Home Archivio News-Eventi Antonella Filippi - chi va col lupo impara a... lupanare
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
Antonella Filippi - chi va col lupo impara a... lupanare PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 0
ScarsoOttimo 
cassetto degli articoli - armadio degli articoli
Scritto da Super Amministratore   
Mercoledì 23 Novembre 2011 15:06

 

                                           SMETTERE O CONTINUARE...?


Hai letto questo testo di Scritturalia?

Esprimi il tuo apprezzamento, da scarso a ottimo.
Non è un concorso. Non c’è nessun premio. Tu e l’autore non vincerete nulla.
Perché votare allora? Semplicemente perché il tuo giudizio di lettore anonimo,
onesto, schietto e disinteressato, potrà essere utile all’autore.
La tua disponibilità a un semplice click come stimolo per lo scrittore/scrittrice
a ripensare e a migliorare la propria scrittura…

 

scritturaliafoto

Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


LEGGI I RACCONTI DI SCRITTURALIA



possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

LOGO
Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 


CHI VA COL LUPO IMPARA A…LUPANARE

di Antonella Filippi
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 6 novembre 2011


 
 
 
In sillabe leggiadre e pure serie
narrerovvi in italico idioma
quel che accade a color che son traviati
dall’incontro con un’ampia congerie
di lupi che sono spesso in coma
o quanto meno a fratture abbonati.

Per non tacer del vizio maledetto
di porre tra le fauci dei bastoni
cui dare poscia fuoco e affumicare
ogni stanza, naso, tana e letto:
direi che è proprio un vizio da…gibboni
che porta compagnie ad allontanare.

Appena dopo i trenta di mia vita
durante un corso da me organizzato
dalla Superba venne un lupo basso
a scoprir per due giorni all’aria aprita
gli insegnamenti che in questo creato
faranno sopravvivere anche un masso.

Che dire dei due giorni? alla memoria
ritornan pochi sprazzi del percorso
e della notte passata all’adiaccio
il resto, ben si sa, ormai è storia
perché in questi anni ogni discorso
s’è ampliato e approfondito col lupaccio.

Più innante mi disse che in quel loco
insonne e pensoso rimirommi
pensando a farmi preda di sue brame,
ma io, che lo conoscea ben poco
per lunga pezza al suo agguato negommi
e lo lasciai con tutta la sua fame.

Avvezzo a mantener nel frigidario
pezzi e ingranaggi della sua moto,
aduso a mescolar nelle frittate
ingredienti dell’evo quaternario
tale io lo conobbi, come noto,
in casa delle più disordinate.

Sproloquia che disordine non v’era
ma a me trincea inver proprio pareva
il camminar nelle sue poche stanze
tant’è che un giorno, oppure una sera,
prendemmo a smantellar, che si poteva
infin girare al passo delle danze.

Ma il debole suo punto è un arte antica:
il manducar sovente, presto e bene
e non riso bollito o cose smorte
il dover cucinare è un fatica
e la parola dieta spesso viene
da lui letta come condanna a morte.

Al desco e al focolar ratto s’apprende
che se non fosse per la mia attenzione
a svaligiar dispensa e frigo tenta:
a pranzo poco mangia e perciò tende
di sera a scofanare in un boccone
qualsiasi cosa un poco disattenta.

Di macrobioticar poco gli cale
dell’integral non gliene importa un ette
verdura per fortuna assai ne mangia
ma direi proprio che si sente male
se non trova formaggi e cotolette
da riempirne un baril monumentale.

Basso di anche, ma alto d’intelletto,
fidato e pien d’affetto per un gufo
talor confonde amor con affettato
mentre manifesta il suo diletto
arricciando con voluttà il tartufo,
cospargendo di pesto il bene amato.

E il gufo che gradisce cereali,
legumi, frutti e forse i dolci un poco,
legumi, alghe e cose buone e sane
con questo lupo deve metter l’ali
per salvarsi dai morsi, pur per gioco,
che dispenserebbe come il pane.

Sta di fatto che il lupo gradirebbe
non sentire il gufo reiterare
che salute, età e mental ragione
richiedon delle scelte, che sarebbe
per oggi e domani di accettare
l’adozion di buona alimentazione.

Riletta al lupo questa mia concione
di sopra dall’occhial fisso guardommi
l’occhio socchiuso e il ghigno a dimostrare
il gradimento suo, qual Re Leone
che giudichi quaggiù, per capi sommi
quale dei sudditi è pronto a mangiare.

Si sa che quando alcuno altri ami
spesso travolto da passioni care
all’altrui vizi, ahimè, si lascia andare
io pur lo feci, traviata e curiosa
e per provar per cibo ogni cosa
mi ritrovo a mangiar carne e salami
E’ proprio vero, non si può scappare:
chi va col lupo impara a… lupanare!




 

5x100

 
 
 

 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Novembre 2011 15:50 )
 

Time Zone Clock

Sondaggio

Accentazione ortoèpica lineare