietro e portato a cospetto di quello che doveva essere il loro capo. Quell’uomo si rivolse quindi a Pietro e pronunciò diverse volte il nome di quelli che dovevano essere i  loro dei “Pubblicità e Progresso“. Pietro e i saggi dell’isola che aveva portato con sé per le confabulazioni accettarono di buon grado la proposta di conoscere gli Dei dei loro interlocutori e fu così che acconsentirono a far entrare a Macondo Pubblicità e Progresso.
Ben presto a Macondo avvenne una rivoluzione inaudita. Le strade dell’isola furono invase da sconosciuti che entravano nelle loro capanne in qualsiasi momento del giorno e della notte proponendo oggetti mai visti e che avevano dei nomi strani, ma che soprattutto non servivano a nulla. La vita di Macondo era stravolta, non c’era più pace, non si mangiavano più le cose che si mangiavano una volta, non si bevevano più le bevande di un tempo, ora si mangiavano delle cose chiamate OGM e si beveva una cosa scura chiamata Coca Cola che faceva venire le bollicine al naso, starnutire e ruttare.
Il Regno di Macondo era stravolto, Pietro e il consiglio dei saggi arrivarono alla decisione che un gruppo di giovani dovesse difendere la pace dell’isola e fu così che per la prima volta nella storia di quel regno venne istituito un gruppo di difensori della pace che furono chiamati Arcieri.
Il compito degli arcieri era veramente arduo. La loro lotta era impari.
La pubblicità entrava da ogni parte, scritta o disegnata su dei fogli colorati veniva buttata giù dal cielo, le barche la lasciavano a riva, gli strilloni percorrevano le strade infilandola in ogni dove.
Gli arcieri furono istruiti a dovere su come difendere la pace dell’isola. A loro fu consigliato da altri stranieri che avrebbero dovuto vestirsi con abiti particolari che solo loro dovevano indossare e fu così che vennero indotti a scegliere l’abbigliamento attraverso la pubblicità fatta dai produttori e ciò portò molta tensione fra gli arcieri. C’era chi voleva l’abbigliamento proposto da una tal ditta, chi invece lo voleva di una tal altra ditta. Si era al paradosso, si stava diventando dipendenti da una pubblicità per difendersi dalla pubblicità. Gli arcieri poi erano molti e dovevano essere gestiti e coordinati e per questo motivo qualcuno di loro fu eletto a capo di altri che a loro volta avevano dei capi che a loro volta avevano altri capi. E ciò fece conoscere loro la competizione. Inoltre gli Arcieri accecati dal contatto con quel nuovo tipo di società che proponeva un sacco di cose non solo si ammutinavano, ma cominciavano a pretendere di volta in volta aumenti di stipendio sconsiderati. Le capanne ormai brulicavano di cose inutili che per possederle obbligava gli Arcieri a chiedere sempre di più perché, dicevano, quello era il segno del progresso.
Pietro che in cuor suo conservava ancora gli antichi valori della sua gente era ormai sull’orlo di una crisi di nervi, la sua Macondo non era più quella di un tempo, i suoi Arcieri venivano sopraffatti dal progresso e  dalla pubblicità, doveva riportarli agli antichi valori, dovevano essere quelli che davano l’esempio, ne avrebbe fatto un corpo di elite, dovevano rappresentare la coscienza morale dell’isola. L’antidoto sarebbero stati gli antichi valori, la consapevolezza, la solidarietà, solo in questo modo poteva ribaltare la situazione. Se voleva la pace a Macondo lui doveva mantenere la corporazione degli Arcieri sempre in stato di allerta e in piena consapevolezza.
E per molti anni a venire gli Arcieri assolsero il loro compito con dedizione, coscienza e alto spirito di sacrificio. Ma i virus della nuova civiltà mietevano vittime  in ogni ambito della società e nemmeno gli Arcieri ne furono indenni. Con il loro diminuire a causa delle contaminazioni le vecchie tradizioni di Macondo venivano continuamente minate. Il pericolo di perdita di sé, per  la popolazione, era estremamente alto.
Fu allora che Pietro per evitare il disastro alla sua gente decise di uscire dal suo ambiente e  andare in giro per ogni luogo là dove la sua isola fosse attraccata a formare e sensibilizzare Arcieri capaci di far fronte ai nuovi, effimeri  miti accecanti e d’altra parte,  perpetuare nel tempo, gli antichi valori del suo mondo.



                               

 
5x100
 
 
 

 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 

 ADOTTA UNA BOLLA DI SAPONE

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 14 Febbraio 2014 18:47 )
 

Time Zone Clock

Sondaggio

Accentazione ortoèpica lineare