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Enzo Pesante - minchia, la tessera! PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Mercoledì 29 Giugno 2011 16:22

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
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MINCHIA, LA TESSERA!

di Enzo Pesante
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 7 febbraio 2010




Dovevo essere svenuto, perché quando mi risvegliai, il dolore mi colpì di nuovo a tradimento. Non era stato un sogno. Gli occhi maligni del bruto torreggiavano sopra di me e le sue labbra, che si aprivano come rosse feritoie, si mossero:
Allora… bentonnato Biancaneve. Che? Ti sei fatto un riposino? E quei minchioni dei sette nani li hai salutati prima di tonnare qua? E la mela, l’hai assaggiata la mela? L’hai mangiata? Era buona? Ne vuoi un’altra? Tieni, senti quant’è saporita questa!
Il suo cazzotto calò su di me come un maglio. Le mie labbra si aprirono, frutto maturo da cui cominciò a colare il rosso succo del sangue.
Allora… ti conviene rispondere, fetuso. Se no, dopo la mela ti do pure la pera, e poi un carciofo. Eh, ti piace il carciofo? Sai dove lo mettiamo poi il carciofo a quelli come te che fanno i fubbetti! Allora, rispondi. Sei venuto qui in campagna… eh ti piace la campagna, le distese di campi, la bianca neve immacolata, la chiesetta vicina con il suo bel campanile, il cortile col salice piangente, la casetta di legno, e dentro, il salone con il palchetto, le tende arancioni new eg, l’orologio col cucù che esce ogni ora e fa il suo bel versetto: cucù cucù cucù… ti sei preso pure il caffè: era buono il caffè… eh, signorino! Sì, ti piaceva il caffè, vero? Te la sei scialata! E poi, e poi… rispondi farabutto, la tessera del 2010 l’hai fatta?
No, non l’avevo fatta; è vero, me n’ero dimenticato, o forse l’avevo fatta, ma non lo ricordavo più, sono confuso, non lo so! E adesso è troppo tardi… qui legato, sanguinante, distrutto, dolorante… ma la verità è proprio questa, drammatica e inesorabile… la tessera non l’ho fatta!
E lo sapevo che non l’hai fatta, evasore di tessere, truffatore di iscrizioni, ladro di registrazioni, ti piace, eh, passare inosservato… Io non mi registro, così passo inosservato… io ci tengo alla mia privacy… io voglio essere invisibile… Ah sì, va bene uomo invisibile, vediamo se riesci a essere pure insensibile. Insensibile e uno
Ah!
Insensibile e due
Ah!
Insensibile e tre
Ah!
Insensibile e…
Ah!
Eh no, prima devo dire e quattro, poi i colpi e poi tu ti lamenti, evasore di colpi, truffatore di botte, ladro di punizioni… e quattro
Ah, ah, ah, ah!
Bravo, così sì, è tutto più ordinato, più regolare…
Basta, basta, ti prego, la faccio, la faccio, mi iscrivo, per il 2010, per il 2011…
Eh no, Cenerentolo bello, troppo comodo eh? Prima perdi la scarpetta e poi pretendi che arriva il principe azzurro con la carrozza, la zucca, i topi che la tirano, meschinelli, e ti infila a te sto 45 che porti, solo a te in mezzo a tutti quanti! È troppo facile chiagnere sul latte versato! Prima pisci fuori dalla tazza e poi… la frusta, portatemi la frusta. Grazie. Pecché io sono una persona gentile, a modo, che quando chiedo una cosa, poi ringrazio. Ma non quella, minchione, l’altra, quella con le borchie di ferro… Allora Cenerentolo, torna in cucina e intanto assaggia questa, prendi questa…
Basta, basta, la faccio, la faccio, lo giuro, lo giuro, mi iscrivo… pago… divento utente professional… per il 2010, per il 2011, a vita…
Eh no, camurria, troppo comodo…no, no e no. Lo vuoi capire o no che quando dico no è no e quando dico sì è sì e siccome a te ti o detto di no è no, e se ti avessi detto sì era sì, ma poi che t’ho detto no è no? (O no?). E tu, prepara il lettino con i chiodi. Gentilmente, controlla che siano arrugginiti.
È giusto, è giusto così, me lo merito, non valgo niente, sono un disgraziato, un fallito, che mi costava? Un attimo di tempo: nome…, cognome…, firma del titolare della tessera…, risiede a…, provincia…, codice postale…, via…
Eh sì, non ti costava niente. Avevo perfino già messo la firma sotto Il responsabile di cascina Macondo. È che sei pigro, sei apatico, atipico, asfittico, afasico e afanculo, te lo meriti, prendi questo…
Ah!
e questo
Ah!
Ti avevo avvertito… tanto va la gatta al lardo che ci rimette… le tenaglie, dammi le tenaglie e tienigli ferme le mani. Così mi devi pure ringraziare che poi non ti dovrai più tagliare le unghie. E uno
Ah!
e due
Ah!
e tre
Ah!
e quattro, cinque, sei sette e quante cazzo di dita tieni! Che sei: un polipazzo?
Sì, sì, picchiami, torturami, massacrami, uccidimi, quello che ho fatto è terribile, non merito pietà, devo espiare, devo scontare la mia colpa… voglio farla finita!
Eh no, troppo comodo Pollicino bello! È che devi organizzarti prima! A chi pensi? Ai cerbiatti del bosco? Se lasci le briciole è normale che gli uccellini se le fottono, minchione… i sassolini, i sassolini devi lasciare… non le briciole, non ti devi distrarre!. Quando all’inizio si deve scrivere il proprio nome, su che bigliettino lo devi scrivere?
Su quello bianco.
E pecché l’hai scritto su quello rosso? Portami il coltello da macellaio, quello seghettato, mi raccomando.
No, no…
E il titolo dell’argomento su quale fogliettino lo devi scrivere?
Su quello rosso.
Esatto, su quello rosso, rosso come il sangue
Ah!
E pecché l’hai scritto su quello bianco?
Ah!
Vedi, ti devi impegnare di più… io ci credo che l’essere umano si può migliorare. Vediamo un po’: quando vai in bagno, te lo pulisci il culo?
Sì, certo.
Bravo, fai bene. E con che cosa?
Con la carta igienica.
E la carta igienica dove la metti poi?
Nell’apposito cesto, non devo buttarla nel wc.
E pecché non devi buttarla, eh? Pecché?
Perché altrimenti si intasano i tubi… la fossa biologica si riempie…si guasta l’impianto… scoppia tutto…
E dimm ora: quanto tempo hai per rimandare indietro quello che hai scritto oggi a scritturalia?
Una settimana.
Bravo, bene. E a chi lo devi mandare?
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Tutto attaccato cascinamacondo! Bene, e come lo devi mandare, con che carattere?
Times new roman.
Bene, di bene in meglio, times new roman, corpo?
Corpo 12.
Superlativo…l’amore trionfa sempre, bravo Cappuccetto rosso, ti sei perso nel bosco, ma poi al lupo cattivo ci stai togliendo la pelle così ti fai una copertina per l’inverno! E il titolo, il titolo, che corpo deve avere?
Il titolo, il titolo… non l’ho studiato. Non lo so, mi sfugge, non sono stato abbastanza attento…
Corpo 18, neretto. Titolo: corpo 18, neretto! Autore: corpo 14, normale. Sotto: Cascina Macondo, Scritturalia, domenica 7 febbraio 2010, corpo 12… devi studiare di più. Smetti di mangiare la casetta di marzapane HanselGretel. Non fare mai oggi quello che puoi fare domani! E l’impaginazione? L’impaginazione dev’essere così: margine superiore: 2,5; margine inferiore: 2,5. E il margine destro?
3,5
E il margine sinistro?
3,5
Almeno i margini li sai, bravo Pinocchietto, una speranza c’è sempre, forse se ti impegni potrai diventare un giorno un bimbo vero. Sei stato fortunato a incontrare la tua fatina dalla barba turchina. Allora ti posso perdonare… la tessera la fai? Sì o no?
Sì, sì, la faccio, la faccio, slegami, liberami, la faccio. Grazie… ma cos’è questa cosa che spunta dal taschino? La tessera!
Minchia, ma allora l’avevi fatta!





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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 09:49 )
 

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