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L'ASSASSINO DEI SOGNI prefazione di Francesca De Carolis PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Mercoledì 06 Agosto 2014 06:26

 

L'ASSASSINO DEI SOGNI

lettere fra un filosofo e un ergastolano 

prefazione di Francesca De Carolis


edizioni Stampa Alternativa
pagg. 63 - euro 1,00

ISBN  978862224178
in libreria

 

assassino dei sogni

 

 

 prefazione

  “Carmelo Musumeci, condannato all’ergastolo, è in carcere dal 1991. Attualmente è nel carcere di Padova. In questi anni ha   studiato, si è laureato in legge e da anni conduce con grande ostinazione una battaglia contro l’ergastolo. Alla sua iniziativa hanno aderito personaggi come Veronesi, Margherita Hack, Don Ciotti, Rodotà… e continuano ad aggiungersi nomi. Da sempre scrive: racconti, riflessioni, lettere… per scandagliare senza pietà il suo passato, ma soprattutto per raccontare a chi è fuori il mondo di quelli che definisce “morti viventi”, chiusi nel ventre dell’Assassino dei sogni.
Giuseppe Ferraro insegna filosofia della morale all’Università di Napoli Federico II, e in carcere tiene corsi di filosofia. Con Musumeci condivide il carattere passionale e ostinato. Il loro incontro si è presto trasformato in un confronto continuo e serrato, sul percorso della battaglia di denuncia, delle illegalità che in carcere si consumano, ma anche per la costruzione di strade possibili.  
Questo testo è il “distillato” di due anni di scambio epistolare, che registra incontri, speranze, battaglie, discussioni, (…) momenti di abbandono. Dal giugno del 2009, al luglio del 2011. Da estate a estate, il racconto dell’inverno e dell’inferno della vita in prigione, ma anche della prigione che può diventare anche la vita fuori.  Un confronto anche fra scritture. Sincopata quella dell’ergastolano, complessa e ampia quella del filosofo.
Il fascino discreto della scrittura epistolare rimane intatto in queste pagine nonostante oggi siamo abituati al frenetico ritmo e linguaggio di “ scambi in rete”. Anzi, in qualche modo, qui il mezzo è valore aggiunto in più, diventando racconto esso stesso. In primo piano la realtà chiusa della cella da cui partono le lettere dell’ergastolano, ma sullo sfondo anche è anche l’Italia delle periferie, dove il crimine nasce e trova motivo di crescita, delle scuole degli abbandoni, delle strade, che il filosofo percorre, del nostro Sud. Pagine che, quando tutto sembra perso e il buio sta per avere il sopravvento, diventano lezioni e iniezioni di vita, per l’ergastolano, per il filosofo, ma forse anche per tutti noi. Un suggerimento: da leggere nei licei”.

Carmelo Musumeci - Giuseppe Ferraro
L’ASSASSINO DEI SOGNI
Lettere fra un filosofo e un ergastolano
a cura di Francesca de Carolis - Ed StampaAlternativa - Collana Mille lire

http://www.laltrariva.net/?p=994

Stampa Alternativa

Ristretti Orizzonti

 

lettura di Pietro Tartamella

Oggi, domenica 3 agosto 2014, sono partito per Saluzzo alle ore 11.00.
Giunto al distributore di benzina all'inizio di Regione Bronda, chiuso perché è domenica, ho parcheggiato nel piazzale. Avevo bisogno di un’oretta per cominciare a leggere “L’ASSASSINO DEI SOGNI”, edizioni Stampa Alternativa, costo 1 euro, già in libreria. Un libretto di sole 63 pagine inviatomi dalla giornalista Francesca De Carolis qualche giorno fa. Sono solo 63 pagine, ma le cose da fare sono sempre così tante che il tempo di leggere è davvero poco, e leggo a spezzoni, quando posso, e nei luoghi più impensati.
Il libretto raccoglie le lettere che si sono scambiati Carmelo Musumeci ergastolano, e Giuseppe Ferraro filosofo. La lettura mi ha preso così tanto che a momenti dimenticavo che dovevo recarmi al carcere Rodolfo Morandi per la consueta Good Morning Poesia domenicale.
E’ un libretto davvero interessante l’Assassino dei Sogni. Ci sono molte idee, riflessioni, spunti, pensieri. Ed è bello vedere due uomini chi si parlano così sinceramente col cuore in mano. Vale la pena riportare alcuni passi.


Giuseppe scrive:
La pena deve essere un diritto, non una condanna, non una punizione. Un diritto. E’ un paradosso? Sì. I diritti del detenuto devono cominciare dalla pena come diritto di ripensare se stessi, di ritrovare quelle parti di sé mai conosciute e sempre sapute”.

Carmelo risponde:
Della tua lettera mi ha colpito molto il concetto “la pena deve essere un diritto, non una condanna, non una punizione”. E’ una idea sociologica rivoluzionaria, geniale! Se la pena è un diritto di chi ha sbagliato, non può e non deve fare male, non può essere eterna, deve essere una pena che deve guarire

Giuseppe scrive il 17 luglio 2009:
Ecco cosa penso, ergastolo significa messa a lavoro, anzi condizione di messa a lavoro. Bisogna riprendersi queste parole. Bisogna dire quanti anni di ergastolo uno è chiamato ad avere diritto come pena da svolgere, nell’opera, un’azione di restituzione alle relazioni sociali…

Carmelo il 22 luglio scrive:
…Spesso le persone vengono rinchiuse per essere abbandonate a se stesse. In questo modo il carcere non ti fa capire nulla e trasforma il colpevole in una vittima. Ma ora ti lascio, ho una lotta molto più importante dell’abolizione dell’ergastolo da portare avanti: dopodomani mi viene a trovare mio nipotino e devo fare un sollecito per avere una risposta all’Istanza che ho inoltrato, dove chiedo se posso portare nella sala-.colloquio un mio libro per potergli leggere le mie fiabe. Non sarà facile, non è mai successo, ma io per mio nipotino non ho paura di mettermi contro “L’Assassino dei Sogni”.

Giuseppe il 1 agosto scrive:
… Pericle si vantò della democrazia dichiarando con orgoglio di come avesse fatto della sua città una scuola. Questo manca sempre alla democrazia per essere tale. Anche il carcere reclama di diventare una scuola, dalla quale ci si può licenziare con merito o essere detenuti per ripetizione, ma dove non si può ripetere sempre la stessa classe quando si è stati promossi ad essere se stessi a pieni voti”.

Il 3 agosto 2009 Carmelo, rispondendo alla lettera di Giuseppe, scrive:
Non sono riuscito a portare dentro la sala-colloqui il mio libro di fiabe, ma conoscendo l’ottusità dell’Assassino dei Sogni, avevo chiesto l’alternativa di poter entrare nella sala con qualche foglio scritto, in questo modo sono riuscito a leggere al mio nipotino due fiabe. Lui di nascosto mi ha portato da fuori una piccola foglia. Quando sarà grande gli racconterò che quella è stata la sua prima volta che ha infranto la legge degli uomini e lo ringrazierò per averlo fatto, perché il suo gesto mi ha reso felice…”.

 

Ecco alcuni altri pensieri che invitano e sollecitano riflessioni:

 

 “non puoi immaginare quanto sono cattivi i buoni,
specie quelli che pensano di fare
solo il loro lavoro e di farlo bene”

Carmelo Musumeci



“In carcere è difficile essere se stessi.
Dobbiamo essere cattivi, furbi, scaltri e malvagi,
solo così l’Assassino dei Sogni
ti dà qualche probabilità per farti uscire”

Carmelo Musumeci


“La legalità è fatta di legami.
Se mancano i legami, mancano la fiducia e la speranza.
Le regole senza relazioni sono vuote.
Le relazioni senza regole sono cieche”

Giuseppe Ferraro



“Un uomo che non lotta per i suoi diritti,
non ha diritto di essere felice e forse neppure
di andare in paradiso, perché non credo che neppure a Dio
piacciano i vigliacchi e gli opportunisti”

Carmelo Musumeci


“La giustizia giusta è quella che restituisce i legami,
la giustizia ingiusta è quella che giudica recidendo per sempre
i legami con i tuoi cari e i legami con la società”

Giuseppe Ferraro



“Spesso le persone vengono rinchiuse
per essere abbandonate a se stesse.
In questo modo il carcere non ti fa capire nulla
e trasforma il colpevole in una vittima”

Carmelo Musumeci



“La pena deve essere un diritto,
non una condanna, non una punizione.
I diritti dei detenuti devono cominciare dalla pena
come diritto di ripensare se stessi, di ritrovare quelle parti di sé
mai conosciute e sempre sapute”

Giuseppe Ferraro



“Domani viene mio figlio Mirko a portarmi i suoi figli, i miei nipotini.
Fuori della porta del carcere ci sarà il mio angelo a dargli due giocattoli per me.
Non possiamo farlo noi con le nostre mani,
perché all’Assassino dei Sogni non piacciono i bambini e i giocattoli”

Carmelo Musumeci



“Il mondo cambia
non a poco a poco,
ma a uno a uno”

Giuseppe Ferraro



“Il detenuto non ha tempo di pensare alla sofferenza
che ha arrecato agli altri, perché in carcere diventa egoista,
e pensa piuttosto alla sofferenza che ora gli altri recano a lui.
Per questo dal carcere si esce peggiori
di quando si è entrati. I “buoni” vogliono così”

Carmelo Musumeci




“Posso fare ben poco per abolire l’ergastolo ostativo,
ma intanto posso incominciare a sognare che i cattivi
aiutino le persone “perbene” a diventare buoni”

Carmelo Musumeci

 

 

Devo proprio andare adesso! Sfreccio con l’auto sino al cancello del carcere in mezzo a queste nuvole grigie autunnali che non vogliono farci vedere l’estate.
Salgo al quarto piano con l’amplificatore.
L’ascensore non funziona! Quattro piani a piedi con l’amplificatore!
Arrivo alla barberia dove il gruppo Parol mi aspetta. Mentre mi salutano faccio segno con la mano che devo prendere fiato. Sistemiano l’attrezzatura con più calma del solito. Devo prendere fiato.
Al quarto piano c’è un agente nuovo che non avevo ancora incontrato. Non sa nulla di Parol né di questi appuntamenti domenicali. Mi chiede che cosa stiamo facendo. Resta sorpreso di sapere che siamo lì per leggere poesie ad alta voce e augurare Good Morning Poesia a tutti i detenuti e agli agenti e a tutti coloro che sono lì in carcere. Quando poi avremo finito la lettura anche nell’altra barberia della sezione 2 la sorpresa dell’agente è ancora più grande nel constatare che Good Morning Poesia è durata in tutto una ventina di minuti. Mi chiede: “E adesso?”
E adesso torno a casa, rispondo. Era meravigliato che fossi venuto da Torino sino a Saluzzo solo per una mezz’ora di lettura! La sua meraviglia è ancora più grande quando, rispondendo ad una sua curiosità, scopre che esiste un mestiere come il mio: insegnare a leggere ad alta voce! Chiede ai detenuti cosa ne pensano di queste attività. Preng, Antonino, Salvatore prendono la palla al balzo per esprimere la loro passione per  le cose che stanno facendo. Mi accorgo con simpatia che sciorinano con disinvoltura tutte le cose che hanno imparato al leggio…
Chissà, forse la curiosità dell’agente è dipesa un poco anche dall’essersi imbattuto nell’ascolto casuale di un brano. Oggi ho scelto di leggere al microfono alcuni versi dell’Eneide di Virgilio.
Antonino, Salvatore, Preng, mi dicono che se ci sono dei problemi possono fare una colletta tra i detenuti per l’acquisto dell’amplificatore da lasciare al carcere, così non sarò costretto a venire ogni domenica, e loro saranno autonomi nel gestire da soli Good Morning Poesia.

 

 

ADOTTA UN GRAPPOLO DI BOLLE DI SAPONE

I nomi di tutti coloro che adottano bolle di sapone sono pubblicati sul nostro sito.
Ci auguriamo che questo elenco possa contenere anche il tuo nome,
e che possa diventare lunghissimo, così lungo, e fitto, e straripante di nomi,
da essere percepito come una grande comunità

di cittadini  lungimiranti che condivide e sostiene Parol !
Considerando che ci sono ancora moltissimi amici di Cascina Macondo
che ancora non hanno adottato un grappolo di bolle di sapone,
possiamo sperare di farcela!
Spargi la voce, mobìlitati, adotta anche tu...

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 08 Agosto 2014 09:25 )
 

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