Home Archivio News-Eventi Tiziana Viganò - l'asino e la rana
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
Tiziana Viganò - l'asino e la rana PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 1
ScarsoOttimo 
cassetto degli articoli - armadio degli articoli
Scritto da Tartamella   
Mercoledì 29 Giugno 2011 09:37

 

                                           SMETTERE O CONTINUARE...?


Hai letto questo testo di Scritturalia?

Esprimi il tuo apprezzamento, da scarso a ottimo.
Non è un concorso. Non c’è nessun premio. Tu e l’autore non vincerete nulla.
Perché votare allora? Semplicemente perché il tuo giudizio di lettore anonimo,
onesto, schietto e disinteressato, potrà essere utile all’autore.
La tua disponibilità a un semplice click come stimolo per lo scrittore/scrittrice
a ripensare e a migliorare la propria scrittura…

 

scritturaliafoto

Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


LEGGI I RACCONTI DI SCRITTURALIA



possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

LOGO
Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 

 

L'ASINO E LA RANA

di Tiziana Viganò
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 12 giugno 2011





Marco era uno che non sapeva mai che pesci pigliare.
Né bello né brutto, né alto né basso, né grasso né magro, né buono né cattivo, né sciocco né troppo intelligente…una persona così.
Era arrivato alla bella età di 45 anni schivando abilmente gli ostacoli, come un ginnasta alle olimpiadi,  cullandosi mollemente nel brodo di chi, non prendendo mai decisioni, stava a galla in attesa che gli altri, gli eventi esterni o anche il tempo che passa, gli risolvessero i problemi.
Non prendendo posizione, era anche un vero diplomatico, perché sembrava andare d’accordo con tutti, non contrastava le opinioni altrui, seguiva l’onda; nonostante questa apparenza però, stranamente lasciava nelle persone che lo avvicinavano una scia di irritazione costante.
Capirete bene, che di fronte a uno così  tutti sapevano di non potergli mai chiedere un consiglio o un’opinione, né potevano considerarlo un punto di riferimento: sembrava che il  pensiero di Marco fosse sempre altrove, concentrato com’era a evitare i problemi. Svagato, un po’ sordo, ma non certo per patologia: scommetto che avete anche voi incontrato uno così.
Come l’asino di Buridano,  non riuscendo a decidere tra due mucchi di fieno, uno a destra e uno a sinistra, bloccato dall’incapacità di scegliere, rimaneva fermo e moriva di fame.
Erano le emozioni e i sentimenti  la sua bestia nera, perché nel campo della vita pratica funzionava abbastanza bene, per esempio nel lavoro aveva preso un’unica decisione, era stata un successo, e aveva perseguito per anni quella strada, giusto per non dover troppo soffrire cambiando qualcosa. Era stato molto bravo in questo: aveva preso in mano il lavoro del padre, ma aveva cavalcato una moda e aveva puntato su quella, rendendo quell’attività già redditizia un vero successo, che gli aveva fornito molto denaro, o come diceva lui con orgoglio, “molto fieno da mettere in cascina” (a proposito di fieno…).
Si considerava un buon partito: del resto chi non vorrebbe un uomo così?!

Le donne erano il problema fondamentale della sua vita, croce e delizia.
Era uno di quelli che per non decidere metteva gli altri nell’obbligo di farlo: quando si era stufato di una donna, la metteva nelle condizioni di lasciarlo per sfinimento, così risolveva brillantemente il problema. Se invece era lui a voler conquistare, si ritrovava a pensarci per mesi, frequentando contemporaneamente molte donne, per confrontarle, per pesarle sul bilancino, barcamenandosi, poi si lasciava scegliere dalla più combattiva, la vedeva per un po’, e, insoddisfatto, ricominciava la caccia all’irraggiungibile.
Per il momento lo stress non lo aveva ancora abbattuto, ma cominciava a roderlo come un topo rosicchia le croste dei formaggi: tra poco sarebbe arrivato alla pasta morbida .
Rinunciava così ad essere felice, per non tollerare la sofferenza che gli portavano le frustrazioni, i suoi errori, le verità degli altri e le sue: così la sua vita si colorava sempre più di un grigio smorto.
E compiuti i quarant’anni, nella vita di tutti comincia la resa dei conti.
Un personaggio certamente tormentato e tormentatore, come purtroppo ce ne sono tanti in giro per il mondo.

Ora sentiva il bisogno di cambiare, finalmente, ma non sapeva prendersi responsabilità,  mettersi in gioco, decidendo i cambiamenti da fare; non aveva la capacità di prendere informazioni sufficienti a dargli  possibilità di valutare bene tra elementi positivi e negativi, prima di fare un grande passo: così era come paralizzato, con la tremenda paura di muoversi decidendo la direzione da prendere. La donna di turno, ovviamente, si sentiva destabilizzata.
Come in un’astrazione Marco si sbatteva qua e là, senza una regola, sognando un mondo dove tutto fosse facile e semplice: non metteva i piedi per terra a fare un ragionamento razionale sulle fattibilità...già, perché ora, anche nel campo del  lavoro, che gli era diventato stretto, aveva allargato la sua indecisione e cominciava a perdere colpi.
A differenza di quello che pensavano le sue donne, che avevano tutte il temperamento della crocerossina, della mamma-chioccia, ed erano tutte prese a volerlo cambiare, difficilmente sarebbe cambiato: solo la sua mamma vera sarebbe rimasta sempre lì, a cavargli le castagne dal fuoco, e a salvarlo per tutta la vita.
Un giorno, intorno ai 40 anni, la donna di turno gli aveva dato un’alternativa scioccante: o andiamo a vivere insieme o ti lascio. Difficilmente lui si era innamorato così, nella vita, ed era stato costretto a scegliere di seguirla nell’avventura: aveva comprato casa, aveva messo qualche mobile, aveva perfino traslocato…. Incredibile.
Dopo qualche mese di convivenza, aveva adottato una strategia di ostruzionismo tale che la donna era fuggita, non dopo aver trovato un altro, per fortuna: lui era rimasto nella sua nuova casa da single, sommerso dagli scatoloni che non si decideva a smontare, pronto a tornare da mammà che lo aspettava a braccia aperte.
Per quanto tempo avrebbe tollerato le frustrazioni?
O sarebbe meglio preoccuparci di quanto e come le avrebbero tollerate le sue compagne?

……….

Come in un film degli anni ’80, un giorno le sue ex si riuniranno davanti a due pentoloni per ripetere quell’esperimento un po’ orripilante, lo conoscete? Proveranno a buttare in acqua bollente la rana-Marco che schizzerà subito fuori dalla pentola per salvarsi la vita, confuso e stupito per lo scherzo.
Ma poi, quelle malvagie, lo butteranno in acqua fredda, e sulla fiamma lenta lenta: vedranno che lui sentirà pian piano la temperatura alzarsi, si abituerà e, senza rendersene conto, finirà lessato/a viva quando l’acqua bollirà.
E le streghe balleranno intorno al pentolone, succhiando cosce di rana bollita.

Marco era uno proprio così…..un povero cucciolone smarrito, e come tale attraente.
Né bello né brutto, né alto né basso, né grasso né magro, né buono né cattivo, né sciocco né troppo intelligente…un vero tesoro, da trovare e mangiare!




5x100
 
 
 

 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 09:54 )
 

Time Zone Clock

Sondaggio

Accentazione ortoèpica lineare