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Lucia Gaiotto - multimedialità PDF Stampa E-mail
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Scritto da Super Amministratore   
Lunedì 25 Luglio 2011 16:20

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

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MULTIMEDIALITÀ

di Lucia Gaiotto
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 29 giugno 2003




Certo è strano, incredibile.
Siamo nel 2003 e lentamente, o forse velocemente, tutto si sta evolvendo verso il multimediale. Però, prima di tutto riflettiamo sul significato stesso della parola: multimedialità vuol dire molte cose, in un certo senso indica quello che noi possiamo percepire con l’aiuto dei nostri sensi (tatto, odorato, vista e olfatto).
Ma allora viene spontaneo pensare…
La multimedialità ha vissuto insieme a noi per tanti secoli, anni, momenti, istanti. Anche adesso mentre scrivo vivo nel multimediale: sento il buon profumo di legno scaldato dal sole, ascolto gli uccelli che cantano dolci canzoni, vedo l’inchiostro che ricopre la pagina lentamente…
Chissà allora, perché quando generalmente si pensa alla parola multimedialità vengono in mente computer, installazioni ed effetti speciali?
Forse potrei dire che la risposta è molto semplice.
Noi stiamo andando verso quel tipo di multimedialità. Non ci accontentiamo più di stare semplicemente in un prato a gustare una pesca, a vedere una rondine, o a sentire il suono del vento.
Eppure anche questa è multimedialità.
Ricordiamoci che multimedialità non è solamente sinonimo di tecnologia. Noi vogliamo andare al cinema, sederci su poltrone di plastica ed essere catapultati sulla traiettoria di un aereo su per l’Himalaya. E non basta guardare: ti muovono anche la poltrona, con sbalzi incredibili, ti spruzzano addosso il profumo del vento, dei fiori, dell’acqua, sparano il volume al massimo della potenza e tu sei lì, paghi per tutto questo e ti senti… felice??!!??
Ma siamo proprio sicuri di non stare ammattendo un po’?
Non era meglio prendere un volo per la magica e verde Irlanda e guardare giù, dal finestrino?
Secondo me ti emozionavi ugualmente, anzi, forse anche di più: stai guardando un cielo vero, vivo, non uno schermo che proietta delle immagini.
Ma facciamo un altro esempio di multimedialità. Visita al castello di Rivoli, “I moderni”. È una giornata stupenda, ma forse il caldo ha dato un po’ alla testa a me, ai miei genitori, e a dei nostri amici.
Infatti, qualcuno direbbe: “Ma sei proprio certo di volere andare a vedere ‘sta mostra? Guarda che io ti ho avvertito!”
Comunque io e la mia famiglia non ci facciamo perdere questa occasione. “Tutt’al più avremo visto qualcosa di nuovo”, dico io. Bene ragazzi, io non faccio commenti: giudicate voi…

   C’è un grande schermo davanti a me, con luci gialle, verdi, rosse, blu, che ricordano il mare, il sole, il fuoco… Sottofondo di musica e aria insufflata artificialmente. Ma complimenti! Proprio bello, che atmosfera! Scusa se te lo dico, ma non era meglio se te ne andavi alle Canarie? Mare, sole, musica dal vivo, vento. No, eh?

   Altra installazione: buco nella terra e dentro piccole case e palazzi tipo Lego, alberelli di plastica, acqua fasulla (è solamente un effetto ottico)… Strano è così bella questa città sotterranea, eppure mi fa sentire triste e fredda dentro. Come mai? Forse perché non c’è nulla di vivo? Ecco cosa manca: è una città fantasma, senza vita, avete presente Matrix? Una cosa del genere.

OK, forse mi sto lasciando andare, ma dovevo pure sfogarmi, no?
Però scommetto che qualcuno starà pensando: “Si, ma la multimedialità non ha solo lati negativi, accipicchia!”.
Con calma, ci arrivo. In fin dei conti sono una tredicenne e come dicono sempre tutti: “per voi giovani è tutto più semplice. A voi interessano queste cose!”
A parte il fatto che anche questo è discutibile, perché non a tutti interessa guardare lo schermo di un computer, pensiamo anche agli aspetti positivi della multimedialità.
Facciamo un esempio pratico: il computer. Tutti oggi lo conoscono e in qualche modo, per qualche necessità, lo utilizzano.
Pensateci un attimo. Ti colleghi ad internet e navighi, navighi fra le informazioni (alcune utili, altre superflue); navighi per tutto il mondo, fra paesi e nazioni diverse; spedisci una e-mail e in cinque minuti hai notizie dal tuo amico che vive in America; scrivi il tuo romanzo e addirittura ti appare il “ fumettino” con scritti tutti i suggerimenti: “NON SI SCRIVE COSI’, LÌ CI VUOLE L’ACCENTO…”, mentre installi un programma puoi ascoltare il tuo CD preferito; è appena uscito un film, ma tu non sei riuscito ad andare a vederlo?  No problem, copia del dischetto e … uau, il film direttamente in casa tua prima che esca il DVD.
Visto quante cose utili si possono fare con la multimedialità!
Sarà, ma… chiamatemi di vecchio stampo (è un po’ un paradosso!), io ora sono qui, scrivo con carta e penna vicino agli alberi, nella natura e non sullo schermo di un computer. Non voglio dire che non vada bene, per carità, è utilissimo. Ma questa è la mia scelta: a costo di passare per strana, preferisco restare vicino a un ruscello che scorre tranquillo fra i prati, piuttosto che rinchiudermi in un cinema multimediale a simulare la corsa dei piloti di Formula 1. Preferisco restare a contatto di cose vive e usare un computer solo quando ne ho bisogno. Preferisco contribuire a una natura più viva e a rapporti di amicizia sincera. Poi, forse sto sbagliando tutto, non so. So che un aiuto da parte di internet molte volte fa comodo. So che questa è la mia scelta anche se cambierà, muterà e forse non è quella più corretta.
Sono nati il DVD, il COMPUTER, il VIDEO REGISTRATORE. La multimedialità del 2003 è entrata in casa nostra. Fortuna? Sfortuna? Chi può dirlo? Lo sapranno i nostri successori, i futuri storici, non noi.
Vivere con il vivo: le piante, i fiori, le persone, le emozioni, per quanto è possibile nel 2003.
Questa è la mia scelta. Non resta che dire…
Quale sarà la vostra?




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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 07:34 )
 

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