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Home Archivio News-Eventi RCT - RESOCONTO PREMIAZIONE HAIKU 2015
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RCT - RESOCONTO PREMIAZIONE HAIKU 2015 PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Venerdì 20 Novembre 2015 07:28

 

vedi

  "OMNIA FABULA ET ARTI - INTRAMUROS / EXTRAMUROS"

 INCONTRI DI FORMAZIONE HAIKU: "TAIKAI HAIKU"

 VIDEO HAIGA DEI 20 FINALISTI

PREMIAZIONE HAIKU - PERCUSSIONI TAIKO
con
Alessandro Fava, Antonella Filippi, Patrizia Cau, Marilena Gallotti

PREMIAZIONE HAIKU - ANNETTE SEIMER AL FLAUTO

 RCT - RESOCONTO FESTIVAL HAIKU IN GENT - SETTEMBRE 2015

RCT - RESOCONTO PREMIAZIONE CONCORSO HAIKU 2015 CASCINA MACONDO

 ACCENTAZIONE ORTOEPICA LINEARE

 

 

 

RCT – RESOCONTO

Cerimonia di Premiazione

Concorso Internazionale Haiku Cascina Macondo 2015
13a edizione


resoconto di Antonella Filippi
foto di Domenico Benedetto

 

 

pubblicoSotto un cielo grigio ingannatore, portatore del tepore di una lunga “estate di San Martino” e di nebbia alta, domenica 15 novembre ha avuto luogo la premiazione del tredicesimo Concorso Internazionale di Poesia Haiku in lingua Italiana promosso da Cascina Macondo. Alle 14.30 i circa 90 intervenuti hanno preso posto nel salone “Gibran” di Cascina Macondo: erano presenti Marco Pilotto (Campo San Martino-PD), primo premio sezione individuale, Daniela Zglibutiu (Montecchio-RE), secondo premio; assente invece Sonia Maria Bizzarro (Pogno-NO), terzo premio. Tra i segnalati al quarto posto erano presenti Fiorenza Alineri di Asti, Marina Bellini di Mantova, Cinzia Revelli di Savona, Severa Disingrini di Cremona, Roberto Fontana di Mozzo (BG) e Gianfranco Burdino di Pinerolo (TO). Fra i segnalati nell’antologia: Irene Arancio di Torino. Per la sezione collettiva (scuole, area disabilità, ciotolacarcere) erano presenti Luisa Zhang Rui (Scuola Elementare “Aristide Gabelli”, classe 4C, Torino), primo premio, insieme all’insegnante Angiolina Alaria; Arturo Piancaldini (Scuola media-Istituto comprensivo “Padre Semeria”, Roma), secondo premio, con i genitori e la sua insegnante Loredana Savelli; Isa Albiati (gruppo VerbaVox , VI Circoscrizione, Torino), terzo premio. Fra i segnalati al quarto posto della sezione collettiva: Giusy Clema (gruppo VerbaVox, VI Circoscrizione, Torino), Ludovica Moriconi (scuola primaria di Magliano Romano) insieme all’insegnante Daniela Costanzi; Sonia Omoregie e Kevin Matteo Ramirez Coca (Scuola Elementare “Arìstide Gabelli”, classe 4C, Torino). Fra i segnalati nell’antologia: Roberta D’Alessio e Silvio Cora (gruppo VerbaVox) e Giselle Balloni (scuola primaria di Magliano Romano).

fuocoTra i giurati a presenziare la cerimonia la professoressa Fabia Binci di Genova, la traduttrice Annette Seimer, il fotografo-pittore di sumi-e Domenico Benedetto, gli haijin Fanny Casali Sanna, Oscar Luparia e Antonella Filippi. Assenti giustificati il prof. Fabrizio Virgili di Roma, la prof.sa Arianna Sacerdoti di Napoli, la prof.sa Alessandra Gallo, attualmente residente in Texas, Terry Olivi di Roma, Floriana Porta di Torino, gli sponsor Villaggio La Francesca nel Parco delle Cinque Terre (SP) e Villaggio Tonga Soa Beach Resort-Nosy Baraha di Sainte Marie (Madagascar). angiolina insegnante

Mentre i partecipanti prendevano posto, veniva proiettata ciclicamente una serie di diapositive relative alle molteplici attività di Cascina Macondo, giunta nel 2015 al ventiduesimo anno di vita e di lavoro nel campo della poesia e letteratura, del lavoro sulla voce, del teatro e delle attività legate alla disabilità e al disagio.

pietroPietro Tartamella (direttore artistico di Cascina Macondo, insegnante e haijin) dà il benvenuto e, dopo aver esposto alcune indicazioni logistiche, richiede qualche minuto di attenzione per far ascoltare il bellissimo brano musicale “Il poeta intorno al fuoco” di Beppe Finello, di cui quest’anno e proprio in questo giorno ricorre l’undicesimo anniversario della morte. Alla fine dell’ascolto Pietro dice di essersi reso conto che l’audio non perfetto dipendeva dal fatto che il CD, dal titolo “Tracce di immagini” era quello usato più di un centinaio di volte nei due anni precedenti, come introduzione alle letture in carcere, nell’ambito del programma “Good Morning Poesia” del progetto europeo Parol!.

insegnanteRiprendendo a parlare del concorso di poesia haiku 2015 Pietro mostra il libro “Il mio mandala”, edito da Giovane Holden Edizioni-Collana Cascina Macondo, che raccoglie i 114 haiku del concorso 2015 (57 per ogni sezione, compresi i 3 vincitori, i 7 pari merito nelle sezioni individuale e collettiva, scelti tra i 645 pervenuti quest’anno). Caratteristica dell’antologia è quella di essere scritta con accentazione ortoepica lineare, coraggiosa scelta editoriale di Cascina Macondo che mira a mettere in risalto la nostra lingua e a facilitarne la lettura, soprattutto a bambini e stranieri.

Il suono della campana tibetana scandisce l’inizio dello spettacolo di lettura rituale in modalità Zikan dei 20 haiku fannyfinalisti. La lettura è stata eseguita dai Narratori di Macondo (Annette, Fiorenza) insieme al gruppo VerbaVox (Giuseppina, Isa, Roberta, Silvio) e a Pietro Tartamella. Gli spettatori hanno potuto cogliere, nelle voci armoniche dei lettori, nei suoni del flauto, dei dongu, della ciotola tibetana e del bastone della pioggia, l’impercettibile scorrere del tempo e delle stagioni, la realtà delle immagini e dei sentimenti, l’infinito riverbero delle parole e della loro eco in ognuno. Verso la metà dello spettacolo, spente le luci, Pietro mette alcuni rami di alloro nel fuoco del camino e il silenzio e l’oscurità si riempiono di suggestione: il crepitio dei rami, il subitaneo alzarsi e abbassarsi della fiamma, le ombre dei presenti delineate come in un delicato disegno.

annaAnnamaria Verrastro (presidente di Cascina Macondo, insegnante, ceramista) ha poi mostrato la ciotola raku destinata al primo premio della sezione individuale, pronta per essere messa nello speciale forno all’aperto e ha spiegato cosa significa “raku” e in cosa consiste. Ha spiegato anche che rakuhaiku è il nome dato da Cascina Macondo ai manufatti raku che interpretano e plasmano nell’argilla una poesia haiku.
giusy
Poiché il giorno della premiazione coincide con l’apertura della “campagna raccolta fondi” destinati ai progetti culturali di Cascina Macondo, Pietro Tartamella racconta brevemente del concluso progetto biennale europeo “Parol! – Scrittura e Arti nelle Carceri – oltre i confini, oltre le mura” (un laboratorio interattivo di scambio tra artisti e carceri in Europa, al quale hanno partecipato Belgio, Italia, Grecia, Serbia, Polonia) e dei progetti in divenire (OMNIA FABULA ET ARTI - INTRAMUROS / EXTRAMUROS).
Cascina Macondo lancia anche quest’anno il programma di sottoscrizione da parte dei privati cittadini, cui ogni persona può aderire versando sul conto corrente dell’associazione, IBAN: IT13C0335901600100000013268 (per i versamenti internazionali BIC: BCITITMX) intestato a Cascina Macondo, Borgata Madonna della Rovere 4, 10020 Riva presso Chieri (Torino), indicando la causale del versamento: “Contributo alle attività istituzionali di Cascina Macondo”.
(Ai sensi della Legge 266/91 questa donazione è detraibile/deducibile dalla dichiarazione dei redditi). Altre strategie di pubblicizzazione e raccolta fondi insegnantesono I Racconti della Tombola (gioco della tombola con racconti e letture, organizzato a Cascina Macondo o nelle case di chi decide di ospitare questo evento), il progetto Redica (la “rete distributiva nelle case”), le presentazioni del libro “LA STRETTA DI MANO E IL CIOCCOLATINO - i detenuti raccontano” che tratta diffusamente dell’esperienza del progetto europeo Parol; senza dimenticare le numerose altre pubblicazioni di Cascina Macondo  (antologie haiku, racconti, aforismi…)

cotturaPrima di assistere all’estrazione dal forno della ciotola destinata al vincitore del primo premio-sezione individuale, il pubblico ha assistito a una performance di taiko, il tamburo giapponese. La prima esibizione, sotto gli occhi pieni di affetto e orgoglio dei genitori, è stata eseguita da Elisabetta, Giulia, Gabriele e Loris, di età compresa tra i 10 e i 12 anni, della Scuola Karate-Do Gaslini di Bolzaneto (Genova), allievi di karate e di taiko di Alessandro Fava, che ha poi suonato con Patrizia Cau, Marilena Gallotti e Antonella Filippi. taiko

Quando Annamaria Verrastro ha comunicato di essere prossima all’estrazione dal forno della ciotola rakuhaiku, i partecipanti alla premiazione si sono sparpagliati nel cortile “Alce Nero” per visitare lo spazio Shahrazade e ammirare i manufatti di ceramica prodotti a Cascina Macondo e anche per bere un tè caldo e mangiare una fetta di torta sotto Ookii Yanagi (“grande salice”), assiepandosi poi nella zona attorno al forno, delimitata da fettucce per protezione degli astanti. La ciotola rakuhaiku è stata estratta incandescente dal fuoco, messa nella segatura per la riduzione dell’ossigeno, immersa quindi nell’acqua per il repentino raffreddamento che ha prodotto uno splendido “craquelé”, la seducente screpolatura dello smalto, la “ruga d’espressione” che personalizza la ciotola rendendola unica e inimitabile come l’impronta digitale.

tamburiAppena rientrati nel salone i partecipanti hanno assistito alla proiezione dell’haiga (letteralmente “disegno di haiku”), una serie di diapositive riportanti i 20 haiku selezionati come vincitori e pari merito nelle sezioni individuale e collettiva e le fotografie (nonché la musica) scelte per illustrarli.

Ed ecco la parte finale dell’evento: la consegna dei premi agli autori presenti: le ciotole rakuhaiku, gli attestati in carta di elefante, l’antologia IL MIO MANDALA con i 114 haiku selezionati, le targhe in ceramica rakuhaiku per le scuole, il soggiorno di una settimana per 2 persone in una villetta del Villaggio La Francesca nel Parco delle Cinque Terre (La Spezia), il soggiorno di una settimana per 2 persone nel Villaggio Tonga Soa Beach Resort-Nosy Baraha di Sainte Marie (Madagascar).

 

 

 SEZIONE INDIVIDUALE

marcoPrimo premio

soffio del nonno
nel focolare il fuoco
riprende vita


Marco Pilotto - Campo San Martino (Padova)

motivazione della giuria (a cura di Fabia Binci)
Il focolare acceso (kigo) suggerisce la stagione: è inverno ed è bello ascoltare lo scoppiettio della legna nel camino, lasciarsi ammaliare dal guizzo delle fiamme. È un fascino che arriva da lontano (aware), quasi un rito sciamanico, ma non è facile mantenere il fuoco acceso; quando langue occorre ravvivarne la fiamma. Il soffio del nonno sa come fare e il fuoco riprende subito vita. Meraviglia, stupore (wabi). ciotolaL’haiku è pervaso di valenza metaforica: il fuoco è vita, rigenerazione, energia che palpita nel silenzio (sabi); il focolare è metafora dei legami profondi, di cui il nonno è il perno, custode dei segreti, testimone privilegiato del tempo che passa e della continuità degli affetti che sa riaccendere (yugen).

 

danielaSecondo premio

la tua assenza -
i fiori di ciliegio
sbocciano ancora


Daniela Zglibutiu - Montecchio (Reggio Emilia)

motivazione della giuria (a cura di Fabia Binci)
Il primo verso dell’haiku è una pietra tombale. La fine di una storia è sempre dolore, penetra in profondità e sconvolge, ma se riesci a far silenzio in te (sabi) e a guardarti intorno puoi ritrovare luce e tensione vitale. Il mondo non è scomparso, i fiori di ciliegio ciotola pesco(kigo) sbocciano ancora (wabi). Un ciclo si conclude, un altro comincia, tutto passa e muta forma (aware). Ogni attimo racchiude una sua grazia pervasa di mistero (yugen). Lo sanno bene i Giapponesi che festeggiano a primavera l’effimero incanto dei sakura, i fiori di ciliegio che nel pieno della loro bellezza cadono dall’albero, trasportati dalla brezza. Un modo dolce per ricordare che ogni realtà è destinata a finire e saggezza allora diventa saper godere di ogni istante, consapevoli della fugacità del tutto.


ciotolaTerzo premio

Quasi autunno.
È rimasto il silenzio
dei nidi vuoti.


Sonia Maria Bizzarro – Pogno (Novara)

motivazione della giuria (a cura di Fabia Binci)
Indizi d’autunno (kigo): non solo bacche scarlatte e foglie che cadono, ma anche silenzio intorno (sabi). Sotto le grondaie, nascosti negli anfratti o fissati ai rami degli alberi, i nidi sono vuoti, i piccoli hanno spiccato il volo e il silenzio (sabi) è subentrato ai primi pigolii e alle gazzarre festose dell’estate. Te ne accorgi con stupore (wabi) e avverti con malinconia (aware) il senso del tempo che passa e della caducità delle cose. Haiku di rara armonia, che si carica di suggestioni simboliche: l’autunno è una stagione della vita, dal nido familiare i figli prima o poi vólano via. Così è la vita, ogni stagione va accettata nella saa grazia, consapevoli che l’universo respira in ogni istante e ha un fascino unico (yugen).

 


SEZIONE COLLETTIVA

raku risoPrimo premio

c'era la neve
il riso nella ciotola
con le bacchette


Luisa Zhang Rui - ins. Angiolina Alaria
Scuola Elementare “Arìstide Gabelli” classe 4C - Torino

motivazione della giuria (a cura di Fabia Binci)
Nella cultura non solo orientale il bianco è associato alla purezza e alla spiritualità. In questo haiku è una nota bambina gabellisottesa alla grazia (karumi) di un ricordo che riemerge: la neve (kigo) e il riso nella ciotola come facce smerigliate di un diamante. Chicchi di riso madreperlati e fiocchi di neve, due tocchi di purezza assoluta. Bianco su bianco, di un candore accecante. Stupore, meraviglia (wabi), silenzio (sabi). Le bacchette connotano la scena, siamo in un ristorante cinese, forse addirittura in Cina, o forse nella cucina di casa, e armeggiare con esse è inserirsi in un rito sacro, carico di emozioni. Spaesamento, nostalgia, fascino dell’inespresso (yugen), desiderio di essere altrove e di sognare (aware).


rakuSecondo premio

una barchetta
nella grande alluvione
del lavandino


Arturo Piancaldini - ins. Loredana Savelli
Istituto comprensivo “Padre Semeria”-scuola media - Roma

motivazione della giuria (a cura di Fabia Binci)
Un haiku che profuma d’infanzia. Ai bambini piace giocare con l’acqua, regala sensazioni piacevoli, libera l'immaginazione. Perché non giocarci anche in casa, lasciarla scorrere dal rubinetto fino a riempirlo e mettere alla prova la barchetta appena costruita? La barchetta è fragile e leggera, si lacererà e affonderà subito o riuscirà a stare a galla? Se smuovi l’acqua con le mani si formano onde. Stupore (wabi). Il gioco è divertente e cattura i sensi, ma intanto il lavandino si riempie e l’acqua deborda… Grande alluvione (kigo), piccolo disastro, emozioni antiche che riaffiorano nell’adulto che osserva la scena (aware). La barchetta continua a galleggiare, resta al centro della scena e si carica di valenze simboliche (yugen). Qualcosa si salva sempre.


rakuTerzo premio

fine autunno
la montagna ruba il rosso
alle sue foglie


Isa Albiati - gruppo VerbaVox - VI Circoscrizione - Torino

motivazione della giuria (a cura di Fabia Binci)
Haiku di grande intensità pittorica che riecheggia Buson. È noto come l’autunno prepari gli scenari più suggestivi dell’anno con l’intera gamma dei suoi colori dal giallo all’ocra. A fine stagione (kigo) anche la montagna diventa rossa, fino alla roccia nuda, e prende i colori della sua vegetazione. Stupore, meraviglia (wabi). Bellezza che arriva dritta al cuore nel silenzio della contemplazione (sabi) e suggerisce l’unità del cosmo dove circola la stessa energia. Ogni istante è una gemma preziosa e colora di sé la nostra vita, fino a caricarla di intense tonalità (yugen), così come in autunno, stagione della malinconia (aware), anche le foglie diventano fiori e la montagna ruba i colori ai suoi boschi e ai suoi arbusti.


loredanaDurante la premiazione Pietro Tartamella fa un breve inciso, spiegando perché quest’anno, a differenza degli altri anni, l’antologia “Il mio mandala” vede per la prima volta la pubblicazione di più haiku degli stessi autori. Quest’anno si è verificato un calo di partecipazione, per molteplici cause: fra le più importanti il diminuito lavoro nelle scuole di alcuni componenti della giuria che, insegnando l’haiku ai bambini invitavano le maestre a partecipare al concorso. Un’altra motivazione sembra essere legata alla partecipazione l’anno scorso di molti detenuti del progetto europeo Parol: purtroppo “il carcere” è ancora un tabù. Anche il generale silenzio dei mass-media può essere annoverato come motivo. E occorre aggiungere che l’attuale momento storico, le tensioni economiche e sociali, la disoccupazione, e quel clima sempre più dilagante di sfiducia e depressione, fa percepire futile, a fronte di problemi più grandi, dedicarsi oggi all’haiku. Un altro motivo può essere il fiorire in internet di molti e nuovi blog, siti e altri concorsi haiku che trasformano il popolo degli haijin in infiniti rivoli che prendono mille direzioni. È stata creata una pagina Facebook:Cascina Macondo - Concorso Internazionale Haiku in Lingua Italiana” al fine di rilanciare il Concorso e raccogliere intorno a essa tutti gli appassionati di haiku.  gruppo

Infine Pietro invita Fabia Binci, Marco Pilotto e Luisa Zhang Rui a prendere brevemente la parola e a esprimere le loro considerazioni.
Dopo, a sorpresa, Isa Albiati interviene chiedendo agli intervenuti di manifestare con un applauso il loro appoggio e il ricordo per le vittime degli attentati del 13 novembre a Parigi.

Verso le ore 18.00, terminata la consegna dei premi, Pietro Tartamella ferma l’uscita disordinata dei partecipanti manifestando l’intenzione di procedere, come usuale, alla chiusura rituale della giornata suonando la tradizionale campana delle cerimonie.
I partecipanti alla giornata hanno così lasciato i suoni, la luce e il calore di Cascina Macondo per raggiungere la propria automobile e tornare ognuno verso la propria casa.

Antonella Filippi




pubblicoAlcuni giorni dopo la premiazione del 15 novembre ci è pervenuto un breve resoconto di Daniela Zglibutiu, vincitrice del secondo premio-sezione individuale, che volentieri pubblichiamo:

A volte un risultato raggiunto è un attimo in cui ci fermiamo per dirci: “tutto sommato è andata molto bene!” Cosi io oggi, dopo la cerimonia di premiazione del Concorso Internazionale di Haiku in lingua italiana Cascina Macondo 2015, non solo mi sono detta “Ecco Daniela il tuo sogno di bimba ha preso vita , ma siccome ho imparato nel mio percorso di crescita personale all’interno della scuola Ego Center di Parma, a vivere e condividere le proprie emozioni, ho deciso di scrivere per raccontare….
Dopo qualche ora di viaggio, domenica 15 novembre, sono arrivata insieme a 3 amici italiani (anche loro vincitori ) alla cerimonia di premiazione che iniziava alle 14,30 in una cascina in mezzo alla campagna piemontese. Cascina Macondo è una realtà culturale che esiste dal 1993  e promuove varie attività culturali, tra cui anche la poesia giapponese haiku. È un punto di riferimento non solo nazionale, ma anche internazionale, in questo senso.
Al nostro arrivo ci hanno dato il benvenuto i fondatori Pietro Tartamella e Annamaria Verrastro, insieme ad altri collaboratori… Persone semplici e generose, abituate a parlare poco e a fare tanto. Nel cortile  la nebbia faceva risaltare la bellezza di un mondo contadino, dove piante, insieme a vasi di terracotta segnati dal tempo, creavano l’atmosfera magica di una favola. Sulla  tavola messa in mezzo al cortile veniva  offerto  il pranzo... Il gusto delle pietanze era unico... sapeva di semplicità... di calore umano!.. Mi sentivo a casa…
Dopo il pranzo ho avuto modo di ammirare tanti libri di haiku, arrivati da tutto il mondo, e non vi dico che sorpresa vedere che anche il mio paese Romania era rappresentato bene... ho fatto tante foto... Ero felice.
voci armoniche
La cerimonia per la premiazione si è tenuta in una sala molto grande, dove eravamo circa 100 persone, adulti e bambini, arrivati da lontano o da vicino, mossi dalle stesse emozioni. Un camino enorme mandava calore grazie alla legna che bruciava allegramente. Pietro Tartamella, con la voce calma e calda, ci ha presentato i vari momenti culturali che facevano parte della cerimonia. Ho potuto vedere per la prima volta in vita mia, la cottura dei vasi di argilla con la tecnica RAKU, arte molto vicina alla poesia haiku. L’espressione del qui ed ora dell’autore, affidata alle fiamme del forno e alle condizioni climatiche.
C’è stato uno spettacolo di tamburi giapponesi TAIKO che ho apprezzato tantissimo. Poi Pietro ci ha invitato ad ascoltare in silenzio lo scoppiettio delle foglie d’alloro tra le fiamme del camino  e con semplicità e umiltà  ci ha raccontato frammenti di storia di questa associazione che dedica tempo e sapienza a categorie sociali meno fortunate, come disabili o carcerati…. Associazione che, con pazienza e gioia, porta il suo messaggio di bellezza e pace agli alunni delle scuole del territorio piemontese a cui insegna a scrivere haiku.
gruppoFinalmente è arrivato il momento della premiazione! I primi 20 haiku selezionati sono letti a voce alta dal gruppo Verbavox - Area Disabilità. Le voci di queste persone sono pure… C’è una limpidezza nella loro espressione che mi commuove profondamente.
Arriva il mio turno per andare a ritirare il premio... Il presidente dell’associazione Cascina Macondo, Annamaria Verrastro, dice che sono rumena e che vivo in Italia da 14 anni, vicino a Reggio Emilia… Io mi commuovo e non riesco a trattenere le lacrime… Per fortuna il caldo abbraccio di Pietro mi fa tornare in me!
Penso a mio fratello a cui ho dedicato l’haiku che ha vinto il secondo premio e so, proprio in quel momento, che dal dolore nasce anche la poesia.

Daniela Zglibutiu

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 04 Settembre 2016 08:03 )
 

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