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RCT - RESOCONTO PREMIAZIONE HAIKU 2014 PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Venerdì 21 Novembre 2014 15:08

 

 

Parol! writing and art beyond walls, beyond borders

 

ADOTTA UN GRAPPOLO DI BOLLE DI SAPONE

I nomi di tutti coloro che adottano bolle di sapone sono pubblicati sul nostro sito.
Ci auguriamo che questo elenco possa contenere anche il tuo nome,
e che possa diventare lunghissimo, così lungo, e fitto, e straripante di nomi,
da essere percepito come una grande comunità

di cittadini  lungimiranti che condivide e sostiene Parol !
Considerando che ci sono ancora moltissimi amici di Cascina Macondo
che ancora non hanno adottato un grappolo di bolle di sapone,
possiamo sperare di farcela!
Spargi la voce, mobìlitati, adotta anche tu...
 
 
bustine di zucchero

 

RCT – RESOCONTO

Cerimonia di Premiazione

Concorso Internazionale Haiku Cascina Macondo 2014
12a edizione


resoconto di Antonella Filippi
foto di Domenico Benedetto

 

 

dove posa la neveA meno di un giorno di distanza dall’ennesima alluvione che ha flagellato le regioni di nord-ovest, causando numerosi danni e lutti, la mattina di domenica 16 novembre si è aperta con un sole smagliante, tanto che la premiazione del dodicesimo Concorso Internazionale di Poesia Haiku in lingua Italiana promosso da Cascina Macondo ha goduto di un tepore inaspettato.
Alle 14.30 i circa 70 intervenuti hanno preso posto nel salone “Gibran” di Cascina Macondo: erano presenti Frans Terryn (Belgio), primo premio sezione individuale, accompagnato dalla moglie, e Dilson Giovanny Gomez Montoya di Massa Carrara, secondo premio, insieme al padre; assente Raoul Bucciarelli di Belluno, terzo premio. frans terryn e giurati
Tra i segnalati al quarto posto erano presenti Giordana Cerutti di Brescia e Mario Secco di Cuneo. Fra i segnalati nell’antologia: Fiorenza Alineri di Asti.
Per la sezione collettiva (scuole, area disabilità, carcere) era presente Anna Mangia, primo premio, insieme alla mamma, assente l’insegnante Carla Chiarlone; non erano presenti Barruffo Giovanni di Aversa (Caserta), secondo premio, e la sua insegnante Concetta Crisostamo per motivi di distanza; assente anche Salvatore L. (carcere “Rodolfo Morandi” di Saluzzo), terzo premio.
Fra i segnalati al quarto posto della sezione collettiva: Stefano Hartvig di Torino insieme ai genitori e all’insegnante Daniela Callegari; Delia Caramalau di Torino insieme alla mamma.
Fra i segnalati nell’antologia: la giovanissima Irene Arancio di Torino e Francesca Canale della scuola elementare Silvio Pellico, Torino. ciotola 2 premio adulti

Tra i giurati a presenziare la cerimonia la professoressa Fabia Binci di Genova, la traduttrice Annette Seimer, il fotografo-pittore di sumi-e Domenico Benedetto, gli haijin Fanny Casali Sanna, Antonella Filippi e Oscar Luparia.
Assenti giustificati il prof. Fabrizio Virgili di Roma, la prof.sa Arianna Sacerdoti di Napoli, la prof.sa Alessandra Gallo, attualmente residente in Texas, Terry Olivi di Roma, Floriana Porta di Torino, gli sponsor Villaggio La Francesca nel Parco delle Cinque Terre (SP) e Villaggio Tonga Soa Beach Resort-Nosy Baraha di Sainte Marie (Madagascar).

Mentre i partecipanti prendevano posto, veniva proiettata ciclicamente una serie di diapositive relative alle molteplici attività di Cascina Macondo, giunta nel 2014 al ventunesimo anno di vita e di lavoro nel campo della poesia e letteratura, del lavoro sulla voce, del teatro e delle attività legate alla disabilità e al disagio.

ciotola primo premio adultiPietro Tartamella (direttore artistico di Cascina Macondo, insegnante e haijin) ha dato il benvenuto e, dopo aver esposto alcune indicazioni logistiche, ha mostrato il libro “Dove pòsa la neve”, edito da Cascina Macondo, che raccoglie i 114 haiku del concorso 2014 (57 per ogni sezione, compresi i 3 vincitori, i 7 pari merito nella sezione individuale e i 9 pari merito nella sezione collettiva, scelti tra i 942 pervenuti quest’anno). Caratteristica dell’antologia è quella di essere scritta con accentazione ortoèpica lineare, coraggiosa scelta editoriale di Cascina Macondo che mira a mettere in risalto la nostra lingua e a facilitarne la lettura, soprattutto a bambini e stranieri.
lettori di macondo
Il suono della campana tibetana ha scandito l’inizio dello spettacolo di lettura rituale in modalità Zikan dei 20 haiku finalisti. La suggestiva lettura è stata eseguita dai Narratori di Macondo (Annette, Fiorenza, Luana) insieme al gruppo VerbaVox (Erika, Giuseppina, Isa, Roberta, Silvio) e a Pietro Tartamella. Verso la metà dello spettacolo, spente le luci, Pietro ha messo alcuni rami di alloro nel fuoco del camino e il silenzio e l’oscurità si sono accesi di scoppiettii luminosi. Tutti hanno potuto cogliere negli haiku letti lo scorrere del tempo e delle stagioni, la realtà delle immagini e dei sentimenti, intervallati dai suoni dell’alloro sul fuoco, del flauto, dei dongu, della ciotola tibetana, del bastone della pioggia, delle voci armoniche dei lettori.

ciotola 3 premio adultiAnnamaria Verrastro (presidente di Cascina Macondo, insegnante, ceramista) coadiuvata da Clelia Vaudano (ceramista) ha poi mostrato la ciotola raku destinata al primo premio della sezione individuale, pronta per essere messa nello speciale forno all’aperto e ha spiegato cosa significa “raku” e in cosa consiste. Ha spiegato anche che rakuhaiku è il nome dato da Cascina Macondo ai manufatti raku che interpretano e plasmano nell’argilla una poesia haiku.
frans terryn e gruppo
Poiché il giorno della premiazione coincide con l’apertura della “campagna raccolta fondi” destinati ai progetti culturali di Cascina Macondo, Pietro Tartamella prende poi la parola per illustrare l’andamento del progetto europeo “Parol! – Scrittura e Arti nelle Carceri – oltre i confini, oltre le mura”, ormai giunto al secondo anno. Parol è un laboratorio interattivo di scambio tra artisti e carceri in Europa, al quale partecipano Belgio, Italia, Grecia, Serbia, Polonia. sacchetti di bustine di zucchero
Per quanto riguarda i laboratori, in Italia Cascina Macondo ha condotto quelli di Scrittura Creativa, Lettura Creativa ad alta voce, Poetica Haiku, Haiga-Haibun-Renga, manipolazione dell’Argilla e Ceramica, Teatro-Danza. Il progetto Good Morning Poesia, che fornisce ai detenuti l’opportunità di continuare a praticare la Lettura ad Alta Voce e un’occasione di crescita e confronto (ogni settimana, nell’orario più opportuno per gli Istituti Penitenziari, va “in onda” una poesia, un pensiero, un testo scelto dai detenuti formatisi con i laboratori di lettura ad alta voce del progetto PAROL, che viene letto al microfono) e lo spettacolo di teatro-danza “Bob e Beth”, interpretato dagli attori Nagi Tartamella e Florian Lasne, sono il corollario ai laboratori. fabia binci fanni casali
Per alcuni laboratori era previsto l’insegnamento anche in istituti di detenzione di altri Paesi, come è già avvenuto per il laboratorio di ceramica tenuto nell’agosto 2013 da Annamaria Verrastro nel carcere di Tilburg (Olanda) e per il progetto “Good Morning Poesia” tenuto da Pietro Tartamella nel carcere di Dendermonde (Belgio) nello stesso periodo.

daniela antonella bambinoVisto il mancato recepimento da parte di sponsor pubblici (la stessa CRT ha contribuito con 7.000 euro, ma togliendo a Cascina Macondo il finanziamento di 10.000 euro che da 7 anni dava per i progetti relativi alla disabilità!) e la quasi totale assenza di diffusione del progetto a opera dei media (Pietro ricorda che nel 2013 Cascina Macondo aveva organizzato una conferenza stampa, alla quale erano stati invitati 200 giornalisti di testate, radio e televisioni, alla quale non uno si è presentato…) e visto che l’Unione Europea finanzia solo il 40% del progetto, Cascina Macondo ha lanciato anche quest’anno il programma di sottoscrizione da parte dei privati cittadini “Adotta una Bolla di Sapone”, cui ogni persona può aderire versando anche solo 1 euro. Per raggiungere il traguardo mancano ancora circa 17.000 euro. Puoi fare un versamento di solidarietà se vuoi, sul C/C 1000/13268 presso Istituto Bancario “Banca Prossima”, filiale 05000 di Via Manzoni ang. Via Verdi, 20121 Milano – IBAN: IT13C0335901600100000013268 (versamenti in Italia; per i versamenti internazionali BIC: BCITITMX) intestato a Cascina Macondo, Borgata Madonna della Rovere 4, 10020 Riva presso Chieri (Torino), indicando la causale del versamento: Contributo alle attività istituzionali di Cascina Macondo – Adotta una Bolla di Sapone.
Ai sensi della Legge 266/91 questa donazione è detraibile/deducibile dalla dichiarazione dei redditi.
I nomi degli “adottanti” sono riportati e visibili sul sito di Cascina Macondo, dove si trova anche la pagina “Parol! Diario giorno per giorno il nostro cammino”, in cui chiunque può seguire l’andamento del progetto.
bustine di zuccheroAltre strategie di pubblicizzazione e raccolta fondi sono I Racconti della Tombola (gioco della tombola con racconti e letture, organizzato a Cascina Macondo o in casa di chi decide di ospitare questo evento), il progetto Rèdica (la “rete distributiva nelle case”, cioè l’acquisto con regolare fattura di un assortimento di libri da tenere per sé, da regalare o da rivendere) e le Bustine di Zucchero Parol con gli haiku dei detenuti in modo che il progetto Parol! entri nelle case della gente comune, che è quella che si attiva e si è sempre attivata di più.

Ha fatto seguito la proiezione di due video girati in occasione dello spettacolo fatto dai detenuti del carcere di Saluzzo il 23 gennaio 2014, una duplice e diversa visione dello stesso momento: il primo è di Carlo Bava, il secondo di Giulia Efnael Viero.
tutti giuratiPietro spiega che la novità è la presenza dei ragazzi della compagnia integrata (disabilità&normalità) “Viaggi Fuori dai Paraggi”, che a dicembre assisterà a uno spettacolo teatrale interpretato dai detenuti del carcere di Saluzzo, dopo di che i ruoli si invertiranno e saranno i ragazzi disabili a esibirsi davanti ai detenuti. Pietro racconta alcuni aneddoti relativi al primo incontro dei due gruppi: inizialmente i ragazzi disabili temevano l’entrata in carcere, poi erano talmente rilassati e sereni da trovare naturale accingersi a seguirli al piano delle celle. cottura fuoco bello
Pietro ricorda che l’8 gennaio 2015 ci sarà l’inaugurazione della prima delle tre mostre di manufatti, disegni, scritti dei detenuti che hanno partecipato al progetto Parol! presso il Circolo dei Lettori (Via Bogino 9, Torino), che durerà fino al 17 gennaio; dal 30 gennaio al 18 febbraio la mostra si sposterà al negozio InGenio – Bottega d’Arte e Antichi Mestieri (Via Montebello 28, Torino); dal 5 al 4 aprile 2015 la grande biblioteca MuntPunt di Bruxelles raccoglierà tutte le opere e gli scritti prodotti dai detenuti dei cinque Paesi coinvolti nel progetto.

merenda a macondoVisto che c’è ancora tempo prima di poter assistere all’estrazione dal forno della ciotola destinata al vincitore del primo premio-sezione individuale, Pietro racconta un altro aneddoto: uno dei detenuti del gruppo di Saluzzo, Preng, dopo aver seguito il laboratorio di Lettura ad Alta Voce ha scritto che mai avrebbe pensato di poter fare il verso del leone in una fiaba. Prima dello spettacolo, però, vedendo che nel pubblico c’era una signora anziana, dice a Pietro che si sarebbe trattenuto per non spaventarla e, in effetti, fa un “ruggito” più contenuto che nelle prove. pietro e anna e ciotola
Poi Pietro dà la parola alla prof.sa Fabia Binci, che ha tenuto una Lectio Magistralis sia nel carcere di Saluzzo sia in quello di Torino. Fabia spiega come si è sentita, inizialmente un po’ timorosa di non riuscire a trovare le parole per creare un contatto, rendendosi poi conto del fatto che le parole dette avevano aperto delle risonanze, dei varchi, in ognuno dei detenuti del gruppo e che in quel momento il carcere non aveva più sbarre o muri. Continua dicendo che il carcere deve essere un luogo di recupero e non solo di punizione, poi ribadisce, rivolgendosi in particolare ai ragazzi e bambini seduti in prima fila:
Bisogna vivere nel mondo non come pirati, che prendono per sé soltanto, ma come poeti, che guardano le cose vedendone la bellezza, che non annoia mai e ci rende più forti.”
L’haiku mi abitua a muovermi non lasciandomi sfuggire nulla e questo funziona anche in carcere, si può in questo modo essere liberi interiormente.”
Cambiare lo sguardo per ritrovare la bellezza, indossare gli occhiali della poesia, perché la parola poetica arricchisce tutti.

mario secco fanny casali pietro tartamellaQuando Annamaria Verrastro ha comunicato di essere prossima all’estrazione dal forno della ciotola rakuhaiku, i partecipanti alla premiazione si sono sparpagliati nel cortile “Alce Nero” per visitare lo spazio Shahrazade e ammirare i manufatti di ceramica prodotti a Cascina Macondo e anche per bere un tè caldo e mangiare una fetta di torta sotto Ookii Yanagi (“grande salice”), assiepandosi poi nella zona attorno al forno, delimitata da fettucce per protezione degli astanti.
La ciotola rakuhaiku è stata estratta incandescente dal fuoco, messa nella segatura per la riduzione dell’ossigeno, immersa quindi nell’acqua per il repentino raffreddamento che ha prodotto uno splendido “craquelé”, la seducente screpolatura dello smalto, la “ruga d’espressione” che personalizza la ciotola rendendola unica e inimitabile come l’impronta digitale. 
petro fabia
Appena rientrati nel salone i partecipanti hanno assistito alla proiezione dell’haiga (letteralmente “disegno di haiku”), una serie di diapositive realizzate da Domenico Benedetto e Antonella Filippi riportanti i 20 haiku selezionati come vincitori e pari merito nelle sezioni individuale e collettiva e le fotografie (nonché la musica) scelte per illustrarli.

camino alloroEd ecco la parte finale dell’evento: la consegna dei premi agli autori presenti: le ciotole rakuhaiku, gli attestati in carta di elefante, l’antologia dei 114 haiku selezionati edita da Cascina Macondo, le targhe in ceramica rakuhaiku per le scuole, il soggiorno di una settimana per 2 persone in una villetta del Villaggio La Francesca nel Parco delle Cinque Terre (La Spezia), il soggiorno di una settimana per 2 persone nel Villaggio Tonga Soa Beach Resort-Nosy Baraha di Sainte Marie (Madagascar).

antonella anna frans

 

SEZIONE INDIVIDUALE

Primo premio

Giorno dei morti -
il jisei di mio padre
sul segnalibro.


Frans Terryn, Belgio

Nel giorno dei morti (kigo) il jisei del padre trascritto sul segnalibro, ricercato o rinvenuto per caso, si carica di significati, in un’atmosfera di raccolta malinconia e consapevolezza (wabi-sabi). Il jisei è la poesia del congedo dal mondo che i maestri zen componevano alle soglie della morte (yugen).
Il segnalibro è solo un pezzetto di carta, ma porta in presenza del padre: di tutta una vita non restano che poche parole, tracciate sul limite estremo, ma diventano Segno e trasmettono il messaggio della sacralità della vita, bene immenso ma fragile e effimero (aware).



gianny dilson anna pietroSecondo premio

Dentro a un cassetto
in un campo di rose
mamma a vent'anni


Dilson Giovanny Gomez Montoya, Massa Carrara

Permea l’haiku lo stupore affettuoso (wabi) con cui si scopre nelle foto di famiglia i tratti delle persone che amiamo. La percezione del tempo che passa si snoda in un continuo ribaltamento a catena. Dapprima si immagina un cassetto in un campo di rose, poi si scopre che sono le rose nel cassetto, in una foto della madre a vent’anni. È giovane e piena di energia, così diversa da quella che il figlio vede nel quotidiano. (O forse la ricorda, e allora l’immagine del cassetto si connota di altri sensi e richiama l’idea di una bara). La madre abbellisce le rose e ne è abbellita: il giovane prova un sentimento leggero di nostalgia (aware), in un’atmosfera di tenero spaesamento e mistero (yugen).



Terzo premio

Pioggia nel bosco.
Marcisce tra quei fiori
la tua lettera.


Raul Bucciarelli, Belluno

Piove nel bosco (kigo), malinconia sottile, tristi pensieri, solitudine (sabi). Qualcosa non è andato come si sperava. Una storia si è guastata, ne è testimonianza  la lettera scagliata via con rabbia e dolore. Ma, stupore (wabi), è finita proprio tra i fiori, marcirà con essi, diventerà humus che nutrirà altri fiori. Qualcosa cambia sempre e in questo essere aperti a cogliere i cambiamenti consiste il fascino dell’haiku. Anche dalle storie finite possono nascere fiori, simbolo di futuro. Saggezza è vivere senza angoscia, con serenità, consapevoli che tutto passa e anche questo dolore passerà (yugen).



bambineSEZIONE COLLETTIVA

Primo premio


Nell'orto di nonno
i fiori per la tavola
nonna era viva


Anna Mangia, Torino  - Insegnante Carla Chiarlone primo premio collettiva

Salta agli occhi in ogni orto l’angolo dedicato ai fiori, uno spazio incantato di diversità cromatica, denso di profumi. Non può non notarlo con tenera meraviglia (wabi) la nipote che sente l’urgenza di condividere con altri il ricordo. È il nonno il custode dell’orto, ma era la nonna a curare i fiori destinati ad adornare la tavola. Era lei a portare la bellezza in casa, nel variare delle stagioni, e tutto diventava subito speciale. Ora la nonna non c’è più (nostalgia, tensione dolce e profonda, aware), i fiori (kigo) continuano a sbocciare, forse ne resta solo il ricordo, ma si incastona nelle vicende di famiglia e testimonia una continuità di affetti che resiste all’usura del tempo.


2 premio collettivaSecondo premio

E ora ciao
prendo l'adolescenza
e vado via


Giovanni Barruffo, Aversa (Caserta) - Insegnante Concetta Crisostamo

L’haiku si apre con un guizzo di freschezza. Il ragazzo, di cui si avverte la voglia intensa di libertà, sente che è arrivato il momento di affrontare il mondo adulto e allora, quasi come una valigia, prende l’adolescenza (kigo temporis) e va via. Non è un congedo rabbioso, piuttosto un chiudere leggero una porta, senza rinnegare il passato, che comunque sceglie di portare con sé (aware), per aprire quella del futuro, forte di sogni e di speranze, attrezzato per decidere, per vivere, per essere. Ed è il primo a meravigliarsene (wabi): ora dipende da lui perseguire e attuare i suoi desideri, i suoi progetti, le sue aspirazioni.


3 premio collettivaTerzo premio

raggio di sole
che penetri leggero
da una crepa…


Salvatore L., Carcere “Rodolfo Morandi”, Saluzzo

Il senso di attesa, sottolineato dai puntini di sospensione, carica l’haiku di suggestione, in un silenzio fuori dal tempo (sabi). Il raggio di sole (kigo) che penetra dalla crepa risveglia l’attenzione, guizza di luce, riscalda e lascia balenare il mistero nascosto dietro l’apparenza delle cose (yugen). A lui si rivolge direttamente l’autore. Il raggio di sole dura poco (wabi) ma ritornerà. Se nel muro (che separa e rinchiude) c’è una crepa, qualcosa di positivo può entrare. Può essere un incontro, un’esperienza, la luce della poesia che scardina le barriere. “C’è una crepa in ogni cosa. È da lì che entra la luce” (Leonard Cohen)


gruppoVerso le ore 18.00, terminata la consegna dei premi ai presenti, Pietro Tartamella ferma l’uscita disordinata dei partecipanti manifestando l’intenzione di procedere, come usuale, alla chiusura rituale della giornata suonando la campana: così come all’inizio questa era girata in giù, per radunare metaforicamente tutti i partecipanti in questo luogo, ora la campana verrà girata in su per far uscire simbolicamente gli intervenuti.
I partecipanti alla giornata hanno così lasciato i suoni, la luce e il calore di Cascina Macondo per raggiungere la propria automobile e tornare ognuno verso casa.

Antonella Filippi
 

 

 

 

Adotta una bolla di sapone

Rassegna stampa progetto Parol

Il progetto Parol

banner con la tua foto a mezzo busto

Video documentario del saggio di lettura dei detenuti di Saluzzo

video di Carlo Bava 
video di Giulia Efnael Viero

meeting internazionale Parol a Cascina Macondo

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 11 Dicembre 2018 08:35 )
 

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