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RACCONTI ALTRI PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Martedì 01 Aprile 2014 09:18

 

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 R A C C O N T I   A L T R I     CLESSIDRA  penna

 
 
 
intorno al camino molti di questi racconti
sono stati letti ad alta voce
da Pietro Tartamella 
nei dieci anni che sono durati i magici incontri
dei "Racconti d'Inverno" a Cascina Macondo
 
 
 
 
IL MOSTRO, di Nino Musso
Ah! Ah! Ah! Ho saputo che il principe Harlow in questo momento è giù alla taverna che beve. So che si prepara a salire quassù al castello dove abito. Povero uomo, miserello, col suo sciocco cervello ha pensato di sfidare i miei poteri difesi dai miei fidi servitori, e di giungere a me quassù sui monti, nel castello che tanto terrore incute alla gente...
 
 
IL GUINZAGLIO, di Fabio Mongardi
Era lì davanti a me, con l'aria di chi volesse interrogarmi. Mossi la testa di lato per evitare i raggi del sole e vidi che stava guardando il cane. "È un bel cane", mi disse.
"Sì, lo credo anch'io", risposi...
 
 
IL GIGANTE, di Aldo Cirri
"Cavoli” è il nome di una delle più belle spiagge dell’Elba. Situata nella parte meridionale del massiccio del monte Capanne, è un’incantevole insenatura formata da grossa sabbia granitica che, anche se smossa, si deposita subito sul fondo lasciando l’acqua limpida e trasparente. Conosciutissima da tutti i turisti che da anni frequentano l’isola...

 
IL BUCO, di Peter Seeberg
Qualche tempo fa Graves, il nostro superiore diretto, ci disse che aveva un lavoro di prim'ordine per noi: mai nessuno ne aveva avuto uno migliore e sicuramente nessuno se ne sarebbe lamentato. Non voglio dire che fossimo particolarmente rassicurati da questi elogi, si trattava semplicemente del peggior lavoro che si potesse trovare...


 
LASCIA PERDERE I GERANI, di Max Steele
Quell'estate eravamo seduti, come di consueto, sulla terrazza del caffè, all'angolo tra I'Odéon e la strada che porta alla Senna. Era agosto inoltrato, e le vie erano deserte... 


IL GATTO SOTTO LA PIOGGIA, di Ernest Hemingway
C'erano solo due americani alloggiati in quell'albergo. Non conoscevano  nessuna delle persone che incontravano per le scale quando andavano e venivano dalla loro stanza...

 
CENT’ANNI DI SOLITUDINE, di Gabriel Garcia Marquez - capitolo primo
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre, Josè Arcadio Buendia, lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio...
 
 
Essendo la fine venuta della novella di Filostrato, della quale erano alcuna volta un poco le donne arrossate e alcun'altra se ne avevan riso, piacque alla reina che Pampinea novellando seguisse. La quale, con ridente viso incominciando, disse...

 
IL GIOVANE E LE PAPERE, di Giovanni Boccaccio
Nella nostra città, già è buon tempo passato, fu un cittadino il quale fu nominato Filippo Balducci, uomo di condizione assai leggiere, ma ricco e bene inviato e esperto nelle cose quanto lo stato suo richiedea; e aveva una sua donna moglie, la quale egli sommamente amava, e ella lui, e insieme in riposata vita si stavano...


 
LA FORTUNA DEGLI IRLANDESI, di Bernard Levin
Questa dev'essere la quattordicesima volta che sono stato al Festival operistico di Wexford, in Irlanda; o forse la tredicesima; oppure la quindicesima.
Proprio come a Wexford, dove i giorni e le notti si amalgamano in un insieme indistinto...
 
 
FLAVIA, di Morena Beltrami
Ricordava il rito. Suo zio usciva per primo dall'acqua dello stagno   e l'aspettava sulla riva con l'accappatoio in mano. Di solito accadeva sempre dopo circa una mezz'ora che Flavia e lo zio Giacomo s'erano trastullati in quel piccolo acquitrino di montagna dove, durante le vacanze scolastiche della piccola, amavano trascorrervi il fine settimana...

 
CAPPUCCETTO ROSSO, di Antonella Ossorio
A i margini d'un bosco,
in una casettina,
insieme alla sua mamma
viveva una bambina...
 
 
IL FAGGIO, di Mauro Corona
Il boscaiolo Santo Corona, detto Santo della Val, aveva sessantaquattro anni quando decise di tagliare il grande faggio. E il faggio di anni ne aveva più di trecento.
Il padre e il nonno di Santo, e forse anche il bisnonno, si erano riposati sotto la sua ombra. Il faggio regnava sull'intero bosco... 

 
 
ERBA, SASSI E ODORE DI CAMPO, di Andrea Mitri
Alla fine di un aprile particolarmente piovoso si scoprì delle piantine di fragole sotto le ascelle.
La cosa lo innervosì tantissimo dal momento che doveva sovente cambiarsi la maglietta della salute e le macchie rosse si lavavano male. Il dottore di famiglia, a cui inizialmente si rivolse, gli diagnosticò una dermatosi orticaria di tipo allergico...
 

 
ECCO FATTO, di Simon Carmiggelt - da “Il Venditore di aringhe”
In una bettola della Nieuwendijk un uomo molto anziano viene a sedersi al mio tavolo, indica il mio pacchetto di sigarette con un dito tremolante e fa: "Posso prenderne una? Ma non la voglio mica per niente. Per niente sorge il sole all'alba. Sarebbe davvero bella che io elemosinassi da qualcuno una sigaretta mentre giro con i soldi in tasca...
 
 
IL DONO DEI MAGI, di William Sidney Porter  (O.Henry)
Un dollaro e ottantasette cents. Questo era tutto. E sessanta cents erano in monetine di rame; monetine risparmiate una o due alla volta, litigando col  fruttivendolo o col macellaio finché le guance diventavano rosse per la tacita imputazione di tirchieria implicita in simili contrattazioni. Un dollaro e ottantasette cents...

 
IL CORVO DI MÌZZARO, di Luigi Pirandello
Pastori sfaccendati, arrampicandosi un giorno su per le balze di Mìzzaro, sorpresero nel nido un grosso corvo che se ne stava pacificamente a covare le uova. “0 babbaccio, e che fai? Ma guardate un po"! Le uova cova! Servizio di tua moglie è, babbaccio!" ...


 
Non ricordo con precisione quando è cominciata questa storia. Di sicuro però era ancora inverno pieno, perché portavo il pigiama di flanella pesante quella notte,    quando mi sono alzata per rispondere al telefono. L'apparecchio sul comodino non funzionava dalle vacanze di Natale, e non avendolo portato subito a riparare...
 
 
IL CIECO E LA MOGLIE BELLA, di Louise Dickinson Rich
Prima ancora di veder la casa,  Elizabeth ed io sentimmo un batter di martelli. I falegnami erano al lavoro sul tetto e il color oro grezzo del legno nuovo spiccava sul bianco e rosa spumeggiante d'un frutteto trascurato, ma in rigogliosa fioritura. Un uomo e  una donna erano seduti su una catasta di tavole, all'ombra d'un melo...   
 
 
QUELLA CASA DOVE LE PARETI PIANSERO CON IL VENTO, di Helga Rainer
Anche quest’anno le dita leggere del vento sfiorano il calendario della vita per lasciar cadere come una fragile foglia una data come un’altra, un 11 febbraio per molti insignificante, trascorso all’insegna del quotidiano e della frenesia...
 
 
PELLE D'ASINO, di Carlo Collodi
C'era una volta un Re così potente, così ben voluto da' suoi popoli e così rispettato dai suoi vicini e alleati, che poteva dirsi il più felice di tutti i monarchi della terra. Fra le sue tante fortune, c'era anche quella di avere scelta per compagna una Principessa, bella quanto virtuosa: e questi avventurati sposi vivevano come due anime in un...


 
DON FELICE E FRATE PUCCIO, di Giovanni Boccaccio
Vicino di San Brancazio stette un buono uomo e ricco, il quale fu chiamato Puccio di Rinieri, che poi essendo tutto dato allo spirito si fece frate di san Francesco e fu chiamato frate Puccio: e seguendo questa sua vita spiritale, per ciò che altra famiglia non avea che una donna e una fante,

 
 
L'ORTOLANO MUTO, di Giovanni Boccaccio
In queste nostre contrade fu, ed è ancora, un monastero di donne assai famoso di santità (il quale io non nomerò per non diminuire in parte alcuna la fama sua) nel quale, non ha gran tempo, non essendovi allora più che otto donne con una badessa, e tutte giovani, era un buono omicciuolo d’un loro bellissimo giardino ortolano...
 
 
PARALIPOMENI DELLA BATRACOMIOMACHIA, di Giacomo Leopardi
Poi che da’ granchi a rintegrar venuti

Delle ranocchie le fugate squadre,
Che non gli aveano ancor mai conosciuti,
Come volle colui ch’a tutti è padre...

 
BATRACOMIOMACHIA, la battaglia dei topi e delle rane
attribuita ad Omero
Grande impresa disegno, arduo lavoro,

o Muse, voi dall’Elicònie cime
a me scendete, il vostro aiuto imploro:
datemi vago stil, carme sublime...
 
 
LA BAMBOLA DI PEZZA, di Daniela Rindi
Mi si è formato un bolo di saliva in gola, che ho difficoltà a buttar giù. Ognuno ha un cadavere sul cuore e quello che adesso mi sta tornando in mente percorrendo via Nazionale, è il mio. Mi piacerebbe fosse ancora al mio fianco, fermarci a guardare le vetrine, istigandomi a comprare! Si, le piaceva quando acquistavo qualcosa per me...


 
A TAVOLA, di Elena  Clementelli
Il gioco mi piace. Come tutti i giochi, del resto. Uomo o donna? Eccomi lì a lambiccarmi il cervello, non so mai a chi pensare, non solo non ne indovino uno, ma non riesco a proporre che dei personaggi comuni, notissimi, inflazionati, alla portata di chiunque, Garibaldi, Mazzini, Giulio Cesare o Rosmunda...
 
 
LA BELLA ADDORMENTATA, di Carlo Collodi
C'era una volta un Re e una Regina che erano disperati di non aver figliuoli, ma tanto disperati, da non potersi dir quanto. Andavano tutti gli anni ai bagni, ora qui ora là: voti, pellegrinaggi; vollero provarle tutte: ma nulla giovava. Alla fine la Regina rimase incinta, e partorì una bambina. Fu fatto un battesimo di gala; si diedero per comari alla Principessina tutte le fate che...

 
IL CAPOLAVORO, di Saverio Cerè
tratto dalla rivista “Il Racconto”, n° 10 – Crocetti Editore
Mise la parola fine e gli sembrò una liberazione. Si appoggiò allo schienale della poltroncina e ruotò su se stesso rivolgendo le spalle alla macchina per scrivere. Si stropicciò gli occhi. Era l'alba. La mattina annunciava un giorno grigio, com’ era stato quello precedente...
 
 
CACCA D'UCCELLO, di Paul Jennings
Le gemelle sedevano sulla panchina gettando pezzettini del loro pranzo ai gabbiani. “Non mi piace l'idea di dire una bugia alla nonna,” - disse Tracy. “Non sarebbe giusto. Lei ha avuto cura di noi da quando la mamma e papà sono morti. Saremmo finite in un orfanotrofio, se non fosse stato per lei”...
 
 
L'EVAPORAZIONE DELLE ANGURIE, di Piero Chiara
Il maggior tormento, per Pierino e per i suoi coetanei coi quali ogni mercoledì girava il mercato, erano, d'estate, le angurie.
Ce n'era un gran banco, proprio al centro della piazza, sotto le piante, dal quale i bei poponi, tagliati in mezzo e messi in fila come tante lune rosse, splendevano su tutto il mercato. Il venditore ogni tanto gridava...
 
IL BIGLIETTO FERROVIARIO di Simon Carmiggelt - da “Il Venditore di aringhe”
Nella stazione di una cittadina di provincia, battendo i denti dal freddo, stavo aspettando il treno che mi avrebbe riportato ad Amsterdam.  Avevo appena tirato fuori un pacchetto di sigarette dalla tasca esterna del soprabito e ne stavo accendendo una, quando si avvicinò una ragazza con la quale la natura...

 
ARTURO PERPLESSO DAVANTI ALLA CASA ABBANDONATA SUL MARE,
di Stefano Benni
- da "Il Bar sotto il mare"
Il bambino col costume blu aveva camminato per almeno un chilometro di spiaggia. Adesso era fermo davanti a quella casa con tutte le porte e finestre chiuse. Non c'erano i giocattoli di Maria in giardino. Non c'era più l'amaca tra i due alberi. Il bambino si girò allora verso il mare, che era calmo e viola, e si mise a sedere...

 
IL PRIGIONIERO ANTE, di Erri De Luca
Per Ante era una finestrella, sbarrata da una tavola di legno, l’unica presa d’aria della cella. L’uomo si abitua all’ombra. A mezzogiorno, in piedi sulla branda si allunga alla fessura della luce. Meno di un rigo, un verso breve, passa sulle palpebre degli occhi. C’è un nodo, nel legno e lui tocca con l’unghia e con il tempo: con la punta dell’unghia e del tempo. All’uomo serve un gioco, nella cella...
 
L'AMMACCATURA, di Peter Seeberg
Locke strisciò contro il muro con l'acchiappamosche sollevato, pronto a colpire. Una piccola schiera di sette o otto mosche, quattro delle quali (a due a due) erano impegnate nell'atto dell'accoppiamento, si trovava ancora dietro 1'angolo, vicino alla porta della veranda, dietro le tende. Locke prese la mira, immaginò il percorso dell'acchiappamosche, si concentrò prima d'agire e infine fece precipitare la paletta di plastica ...

 
L'ANNEGATO PIÙ BELLO DEL MONDO, di Gabrìel García Marquez
I primi bambini che videro il promontorio scuro e circospetto che si avvicinava dal mare si fecero illusione che era una nave nemica.
Poi videro che non portava né bandiere né alberatura e pensarono che fosse una balena. Ma quando si incagliò sulla spaggia, gli tolsero i cespi di sargassi, i filamenti di medusa e i resti di banchi e di naufragi che si portava addosso, soltanto allora scoprìrono che era un annegato...
 
L’AFRICA IN GIARDINO, di Pietro Tartamella
tratto da "l'Africa in giardino"

I bimbi di tutto il quartiere erano già scesi ai giardini da un pezzo e giocavano. La squadra della piazzetta, che per l’occasione indossava come divisa una maglia rossa con spacchi laterali, aveva già segnato quindici goals contro la squadra dei ragazzi che abitavano in pantaloncini corti quel palazzone rosso laggiù di mattoni popolari. Ad ogni goal le loro urla di vittoria e i loro abbracci, con sollevamento di persona, arrivavano sino in cima alla Mole Antonelliana dove  ogni mattina scolaresche chiassose si alternavano a guardare dall’alto la città...
 
ALIAS IN VIA SESOSTRI, di Dino Buzzati
La morte per infarto, a sessantanove anni, del professor Tullio Larosi, titolare della cattedra di ginecologia all'Università, e Direttore dell'Ospedale di Santa Maria Immacolata, comunemente detto La Maternità, fu un avvenimento per gli inquilini dello Stabile in Via Sesostri 5, di cui il Larosi era proprietario... 

 
AI CONFINI DELL'HIMALAYA, di Giuseppe Tucci
tratto da "Dei, demoni e oracoli" - Neri Pozza editore - 2006

Nel torrido pomeriggio del 13 giugno 1933, mentre il piccolo treno di Patankòt saliva faticosamente verso l'altopiano, vedemmo per la prima volta la neve. Erano le superbe giogaie della catena del Dao-landàr, emergenti come isole celesti... 

 
NICO E I SUOI FRATELLI, di Aldo, Giovanni e Giacomo
... Sono assalito dai ricordi!  Per mandarli via, ve ne devo raccontare qualcuno. Come sapete, eravamo nove fratelli e dormivamo tutti in una stanza, nei letti a castello.
Nove letti uno sull' altro. Ci si giocava sempre il letto più alto a morra, perché su c'era un'aria così pulita e tersa… che crescevano alcune stelle alpine...
 
IL SALE NELL’ACQUA CHE BOLLE, di Marina Mizzau
tratto dalla rivista “Il Racconto” n° 2 – Crocetti Editore
“Il sale negli spaghetti va messo nell' acqua fredda” diceva una delle due donne, quella meno giovane. La cassiera dalla sua posizione sentiva tutte le cose che avvenivano ai tavoli. Non che le piacesse ascoltare, ma non poteva farne a meno, perché il ristorante era piccolo e almeno due dei tavoli erano vicinissimi alla cassa, che per di più era quasi nascosta da un paravento; non nascosta al punto che gli avventori non sapessero della sua presenza... 

 
MAGIA DEL MONTE BIANCO, di Walter Bonatti (tratto da ”Montagne di una vita”)
Era pomeriggio inoltrato e camminavo tutto solo verso le regioni alte del Monte Bianco. I raggi obliqui del sole di fine estate accendevano di vivide tinte le ultime ondulazioni di rododendro, che frammiste a chiazze di primule e campanule davano al paesaggio un ingannevole senso di calore. A ristabilire le cose v’erano i numerosi bracci d’acqua cristallina che scendevano impetuosi dalle fredde, nude morene...
 
BREVE VITA FELICE, di Mario Rigoni Stern (tratto da “Amore di confine”)
Andando qualche volta per i boschi a raccogliere legna per riscaldare il mio inverno, o anche solo a camminare, o a prendere su qualche fungo per insaporire il risotto, mi capita sovente di essere lacerato nei nervi dal fracasso delle moto da cross. Possibile che tutti abbiano bisogno di chiasso? In contraddizione al vuoto interiore che oggi sembra tanto esteso, in questa bella mattina di un autunno luminoso e colorato mi è venuto caro il ricordo di una ragazza che conobbi non molto tempo fa.
 
UNA CASA NELL’IMMENSITÀ DELLA PRATERIA, di Mary Cholmondeley
Ferma davanti alla bassa finestra, guardava verso la prateria. Era caduta un po' di neve. Non molta, quel tanto sufficiente per aggiungere un senso di desolazione alla sterminata pianura, all'esterno delle quattro anguste pareti della capanna di tronchi. La capanna di tronchi era simile a una piccola imbarcazione, attraccata in qualche vasto, invalicabile mare senza maree.
 
LA LEPRE, di Arto Paasilinna - da "l'Anno della Lepre"  - ediz. Iperborea
Sull'automobile viaggiavano due uomini depressi. Il sole al tramonto, battendo sul parabrezza polveroso, infastidiva i loro occhi. Era l'estate di San Giovanni. Lungo la strada sterrata il paesaggio finlandese scorreva sotto il loro sguardo stanco, ma nessuno dei due prestava la minima attenzione alla bellezza della sera.

L'AVVENTURA DI UNO SCIATORE, di Italo Calvino
Allo skilift c'era la coda. La comitiva dei ragazzi venuti col pullman s'era messa in fila, affiancandosi a sci paralleli, e, a ogni passo avanti che la coda faceva - una lunga coda che invece d'andar dritta, come pure avrebbe potuto, seguiva una casuale linea a zig-zag, un po' in salita un po' in discesa - pesticciando in su oppure scivolando giù di fianco, a seconda del punto in cui si trovavano, e subito ripuntellandosi ai bastoncini...

ANALASUNGA, di Alberto Perrini
ERA UNA SERA di quelle sere che il sole calando dietro una montagna tinge fantasticamente le nuvole sparpagliate. Aspirava già un vento un po' polare per via che linverno s'avvicinava da lungi come di solito lo dice sempre anche il calendario di quella stagione... 

 
L'UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI, di Jean Giono
Una quarantina circa di anni fa, stavo facendo una lunga camminata, tra cime assolutamente sconosciute ai turisti, in quella antica regione delle Alpi che penetra in Provenza. Questa regione è delimitata a sud-est e a sud dal corso medio della Durance, tra Sisteron e Mirabeau ... 
 

LA REGINA DELLE NEVI, di Hans Christian Andersen
Tanto, tanto tempo fa, c’erano un bambino chiamato Kai e una bambina chiamata Gerda. Vivevano porta a porta e si volevano molto bene. Fra le due case c’era un giardino nel quale i due ragazzi giocavano tutta l’estate tra i fiori. Il fiore preferito di Gerda era la rosa e lei aveva perfino inventato una poesia dedicata a Kai:
Le rose non perdono il profumo mai e amici per sempre saran Gerda e Kai”...

STORIA DI ABDÙLA, IL MENDICANTE CIECO
dalle "Mille e una Notte"
... Il mendicante cieco, che aveva giurato di non accettare nessuna elemosina che non fosse accompagnata da una bastonata, raccontò al califfo la sua storia.“Prìncipe dei credenti - disse- sono nato a Bagdàd. Con l'eredità ricevuta dai miei genitori, e con il mio lavoro, comprai ottanta cammelli che noleggiavo ai mercanti delle carovane dirette verso le città e verso i confini del vostro immenso impero...

IL MONACO E L'ABATE, di Giovanni Boccaccio
Decameron - Giornata Prima - Novella Quarta
Un monaco, caduto in peccato degno di gravissima punizione, onestamente
rimproverando al suo abate quella medesima colpa, si libera dalla pena
Fu in Lunigiana, paese non molto da questo lontano, un monistero già di santità e di monaci più copioso che oggi non è, nel quale tra gli altri era un monaco giovane, il vigore del quale né la freschezza né i digiuni né le vigilie potevano macerare.
Il quale per ventura un giorno in sul mezzodì, quando gli altri monaci tutti dormivano, andandosi tutto solo da torno alla sua chiesa, la quale in luogo assai solitario era ...

NOTTE D'INVERNO A FILADELFIA, di Dino Buzzati
Ai primi del luglio 1945 la guida alpina Gabriele Franceschini, salito da solo nell’alta Val Canali (Pale di San Martino di Castrozza) per studiare una via nuova sulla parete della Cima del Coro, scorse, a oltre cento metri dalla base delle rocce, una cosa bianca appesa a una gobba strapiombante. Guardato bene, capì che era un paracadute e si ricordò come in gennaio un quadrimotore americano...

(la spedizione Donner – fatto realmente accaduto)
….Quel giorno, verso sera, ricominciò a nevicare e, nonostante le guide indiane, il gruppo deviò a sud della Bear Valley, cacciandosi in un intrico di rami minori dell'American River. La situazione era senza via d'uscita. Tutti si sedettero nella neve e parecchi proposero di ...
 
L'ISOLA DEI TRE SCHELETRI, di George G. Toudouze
La mia esperienza più terrificante?  Beh, capita di farne
parecchie in trentacinque anni di servizio nei fari, sebbene quasi sempre si tratti di un lavoro piuttosto monotono: tenere in ordine le luci e inviare rapporti periodici... 
 
ALL'OMBRA DELLO ZEN, di Grazia Valente
La maggior parte di  questi microracconti è stata ispirata dal libro “101 Storie Zen”. Non si tratta di una rivisitazione parodistica, è importante  precisarlo. Al contrario, è – o vorrebbe essere – un omaggio alla saggezza venata di umorismo del popolo giapponese.
(Torino, Febbraio 2018)

Ho avuto occasione di ascoltare , recentemente,  una curiosa tesi, non a caso esposta da un uomo: quella secondo la quale  non si dovrebbe comprendere se un testo poetico  sia stato scritto  da una donna. In caso contrario, non si tratterebbe di  poesia valida...

QUANDO SVUOTI UN APPARTAMENTO di Giuliana Cupi
Avevo una casa da svuotare e volevo farlo in modo coerente con le mie convinzioni… ma forse è meglio che per prima cosa spieghi perché avevo una casa da svuotare. Perché mia madre, che ha ottantasei anni, ma da diverso tempo ha ormai perso il conto del tempo, in febbraio si è anche rotta un femore ed è rimasta sulla sedia a rotelle. Assisterla è diventato più oneroso, e di un intero appartamento...

IL RENE E LA QUESTIONE NAZIONALE di Drazan Gunjaca
Cari amici, vi mando un racconto che ho scritto nell'anno 2010 prima di andare in ospedale dove mi sono trattenuto molto più a lungo del previsto... Da allora non ho scritto più nulla. A causa di una serie di circostanze con le quali non voglio annoiare nessuno. In questi giorni l'amico e prof. Srdja Orbanic, un bravo interprete che è rimasto senza lavoro, mi ha tradotto il racconto in italiano. Il racconto dice tutto da solo, non c'è bisogno di commentare. Ho inviato il racconto a più indirizzi giusto per far sapere che sono ancora qui. Chiunque voglia pubblicarlo, è libero di farlo...
Cordiali saluti, Drazan Gunjaca  -  www.drazangunjaca.com
 

ANGIO CRISANTEMO DAI PETALI SCARLATTI di Francesca D'Arrigo
Alla vecchia signora, la rizoartrosi trasfigurò le falangi in rinsecchiti tralci snodati dal legame della mano e il dito grosso, all’articolazione, si discerneva sgangherato...

 

 

Cascina Macondo
Cèntro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poètica Haikù
B.ta Madònna della Róvere, 4
10020 Riva Prèsso Chièri (TO)

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 19 Agosto 2018 18:37 )
 

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