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| Antonella Filippi - quanto la vita è finzione? |
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| Scritto da Super Amministratore | |||
| Lunedì 25 Luglio 2011 06:15 | |||
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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
![]() Cascina Macondo Centro Nazionale per la Promozione della Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku Borgata Madonna della Rovere, 4 - 10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - www.cascinamacondo.com
QUANTO LA VITA È FINZIONE?di Antonella Filippi Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 11 luglio 2004 Sul valore simbolico di una bugia si può costruire una vita. Ma non una vita qualsiasi, ogni forma di vita. Una roccia sembra non fingere, nella lentezza di ogni sua trasformazione, ma ci sono rocce che impersonano alberi, coperte di muschi e licheni, con superfici crepate come cortecce. Altre, intagliate in forma di animali o di acque, si abbandonano al tempo che passa con pietrosa soddisfazione, o indifferenza. Ci sono fiori che si travestono da uccelli, farfalle che scambiano gli abiti con occhi di rapace, insetti che si fingono rami. Si dice che siano strategie per sopravvivere, ma forse è la vita che si diverte a confondere se stessa per non smettere di sorprendersi. In ogni voce bugiarda c’è un tremito di piacere, non di colpa, una risata che gorgoglia e subito si nasconde. Il filo di confine tra inerte e vivente è fittizio, non percepibile proprio perché tale. Se è vero che si sono spazi infiniti fra le cellule di ogni forma vivente, quanta voglia di giocare devono avere queste cellule per portare avanti una strategia di squadra che per noi si traduce nella lunghezza di una vita? Lavoro e collaborazione, ma sotto questi c’è un brivido di gioia che trascende ogni funzione, una risata cosmica, la sperimentazione di ogni possibilità. E permettersi di sperimentare ogni cosa, qualunque forma, qualsiasi pensiero vuol dire fingere, immaginarsi tutte le volte diversi, per dare vita a ogni curiosità, chiedersi “a cosa mi porterà questo?” e poi lanciarsi nel gioco. Ma se si accetta un gioco senza regole, si può scegliere cosa fingere? Anche il dolore, lo strazio, la disperazione, nell’eco profonda forse dicono “sotto di me c’è movimento, speranza, felicità”. Ogni cambiamento è un fuoco che cammina, che brucia le spoglie delle forme precedenti, che incenerisce la finzione di prima e lascia spazio alla bugia di oggi. Nella finzione c’è l’energia dell’immaginazione. E se l’immaginazione può immaginarsi potere può tutto, perché il potere dell’immaginazione è infinito. Perciò io ho finto di scrivere per voi un pezzo su quanto la vita sia finzione e queste parole non esistono e non esistiamo neppure voi e io.
LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO
Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992 " Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo, una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia. Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto, e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi, e perfino gli oggetti perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati, e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"
Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
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| Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Dicembre 2011 10:44 ) |
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