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Ivana Greco - Uno sprazzo di sole PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Domenica 19 Febbraio 2012 12:50

 

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

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presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 


UNO SPRAZZO DI SOLE

di Ivana Greco
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 5 febbraio 2012

 

 

 
La ragazza si era persa nel mondo grande. Non sapeva, non pensava, agiva, reagiva. viveva lì dov’era, con chi era, trascinata della corrente, ora scivolando tranquilla, ora urtando qualche scoglio. E mentre si scorticava le dita sulle rocce:

uno sprazzo di sole
uno spruzzo di sale
un pezzetto di pane
un pranzetto di mame.

Ecco lì chi allarga  l’orizzonte
chi espande le parole
si chiamava “centro sole”.

Come entrare senza bruciare ?
Come amare senza affondare ?
Lampo di luce ortogonale:
meglio l’eguale.

Sole diffuso
colori ardenti
incanto di sensi.
La vita corre
non perde un colpo,
che purgatorio !
I sogni viaggiano
su grandi ali,
sono irraggianti
lampi stellari.
sprazzi di sole su pietre antiche
miti e leggende di genti amiche.
sprazzi di sole giù nel profondo
occhi e parole dell’altro mondo.
Sprazzi di sole a intermittenza
giochi di luce, somma sapienza.

Cara ragazza sei diventata una signora illuminata ?
O sei ancora lì raso terra a protestare contro la guerra ?
La tua coscienza è soleggiata o dai predoni ben foraggiata ?
Sprazzi di sole su vecchie aiuole,
occhi ridenti di donne sole.





 
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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 
 
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 07 Maggio 2012 15:31 )
 

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