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RCT - RACCONTI DI SCRITTURALIA di domenica 6 febbraio 2011 PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Venerdì 15 Aprile 2011 06:31

 

 

                               scritturaliafoto
Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

 

 

che cos’è SCRITTURÀLIA

 

possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

I RACCONTI DI SCRITTURÀLIA
di domenica 06 febbraio 2011

 

PARTECIPANTI DI PERSONA

 

Alessandra Teatini
 
Sì, certo, glielo avrebbe detto al più presto che si era liberata una stanza da Saveria, perché sarebbe rimasto da lì a poco senza casa. Pensava tra sé che voleva aiutarlo. Vincio era un suo caro amico, e, se si era trasferito in città, forse, sotto sotto, lo si doveva anche a lei. Malgrado non glielo avesse mai detto apertamente durante i loro incontri, a cena, davanti a un piatto di garganelli allo speck e asparagi in via Barberia, da Carmen, una delle trattorie preferite di Vincio...

 

Elena Bonassi
separazioni


M’ama  non m’ama
 m’ama non m’ama
m’ama.
Oh,meno male.
Starò con lui

L’acqua nera  s’infila
veloce nel buco
e  il tubo canta.
 Che bello
dividere
lo sporco dal pulito...

 

Enzo Pesante
lo scorrere del tempo (1)

Lo giro dall’altra parte… BIP BIP… Si stanno formando le piaghe. Per fare questo mestiere bisogna evitare di pensare troppo. Bisogna farci l’abitudine… BIP BIP… Ora gli sposto il tubo dell’ossigeno e poi lo metto su un fianco. Non mi devo preoccupare, lui non sente niente… BIP BIP… Dicono che ci sia un tempo per vivere e un tempo per morire, ma si sbagliano. In mezzo può esistere un altro tempo… BIP BIP… un tempo in cui tutto è fermo, immobile, sospeso… BIP BIP… 

 

Enzo Pesante
lo scorrere del tempo (2)

Tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac
Sco/rro        igna/ro     di tu/tto     di tu/tti;
sco/rro     remo/to     rie/mpio     lo spa/zio;
passa/to     prese/nte     futu/ro     ugua/le;
sco/rro     ugua/le     ugua/le        ugua/le;
fu/ggo         da me/via     da me/via     io fu/ggo;
avan/zo    nel bu/io    ne/ro        sipa/rio;
proce/do     immo/to     pilo/ta         nel bu/io...



Fiorenza Alineri
ho forato... e adesso?

Ritorno a casa, è notte inoltrata,
guido tranquilla e… oh no! Gomma forata!

Mille pensieri, non so che fare:
la ruota, io, non la so cambiare!

Scendo dall’auto, ma che paura!
Proprio a me questa brutta avventura…

Per farmi coraggio penso: “Chissà…
prima o poi qualcuno di qui passerà!



Flavio Massazza
un piccolo tubo di rame

Era uno di quei venerdì sera in cui un uomo che fa un lavoro pesante, si sente finalmente rilassato e sogna un week end tranquillo con una passeggiata, un poco di televisione, un libro ed al massimo un cinema con gli amici, mai quello che io vorrei vedere.
Io lavoro in banca.
Quando dico che il mio lavoro in banca è pesante vedo sempre degli sguardi perplessi e qualche risolino di compiacimento da parte delle persone.

 

Florian Lasne
il rifugio

Un sentiero beige e serpentino.
Il vuoto verde intorno a me.
Davanti la montagna, lontana.
In cielo, montoni bianchi ma pochi.
Il resto blu, come i tuoi occhi.
L'asino di famiglia segue i miei passi, lento. Stanco mi ha lasciato portare i pacchi, la legna, i chiodi.
In mezzo a questo deserto e sulla nostra strada marron chiaro, di colpo, vecchiamente gialla, una buca delle lettere, tipo americana. Non posso dire che



Gabriele D.
Signore, com'è grande il tuo giardino!  (in italiano)
                                                              (in rumeno)


Tratto da una storia vera.

Era un bel giorno di febbraio, un ragazzo e una ragazza decisero di sposarsi. Fissarono per il 10 luglio la data del “SI”. Cominciarono i preparativi, compreso l’elenco degli invitati alle nozze e spedirono gli inviti.
Si ricordarono anche di una famiglia che viveva in un piccolo paese di campagna, e decisero di invitare anche loro.
Perfetto!!



Giulio Silvi
quattro passi nella tempesta


UNO
Per prima, ho chiamato Rosa. E’ una tipa calma, penso che sia meglio cominciare da lei.
-    Rosa, come ti sembra che vada il nostro ufficio? L’atmosfera è molto migliorata negli ultimi tempi, non trovi?
Lo dico e nel frattempo penso che mi sto allontanando dal mio obiettivo.
-    Mah, diciamo che certe persone che chiacchierano tutto il giorno invece di lavorare, ultimamente sono un po’ più impegnate… per il resto lo sai, a me piace il mio lavoro, vado dritta per la mia strada.
Dice che le piace il suo lavoro, ovviamente parla di quello attuale.

 

Ivana Greco
separazione


Separazione, siamo al centro del ciclone
unione, torniamo bimbe buone.
Serpenti che fan contorcimenti
gabbiani che sanno andar lontani.
Vicino - lontano
tu guarda la mia mano
e fammi dire ancora
la magica parola,
fammi ridire amore,
ch’io possa rituffarmi...

 

Paolo Severi
condominio


“QUELI CHE FUMINO
NELASENSORE
SONO MIELADUCHATI”

Dopo i libri sugli strafalcioni dei ragazzi a scuola, le collezioni di cartelli più o meno ridicoli spaziano un po' in ogni ambito dell'umana convivenza. I condomini sono in piccolo lo specchio della città, e quindi della nazione e dell'attuale momento dell'evoluzione civile. Lingue e culture diverse nella stessa scala e sullo stesso pianerottolo possono essere motivi di crescita, apertura, arricchimento e integrazione, così come di razzismo, chiusura, imbarbarimento e solitudine.

 

Pietro Tartamella
la còppola e il compleàbano


Suo padre aveva sempre fatto il muratore. Costruendo solette e muri diritti con mattoni forati incollati col cemento e l’intonaco, elevando tramezze e case sino al tetto, aveva tirato su cinque figli decorosamente.
Quando morì di cancro all’intestino, a 76 anni, ai figli non spettò nessuna eredità, non perché non la meritassero, ma perché di eredità non c’era nemmeno un’ombra. La casa dove aveva abitato per una vita era in affitto. In banca aveva soltanto un numero di conto corrente che bisognò chiudere. Nemmeno gli attrezzi da lavoro

 

PARTECIPANTI VIA EMAIL


Antonella Filippi (Genova)
ridiamoci sopra (1)


Se già sai
d’esser nei guai
per via d’un gatto
che ormai e di fatto
pensa d’umana gente
esser pari e indipendente
da educativa buona norma
e quando lo chiami non ritorna
altro non resta che riderci suso...

 

Antonella Filippi (Genova)
ridiamoci sopra (2)


Non so che dire, mi sento come se mi mancassero le parole per esprimere le cose più semplici, non incrociare le gambe o le braccia, i pensieri fluiscono meglio, ma come potrei incrociare le braccia e riuscire a scrivere, mi dico, mentre ascolto questa conversazione tra due seduti di fianco a me al bar, mi sembra davvero che siano solo ronzii di parole dette a caso, mescolo con una certa attenzione il caffè al ginseng anche se non ci metto lo zucchero, penso sia un...
 
 
 
Giuseppina Di Leo (Bari)
una storia sconosciuta


Preambolo
Una mattina di novembre del 1949, Girolamo, proprietario terriero, nonché sindacalista iscritto alla locale Sezione del Partito Comunista, percorreva a passo sostenuto le strade della città vecchia per portare una notizia alla cognata, non facendo caso neppure alla pioggia che lo aveva sorpreso nell’istante in cui veniva informato dell’accaduto, e che lo aveva letteralmente inzuppato dalla testa ai piedi nel bastante tratto di strada che, dalla piazza del paese, giunge fino al punto in cui ora lo troviamo.

 
 
Guido Frea (Torino)
binario
 

Alla voce “binario” dello Zingarelli 2009 si legge: “Costituito di due parti” dal latino “binarius-a-um”, aggettivo che vuol dire doppio.
Ma di fatto ci piace considerarlo un “unicum” quasi a voler esorcizzare quella negatività che, a volte, porta con sé tutto ciò che è doppio: doppio gioco, doppiogiochista, doppiezza, doppietta, intesa quale arma da fuoco a due canne per la caccia etc.
Chi preferirebbe un doppione ad un originale? Credo nessuno.
Nello sport poi essere doppiati è segno di grave insufficienza tecnica e/o agonistica...

 

Maria Emma Gillio (Torino)
legàmi ad acquerello

Legami di pietre preziose
              Che splendore
Legami di parole
              Che armonia
Legami di attori e spettatori
             Che arte
Legami artistici
             Che incanto
Legami di musica
            Che sinfonia
Legami di culture
           Che ricchezza...

 

Nicola Madia (Torino)
il mondo è una risata

Il mondo?
Il mondo è una risata!

Il limite, il tempo,
la musica che inizia,
che va, che viene,
un oceano di stelle
si scioglie
in una lacrima.

Una risata è il mondo.
Affacciàti nel bosco,
non vediamo che spazio...

 

Tiziana Viganò (Milano)
legàmi

Sto sferruzzando una sciarpa rossa e creo un’ impalpabile rete con un filo sottilissimo di lana mohair, è vaporosa, sembra fatta di niente: la trama larga dell’intreccio è riempita, se così si può dire, dal pelo morbido che mi scalda le mani mentre lavoro. I ferri scorrono con un gesto automatico e sempre uguale che rilassa, è un po’ ipnotico, mentre ascolto la musica meravigliosa della Carmen di Bizet. L’aria della Habanera  mi emoziona sempre….

 

PER ACCEDERE A TUTTI I RACCONTI
DI TUTTE LE DOMENICHE DI SCRITTURALIA:  CLICCAMI E SARO' FATTO

 

 

LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
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CASCINA MACONDO
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e POETICA HAIKU
Borgata Madonna della Rovere, 4 
10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
tel. 011-9468397 - cell. 328 42 62 517
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 18 Gennaio 2014 07:27 )
 

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