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Davide Monticone - la luce PDF Stampa E-mail
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Scritto da Super Amministratore   
Sabato 23 Luglio 2011 07:43

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

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presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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LA LUCE

di Davide Monticone
Cascina Macondo- Scritturalia, domenica 13 novembre 2005




Esistono svariati tipi di luce,
e ognuna è generata da fonti diverse.
Mi sono permesso di raccogliere alcune rivelazioni,
per illuminare tutti i presenti.


Luce da fonte artificiale


Ciao, mi chiamo Lampadina,
ho 50 Watt e generalmente convivo con un lampadario,
quando certi miei amici, denominati elettroni,
mi fanno visita e attraversano il mio filamento
mi accendo tutta, emanando una luce chiara e visibile.


Luce da fonte naturale


Buongiorno, io sono il Sole,
vivo da parecchi secoli in un mondo sconfinato,
anche se nasco ogni mattina e tramonto ogni sera,
sono dotato di raggi cosi lunghi e cosi luminosi
che riesco a far luce su tutta la terra.

Ehi… ehi… ehi...
ci siamo anche noi,
dissero la Luna e le Stelle che lo circondavano,
noi, oltre a far apparire la notte meno buia,
riempiamo i sogni e i cuori di chi si vuol bene.

E poi, si fecero avanti il fuoco,
le lucciole, i cristalli, le pietre preziose, i pixel…
persino un piccolo e tenebroso profeta politico
che di luminoso aveva solo il suo cuoio capelluto…

Travolto e abbagliato da tutte queste luci,
a un certo punto…
ho avvertito la presenza di una voce calda,
che in silenzio diceva:
io sono l’Anima, risiedo in ognuno di voi…
chi riesce a vedermi ha trovato la “Luce”.

 


 

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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 08:24 )
 

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