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Enzo Pesante - lo scambio PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Lunedì 11 Febbraio 2013 09:32

 

 
 
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Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 


LO SCAMBIO

di Enzo Pesante

Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 3 febbraio 2013

 

 
        


I° ATTO: LASSÙ



Effettivamente lei qui non risulta, non è segnato nei registri. Ci deve essere un errore!

D’accordo, ma adesso come si fa? Se c’è stato un errore io voglio tornare indietro!

Eh, tornare indietro è difficile… non è la prassi. Una volta qui, vi si rimane per sempre, eternamente oserei dire. La strada che porta qui non ha ritorno…

Ma io sono qui per colpa vostra. Non è dipeso da me. Voi avete sbagliato e voi dovete rimediare!

Questo è vero… vediamo cosa si può fare. Devo consultare il mio superiore. Un attimo solo… Pronto? Pietro, sei tu? Eh, dunque… qui da me, all’entrata, c’è questo signore che è capitato qui per un errore…

Vostro!

Sì nostro… eh, Pietro? Sì, lo so, lo so, sì Pietro, non ti arrabbiare, ma con tutta questa gente che passa ininterrottamente all’accettazione ogni tanto un errore… sono tanti laggiù… non è facile tenere la contabilità, e poi con i tagli al personale che ci sono stati… non sono mica il padre eterno… no, scusi, non stavo parlando con lei, ero al telefono con Pietro… addio… nel senso.. arrivederci… Pietro? Ci sei ancora? No, niente, un’interferenza... dicevamo: e adesso che si fa? … Come? Ah! Sì? Davvero? Si può fare? Perfetto, meraviglioso, glielo dico… grazie Pietro, sei sempre forte Pietrone… Allora, il mio superiore mi ha indicato una via possibile… però lei deve… le spiego… lei può scendere laggiù, ma per ora solo in forma di spirito, senza la carne, gli annessi e connessi…

Eh? Senza la carne? Cosa me ne faccio? Io domani ho la finale di calcetto! Come calcio la palla? Con lo spirito? La maglietta col numero sette, io gioco ala destra sa?, dove la indosso? Sull’ectoplasma?

Domani è domani, non si preoccupi, se lei riuscisse a ottenere una ricevuta… in cambio di… potrà giocare con tutto il corpo e gli annessi e connessi… adesso le spiego, ma a proposito: chi è in testa al campionato laggiù, con tutto il lavoro che devo sbrigare qui non riesco a stare dietro… ma scusi, divago… le dicevo della ricevuta, dello scambio…

Che ricevuta? Che scambio? Cosa devo fare?

Lei scende giù, spirito s’intende, e parla con… adesso cerco il nome… per dire che c’è stato un errore e che non doveva essere lei a dipartire, ma lui… cioè quello che… adesso le dico il nome… il signor Amilcare Ponchielli.

Ponchielli! Il mio vicino, quel depresso… sta sempre in casa, chiuso, con le tende tirate, al buio, non vuol vedere nessuno. Proprio stamattina mi aveva chiesto il favore di portargli l’auto dal meccanico per un problema ai freni…

Ecco perché… c’è stata una sostituzione di persona. Nell’incidente era previsto che guidasse lui…

Sì, vabbè… però, siete pressappochisti! Uno s’immagina l’onnipotenza, il destino… tutto quello che succede già scritto e poi… uno fa un favore a un vicino e si ritrova per errore qui, che tra l’altro non è nemmeno come mi aspettavo!

Ma qui è solo la sala d’aspetto. Di là è più bello… è stato tutto rimodernato di recente!

Sarà, comunque cosa devo dire a Ponchielli?

Ah, sì! Deve dire che siccome c’è stato uno scambio di persone, è il signor Ponchielli che avrebbe dovuto… insomma, ha capito, no? Allora il signor Ponchielli dovrebbe firmare questa ricevuta con la quale accetta lo scambio, così lei potrà tornare laggiù con la carne, gli annessi e i connessi e il signor Ponchielli… al suo posto… capito?

Sì, perfetto! Ottima soluzione, acuto il suo superiore, Pietro, anche se quella volta… non è che si sia comportato proprio bene, eh?

Ma cosa dice? A cosa si riferisce?

Eh, quella volta dei tre canti del gallo! Non so chi sia…! (CANTO DEL GALLO) Non lo conosco…! (CANTO DEL GALLO) Mai visto prima…! (CANTO DEL GALLO) Un pò vigliacchetto, eh?

DRINN Eh, lo sapevo, cosa ha detto! Pietro? Sì, sì, sì, sì, l’ha detto! Sì, laggiù lo sanno tutti! È scritto. Gli evangelisti… sì, tutti e quattro… gelosia, dici?…anche lui lassù lo sa? Sì, ma non ti preoccupare, ti ha perdonato! Le ferie non te l’ha date non per questo… lascia stare i sindacati, Pietro… abbozza, non ti conviene… dai ne riparliamo, ora devo sistemare… questa scocciatura

Si è arrabbiato! Ma io non volevo…

Lei stia zitto e vada… ha capito cosa deve fare… ma attenzione: la ricevuta firmata deve arrivare entro la mezzanotte, altrimenti… niente!

Sì, non c’è problema.. Ponchielli non vede l’ora di stabilirsi qui, lo conosco, poveraccio… allora vado… ma come torno laggiù

Dunque, adesso giri a destra al secondo cirro, poi dritto fino al nembo e alla rotonda celeste si cali giù, giù giù fino in fondo… ed è arrivato!

Grazie, vado. A presto… cioè, no, arrivederci… nemmeno, addioooooo




II° ATTO: A CASA DEL SIGNOR PONCHIELLI

DIN DON Ma chi è? A quest’ora, un pover uomo, ahi la schiena, non può nemmeno… ahi le gambe, starsene solo a meditare… ahi la testa… che sarà mai a rompere le scatole… ahi, ahi, ahi, già la vita è così difficile, ah, vita infame, ah vita grama, ah vita ingrata - APRE

Signor Ponchielli, sono io!

Lei… no, non può essere… stamattina ho parlato con il parroco e mi ha detto che…

Ma sono proprio io, in carne e os… cioè sono qui proprio io, il vicino!

No, lei è… me l’ha detto il parroco, com’è possibile! Allora era uno scherzo, scherzo da prete!

No, non era uno scherzo… effettivamente ho avuto un incidente!

Però si è salvato, sono contento, lei è sempre stato un vicino disponibile…

Troppo disponibile! Chi me l’ha fatto fare a portarle l’auto dal meccanico.

A proposito dell’auto… mi deve pagare i danni, eh?

Ma come si permette? Io mi sono sacrificato per lei!

Sacrificato! Non esageriamo… per un favore così piccolo

Sì, ma ci ho rimesso le penne!

Come le penne? Ma allora… lei è…

Eh sì, io… sì!

Non ci credo! È uno scherzo: si è messo d’accordo col parroco!

Macché d’accordo! Macché parroco! Io poi quello lo odio… è proprio così… io sono… provi a toccarmi!

Toccarla? No, e perché, io non tocco nessuno, non mi piace il contatto fisico, i germi, lo sporco…

Ma è per vedere che io sono… che io… insomma mi tocchi!

È vero! È stupefacente! Oh, le pillole, devo prendere le pillole, il cuore… m sento morire…

Non adesso! Un attimo. Prima le devo spiegare perché sono qui… dunque il fatto è che lassù hanno commesso un errore… era previsto l’incidente, però non dovevo essere io alla guida, ma lei!

Io? E che c’entro! Che vuol dire?

Vuol dire che io… sono un abusivo!

Un abusivo? E perché?

Perché doveva morire lei!

Tié! E quando mai!

Eh, quando mai… stamattina… stamattina lei doveva guidare l’auto e schiantarsi!

Ma lei è matto! Non ci penso proprio…

Non faccia l’egoista, lei doveva morire e basta. È scritto così!

Ma dove è scritto? Ma mi faccia ridere… a lei l’incidente le ha fatto male… ha battuto la testa…

È certo che ho battuto la testa, contro il parabrezza… è proprio per questo che… non avevo allacciato le cinture di sicurezza!

Non ha allacciato le cinture e adesso viene da me a protestare? È colpa sua…

Ma sì, non importa di chi è la colpa!

Certo che importa… la colpa è sua e mi deve pagare i danni!

Ma come faccio se sono…

Gli eredi, pagheranno loro, glielo dica!

Ma adesso il problema non è questo… il problema è che lei deve firmare questa ricevuta.

E che vuol dire? Cos’è questa ricevuta?

È la ricevuta con cui lei certifica che doveva essere alla guida e che quindi era lei che…

Che?

Che doveva schiantarsi!

Eh, sì, il cervello è rimasto proprio sul vetro, è chiaro! Io non firmo nulla!

Ma lei è sempre stato più di là che di qua, che le costa? Anzi, le dovrebbe far piacere… non si ricorda tutte le volte che in ascensore mi diceva: “Non ce la faccio più, un giorno o l’altro… la faccio finita… questa non è vita! I dolori, i dispiaceri, la solitudine, la noia…”

Sono cose che si dicono in ascensore...  io sto benissimo!

Ma no, io sto benissimo, sono un tipo solare, pieno di vita…

Non direi proprio…ehhhh

Beh, è un modo di dire… non faccia lo spiritoso. Insomma, lei deve firmare e anche in fretta, entro mezzanotte.

Altrimenti cosa mi fa? Mi mette le mani addosso? Ehhh

La smetta di ridere Ponchielli! È suo preciso dovere morale firmare la ricevuta e rimettere le cose a posto, è l’unica via di uscita!

No, guardi, la via di uscita è quella, la porta; e adesso lei se ne va altrimenti chiamo la polizia

Così mi arresta, vero? Guardi cosa me ne frega delle porte e delle sbarre… vede? Passo e ripasso dalle porte e dai muri quando voglio… mi faccio proprio una bella risata!

Rida pure, tanto io non l’ascolto!

E invece lei mi ascolta!

Impossibile, ho staccato l’amplifon! E poi guardi, sta per scoccare la mezzanotte DON DON

Firmi DON DON

No DON DON

La prego DON DON

Mai DON DON

La scongiuro DON

Nemmeno morto DON




III° ATTO: IL MATTINO DOPO…


DRINNNN Oddio, chi è? Cos’è? Che succede? Dove sono? Pietro, no, non è colpa mia… è Ponchielli che non ha voluto… maledetto, non ha firmato! Depresso, ipocondriaco, malato, ma… questa è la mia casa… il mio letto… la mia sveglia… un sogno… è stato un sogno, un incubo. La mia maglietta, col numero sette… oddio come sono sudato, deve essere stata la pasta con i fagioli di ieri sera, ne ho mangiata troppa, ho esagerato… meno male… che felicità, la vita è così bella, così bella… DIN DON  Ma chi è a quest’ora.. che diavolo, nemmeno il tempo di svegliarmi… arrivo.. chi è?

Carissimo vicino, un favore: stamattina potrebbe portarmi l’auto dal meccanico?


FINE




                                     

 
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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 11 Febbraio 2013 10:06 )
 

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