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Scritto da Super Amministratore   
Giovedì 29 Dicembre 2011 18:18

 

                                           SMETTERE O CONTINUARE...?


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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

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Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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SVEGLIARSI

di Virginia Consoli
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 7 novembre 2004




Titolo (e abbinamento) parecchio azzeccati, dato che per me il risveglio è molto difficile, soprattutto di domenica, in una giornata uggiosa come questa (a proposito, lì a Rivoli com’è ?).
Non per essere originali a tutti i costi, ma per me il risveglio è molto più problematico adesso, in autunno, rispetto alla primavera, quando, proverbialmente è dolce dormire.
Se mi ascoltasse qualcuno che crede nella metempsicosi, mi direbbe che sono la reincarnazione di qualche animale che va in letargo… e approfittando del fatto che sono ligure, troverebbe un modo elegante per darmi dell’orsa (non è vero).
In effetti, in tempi come questi, forse sarebbe meglio rinascere come animali.
Potrebbe essere molto utile imparare a vivere come loro, studiare i loro costumi, le loro abitudini e, soprattutto, il loro buon senso.
In particolare, sono convinta che dovremmo allenarci a diversi tipi di risveglio.
La cosa più difficile non è alzarsi al mattino ( soprattutto per chi ha la pressione bassa), ma allenarsi ad altre modalità di risveglio cui non siamo abituati e per le quali, secondo me, si dovrebbero avviare corsi a livello universitario.
Per esempio: quando una persona, magari potente… magari al posto di comando con delle responsabilità… si risveglia una bella mattina (appunto…) asserendo di essere deciso a esportare la democrazia in altri Paesi che non ne vogliono assolutamente sapere (dato che hanno altri problemi da risolvere, tipo mettere insieme pranzo e cena ogni giorno), anche perché non provano nessuna libidine a ricevere bombe in testa, dovrebbe suonare una sveglia automatica che ci metta subito in allarme… (da possibili rielezioni, volendo…).
Oppure quando qualcheduno, della stessa statura (centimetrica e morale) del personaggio suddetto, si risveglia (!) sorridente al mattino, camminando sulle acque, moltiplicando pani e pesci e assicurando di essere pronto a levare le tasse, a trovare un milione di posti di lavoro e a salire sulla croce di Palazzo Chigi per noi (MA SOLO PER NOI, eh !), dovrebbe mettersi a suonare una intera fabbrica di sveglie da far impallidire perfino “Il Paese dei Campanelli”,
Ove a imperversare erano solo i cornuti, che non fanno paura, ma tenerezza (la compagnia è grande).
E per fare esempi più semplici, quando un elegante e benvestito consulente di marketing sfodera paroloni e sorrisi invitanti per convincere gente semplice, che ha come unico sport l’arrabattarsi per vivere in tre con 700 euro al mese, a investire in paesi esotici che vanno sempre di moda (per esempio, l’Argentina, visto che il tango non tramonta mai), oppure, per chi ha paura dell’aereo e si vuole fermare, magari in Emilia, nella zona Parmalat… ecco, dovrebbe automaticamente accendersi una sveglia davanti al naso di questi poveri diavoli con una scritta al neon: “Ti sta prendendo per i fondelli”, ma al posto di “fondelli” ci starebbe bene un’altra parola che per ragioni di decenza ometto di trascrivere.

Fino ad arrivare a esempi più ricorrenti, come imparare a svegliarsi per saper leggere dentro a se stessi, senza comportarsi come gli altri vorrebbero che ci comportassimo.
Dopo il risveglio autentico, una bella fuga all’inglese dentro se stessi.
E per chi ci viene a cercare, peggio per lui.
Non saremo più disposti a bere le sue frottole.
Oramai ci SIAMO SVEGLIATI!!!





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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

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Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Dicembre 2011 10:46 )
 

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