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HAIKU E DISABILITA'
UNA LEZIONE DI HAIKU

di Pietro Tartamella

 

 

Ho spiegato che l’haiku ha solo tre versi di 5 – 7 – 5  sillabe.
Confondono a volte la sillaba con la parola, o con la semplice lettera. Un po’ di parole e giochi col tamburo per far capire la sillaba.
Ora va meglio. Abbiamo parlato di Kigo e di stagioni.  Proviamo a scrivere un haiku allora. Ma tutti, di volta in volta, dovete aiutare i compagni ad avere ciascuno il proprio haiku. Li faremo insieme, perché è difficile scrivere un haiku. Insieme ce la faremo. Mirella cosa vorresti scrivere nel tuo haiku? Raccontaci una cosa che ti sta a cuore, che ti ha colpito, una cosa che hai fatto e che ricordi con piacere, ma anche con dispiacere è lo stesso, quello che vuoi tu. 
“A me piace quando aiuto a sparecchiare e togliamo  i piatti, i bicchieri, le posate, e io li porto in cucina e poi prendiamo il caffè”.
Benissimo! Però ci sono tante parole in questo racconto. Dobbiamo toglierne qualcuna se vogliamo fare un haiku. Pensaci bene, fra le cose che hai raccontato qual è quella che ti piace proprio di più di più di più?
Mi piace piegare la tovaglia”.
E perché ti piace?
Perché è bello piegare la tovaglia in tante parti quando lo faccio da sola e anche quando mi faccio aiutare.
Pie-ga-re-la-to-va-glia, sono 7 sillabe! Abbiamo trovato un verso dell’haiku! Però non può essere il primo verso, e nemmeno il terzo, perché loro devono avere 5 sillabe. Quale verso potrebbe essere allora?
Il secondo”.
Certo Carlotta, il secondo che deve avere 7 sillabe. Ora dobbiamo trovare il primo verso, cosa potremmo scrivere nel primo verso Mirella? Chi ha un’idea? Perché, secondo voi, piace così tanto a Mirella piegare la tovaglia, forza Lina, Giuditta, Pietro, Carlotta, Maria, Peppino.
Perché così va via lo sporco che c’è sulla tovaglia dopo mangiato”.
Brava Lina, quindi cosa piace a Mirella?
Vedere pulito”.
Certo Carlotta! Ve-de-re-pu-li-to, peccato però!
Sono 6 sillabe, ce n’è una in più!”.
Proprio così Carlotta hai contato giusto ci sono 6 sillabe.
Non va bene, dobbiamo trovare 5 sillabe”.
No, non va bene,  chi ha un’idea? Giuditta cosa vuol dire secondo te “vedere pulito”?.
Che è tutto sparecchiato”.
Certo, ma sparecchiando che cosa fa Mirella?
Mette a posto”.
Sì! Allora vuol dire che a Mirella piace fare che cosa…?
Piegare la tovaglia”.
Ma mentre piega la tovaglia lo fa perché le piace che cosa…?
Mettere a posto”.
Indovinato Peppino! Met-te-re-a-po-sto.
Carlotta conta sulle dita le sillabe: “no, non va, sono 6 sillabe!”.
In coro contiamo le sillabe ad alta voce con le dita “met-te-re-a-po-sto”.
Hai ragione Carlotta sono 6 sillabe. 
Peccato!”.
No! Un momento ragazzi… è giusto! Ma certo. Vi insegno un segreto, si chiama crasi. Come si chiama il segreto che adesso vi insegno?”. 
Crasi”.
Indovinato: quando una parola finisce per vocale a la parola che segue inizia per vocale le due sillabe si fondono e possiamo conteggiarle come una sillaba sola.
“Allora sono 5! E’ giusto”.
Sì è giusto Carlotta infatti: “met-te-rea-po-sto” sono 5 sillabe.
“Meno male che ci sono i segreti nell’haiku”
Ma secondo voi c’è il Kigo in questo haiku? 
“Che cos’è il Kigo?”.
Maria, lo abbiamo spiegato prima, Kigo vuol dire stagione. Secondo voi si capisce in quale stagione avviene quello che Mirella racconta nel suo haiku?
“A mezzogiorno”.
Bèh, Pietro, potrebbe essere anche la sera…
“No, no, era mezzogiorno” conferma Mirella.
Ma si capisce la stagione?
“Era primavera, faceva caldo, eravamo nel giardino” specifica Mirella.
Però uno che sente solo queste parole: “mettere a posto piegare la tovaglia” non capisce che faceva caldo quando Mirella metteva a posto e piegava la tovaglia.
“E’ vero, non capisce!”.
Per far capire che era primavera, o estate, cosa possiamo scrivere nel terzo verso?
“Che era estate”.
Sì, potremmo scrivere che era estate, ma d’estate cosa potrebbe esserci sulla tovaglia, in giardino?
“C’erano le formiche”.
Brava Mirella, c’erano le formiche! E quando piegavi la tovaglia una formica potrebbe essere rimasta…
“Piegata nella tovaglia”. Tutti ridono.
 
 
Mettere a posto
piegare la tovaglia
con la formica
 
Haiku di Mirella

 
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 MANIFESTO DELLA POESIA HAIKU IN LINGUA ITALIANA

PARTE PRIMA:       L’HAIKU ITALIANO E LA POETICA HAIKU
PARTE SECONDA:   SILLABE E METRICA NELL’HAIKU IN LINGUA ITALIANA

 

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Haiku e disabilità - una lezione di haiku


il cannocchiale verde - riflessioni sulla poesia della disabilità e dell'handicap

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per un baràttolo di storie

 

 

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